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	<title>magzine &#187; #UnitedKingdom</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Gran Bretagna, l&#8217;ombra del Covid-19 oltremanica</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 14:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#UnitedKingdom]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i Paesi europei colpiti dalla pandemia del Covid-19, la Gran Bretagna a lungo ha mantenuto una linea di azione in controtendenza rispetto a quelle messe in atto sul continente. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1152" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/skynews-coronavirus-hospital_4955190.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="skynews-coronavirus-hospital_4955190" /></p><p>Tra i Paesi europei colpiti dalla pandemia del Covid-19, la Gran Bretagna a lungo ha mantenuto una linea di azione in controtendenza rispetto a quelle messe in atto sul continente. Soltanto negli ultimi giorni anche dall’altra parte della Manica si sta cominciando ad attuare provvedimenti più rigidi per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Qual&#8217;è però nel dettaglio la situazione inglese? Ne abbiamo parlato con <strong>E. F. </strong>(<em>l’intervistato preferisce restare anonimo</em>), consultant surgeon nell’Hertfordshire (England).</p>
<p><strong>Quali sono le precauzioni adottate per contenere la diffusione del Covid-19 nel Regno Unito?</strong></p>
<p>Gradualmente ne sono state introdotte varie: chiusura di ristoranti, piscine, palestre e altri luoghi di aggregazione. È stato introdotto il divieto per i cittadini britannici di recarsi all’estero. <mark class='mark mark-yellow'>Si tratta però di avvisi in quanto non sono previste penali in caso di infrazione.</mark></p>
<p><strong>Qual&#8217;è la percezione del rischio da parte della popolazione inglese?</strong></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Però la popolazione al momento non percepisce il rischio: al mercato le persone sono numerose, tutte vicine in coda e senza mascherina</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La percezione è pressoché nulla.</mark> L’altro giorno ho avuto soltanto un paziente oncologico che si è recato in pronto soccorso con un parente munito di mascherina. Anche la direttiva di chiudere le scuole, varata solo venerdì scorso, non è così stringente: per alcune categorie lavorative, i <strong><em>key-worker</em></strong> (health-care professional, social worker, fire fighter), è ancora permesso inviare i propri figli a scuola. Però la popolazione al momento non percepisce il rischio: al mercato le persone sono numerose, tutte vicine in coda e senza mascherina.</p>
<p><strong>Come si stanno organizzando gli ospedali per fronteggiare l’aumento dei casi di Covid-19?</strong></p>
<p>Gli ospedali in un certo senso hanno reagito meglio rispetto al governo. Da circa una settimana tutti gli ospedali adottano delle contromisure: fermo per l’attività elettiva a favore dei malati d’urgenza, ambulatori  ridotti al minimo introducendo i consulti per via telefonica. Inoltre, consapevoli della scarsa disponibilità di posti di terapia intensiva disponibili in Gran Bretagna, anche le strutture private stanno seguendo l’esempio degli ospedali pubblici: dal 15 aprile o anche prima sospenderanno pure loro l’attività elettiva e alcuni pazienti del <strong>NHS</strong> (National Health Service) verranno trasferiti nel privato. Si tratta comunque di cambiamenti drastici.</p>
<p><strong>Il primo ministro Boris Johnson a lungo ha minimizzato il pericolo contagio e soltanto negli ultimi giorni ha cambiato strategia. Come mai?</strong></p>
<p>Secondo un articolo della BBC, le policy governative messe in atto si affidano al gruppo epidemiologico dell’Imperial College. A quanto pare, questo team aveva suggerito tre possibili strategie. La prima si riassumeva nel <strong><em>“non fare nulla”</em></strong>. La seconda era la <strong><em>“mitigazione”</em></strong>. La terza la <strong><em>“soppressione”</em></strong>, attualmente in corso nella maggior parte dei Paesi europei. Valutando le perdite, nel primo caso sarebbero morte 510mila persone. Con la “mitigazione” (ovvero la politica inizialmente favorita, basata esclusivamente su determinate pratiche di comportamento) ne sarebbero morte 250mila. L’unica alternativa rimasta era quindi applicare anche in Gran Bretagna la strategia della “soppressione”. È stato quindi sulla base di questo studio epidemiologico che alla fine il governo ha deciso quale direzione prendere. Qui dicono che saremo fortunati se arriveremo a 20mila morti.</p>
<p><strong>Come mai le misure allo studio del governo britannico non sono così coercitive?</strong></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Quando cominceranno ad aumentare i morti e gli ospedali saranno pieni di pazienti, allora tra la gente ci sarà maggiore consapevolezza e il governo non avrà altra scelta che intervenire in maniera più energica</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Personalmente ritengo che per capire la gravità della situazione occorre sentirla sulla pelle. Quando cominceranno ad aumentare i morti e gli ospedali saranno pieni di pazienti, allora tra la gente ci sarà maggiore consapevolezza e il governo non avrà altra scelta che intervenire in maniera più energica.</mark> Gradualmente stanno incrementando le misure. La situazione è cambiata in pochi giorni: si è passati dal raccomandare di lavarsi le mani all’invito a rimanere a casa e alla chiusura di molti luoghi pubblici. Il problema è che tali misure andrebbero adottate preventivamente e non quando la situazione diverrà più critica. Non è facile perché comunque è un’intrusione nella libertà di ognuno di noi.</p>
