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	<title>magzine &#187; unione europea</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Consiglio europeo straordinario, riarmare l&#8217;Europa tra difesa e sostegno all&#8217;Ucraina</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 18:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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		<description><![CDATA[«Il piano ReArm Europe è benvenuto da tutti i leader e sono fiduciosa che sarà usato». Così annuncia trionfante la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella conclusione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/03/rearm-europe-von-der-leyen.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="rearm europe von der leyen" /></p><p>«Il piano <strong>ReArm Europe</strong> è benvenuto da tutti i leader e sono fiduciosa che sarà usato». Così annuncia trionfante la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella conclusione del <strong>Consiglio europeo straordinario</strong> che si è tenuto giovedì 6 marzo al palazzo Europa di Bruxelles. I 27 Paesi dell’Unione europea hanno quindi dato il via libera all’unanimità al piano da <strong>800 miliardi di euro</strong> per rafforzare la Difesa comune per «affrontare autonomamente minacce immediate e future». Essendo questo un Consiglio informale, Il piano verrà nuovamente discusso alla prossima riunione ordinaria, in programma il 20 e 21 marzo, e ci si aspetta venga approvato formalmente.</p>
<p>Il Consiglio, chiamato dal presidente <strong>Antonio Costa</strong>, oltre ai leader dei 27 Paesi europei che già vi fanno parte, ha visto la partecipazione anche del presidente ucraino Volodimir Zelensky in veste di invitato speciale, con l’obbiettivo di discutere, oltre al piano di riarmo, il rinnovo del sostegno dei Paesi europei all’Ucraina. <mark class='mark mark-yellow'>Ciò accade dopo le forti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump</mark>, che <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2025/03/04/news/trump_sospende_gli_aiuti_militari_all_ucraina_ecco_cosa_succede-424040940/" target="_blank">ha sospeso gli aiuti militari</a> e ha fatto capire che intende disimpegnarsi il più possibile dal conflitto russo-ucraino.</p>
<h2>Un piano economico e finanziario in cinque punti</h2>
<p>Il progetto di ReArm Europe che era stato preparato e presentato da von der Leyen pochi giorni prima dell’inizio dei colloqui, prevede che <mark class='mark mark-yellow'>i Paesi membri dell’Unione Europea possano aumentare le spese militari e il proprio debito oltre i limiti consentiti, senza violare il Patto di stabilità, fino a un massimo di 650 miliardi di euro</mark>. Prevede inoltre <strong>un fondo da 150 miliardi di euro</strong> messi a disposizione dalla Commissione, da cui i Paesi membri potranno ottenere <strong>prestiti per finanziare le proprie spese militari</strong>.</p>
<p>Ad oggi, secondo l’International Institute for Strategic Studies, l’Unione europea spende <strong>457 miliardi di euro per la Difesa</strong>. Il nuovo piano porterebbe quasi a un raddoppio della spesa militare dei Paesi dell’Unione. Una cifra forse meno impressionante rispetto a un primo impatto, che però parte dalla necessità di correre ai ripari dopo che gli Stati Uniti, uno dei principali attori nel sostegno all’Ucraina finora, ha voltato le spalle, optando per un approccio più diplomatico nei confronti della Russia di Putin.</p>
<p>Oltre ai primi due punti sopracitati, «il terzo punto è utilizzare il potere del bilancio dell’Ue, e c’è molto che possiamo fare in questo ambito nel breve termine per indirizzare più fondi verso investimenti legati alla difesa». Gli ultimi due punti, infine, utilizzano due strumenti europei, <a href="https://citywire.com/it/news/la-commissione-lancia-l-unione-europea-dei-risparmi-e-investimenti/a2459496" target="_blank">l’Unione del risparmio e degli investimenti</a> e attraverso la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Banca_europea_per_gli_investimenti" target="_blank">Banca europea per gli investimenti</a>, e puntano a mobilitare anche il capitale privato verso questa nuova politica di militarizzazione: «L’aumento degli investimenti pubblici è indispensabile. Ma non sarà sufficiente da solo».</p>
<h2>Interessi economici e posizioni diplomatiche</h2>
<p>Oltre ai progetti economici di riarmo, nella riunione si è discusso anche la continuazione dell&#8217;appoggio, almeno da un punto di vista formale, nei confronti dell&#8217;Ucraina nell&#8217;attuale conflitto contro le mire espansionistiche della Russia. In questo caso, l&#8217;unanimità non è stata raggiunta: a tirarsi indietro è stato <strong>Viktor Orbán</strong>, troppo vicino a Putin per allinearsi alle posizioni dei suoi vicini. Il premier ungherese ha di fatto posto il veto sui cinque principi discussi per &#8220;arrivare alla pace giusta in Ucraina&#8221;.</p>
