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	<title>magzine &#187; videogiochi</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>&#8220;Amano Corpus Animae&#8221;: alla Fabbrica del Vapore la mostra dell&#8217;illustratore di Final Fantasy</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 11:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la maggior parte degli appassionati, il nome di Yoshitaka Amano evoca immediatamente le immagini e le illustrazioni della serie di Final Fantasy. Il suo contributo alla famosa serie videoludica, che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="560" height="315" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/amano-corpus-animae-copertina.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="amano-corpus-animae-copertina" /></p><p>Per la maggior parte degli appassionati, il nome di Yoshitaka Amano evoca immediatamente le immagini e le illustrazioni della serie di <em>Final Fantasy</em>. Il suo contributo alla famosa serie videoludica, che va dagli inizi della sua carriera fino a oggi e si protrae quindi per quasi quarant’anni, è sicuramente ciò che l’ha consacrato come uno degli artisti dallo stile più inconfondibile nel mondo del disegno contemporaneo. Questa, però, è solo la punta dell’iceberg di una carriera che nasce e spazia tra ambiti completamente diversi tra di loro.</p>
<h2>Dagli inizi alle collaborazioni internazionali</h2>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/amano-corpus-animae-1.jpg"><img class="alignleft wp-image-78747 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/amano-corpus-animae-1.jpg" alt="amano-corpus-animae-1" width="8001" height="2850" /></a>Se riavvolgiamo il nastro agli inizi, ci troviamo davanti al personaggio di <strong>Pinocchio</strong>. La storia del burattino di legno pubblicata da Collodi ne 1883 non è solo una delle storie più tramandate al mondo, ma rappresenta anche <mark class='mark mark-yellow'>un particolare crocevia per il maestro di Shizuoka a cui è dedicata la mostra</mark>. All’età di soli 14 anni viene assunto nello studio di animazione <strong>Tatstunoko Production</strong> e lavora prima come animatore intercalatore e poi, sotto la guida del fondatore dello studio Tatsuo Yoshida, come vero e proprio <em><strong>character designer</strong></em>, dando vita a migliaia di personaggi per serie iconiche come <em>Time Bokan, Kyashan, Tekkaman e Hurricane Polimar</em>.<a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/amano-corpus-animae-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-78757" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/amano-corpus-animae-2.jpg" alt="amano-corpus-animae-2" width="8160" height="6144" /></a></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/amano-corpus-animae-3.jpg"><img class="alignleft wp-image-78762 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/amano-corpus-animae-3-222x300.jpg" alt="amano-corpus-animae-3" width="222" height="300" /></a>Tra tutte queste serie compare anche quella di Pinocchio, grazie alla quale realizzerà successivamente un portfolio di illustrazioni inedite per avviare la sua carriera da illustratore per bambini; questa piccola collezione viene ampiamente rappresentata all’interno della mostra, testimoniando i primi periodi dell’artista e la sua volontà di sperimentare stili e soggetti diversi. Archiviato il periodo della Tatsunoko Production, dalla quale si allontanerà progressivamente dopo la morte del suo mentore Yoshida, tra il 1982 e il 1986 inizia un quinquennio di attività frenetica e ricco di numerosi riconoscimenti. Degni di nota, in particolare, sono il <strong>premio Seiun come miglior artista giapponese</strong>, vinto per ben quattro anni di fila. Al conseguimento di questo prestigioso premio, tra le decine di pubblicazioni a cui ha lavorato il maestro c&#8217;e&#8217; la serie di romanzi illustrati <em>Vampire Hunter D</em> – che narra di un dampiro, ovvero un figlio di un vampiro e di un umano, che caccia vampiri di professione – e il lungometraggio <em>Angel’s Egg</em>, diretto dal regista di <em>Ghost in the Shell</em> Mamoru Oshii. Di quest’ultimo progetto il trailer, che rispecchia lo stile onirico del film, viene trasmesso in loop nella parte iniziale della mostra, accompagnando lo spettatore con i suoi suoni attraverso tutto il percorso.<a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/amano-corpus-animae-5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-78768" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/amano-corpus-animae-5.jpg" alt="amano-corpus-animae-5" width="8160" height="5440" /></a></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Yoshitaka Amano: «Ho visto molti artisti intrappolati nel loro stile, e temo ancora quella trappola»</span>Negli anni ancora successivi, a partire dal suo sbarco negli Stati Uniti con l’apertura di uno studio a New York nel 1997, Amano si apre a molteplici collaborazioni occidentali, andando a toccare icone assolute. Parliamo dell’universo <em>The Sandman</em>, eroi ed eroine del fumetto come Batman, Superman, Harley Quinn, Elektra e Wolverine, la collaborazione con <em>Magic: The Gathering</em> o la rottura degli schemi fotografici di riviste come <em>Vogue</em>. Questo insieme di lavori, che spazia dalla fine degli anni Novanta fino ai giorni nostri e che sono esposti in un’area della mostra denominata <em>Icons</em>, racconta la capacità dell’artista di Shizuoka di adeguarsi a contesti creativi vari e diversi, muovendosi tra lavori su commissione e lavori nati dalla sua stessa immaginazione.