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	<title>magzine &#187; viktor orban</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Consiglio europeo straordinario, riarmare l&#8217;Europa tra difesa e sostegno all&#8217;Ucraina</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 18:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Il piano ReArm Europe è benvenuto da tutti i leader e sono fiduciosa che sarà usato». Così annuncia trionfante la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella conclusione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/03/rearm-europe-von-der-leyen.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="rearm europe von der leyen" /></p><p>«Il piano <strong>ReArm Europe</strong> è benvenuto da tutti i leader e sono fiduciosa che sarà usato». Così annuncia trionfante la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella conclusione del <strong>Consiglio europeo straordinario</strong> che si è tenuto giovedì 6 marzo al palazzo Europa di Bruxelles. I 27 Paesi dell’Unione europea hanno quindi dato il via libera all’unanimità al piano da <strong>800 miliardi di euro</strong> per rafforzare la Difesa comune per «affrontare autonomamente minacce immediate e future». Essendo questo un Consiglio informale, Il piano verrà nuovamente discusso alla prossima riunione ordinaria, in programma il 20 e 21 marzo, e ci si aspetta venga approvato formalmente.</p>
<p>Il Consiglio, chiamato dal presidente <strong>Antonio Costa</strong>, oltre ai leader dei 27 Paesi europei che già vi fanno parte, ha visto la partecipazione anche del presidente ucraino Volodimir Zelensky in veste di invitato speciale, con l’obbiettivo di discutere, oltre al piano di riarmo, il rinnovo del sostegno dei Paesi europei all’Ucraina. <mark class='mark mark-yellow'>Ciò accade dopo le forti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump</mark>, che <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2025/03/04/news/trump_sospende_gli_aiuti_militari_all_ucraina_ecco_cosa_succede-424040940/" target="_blank">ha sospeso gli aiuti militari</a> e ha fatto capire che intende disimpegnarsi il più possibile dal conflitto russo-ucraino.</p>
<h2>Un piano economico e finanziario in cinque punti</h2>
<p>Il progetto di ReArm Europe che era stato preparato e presentato da von der Leyen pochi giorni prima dell’inizio dei colloqui, prevede che <mark class='mark mark-yellow'>i Paesi membri dell’Unione Europea possano aumentare le spese militari e il proprio debito oltre i limiti consentiti, senza violare il Patto di stabilità, fino a un massimo di 650 miliardi di euro</mark>. Prevede inoltre <strong>un fondo da 150 miliardi di euro</strong> messi a disposizione dalla Commissione, da cui i Paesi membri potranno ottenere <strong>prestiti per finanziare le proprie spese militari</strong>.</p>
<p>Ad oggi, secondo l’International Institute for Strategic Studies, l’Unione europea spende <strong>457 miliardi di euro per la Difesa</strong>. Il nuovo piano porterebbe quasi a un raddoppio della spesa militare dei Paesi dell’Unione. Una cifra forse meno impressionante rispetto a un primo impatto, che però parte dalla necessità di correre ai ripari dopo che gli Stati Uniti, uno dei principali attori nel sostegno all’Ucraina finora, ha voltato le spalle, optando per un approccio più diplomatico nei confronti della Russia di Putin.</p>
<p>Oltre ai primi due punti sopracitati, «il terzo punto è utilizzare il potere del bilancio dell’Ue, e c’è molto che possiamo fare in questo ambito nel breve termine per indirizzare più fondi verso investimenti legati alla difesa». Gli ultimi due punti, infine, utilizzano due strumenti europei, <a href="https://citywire.com/it/news/la-commissione-lancia-l-unione-europea-dei-risparmi-e-investimenti/a2459496" target="_blank">l’Unione del risparmio e degli investimenti</a> e attraverso la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Banca_europea_per_gli_investimenti" target="_blank">Banca europea per gli investimenti</a>, e puntano a mobilitare anche il capitale privato verso questa nuova politica di militarizzazione: «L’aumento degli investimenti pubblici è indispensabile. Ma non sarà sufficiente da solo».</p>
<h2>Interessi economici e posizioni diplomatiche</h2>
<p>Oltre ai progetti economici di riarmo, nella riunione si è discusso anche la continuazione dell&#8217;appoggio, almeno da un punto di vista formale, nei confronti dell&#8217;Ucraina nell&#8217;attuale conflitto contro le mire espansionistiche della Russia. In questo caso, l&#8217;unanimità non è stata raggiunta: a tirarsi indietro è stato <strong>Viktor Orbán</strong>, troppo vicino a Putin per allinearsi alle posizioni dei suoi vicini. Il premier ungherese ha di fatto posto il veto sui cinque principi discussi per &#8220;arrivare alla pace giusta in Ucraina&#8221;.</p>