<p>Sul fronte <strong>russo-ucraino</strong>, <mark class='mark mark-yellow'>il cambio di rotta degli Stati Uniti, che si oppongono al principio europeo di “pace attraverso la forza, è rivolto verso l&#8217;incontro a Riad, in Arabia Saudita</mark>. Sul tavolo è presente un possibile <strong>accordo di pace</strong>, ma non solo: se le aspettative di Zelensky, atterrato oggi nella capitale saudita, sono l&#8217;avvicinamento di un accordo di pace, <mark class='mark mark-yellow'>Trump − che nell&#8217;incontro dello studio ovale aveva dichiarato di &#8220;rivolere indietro i soldi spesi per la guerra in Ucraina&#8221; − è fiducioso sulla firma di un accordo sulle terre rare da parte del presidente ucraino</mark>. La firma dell&#8217;accordo, il cui quadro era già stato concordato, è stata vanificata dall&#8217;acceso confronto tra Trump e Zelensky a Washington; secondo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, verificate poi dai <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2025/02/26/fact-checking-president-trumps-claims-on-us-financial-support-to-ukraine">fact-checker</a> che hanno ridimensionato la cifra, questo accordo potrebbe riportare nelle casse americane &#8220;tutti i 350 miliardi spesi per l&#8217;Ucraina&#8221;.</p>
<h2>Le reazioni in Italia e le critiche sul welfare</h2>
<p>In Italia, mentre la coalizione di governo è frammentata, la presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> rimane cauta, forse nel tentativo di mediare tra le parti. Da un lato il vicepremier e Ministro delle infrastrutture <strong>Matteo Salvini</strong> è critico sull&#8217;iniziativa emersa dal consiglio europeo: sulla questione, che ha riportato sotto i riflettori il tema dell&#8217;esercito europeo, tuona: <mark class='mark mark-yellow'>«Se oggi avessimo l&#8217;esercito comune europeo, Francia e Germania ci avrebbero portati in guerra contro qualcuno che non vuole essere in guerra contro di noi»</mark>, per poi definire il presidente francese Macron come un &#8220;matto&#8221;. Sono più moderate, invece, le posizioni dell&#8217;altro vicepremier <strong>Antonio Tajani</strong>, che replica al collega: «Ognuno ha le sue opinioni. [&#8230;] Io sono favorevole alla difesa europea. Sono europeista, convintamente europeista, e se fossi convinto che questo fosse un governo anti-europeo non farei parte di questo governo».</p>
<p>Questa frammentazione riflette la divisione che c&#8217;è internamente tra partiti, sindacati e tutta la società. <mark class='mark mark-yellow'>Si tratta della piazza &#8220;per l&#8217;Europa&#8221; del prossimo 15 marzo, nata dall&#8217;appello di Michele Serra</mark> sulle pagine di <a href="https://www.repubblica.it/commenti/2025/02/27/news/una_manifestazione_per_l_europaserra-424032102/">Repubblica</a> e a cui già partecipano partiti dell&#8217;opposizione che, pur avendo posizioni critiche rispetto al piano di riarmo europeo, condividono la chiave di lettura favorevole a una difesa comune. Allo stesso tempo, aumentano le posizioni critiche nei confronti della direzione politica militarista dell’Unione europea. <mark class='mark mark-yellow'>Non è un argomento unicamente legato al governo Meloni, ma prescinde dal colore politico: basti pensare a quando Mario Draghi, il cui governo era sostenuto da partiti come Pd, M5S, Lega, Fi, Italia Viva e +Europa, aumentò la spesa militare al 2% del Pil, come richiesto dagli accordi con la Nato.</mark> Di fronte, però, a una costante diminuzione degli investimenti e dei fondi nei settori del <em>welfare</em>, quali la scuola e la sanità, in molti si chiedono se sia necessario aumentare le spese militari e il rischio di <strong>un’escalation bellica</strong> che può portare l’Italia e i Paesi europei direttamente in guerra.</p>
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		<title>L&#8217;Unione Europea si prepara alla rivoluzione dell&#8217;euro digitale</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 17:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Baldonieri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2025 potrebbe essere l’anno della svolta nella corsa dell’Unione Europea all’euro digitale. La Banca centrale europea continua ad avanzare in quello che, a tutti gli effetti, è il progetto ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/12/155847673_de574c6714_o.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Euro" /></p><p style="font-weight: 400;">Il 2025 potrebbe essere l’anno della svolta nella corsa dell’Unione Europea all’<strong>euro digitale</strong>. La Banca centrale europea<i> </i>continua ad avanzare in quello che, a tutti gli effetti, è <mark class='mark mark-yellow'>il progetto più importante dalla nascita dell’unione monetaria</mark>. Ma cosa sarebbe l&#8217;euro digitale? È l’evoluzione naturale della moneta unica. Una forma digitale di contante, elettronico, emesso direttamente dalla Bce, con cui si potrà effettuare qualsiasi tipo di pagamento. L&#8217;idea è di renderlo disponibile per tutti nell’<em>Eurozona</em> per avere un’opzione in più per pagare nei negozi fisici e online, oltre che per inviare denaro ad amici e familiari. <mark class='mark mark-yellow'>Sempre senza commissioni, in Italia come all’estero</mark>. Per usarlo, come spiega la Bce, non sarà necessaria una connessione ad internet: sarà accessibile da smartphone e smartwatch anche offline, con il <strong>bluetooth</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il suo valore sarebbe stabile, garantito nel tempo dallo stesso organo a cui oggi è affidata l’emissione del contante: la Banca centrale europea, appunto. Anche per questo motivo, l’euro digitale non sarà una criptovaluta, spesso rischiosa e instabile proprio perché non gestita da un’istituzione centrale e quindi soggetta a fluttuazioni di valore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questo