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		<title>Brexit, cosa accade al confine irlandese</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 21:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[#EuropeanUnion]]></category>
		<category><![CDATA[#Ireland]]></category>
		<category><![CDATA[#UnitedKingdom]]></category>

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		<description><![CDATA[Le elezioni in Gran Bretagna del 12 dicembre 2019 sono state vinte dai Conservatori del premier euroscettico Boris Johnson. Il 31 gennaio 2020 il Regno Unito è uscito formalmente dall’Unione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1155" height="710" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/34390755362_8040e1fd74_o.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="34390755362_8040e1fd74_o" /></p><p>Le elezioni in Gran Bretagna del 12 dicembre 2019 sono state vinte dai Conservatori del premier euroscettico Boris Johnson. Il 31 gennaio 2020 il Regno Unito è uscito formalmente dall’Unione Europea. <mark class='mark mark-yellow'>All’interno del Paese rimangono però questioni insolute: oltre all’indipendentismo scozzese, è la questione del confine irlandese il principale fattore di instabilità per Londra. Un problema di difficile soluzione soprattutto dopo i recenti successi elettorali dei partiti nazionalisti a Belfast e Dublino.</mark></p>
<p>Alla difficile situazione geopolitica si sono ora aggiunte le preoccupazioni per il rischio pandemico del Covid-19. Una minaccia che però ha avuto risposte non uniformi nell&#8217;isola: mentre al Nord nessuna misura è stata al momento adottata, al Sud è stata disposta la chiusura temporanea delle scuole. <mark class='mark mark-yellow'>La differente giurisdizione delle due parti dell&#8217;isola potrebbe quindi rendere più complicato uno sforzo congiunto tra Irlanda e Regno Unito del quale stanno discutendo in questi giorni il primo ministro irlandese <strong>Leo Varadkar</strong> e la sua omologa nordirlandese <strong>Arlene Foster</strong>.</mark></p>
<p>Ma quale è la situazione per chi vive vicino al confine e lo attraversa spesso per motivi di lavoro o famigliari? Ne abbiamo parlato con <strong>Andrea Zuccarelli</strong>, giovane sudafricano di origini italiane specializzando in Chirurgia Generale al Daisy Hill Hospital di Newry in Irlanda del Nord, con famiglia oltre confine.</p>
<p><strong>Dalle ultime elezioni generali in Gran Bretagna è cambiato qualcosa al confine tra Irlanda e Irlanda del Nord?</strong></p>
<p>Attualmente non ci sono stati cambiamenti al confine dalle elezioni generali dello scorso anno. Tuttavia c’è molta tensione e incertezza specialmente per coloro che vivono molto vicino al confine, ma potrebbero trovarsi separati da una frontiera internazionale nel prossimo futuro.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Anche le persone più anziane, che magari non gradiscono essere parte dell’Unione Europea, avrebbero votato Remain solo per evitare tensioni riguardanti il confine tra Nord e Sud.</span></p>
<p><strong>Il sentimento europeista in Irlanda del Nord è un tema delicato per il governo britannico.  Qual&#8217; è l’opinione delle persone?</strong></p>
<p>Le opinioni variano per regione e per persona. Parlando in generale la popolazione più giovane è molto europeista ed estremamente delusa dai risultati del referendum e dalla Brexit. La maggioranza in Irlanda del Nord ha votato Remain e molte persone pensano che il Leave sia stato una pessima decisione. Ovviamente la storia dell’isola con le tensioni del passato e i problemi della frontiera ha una grande influenza sulla questione. <mark class='mark mark-yellow'>Anche le persone più anziane, che magari non gradiscono essere parte dell’Unione Europea, avrebbero votato Remain solo per evitare tensioni riguardanti il confine tra Nord e Sud.</mark>L’aspetto più deludente è stata la mancanza di azione da parte delle autorità locali.</p>
<p><strong>Sembra che non ci saranno problemi significativi per le persone che attraverseranno il confine tra l’Ulster e l’Irlanda. È corretto?</strong></p>
<p>Al momento non ci sono problemi e l’obiettivo di tutti è non averne in futuro e continuare con la libera circolazione tra i due paesi, secondo quanto stabilito dall’Accordo del Venerdì Santo. Tuttavia il punto è che diventando un confine internazionale per legge sono richiesti controlli. È un problema molto delicato a causa della storia recente e passata di tensioni tra unionisti e nazionalisti. <mark class='mark mark-yellow'>Il dilemma è che se non ci sono controlli tra il Nord e il Sud, allora ce ne saranno tra l’Irlanda del Nord e la Gran Bretagna, fatto che naturalmente rende gli unionisti dell’Ulster molto insoddisfatti.</mark> Tutto ciò non ha senso, dato che tecnicamente questi controlli sarebbero imposti dentro la stessa regione.</p>
<p><strong>Il Regno Unito ha annunciato normative più severe sull’immigrazione. I cittadini europei troveranno maggiori difficoltà nel viaggiare nell’isola? Mi riferisco in particolare agli europei provenienti dal continente.</strong></p>
<p>Se non ci sono restrizioni alla frontiera, che è lo scopo per i governi del Nord e del Sud, allora non sarà più difficile. I cittadini europei dal continente potranno viaggiare liberamente in Irlanda del Nord e quindi nel Regno Unito. Tuttavia, se non avranno i documenti appropriati come il passaporto per il Regno Unito (se questo diventasse necessario), essi potrebbero essere fermati ad un controllo di routine lungo l’autostrada ed essere perseguiti penalmente per viaggio senza documenti. Questa è al momento la situazione delle persone che provengono da fuori l’Unione Europea e il cui passaporto non vale per la Gran Bretagna. Se in futuro verranno introdotte regole e controlli alla frontiera, allora viaggiare sarà più difficile per i cittadini europei dal continente.</p>
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