<p>Sul fronte <strong>russo-ucraino</strong>, <mark class='mark mark-yellow'>il cambio di rotta degli Stati Uniti, che si oppongono al principio europeo di “pace attraverso la forza, è rivolto verso l&#8217;incontro a Riad, in Arabia Saudita</mark>. Sul tavolo è presente un possibile <strong>accordo di pace</strong>, ma non solo: se le aspettative di Zelensky, atterrato oggi nella capitale saudita, sono l&#8217;avvicinamento di un accordo di pace, <mark class='mark mark-yellow'>Trump − che nell&#8217;incontro dello studio ovale aveva dichiarato di &#8220;rivolere indietro i soldi spesi per la guerra in Ucraina&#8221; − è fiducioso sulla firma di un accordo sulle terre rare da parte del presidente ucraino</mark>. La firma dell&#8217;accordo, il cui quadro era già stato concordato, è stata vanificata dall&#8217;acceso confronto tra Trump e Zelensky a Washington; secondo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, verificate poi dai <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2025/02/26/fact-checking-president-trumps-claims-on-us-financial-support-to-ukraine">fact-checker</a> che hanno ridimensionato la cifra, questo accordo potrebbe riportare nelle casse americane &#8220;tutti i 350 miliardi spesi per l&#8217;Ucraina&#8221;.</p>
<h2>Le reazioni in Italia e le critiche sul welfare</h2>
<p>In Italia, mentre la coalizione di governo è frammentata, la presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> rimane cauta, forse nel tentativo di mediare tra le parti. Da un lato il vicepremier e Ministro delle infrastrutture <strong>Matteo Salvini</strong> è critico sull&#8217;iniziativa emersa dal consiglio europeo: sulla questione, che ha riportato sotto i riflettori il tema dell&#8217;esercito europeo, tuona: <mark class='mark mark-yellow'>«Se oggi avessimo l&#8217;esercito comune europeo, Francia e Germania ci avrebbero portati in guerra contro qualcuno che non vuole essere in guerra contro di noi»</mark>, per poi definire il presidente francese Macron come un &#8220;matto&#8221;. Sono più moderate, invece, le posizioni dell&#8217;altro vicepremier <strong>Antonio Tajani</strong>, che replica al collega: «Ognuno ha le sue opinioni. [&#8230;] Io sono favorevole alla difesa europea. Sono europeista, convintamente europeista, e se fossi convinto che questo fosse un governo anti-europeo non farei parte di questo governo».</p>
<p>Questa frammentazione riflette la divisione che c&#8217;è internamente tra partiti, sindacati e tutta la società. <mark class='mark mark-yellow'>Si tratta della piazza &#8220;per l&#8217;Europa&#8221; del prossimo 15 marzo, nata dall&#8217;appello di Michele Serra</mark> sulle pagine di <a href="https://www.repubblica.it/commenti/2025/02/27/news/una_manifestazione_per_l_europaserra-424032102/">Repubblica</a> e a cui già partecipano partiti dell&#8217;opposizione che, pur avendo posizioni critiche rispetto al piano di riarmo europeo, condividono la chiave di lettura favorevole a una difesa comune. Allo stesso tempo, aumentano le posizioni critiche nei confronti della direzione politica militarista dell’Unione europea. <mark class='mark mark-yellow'>Non è un argomento unicamente legato al governo Meloni, ma prescinde dal colore politico: basti pensare a quando Mario Draghi, il cui governo era sostenuto da partiti come Pd, M5S, Lega, Fi, Italia Viva e +Europa, aumentò la spesa militare al 2% del Pil, come richiesto dagli accordi con la Nato.</mark> Di fronte, però, a una costante diminuzione degli investimenti e dei fondi nei settori del <em>welfare</em>, quali la scuola e la sanità, in molti si chiedono se sia necessario aumentare le spese militari e il rischio di <strong>un’escalation bellica</strong> che può portare l’Italia e i Paesi europei direttamente in guerra.</p>
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		<title>Europee 2024 &#124; In Ungheria cresce l&#8217;opposizione a Orbán</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2024 08:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[europee 2024]]></category>
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		<description><![CDATA[In molti Paesi europei si stanno svolgendo le elezioni per il rinnovo dell&#8217;europarlamento. Per la maggior parte dei Paesi l&#8217;appuntamento è domenica 9 giugno, e tra questi non fa eccezione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="684" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/viktor-orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="viktor orban" /></p><p>In molti Paesi europei si stanno svolgendo le elezioni per il rinnovo dell&#8217;europarlamento. Per la maggior parte dei Paesi l&#8217;appuntamento è domenica 9 giugno, e tra questi non fa eccezione <strong>l&#8217;Ungheria</strong>, dove si terranno in concomitanza alle europee anche <mark class='mark mark-yellow'>le elezioni amministrative per Budapest</mark>. Secondo i pronostici, <strong>Viktor Orbán</strong>, primo ministro in carica ormai dal lontano 2010, sembra confermare la sua consolidata maggioranza con il partito Fidesz Unione Civica Ungherese, di ispirazione nazional-conservatrice di destra, con il 47% di consensi. Allo stesso tempo, sono emerse negli ultimi tempi alcune liste elettorali in aperto contrasto con lo strapotere di Orbán: per quanto non sembrino ancora in grado di ribaltare l&#8217;equilibrio politico del Paese, la loro crescita non è passata inosservata.</p>