progetto rappresenta la risposta diretta alla tendenza sempre più universale a preferire i pagamenti elettronici al contante. A differenza dell’utilizzo di una qualsiasi carta di credito, però, <strong>la moneta digitale non consentirebbe di risalire alla identità di una persona sulla base dei pagamenti effettuati</strong>. Quindi è come se si pagasse con soldi liquidi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>COME FUNZIONERÀ</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il suo utilizzo non sarà diverso da quello di un normale conto. Il primo passo consisterà nel creare un <mark class='mark mark-yellow'><em>wallet</em> digitale</mark> presso la propria banca o un ufficio pubblico designato (come le Poste). Sarà poi possibile caricare un importo tramite un conto bancario o attraverso un deposito di contante. Nel wallet sarà possibile conservare una somma di euro digitali fino al raggiungimento di un determinato <em>limite massimo</em> che sarà stabilito dalla Bce (dovrebbe essere di 3.000 euro).</p>
<p style="font-weight: 400;">E, soprattutto, qualsiasi tipo di pagamento in euro digitali sarà istantaneo e protetto. Sarà possibile pagarci un caffè al bar, la rata dell’affitto, la spesa al supermercato. Potrà diventare digitale anche la paghetta per i propri figli.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>A CHE PUNTO SIAMO</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Come riportato dal <a href="https://www.ecb.europa.eu/euro/digital_euro/progress/html/ecb.deprp202406.it.html#toc13">Rapporto sui Progressi</a> della Bce, la fase di preparazione dell’euro digitale – che durerà <em>due anni</em> – ha avuto inizio il <strong>1° novembre 2023</strong>. In questi giorni è partita la selezione dei fornitori esterni all’Eurosistema che potranno partecipare alla gara di appalto per contribuire alla creazione della piattaforma e dell’infrastruttura per la valuta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una volta conclusa questa fase, si proseguirà con la stesura della prossima bozza di versione del <strong>regolamento</strong>, che sarà consegnata entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<div id="attachment_75855" style="width: 684px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/12/digital-euro.png"><img class="wp-image-75855" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/12/digital-euro.png" alt="digital euro" width="684" height="342" /></a><p class="wp-caption-text">Lo stato di avanzamento del progetto</p></div>
<p style="font-weight: 400;">Il 2025 sarà dunque l’anno decisivo per l&#8217;euro digitale: dopo la rivoluzione dell’unione monetaria del 2002, l’Eurozona si prepara a raggiungere un’unione anche…bluetooth.</p>
<p style="font-weight: 400;"><b>Per approfondire l&#8217;argomento <a href="https://www.ecb.europa.eu/euro/digital_euro/html/index.en.html">clicca qui</a>.</b></p>
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		<title>EUROPEE 2024 &#124; MALTA: CONTINUERÀ IL DOMINIO DEI LABURISTI?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 05:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Piga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[malta]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella terza tranche dei Paesi dell’Unione Europea che apriranno i seggi l’8 giugno c’è Malta. La quinta Nazione più piccola del Vecchio Continente, al centro del Mar Mediterraneo e composta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="990" height="557" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/2016-12-14-malta.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo: picture alliance / dpa-Zentralbild" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Nella terza <em>tranche</em> dei Paesi dell’Unione Europea che apriranno i seggi l’<strong>8 giugno</strong> c’è <strong>Malta</mark></strong>. La quinta Nazione più piccola del Vecchio Continente, al centro del Mar Mediterraneo e composta dalle isole Malta, Gozo e Comino, contribuirà a rinnovare il <strong>Parlamento Europeo</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>Sarà la quinta volta che i maltesi (dai 16 anni in su) eleggeranno i propri sei rappresentanti a Strasburgo (il numero minimo insieme a <strong>Cipro</strong> e <strong>Lussemburgo</strong>)</mark>, nell’anno in cui ricorrono le celebrazioni di tre avvenimenti che hanno cambiato la rotta dello Stato: è il sessantesimo anniversario dell’indipendenza dalla corona britannica <strong>(21 settembre 1964)</strong> alla quale, però, resta legato come membro del Commonwealth; il cinquantesimo dall’instaurazione della repubblica parlamentare <strong>(13 dicembre 1974)</strong> e il ventesimo dall’adesione all’<strong>Unione Europea (1°maggio 2004)</strong>.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Nell’ultima legislatura, iniziata il<strong> 2 luglio 2019</strong>, il <strong>partito laburista</strong>, espressione del centrosinistra e del governo nazionale dalle elezioni politiche del <strong>2013</strong> (tre successi di fila, l’ultimo nel <strong>2022</strong>), ha occupato quattro dei sei seggi previsti; mentre i restanti sono andati al centrodestra, rappresentato dal <strong>partito nazionalista</mark></strong>. I laburisti, appartenenti a una delle tre <em>famiglie</em> che costituiscono la maggioranza dell’emiciclo <strong>(Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici)</strong>, non si sono assicurati un incarico di vertice, oltre a quello di commissario europeo che spetta a ogni membro dell’Unione Europea. Mentre <strong>Helena Dalli</strong> ha rappresentato Malta e il partito come “commissario per l’uguaglianza”, i nazionalisti hanno ottenuto la nomina a presidente del Parlamento Europeo della loro segretaria generale, <strong>Roberta Métsola</strong>, succeduta a <strong>David Sassoli</strong> in seguito alla sua morte (18 gennaio 2022).</p>
