C’è la neomamma che ha fatto pratica come zia e crede di sapere già tutto, ma quando ha tra le mani il suo primo figlio non sa da dove iniziare. C’è la coppia preoccupata che i fratellini non accettino la sorellina in arrivo. C’è la dottoressa che ha riempito l’ambulatorio di giochi e stampe colorate. C’è il papà che non si muove da due ore, o il neonatologo che narra di quando ha voluto essere in sala parto a “tirar fuori” il suo stesso figlio. Sono solo alcune delle storie di “Vite in attesa”, il percorso espositivo di foto e racconti dedicato alta sorpresa della nascita, inaugurato oggi, presso il San Giuseppe di Via San Vittore, storico ospedale a due passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio, dove sono nate intere generazioni di milanesi.
Abbiamo cercato di cogliere le facce di un terminal affollato, sempre aperto e pronto a tutto “Vite in attesa” di una nuova vita che sta per arrivare o è appena arrivata, con tutto il carico di dubbi, desideri e aspettative che porta con sé. Ritratti che raccontano gioie e paure, domande e risposte di tutti coloro che aspettano un bambino, per vederlo nascere e crescere. Perché l’attesa non è solo delta madre, ma dell’intera famiglia, della cerchia di amici, del ginecologo e dell’ostetrica che seguono la gravidanza, di tutti quelli che vedono la panda e sorridono, pensando al miracolo della vita.
Vite in Attesa_05
Un progetto di storytelling dedicato alla città che, dal 2013, ne “cataloga” gli abitanti: «Ogni tentativo di descrivere il viaggio del venire al mondo si scontra con l’impossibilità di dialogare con quei ‘naviganti’ sfiniti e muti che sono gli umani neonati, quindi non si può fare altro che provare a raccontare chi aspetta, chi freme, chi si prepara come può ad accogliere i nuovi arrivi», spiegano Bianca Borriello e Stefano D’Andrea, storyteller di “Umani a Milano”.

Tutta la mostra si snoda tra i corridoi dell’ospedale, donando all’intero ambiente la sensazione di un vissuto familiare, fatto di vicinanza e di incredibile empatia con i soggetti fotografati. Ogni scatto riporta una didascalia che però spesso risulta superflua dato che ogni emozione si può benissimo cogliere negli occhi colmi di gioia dei genitori alla vista della nuova vita che tengono tra le braccia. Istanti di felicità impressi nella pellicola che d’ora in poi accompagneranno le future famiglie nell’avventura della maternità.