<h2>Péter Magyar e le accuse di corruzione contro il governo</h2>
<p>Mentre. infatti, si conferma la coalizione di Fidesz con il Kdnp (Partito Popolare Cristiano Democratico), sembra che il Partito Popolare Europeo sia in contatto con la nuova lista Tisza, di cui fa parte <strong>Péter Magyar</strong>, ex dirigente di Fidesz. Nel 2024, Magyar ha guadagnato ampia visibilità attraverso i media indipendenti, criticando in maniera molto aspra e accesa il governo e i suoi funzionari e denunciando un grave problema di corruzione, contribuendo a <mark class='mark mark-yellow'>rendere pubblici alcuni scandali che hanno colpito duramente la popolarità di Orbán</mark>. In particolare, lo scorso marzo, Magyar ha pubblicato una registrazione di una conversazione di Orbán con la sua ex-moglie Judit Varga, ex ministra della Giustizia ed ex-membro Fidesz. La registrazione, che risalirebbe al 2023, suggerirebbe che alcuni membri di spicco del governo abbiano fatto rimuovere delle prove da alcuni documenti giudiziari per nascondere il loro coinvolgimento in casi di <strong>corruzione</strong>. Da quel momento, Magyar è riuscito a mantenere alta la sua popolarità incanalando il malcontento della popolazione nei confronti delle istituzioni.</p>
<p>La popolarità di Magyar,  inoltre, è dimostrata parzialmente anche dai sondaggi. Sempre a marzo, infatti, aveva annunciato di voler fondare un partito e offrire un&#8217;alternativa al contrasto tra le forze politiche di maggioranza e l&#8217;opposizione, e, secondo i sondaggi di quel mese, circa il 13% degli aventi diritti al voto era favorevole. Anche la campagna elettorale europea è stata condotta allo stesso modo, con l&#8217;organizzazione di proteste anti-governative in piazza che hanno raccolto centinaia di migliaia di manifestanti. L&#8217;ultima manifestazione si è svolta sabato 8 giugno, il giorno prima dell&#8217;appuntamento elettorale. Dal palco quest&#8217;ultimo evento, Magyar ha annunciato: <mark class='mark mark-yellow'>«Qualunque sia l’esito del voto di domani, abbiamo già sconfitto l’apatia».</mark></p>
<h2>L&#8217;opposizione tradizionale rimane in guardia</h2>
<p>Data la novità di questo nuovo partito che sta guadagnando consensi, i partiti d&#8217;opposizione tradizionali rimangono in guardia nei confronti dello schieramento di Magyar. Tra questi i principali sono raccolti nella <mark class='mark mark-yellow'>coalizione di centro sinistra</mark>, i cui partiti sono la Coalizione Democratica, il Partito Socialista Ungherese e &#8220;Dialogo&#8221;, ovvero il partito dei Verdi. I primi due sono legati al gruppo europeo dei Socialisti e Democratici, mentre l&#8217;ultimo fa parte della coalizione dei partiti Verdi. Tutti insieme hanno espresso come candidata <strong>Klára Dobrev</strong>, leader dei democratici dal 2019: nelle scorse elezioni europee aveva ottenuto il 16.05% dei voti, superando le aspettative, mentre nelle elezioni parlamentari del 2021 aveva ottenuto il 34% dei consensi.</p>
<p>Con Renew Europe — dove si collocano Italia Viva e Azione — troviamo invece <strong>Momentum</strong>, ovvero il partito di ispirazione liberale, con la candidata Anna Donáth, ormai da anni personalità di spicco del gruppo. In particolare, a dicembre del 2018 era stata arrestata durante alcune grandi proteste che contestavano l&#8217;approvazione di una legge (denominata provocatoriamente &#8220;legge schiavile&#8221;), per poi essere liberata poco dopo. Infine, alla guida del partito dei conservatori, afferente al gruppo dei Democratici Cristiani, ci sarà invece Péter Róna, celebre giurista ed economista. Fino all&#8217;anno scorso il nome di questo partito era Movimento per un&#8217;Ungheria Migliore, per poi cambiarlo in <strong>&#8220;Jobbik&#8221;</strong>. Questo nome singolare è un gioco di parole, e funziona in maniera simile all&#8217;inglese: in ungherese, il termine <em>jobb</em> infatti significa sia &#8220;migliore&#8221; sia &#8220;destra&#8221;, e per questo riprende il nome originale del partito evidenziandone anche l&#8217;orientamento ideologico.</p>
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