<p>Anche quest’anno, la posta in gioco è contesa tra il partito laburista, guidato dal primo ministro <strong>Robert Abela</strong>, e il partito nazionalista, capeggiato da<strong> Bernard Grech</strong>. Si profila un regolamento dei conti interni: <mark class='mark mark-yellow'>«Le questioni nazionali hanno la precedenza sui temi europei. I partiti si sono abituati a usare l’elezione degli eurodeputati come cartina di tornasole del loro operato a livello interno</mark>. Lo si vede dalla retorica, dagli slogan, dal modo in cui i candidati parlano. Dicono che lavoreranno per Malta nell’attuazione di una serie di misure, quando in realtà l’assetto delle istituzioni europee si occupa di una politica europea più ampia», analizza, per <em>Magzine</em>, <a href="https://x.com/karl_azzopardi" target="_blank"><strong>Karl Azzopardi</strong></a>, Online Editor di <a href="https://www.maltatoday.com.mt/" target="_blank"><em>Malta Today</em></a>.</p>
<div id="attachment_74327" style="width: 1616px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/jjb00828.jpeg"><img class="size-full wp-image-74327" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/jjb00828.jpeg" alt="Il primo ministro Robert Abela (Foto: James Bianchi/MaltaToday)" width="1616" height="1080" /></a><p class="wp-caption-text">Il primo ministro Robert Abela (Foto: James Bianchi/MaltaToday)</p></div>
<p>All’inizio della campagna elettorale, infatti, tra le questioni più dibattute «spiccavano maggiormente i temi sulla difesa, l’immigrazione e l’ambiente», osserva; <mark class='mark mark-yellow'>ma da qualche settimana la discussione è monopolizzata «dall’inchiesta magistrale sulla concessione degli ospedali»</mark>, per la quale il vice-primo ministro <a href="https://www.euractiv.com/section/justice-home-affairs/news/malta-deputy-pm-and-eu-commission-hopeful-quits-amid-healthcare-scandal/" target="_blank"><strong>Chris Fearne</strong> ha presentato le dimissioni</a>, in seguito le accuse di riciclaggio, frode e cospirazione; e che coinvolge anche <a href="https://www.politico.eu/article/maltas-ex-pm-muscat-pleads-not-guilty-in-corruption-case/#:~:text=Joseph%20Muscat%2C%20a%20former%20prime,and%20vocal%20crowd%20of%20supporters." target="_blank"><strong>Joseph Muscat</strong>, ex primo ministro e leader dei laburisti</a>, ed <a href="https://www.politico.eu/article/maltas-ex-pm-muscat-pleads-not-guilty-in-corruption-case/#:~:text=Joseph%20Muscat%2C%20a%20former%20prime,and%20vocal%20crowd%20of%20supporters." target="_blank"><strong>Edward Scicluna</strong>, governatore della Banca centrale</a>. È la seconda vicenda giudiziaria che, in pochi anni, si abbatte sul partito al governo dopo quella sull’assassinio di <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/daphne-caruana-galizia-a-cinque-anni-dalla-sua-morte-malta-ha-ancora-un-problema-di-liberta-di-stampa-c4f4xcsi" target="_blank"><strong>Daphne Caruana Galizia</strong> (16 ottobre 2017)</a>, giornalista investigativa che – nel suo blog <a href="https://daphnecaruanagalizia.com/" target="_blank">Running Commentary</a> – ha indagato sul giro di tangenti di alcuni esponenti del gabinetto Muscat che ha lasciato l’incarico a favore proprio di Abela nel 2020.</p>
<div id="attachment_74329" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/8-9_bernard_grech.jpg"><img class="size-full wp-image-74329" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/8-9_bernard_grech.jpg" alt="Il leader del Partito Nazionalista Bernard Grech. Foto: James Bianchi" width="1000" height="561" /></a><p class="wp-caption-text">Il leader del Partito Nazionalista Bernard Grech. Foto: James Bianchi</p></div>
<p>Da un punto di vista elettorale, <a href="https://www.maltatoday.com.mt/news/data_and_surveys/129379/labour_leads_by_8_points_and_21500_votes#.Zl4qCXZBy5c" target="_blank">gli strascichi negativi dell’ultima inchiesta sugli accordi per la privatizzazione degli ospedali non dovrebbero incidere sul partito laburista</a>. Non dovrebbero andare a vantaggio, quindi, del partito nazionalista, che non accorcerebbe il divario riconquistando almeno un seggio in più rispetto a quelli di cinque anni fa. <mark class='mark mark-yellow'>«Stando ai sondaggi, si prevede che il centrodestra rimanga significativamente indietro rispetto al centrosinistra</mark>. Sebbene ci siano sentimenti razzisti, invece, il partito di estrema destra Imperium Europa dovrebbe aumentare il proprio consenso, ma non eleggerà un europarlamentare», spiega Azzopardi.</p>
<div id="attachment_74326" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/matthew_vella_editors.jpg"><img class="size-full wp-image-74326" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/matthew_vella_editors.jpg" alt="Matthew Vella (al centro) con Karl Azzopardi, direttore di MaltaToday.com.mt, e Kurt Sansone, direttore esecutivo di Malta Today. Foto: Malta Today" width="1000" height="666" /></a><p class="wp-caption-text">Matthew Vella (al centro) con Karl Azzopardi, direttore di MaltaToday.com.mt, e Kurt Sansone, direttore esecutivo di Malta Today. Foto: Malta Today</p></div>