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/03/amano-corpus-animae-6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-78777" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/03/amano-corpus-animae-6.jpg" alt="amano-corpus-animae-6" width="8160" height="6144" /></a></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/03/amano-corpus-animae-7.jpg"><img class="alignleft wp-image-78778 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/03/amano-corpus-animae-7-225x300.jpg" alt="amano-corpus-animae-7" width="225" height="300" /></a>Più avanti durante il percorso, dopo una breve introduzione sui lavori in collaborazione con altre software house giapponesi, si trova un’intera sezione dedicata ai suoi innumerevoli lavori su Final Fantasy. La storia inizia quando <strong>l’ideatore originale della serie, Hironobu Sakaguchi</strong>, comincia a concepire il primo capitolo della serie per il <strong>Nintendo Famicom</strong> – meglio noto come NES in Occidente – e si trova di fronte alla sfida di creare un universo unico nel panorama videoludico dell’epoca. Solo un anno prima, nel 1986, aveva debuttato il primo capitolo di <em>Dragon Quest</em>, rivoluzionando il genere dei giochi di ruolo (Rpg) in Giappone grazie anche all’apporto artistico di <a href="https://www.magzine.it/addio-maestro-ci-lascia-akira-toriyama-il-padre-di-dragonball/">Akira Toryiama</a>, già molto famoso per il suo lavoro sul manga <em>Dragon Ball</em>. Consapevole della necessità di forgiare un’identità altrettanto forte per Final Fantasy, Sakaguchi opta per uno stile più maturo ed eclettico con un ballottaggio tra il francese Jean Giraud, in arte <strong>Moebius</strong>, e Yoshitaka Amano. Alla fine ad aggiudicarsi la guida stilistica del progetto fu Amano, <mark class='mark mark-yellow'>dando il via a una collaborazione lunga ben trentasette anni</mark>. Quel progetto, così sperimentale ai tempi, a cui contribuirono anche <strong>Nobuo Uematsu</strong> per le musiche e <strong>Nasir Gebelli</strong> per la programmazione conta ad oggi sedici capitoli, innumerevoli <em>spin-off</em>, pellicole di animazioni e ampissimo merchandising. Una vera e propria icona globale, di cui Amano è uno dei testimoni fondamentali grazie alla sua presenza ininterrotta, prima come character designer e poi come illustratore di quasi tutti i loghi ufficiali dal 1987 ad oggi.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/03/amano-corpus-animae-8.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-78779" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/03/amano-corpus-animae-8.jpg" alt="amano-corpus-animae-8" width="3946" height="1808" /></a></p>
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		<title>Gli Esports in Parlamento: un convegno per regolamentare il settore</title>
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		<pubDate>Fri, 19 May 2023 16:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Cascini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[Videogiochi e mondo del gaming in Parlamento? Per molti si tratterebbe di fantasia, di realtà virtuale. Invece è tutto vero. L&#8217;iniziativa è stata promossa dal Movimento 5 Stelle e dall&#8217;Osservatorio ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="621" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/Senior-e-videogame.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Senior-e-videogame" /></p><p>Videogiochi e mondo del gaming in Parlamento? Per molti si tratterebbe di fantasia, di realtà virtuale. Invece è tutto vero. L&#8217;iniziativa è stata promossa dal <strong>Movimento 5 Stelle</strong> e dall&#8217;<strong><a href="https://www.oiesports.it/" target="_blank">Osservatorio Italiano Esports</a> (Oies)</strong> con l&#8217;obiettivo di portare all&#8217;attenzione delle istituzioni la <mark class='mark mark-yellow'>necessità di definire un ecosistema nazionale di regole per le competizioni di videogiochi di livello agonistico e professionistico. È, infatti, la prima volta che il tema del gaming approda nelle sedi parlamentari, accendendo così i riflettori su <a href="https://tg24.sky.it/tecnologia/2023/04/18/videogiochi-italia" target="_blank">un mercato dalle enormi potenzialità</a>, ma ancora sottovalutato nel nostro Paese.</mark></p>
