A molti giornalisti capita di passare intere ore della propria giornata a scandagliare video di conferenze stampa o lunghe interviste per trovare frasi salienti da utilizzare. Il compito è un po’ meno arduo se si ha a disposizione uno script del discorso, ma anche in questo caso, se si ha bisogno del contenuto video, sarà necessario cercare a tastoni il punto giusto.

Questa difficoltà non è sfuggita a Pietro Passarelli, un ragazzo italiano che da anni studia e lavora in Inghilterra. La scorsa estate, durante un’internshipal Times, Passarelli ha sviluppato quickQuote, un’applicazione open source che permette di velocizzare l’intero processo di trascrizione. L’app consente infatti di caricare un video con una persona che parla e fornisce immediatamente lo script: il testo scorre verso il basso man mano che il discorso procede, in modo da essere sempre corrispondente al parlato. A questo punto, è possibile evidenziare la parte del testo che interessa e l’applicazione genererà immediatamente la parte di video corrispondente. Il prodotto ottenuto, una videoclip con una citazione tra virgolette sopra, può essere direttamente esportato e Passarelli sta lavorando sulla possibilità di pubblicare direttamente su Twitter o su YouTube dall’applicazione.

Il programma di trascrizione usato è SpokenData, di proprietà di una piccola compagnia della Repubblica Ceca , che è gratis soltanto per i primi 15 minuti di video. Ogni utente, tuttavia, può personalizzare l’app impiegando un programma di trascrizione più congeniale o, nel caso delle redazioni, quello a cui si è abbonati. QuickQuote potrebbe rivelarsi un tool molto utile per chi lavora nell’online e ha tempi contingentati per produrre contenuti video, ma anche per le redazioni televisive, dove di solito il problema per i giornalisti è sincronizzare il proprio lavoro con quello dei montatori: un’app che consente di fare le due cose insieme può essere la soluzione. Una grossa mano potrebbe darla anche ai giornalisti alle prese con video-inchieste, abituati a trascrivere manualmente interviste molto lunghe, lavorare sullo script e poi ritornare nuovamente al monitor, nella speranza che quello che suona bene sulla carta funzioni anche in video.

«Il virgolettato di per sé spesso non racconta tutto -dice Passarelli, intervistato da NiemanLab-. Ci sono molti altri elementi della comunicazione non verbale come tono, linguaggio del corpo, emozioni trasmesse che non si colgono in una trascrizione testuale e che invece sarebbero fondamentali per capire a pieno ciò che viene detto». «Un’altra sfida -si legge nel report del progetto quickQuote- è fornire ai giornalisti uno strumento che possano utilizzare dall’inizio alla fine senza bisogno di affiancamento». A quanto pare, missione compiuta.