<p>In quanto responsabile del sito web di <em>Malta Today</em>, Karl Azzopardi sta dirigendo la redazione “digitale” nella copertura delle elezioni europee in un quadro sulle libertà di espressione e stampa che – come testimonia l’omicidio di Caruana Galizia – è preoccupante. Lo certifica il <a href="https://rsf.org/en/index?year=2023" target="_blank">rapporto pubblicato nel 2023 da Reporter senza frontiere</a>, che piazza <strong>La Valletta</strong> all’84° posto su 180 Paesi del mondo e 26° su 27 dell’Unione Europea, seguita solo dalla Grecia. <mark class='mark mark-yellow'>«Sento un po’ di animosità nei confronti della stampa, soprattutto in periodi politicamente <em>carichi</em> come le elezioni politiche</mark>, ma io e i miei colleghi abbiamo operato serenamente, raccontando gli eventi sia della maggioranza, sia dell’opposizione, organizzando, insieme a un’altra testata giornalistica, dibattiti con candidati al Parlamento europeo di tutte le estrazioni politiche», conclude Azzopardi.</p>
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		<title>Un mese al voto: viaggio verso le elezioni europee</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2024 06:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Mochi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[“Use Your Vote”, usa il tuo voto. È  il motto della campagna istituzionale del Parlamento europeo per incoraggiare i circa 450 milioni di cittadini europei a recarsi alle urne tra ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4624" height="3468" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/20240423_180159.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="20240423_180159" /></p><p><span style="font-weight: 400;">“Use Your Vote”, usa il tuo voto. È  il motto della campagna istituzionale del <strong>Parlamento europe</strong>o per incoraggiare i circa 450 milioni di cittadini europei a recarsi alle urne tra <strong>il 6 </strong>(i <strong>Paesi Bassi</strong> apriranno per primi le urne)<strong> e il 9 giugno</strong>. In <strong>Italia</strong> si voterà<strong> sabato 8 e domenica 9</strong>. La nuova Eurocamera entrerà nella sua decima legislatura e dovrà affrontare le numerose sfide, a livello interno e internazionale, che rendono il momento storico attuale così complesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma cos’è il Parlamento europeo? Quali sono le sue funzioni? Chi siede al suo interno?</span></p>
<p><b>Che cos’è il Parlamento europeo?</b></p>
<p>È <span style="font-weight: 400;">una delle tre istituzioni dell’Unione, assieme a Consiglio europeo e Commissione, ed l’unica in cui i suoi </span><b>componenti </b><span style="font-weight: 400;"><strong>sono</strong> </span><b>eletti direttamente</b><span style="font-weight: 400;"> dai cittadini europei. Attualmente, gli europarlamentari sono <strong>705</strong>, ma dalla prossima legislatura saliranno a <strong>720</strong>, in virtù dei cambiamenti demografici degli ultimi anni (in ogni caso, non possono essere più di <strong>750</strong>). In <strong>Francia</strong>, <strong>Spagna</strong> e <strong>Paesi Bassi</strong> saranno in palio<strong> due seggi</strong> in più rispetto all&#8217;ultima elezione. </span><span style="font-weight: 400;">Ogni Stato membro elegge i suoi rappresentanti in base alla sua popolazione e ha diritto come </span><b>minimo a sei seggi</b>: <span style="font-weight: 400;">è il caso di Paesi meno popolosi come <strong>Malta</strong>, <strong>Cipro</strong> e <strong>Lussemburgo</strong>. Il </span><b>massimo</b><span style="font-weight: 400;"> di europarlamentari eleggibili è, invece, </span><b>96</b><span style="font-weight: 400;"> (<strong>Germania</strong>), mentre l’Italia è il terzo Paese più rappresentato, con 76 seggi.</span></p>
<div id="attachment_73416" style="width: 225px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240423-WA0180.jpg"><img class="wp-image-73416 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240423-WA0180-225x300.jpg" alt="IMG-20240423-WA0180" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La sede del Parlamento europeo a Strasburgo (Francia)</p></div>
<p><b>Le funzioni del Parlamento europeo</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span>principale funzione<span style="font-weight: 400;"> del Parlamento europeo è quella </span><b>legislativa</b><span style="font-weight: 400;">, esercitata assieme al Consiglio dell’UE, guidato, ogni sei mesi, da uno Stato membro. </span><span style="font-weight: 400;">A differenza dei parlamenti nazionali, l’Eurocamera </span><b>non ha potere di iniziativa legislativa</b><span style="font-weight: 400;"> che spetta, invece, alla Commissione UE, di cui è presidente <strong>Ursula von der Leyen</strong></span>. Quindi, non può proporre le leggi. Nell’iter legislativo, il Parlamento discute, modifica ed eventualmente approva le proposte presentate dalla Commissione. Alcuni atti legislativi, come i <em>regolamenti</em>, trovano diretta applicazione nel quadro normativo degli Stati, mentre in altri casi è necessario che ciascun Paese adotti una legge nazionale per adeguarsi, come accade per le <em>direttive</em>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma non si tratta della sua unica competenza. Il Parlamento esercita un </span><b>controllo</b><span style="font-weight: 400;"><strong> di tipo</strong> </span><b>politico </b><span style="font-weight: 400;">sull&#8217;operato della </span><b>Commissione</b>: nomina il <em>mediatore europeo</em><span style="font-weight: 400;">, </span>istituisce commissioni d’inchiesta<span style="font-weight: 400;"> e </span>approva il bilancio annuale dell’Unione<span style="font-weight: 400;"> assieme al Consiglio UE. In alcune materie, Parlamento e Consiglio hanno competenze diverse. Per esempio, nel caso delle politiche di concorrenza e di sicurezza comune, il Parlamento ha solamente funzioni consultive, ovvero esprime un parere sulle proposte di legge che il Consiglio deve valutare obbligatoriamente prima di prendere la sua decisione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La gran parte delle attività dell’Eurocamera si svolge all’interno di </span><b>commissioni permanenti</b><span style="font-weight: 400;"> (attualmente 20) che rispecchiano, in piccolo, i rapporti di forza nel Parlamento. Le commissioni si riuniscono a Bruxelles, mentre l’assemblea plenaria, dove si incontrano tutti gli europarlamentari, si tiene, una volta al mese, a Strasburgo.</span></p>
<p><b>L’attuale composizione del Parlamento europeo</b></p>
<div class="flourish-embed flourish-parliament" data-src="visualisation/17825694"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Per costituire un </span><b>gruppo politico</b><span style="font-weight: 400;"> all’interno dell’Europarlamento sono necessari </span><b>almeno 25 europarlamentari eletti in almeno sette Stati</b><span style="font-weight: 400;">. Attualmente, ci sono </span><b>sette gruppi politici</b><span style="font-weight: 400;">. Il <strong>Partito Popolare Europeo (PPE)</strong> è il più grande e rappresenta il centrodestra moderato, e fanno parte gli eurodeputati di Forza Italia. Il secondo più ampio è quello dei <strong>Socialisti e Democratici (S&amp;D)</strong>, i progressisti, al quale appartiene il Partito Democratico. Il terzo per dimensione, invece, è <strong>Renew Europe (RE)</strong>, i liberali, composto dagli esponenti di Azione e Italia Viva.</span></p>
<p>Proseguendo l’analisi della composizione dell’emiciclo, troviamo i <strong>Conservatori e Riformisti Europei</strong> (ECR; Fratelli d’Italia è tra i membri), <strong>Identità e Democrazia (ID)</strong> a cui aderisce la Lega, i<strong> Verdi/Alleanza Libera Europea (GREENS/EFA)</strong> e <strong>Sinistra al Parlamento europeo (GUE/NGL)</strong>. A questi si affiancano i “Non iscritti”, ossia gli europarlamentari che non aderiscono a nessuna “famiglia” politica europea, tra i quali si contano gli esponenti del Movimento 5 Stelle.</p>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Durante la prima seduta,</span></strong> i membri <strong><span style="font-weight: 400;">del Parlamento europeo </span></strong>eleggono tra di loro un presidente<span style="font-weight: 400;">, il cui </span>mandato (rinnovabile)<span style="font-weight: 400;"> dura </span>due anni e mezzo<span style="font-weight: 400;">.</span><strong><span style="font-weight: 400;"> Ciò significa che a metà legislatura si tiene una nuova votazione. Attualmente, la presidente è <strong>Roberta Metsola</strong> (PPE), eletta nel gennaio 2022 dopo la morte del predecessore David Sassoli (S&amp;D).</span></strong></p>
<div id="attachment_73409" style="width: 344px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/Roberta-Metsola.jpg"><img class="wp-image-73409 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/Roberta-Metsola-300x200.jpg" alt="European Union, 2023 - Source: EP - Rares Gheorghiu" width="344" height="229" /></a><p class="wp-caption-text">La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I temi della contesa</strong></p>
<p>Gli strascichi dell’ultimo quinquennio indirizzeranno l’esito della tornata elettorale. Nel <strong>2019</strong>, erano inimmaginabili la <strong>pandemia di COVID-19</strong>, che si è tramutata in un’altra crisi finanziaria a distanza di un decennio da quella del debito sovrano europeo; l’invasione dell’<strong>Ucraina</strong> da parte della <strong>Russia</strong>, che ha disseppellito gli argomenti dell’approvvigionamento energico e della cooperazione in materia di sicurezza e difesa; l’aggravarsi del <strong>cambiamento climatico</strong>. Le ripercussioni determinate da questi avvenimenti si sono riversate in ogni Paese membro dell’Unione Europea, sebbene si siano riscontrate con un’intensità differente, e hanno scombinato le esigenze dei cittadini e le priorità dei governi, vincolandone i piani.</p>
<p>Le faccende sulle quali far leva per ampliare il consenso e i seggi a Bruxelles sono mutate, e rispecchiano le urgenze degli elettori che – secondo <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20240415IPR20389/geopolitical-situation-makes-voting-in-european-elections-even-more-important">l’Eurobarometro</a> – ricadono, soprattutto, sul contrasto alla povertà<strong> (33%)</strong> e all’esclusione sociale <strong>(32%)</strong>, e sulla salute pubblica. Gli scossoni sanitari, geopolitici, economici e ambientali – dai quali, all’interno dei confini nazionali, la maggioranza e l’opposizione nazionali ricavano della “sostanza” per <a href="https://www.euronews.com/2024/04/27/european-elections-are-national-issues-overshadowing-european-ones">contrapporsi </a>– hanno modificato anche la percezione degli europei sulla centralità dell’UE nello scacchiere globale: per <strong>quattro su dieci</strong> è maggiore.</p>