<p>Il <a href="https://www.oiesports.it/esports-parlamento-convegno-8-9-maggio-2023/" target="_blank">convegno</a> si è svolto a <strong>Roma</strong> gli scorsi<strong> 8 e 9 maggio</strong>, rispettivamente presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto e presso la Sala Matteotti di Palazzo Theodoli Bianchelli. La prima giornata, aperta dalle introduzioni di <strong>Valentina Barzotti</strong> (Capogruppo del Movimento 5 Stelle della Commissione Lavoro Pubblico e Privato) e di <strong>Luigi Caputo</strong> (Fondatore e Ceo dell&#8217;Osservatorio Italiano Esports), è stata dedicata a <em>Criticità e potenzialità degli Esports in Italia: proposte per lo sviluppo del settore</em>; la seconda, invece, agli <em>Aspetti economici e sociali del gaming in Italia</em>. <mark class='mark mark-yellow'>Sono stati affrontati i problemi che riguardano le lacune normative che sconta il settore in Italia e le difficoltà che<span style="color: #000000;"> queste </span>stanno causando allo sviluppo di questo mercato.</mark> Un&#8217;altra materia fondamentale di cui si è discusso riguarda i rapporti di lavoro nel mondo del gaming. Nello specifico, della necessità di un inquadramento contrattuale che dia maggiori tutele ai videogiocatori e che presenti opportune delimitazioni legate alle peculiarità del settore come, ad esempio, l’età di accesso e gli orari di svolgimento dell’attività lavorativa.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Sono t<span style="color: #000000;">utti segnali che</span> indicano quanto il mondo dei videogiochi stia prendendo sempre più piede in Italia e quanto questi ultimi siano entrati sempre di più nella nostra vita di tutti i giorni.</mark> Dalla fantasia alla realtà, dalle camerette di tanti giovani a giornate di incontri tra persone che condividono una passione. E, da oggi, anche in Parlamento.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://tg24.sky.it/tecnologia/2023/05/08/convegno-esports-parlamento" target="_blank">Tg24.sky.it</a>.<br />
</strong></p>
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		<title>&#8220;AMONG US&#8221;, IL GIOCO INDIE CHE CONQUISTA INTERNET</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 08:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Domaschio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[Among Us]]></category>
		<category><![CDATA[impostore]]></category>
		<category><![CDATA[Innersloth]]></category>
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		<description><![CDATA[Se un tempo i videogiochi potevano essere definiti un passatempo di nicchia, riservato ai ragazzini di ritorno da scuola e a pochi altri appassionati, oggi sono a tutti gli effetti ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="616" height="353" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/among-us.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="among us" /></p><p>Se un tempo i videogiochi potevano essere definiti un passatempo di nicchia, riservato ai ragazzini di ritorno da scuola e a pochi altri appassionati, oggi sono a tutti gli effetti una parte fondamentale della cultura pop. Se da un lato a registrare guadagni milionari sono molto spesso i cosiddetti titoli tripla A, ovvero prodotti da grosse case di sviluppo come la Ubisoft di Assassin’s Creed o la Rockstar Games di GTA, è anche vero che, sempre più spesso, a spuntarla e a scavalcare i giganti sono titoli “<em>indie</em>”, prodotti da piccole <em>software house</em> indipendenti. È il caso di Among Us, sviluppato dall’americana Innersloth, e che nelle ultime settimane è diventato virale sui social e nel mondo dello streaming a tema videoludico.</p>
<p>Il gioco, a conti fatti, è semplice e pulito, sia nelle meccaniche che nella grafica, dai colori saturi ed essenziale. <mark class='mark mark-yellow'>I giocatori, a gruppi di massimo dieci a partita, sono proiettati in scenari fantascientifici, che si tratti di astronavi, laboratori o basi metereologiche. Qui saranno chiamati a svolgere alcuni piccoli lavori di riparazione e messa a punto, ma al contempo dovranno scoprire chi, tra loro, siano gli impostori: giocatori estratti a sorte che avranno l’obiettivo di uccidere gli altri.</mark> Per impedire agli impostori di vincere, i giocatori avranno la possibilità di dialogare e cooperare tra loro, ogni volta che viene scoperto un cadavere o se viene indetta una riunione d’emergenza. Al termine della discussione, i partecipanti potranno selezionare per votazione chi, secondo loro, è da eliminare in quanto impostore. Un meccanismo che ricorda le meccaniche di giochi di ruolo da tavolo ben più vecchi e rodati, come l’intramontabile Lupus in Tabula.</p>
