Un compleanno importante, da celebrare con 10 giorni di puro cinema. Il Milano Film festival compie 20 anni, ma l’età non si fa sentire. Anzi. Il Festival del ventennio, dal 10 al 20 settembre, è un festival dalle mille anime, ma sempre con un occhio puntato sui giovani. «Una scelta che arriva da lontano – racconta Beniamino Saibene, fondatore di Esterni – dalla nascita di questo progetto. Io e Lorenzo Castellini (l’altro fondatore ndr.) ci siamo detti: “Se arriviamo alla ventesima edizione lo faremo con i giovani”. E così è stato». Una scelta che ha pagato nelle scorse edizioni, in termini di pubblico e di originalità.

La nuova edizione promette bene: tante location, come il teatro Strelehr, lo spazio Oberdan, il Mimat, il Mic, il Barrio’s, la Cascina Cuccagna per i più piccoli e le serate al parco Sempione, nuovi e storici partner, da Nastro Azzurro a MM, temi e filoni diversificati. Un’opportunità unica per Milano, come conferma l’assessore Del Corno: «Milano è una città che accoglie con curiosità anche spettacoli teatrali e iniziative culturali in altre lingue. Una curiosità che si rinnova ogni anno proprio al Milano film festival che ha una forte vocazione internazionale, particolarmente importante quest’anno, quando, con Expo, Milano si è aperta al mondo. La 20esima edizione del Festival è un traguardo importante che ha segnato l’indispensabilità di qualcosa che mancava». Il festival, insieme ad altri 7, fa parte del Milano film network, una rete di iniziative aperte a 360 gradi sul mondo del cinema: «Milano non avrà un grande festival, ma ne ha uno che continua tutto l’anno», chiude Del Corno.

Ma qual è il reale obiettivo della ventesima edizione? Secondo il direttore artistico del Festival, Alessandro Beretta, «è il senso dell’esperienza, l’ immergersi nelle storie e vivere il ritmo festivaliero. Non abbiamo star da red carpet ma storie che il pubblico porta con sé». Per muoversi tra le proiezioni dei due concorsi di lungometraggi e cortometraggi, sono stati creati degli hashtag tematici che guideranno gli spettatori. Da #bullismo, rappresentato tra gli altri da Flocking, film svedese tra i più sconvolgenti in concorso che racconta il mondo della violenza tra ragazzi e genitori, a #sla, con la pellicola di Patrick O’Brien, protagonista e regista del film TransFatty Lives, un “inno alla vita” che racconta la malattia che l’ha colpito, fino a #europa, con Our City diretto da una regista migrante, Maria Tarantino, italiana a Bruxelles, che ha analizzato le contraddizioni di una città che incarna l’ideale europeo.

I corti in concorso sono 54 provenienti da tutto il mondo. Molti anche i focus del Festival, come quello sul Cinema austriaco, in cui Nikolaus Gayrhalter presenterà in anteprima italiana il suo film Over the Years, nel quale per 10 anni segue gli ex lavoratori di una fabbrica tessile fallita.

Tra i fuori concorso, molte le proposte interessanti. La serie I grandi registi, propone l’anteprima del nuovo documentario di Thomsen su Fassbinder , Nitrate frames di Mirko Stopar, che ripercorre la misteriosa vita della diva Renee Falconetti, ovvero la Giovanna D’arco del celebre film degli anni ‘20, e un omaggio a Orson Welles; alcune pellicole si soffermeranno sull’importante e attualissimo tema dell’alimentazione, da Our daily bread, a Sugar coated (in anteprima), a Georgica. Uno spazio sarà dedicato alla musica con il documentario Enzo Jannacci lo stradone col bagliore, un ritratto unico del cantautore milanese. Di grande impatto la rassegna Colpe di stato curata da Paola Piacenza su temi di importanza storica e sociale, con titoli come Falciani’s tax bomb, sul protagonista del celebre Swissleaks, o Those Who feel the fire burning, pellicola interamente girata in soggettiva, dalla prospettiva di un migrante. Grande spazio dedicato alle scuole e ai nuovi talenti, per cui è stato organizzato il Nastro azzurro video talent award.

Tra gli altri progetti, Linea gialla, sponsorizzato dallo storico partner MM (che quest’anno compie 60 anni), che racconterà i cambiamenti di Milano nel corso degli anni attraverso i film, la proiezione dell’atteso film Life, sul sodalizio tra James Dean e il fotografo di Life, Dennis Stock, l’attesa Japan night, in cui verrà proiettata la pellicola The birth of sake, seguita da una festa giapponese su un originale “sushi tram”, Rivedere Metropolis, che permetterà agli spettatori di rigustare il capolavoro al teatro degli Arcimboldi. Gli amanti dell’animazione non resteranno delusi, con una maratona di cortometraggi animati e la proiezione al parco Sempione di Song of the sea, lo scorso anno candidato all’Oscar.

Il progetto più curioso è certamente Off side, nel quale verrà organizzata una proiezione segreta in luogo segreto. Sui social o in alcuni luoghi del festival verranno lasciati alcuni indizi sul luogo della proiezione e sul film in anteprima assoluta: la gente pagherà il biglietto per andare a vedere qualcosa che non sa.
Ce n’è per tutti i gusti. È ora di cominciare.