<p>Nella campagna elettorale, però, i gruppi parlamentari e i partiti si sfidano anche su altri dossier: «Al centro del dibattito ci sono pure l’immigrazione, che è un tema sensibile per la destra, e il Green Deal, che è ritenuto eccessivo. Sono due delle componenti della strategia che hanno caratterizzato il mandato di von der Leyen alla guida della Commissione. Stanno ricevendo le critiche, oltre che dai conservatori e i sovranisti, dal Partito Popolare Europeo. Quindi, sta prendendo piede una sorta di referendum sulla sua presidenza», osserva, a <em>Magzine</em>, <strong>Emanuele Bonini,</strong> corrispondente da Bruxelles per Eunews.it.</p>
<p><strong>A chi il potere?</strong></p>
<p>I disaccordi sulla politica migratoria attuata e sul percorso compiuto per raggiungere una<a href="https://www.consilium.europa.eu/it/policies/green-deal/"> «transizione verde»</a> in quest’ultima legislatura, alla stregua delle <a href="https://www.reuters.com/world/europe/why-you-should-care-about-european-parliament-election-2024-04-24/">decisioni </a>per reggere la competizione con gli <strong>Stati Uniti d’America</strong> e la <strong>Cina</strong> e avviare l’allargamento dell’Unione Europea, potrebbero pregiudicare il bis della von der Leyen. Cinque anni fa, si accordarono (9 voti le valsero il vertice dell’istituzione), insieme al Partito Popolare Europeo al quale appartiene il “suo” CDU, il Partito Socialista Europeo, l&#8217;Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l&#8217;Europa, i Conservatori e i Riformisti Europei e gli Indipendenti. Nonostante i <a href="https://europeelects.eu/ep2024/">sondaggi </a>indichino che, al momento, la <strong>«maggioranza Ursula»</strong> nel Parlamento Europeo si confermerà – S&amp;D e RE dovrebbero vedere vuotarsi il proprio bottino di seggi; al contrario, PPE ed ECR –, i Conservatori e i Riformisti Europei potrebbero comportare il cambio al vertice della Commissione Europea. E potrebbero costringere la von der Leyen a intavolare una <a href="https://www.politico.eu/article/von-der-leyen-hard-right-maastricht-debate-giorgia-meloni-viktor-orban-schmit/">nuova trattativa</a> dalla quale, a oggi, è estromesso Identità e Democrazia.</p>
<div style="min-height: 482px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/poFfv/embed.js?v=1" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/full.png" alt="Il grafico mostra la proiezione dei seggi di ogni gruppo politico nel prossimo Parlamento Europeo, sulla base di un sondaggio di POLITICO del 30 aprile." /></noscript></div>
<p>Il punto di Bonini: «L’attuale maggioranza potrebbe non uscirne scalfita, ma dipenderà dalle scelte del PPE, che sta flirtando con i conservatori. Tra quest’ultimi, il peso di Vox potrebbe crescere, con tutte le incognite del caso. E il possibile ingresso del partito capitanato da Viktor Orbàn cambierebbe anche le logiche di eventuali rapporti con i popolari, dove sono in molti a non voler averci a che fare. Sull’immigrazione, il PPE potrebbe avere sponde più facili con l’ECR». Il gruppo dei sovranisti al quale ha aderito la <strong>Lega</strong>, che le <a href="https://www.ipsos.com/it-it/elezioni-europee-2024-intenzioni-voto-italia">ultime rilevazioni</a> segnalano come il partito italiano che perderà più esponenti, a favore di <strong>Fratelli d’Italia</strong> che diverrà il più rappresentato, seguito dal <strong>Partito Democratico</strong> e dal <strong>Movimento Cinque Stelle</strong>.</p>
<div style="min-height: 540px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/Fy31e/embed.js?v=5" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/42_full.png" alt="Il grafico mostra i seggi nelle legislatura 2014-2019 e 2019-2024 al Parlamento europeo dei partiti italiani, e la proiezione di quelli che potrebbero conquistare nelle elezioni europee di giugno." /></noscript></div>
<p><strong>La disinformazione</strong><br />
A Bruxelles, in vista del voto, lo spauracchio è la <strong>disinformazione</strong>. Lo sguardo è rivolto a Mosca, abile, in precedenza, ad azionare la propria batteria di “agenti del caos” allo scopo di condizionare, attraverso la produzione di <strong>fake news </strong>e <strong><em>deepfake</em></strong>, le opinioni dei cittadini che si documentano sui <strong>social network</strong>. Gli argomenti più gettonati sono l’immigrazione, il cambiamento climatico e il conflitto tra l’Ucraina e la Russia. «Si teme l’interferenza dei russi nella campagna elettorale e la propaganda del Cremlino, motivo per cui è stato attivato un meccanismo di monitoraggio e scambio di informazioni», conferma Bonini.</p>