<div id="attachment_47112" style="width: 1601px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-60.png"><img class="wp-image-47112 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-60.png" alt="Screenshot (60)" width="1601" height="885" /></a><p class="wp-caption-text">Classica situazione iniziale della mappa &#8220;The Skeld&#8221;, con i giocatori attorno al tavolo centrale dell&#8217;area mensa della nave, da cui è possibile indire riunioni d&#8217;emergenza in caso si sospetti di qualcuno.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>È proprio questo suo incentrarsi sul sospetto, sulla dissimulazione e sulla psicologia dei giocatori che sembra attirare molti giocatori, e pensare che sia frequentato da soli ragazzini sarebbe un errore: sono in molti gli appassionati di ogni età che sui social si riuniscono per giocare</mark>: “gioco coi miei figli ed amici o online. Amo i giochi con traditore, in genere da tavolo, di cui ho un&#8217;ampia collezione e conoscenza” racconta Alberto, padre di famiglia di 46 anni; “fortunatamente io l&#8217;ho scoperto in tarda età, se no non mi sarei più laureato”, commenta scherzosamente Matteo; “Mentre in un classico gioco cooperativo l&#8217;interazione si limita al <em>gameplay</em> del gioco stesso, quindi alle attività da svolgere, qui la forte interazione tra i giocatori scatena una componente intrigante di mistero, e costringe ad interagire a livello psicologico” spiega Kimmo, fan venticinquenne del gioco; “mi piace Among Us perché conosci gente straniera ed è un piacere parlarci: si allena l’inglese e quando trovi un bel gruppo si riesce a fare gioco di squadra” afferma Marika, anche lei di 25 anni. Non manca, ovviamente, chi apprezza particolarmente vestire i panni dell’impostore: “la cosa che mi piace di più è il dover ‘trattare’ con persone che non conosci per scagionarti dall&#8217;essere impostore, spesso anche in lingue straniere” spiega Veronica, 23 anni.</p>
<div id="attachment_47115" style="width: 1598px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-61.png"><img class="wp-image-47115 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-61.png" alt="Screenshot (61)" width="1598" height="888" /></a><p class="wp-caption-text">Tipico confronto in chat tra giocatori a seguito del ritrovamento di un cadavere. A chi segnala l&#8217;omicidio spetta il compito di dichiarare dove fosse il corpo, poi si inizia a discutere di chi possa essere l&#8217;assassino (o gli assassini, in caso si giochi con due o tre impostori).</p></div>
<p>Un gioco che, da quanto raccontano molti fan, acquisisce ulteriore pregio se si ha un gruppo di amici fidati con cui giocare. Sono molte, infatti, le chat su Discord o altre piattaforme utilizzate in parallelo alle partite: “Secondo me, giocare con i propri amici stimola in qualche modo il legame che hai con loro” sostiene Antonio, 27 anni; “è bello giocare con gli amici, perché la conoscenza reciproca cambia le dinamiche di gioco” spiega Francesco, 34 anni.</p>
<div id="attachment_47136" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-62.png"><img class="wp-image-47136 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-62.png" alt="Screenshot (62)" width="1920" height="1080" /></a><p class="wp-caption-text">Capita spesso che, per il compleanno di uno dei partecipanti, venga richiesto a tutti di indossare il cappello adatto all&#8217;occasione.</p></div>
<p>Se è probabile che la moda di Among Us, al di là di pregi e limiti del gioco, sia nata dallo spopolare di video e <em>gameplay</em> del titolo, è comunque curioso che il boom di un gioco così incentrato sul rapporto tra le persone e così adatto alle serate a distanza tra amici sia iniziato proprio dopo il <em>lockdown</em>, con la pandemia che ancora spinge molti verso il virtuale. <mark class='mark mark-yellow'>Ciò che è certo, però, è che Among Us, nato <em>indie</em> e alternativo, è ora più pop che mai: i social pullulano di meme a tema, e qualsiasi personaggio famoso diventa così “impostore”.</mark></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/kinda-sus.jpg"><img class="alignnone wp-image-47120 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/kinda-sus-213x300.jpg" alt="kinda sus" width="213" height="300" /></a>  <a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/it-among-us1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-47118" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/it-among-us1-300x200.jpg" alt="it among us" width="300" height="200" /></a> <a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/dentisti.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-47119" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/dentisti-300x192.jpg" alt="dentisti" width="300" height="192" /></a> <a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/soliti-ignoti.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-47122" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/soliti-ignoti-300x170.jpg" alt="soliti ignoti" width="300" height="170" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riuscirà Among Us a non essere una meteora? Saprà rinnovarsi, dar vita a sequel e non limitarsi ad essere per qualche tempo il “gioco del momento”? Difficile a dirsi. Quello che è certo è il suo successo attuale, ottima base di partenza per la casa di sviluppo Innersloth per poter durare negli anni, lanciandosi a tutti gli effetti nell’affollatissimo mondo dei videogiochi multiplayer online.</p>
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