<p>Per arginare la manipolazione della realtà, scongiurando l’inquinamento del dibattito pubblico e il processo elettorale, come è accaduto durante le <a href="https://edmo.eu/publications/second-edition-march-2024-disinformation-narratives-during-the-2023-elections-in-europe/" target="_blank">elezioni nazionali </a>lo scorso anno, la Commissione Europea adotta, da febbraio, il<a href="https://www.eunews.it/en/2024/03/26/eu-commission-steps-up-work-against-online-fake-news-ahead-of-european-elections/" target="_blank"><strong> Digital Services Act</strong></a><a href="https://edmo.eu/publications/second-edition-march-2024-disinformation-narratives-during-the-2023-elections-in-europe/" target="_blank">,</a> che ha stabilito delle linee guida destinate ai <strong>motori di ricerca</strong> e alle <strong>piattaforme online</strong> (i social media, i siti di e-commerce, i servizi di Google, ecc.). Includono anche le raccomandazioni sui contenuti realizzati con l’<strong>intelligenza artificiale</strong>, da etichettare, e sulla pubblicazione, da parte di ogni attore, di <a href="https://www.euronews.com/next/2024/04/24/eu-elections-how-is-europe-preparing-for-possible-disinformation-campaigns" target="_blank">«un feedback pubblico sulle misure di mitigazione del rischio adottate»</a> a margine della tornata. E la stessa istituzione ha già messo alla prova GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) con un «stress test». La disinformazione potrebbe essere la mina vagante.</p>
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		<title>Il Trump-pensiero sulla NATO mette l&#8217;Europa di fronte a una scelta</title>
		<link>https://www.magzine.it/il-trump-pensiero-sulla-nato-mette-leuropa-di-fronte-a-una-scelta/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 20:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Piga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[L’avvertimento è decollato da Conway ed è atterrato a Bruxelles. Sotto forma di aneddoto, dal palco in cui ha tenuto un comizio elettorale in South Carolina, Donald Trump l’ha recapitato ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1164" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Michel-Stoltenberg-von-der-Leyen-©-NATO-2023-2048x1164.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Michel-Stoltenberg-von-der-Leyen-©-NATO-2023-2048x1164" /></p><p>L’avvertimento è decollato da Conway ed è atterrato a Bruxelles. Sotto forma di aneddoto, dal palco in cui ha tenuto un <a href="https://www.nytimes.com/2024/02/11/world/europe/trump-nato-analysis.html">comizio elettorale in South Carolina</a>, <strong>Donald Trump</strong> l’ha recapitato ai quartier generale della <strong>NATO</strong> e dell’<strong>Unione Europea</strong>. «Signore, se non paghiamo e veniamo attaccati dalla Russia, lei ci proteggerà?», gli avrebbe domandato, sentendosi tra le mire di <strong>Vladimir Putin</strong>, un capo di stato o di governo di un «grande Paese», presumibilmente, aderente al <strong>Patto Atlantico</strong> e bagnato dal mar Baltico. La sua replica sarebbe stata: «No, non vi proteggerò. Anzi, li incoraggerei a fare quello che diavolo vogliono. Dovete pagare».</p>
<p><strong>Trump vs Nato</strong></p>
<p>Il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti ha inscenato una conversazione per ribadire l’intenzione di frantumare i legami con l’<strong>Alleanza atlantica</strong> &#8211; che sta preparando il suo settantacinquesimo compleanno (4 aprile) &#8211; e l’Unione Europea, se rientrerà alla <strong>Casa Bianca</strong>. Se si concretizzasse, come desidera dalla sua<a href="https://www.cbsnews.com/news/trump-nato-past-comments/"> prima campagna elettorale per le elezioni presidenziali (2016</a>), ricadrebbe sui rapporti con gli Stati del blocco occidentale, inclusi i 27 appartenenti all’UE, che sarebbe sprovvisto dell’<em>ombrello nucleare</em> di Washington. Li contesta &#8211; in alcuni casi a ragione &#8211; di non contribuire alla spesa per la difesa con il <strong>2% del Prodotto Interno Lordo (PIL)</strong>, che &#8211; secondo le stime &#8211; l’anno scorso è aumentata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="min-height: 335px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/53v2k/embed.js?v=3" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/full.png" alt="Il grafico riporta della spesa per la difesa, in dollari statunitensi, dei membri della NATO dal 2014 al 2023. I dati per il 2022 e il 2023 sono stime. Gli aggregati dal 2017 in poi includono il Montenegro, dal 2020 in poi comprende la Macedonia del Nord, dal 2023 include la Finlandia." /></noscript></div>
<p>Al momento, solo 11 su 31 sono in linea con l’obiettivo del 2%, come è stato stabilito nel <a href="https://www.politico.eu/article/only-11-nato-allies-set-to-reach-spending-target-new-data-shows/">vertice dell’organizzazione, a Newport, nel 2014</a>; i restanti, con scadenze differenti, dovranno raggiungerlo. Entro il 2025, la <strong>Francia</strong>; tre anni più tardi, l’<strong>Italia</strong>. The Donald, in più, sostiene che il comportamento dei membri della NATO stia costando «un sacco di soldi» alla Nazione per proteggerli, che è seconda per la spesa in rapporto al PIL, alle spalle della <strong>Polonia</strong>.  </p>
<div style="min-height: 696px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/dH06h/embed.js?v=1" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/76_full.png" alt="Il grafico riporta la spesa per la difesa in rapporto al PIL dei 31 paesi membri della NATO. I dati utilizzati sono stime." /></noscript></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sua opinione sull’impegno statunitense nell’Alleanza atlantica e sui legami con l’Unione Europea, <a href="https://globalaffairs.org/research/public-opinion-survey/americans-continue-see-benefits-us-alliances">che cozza con quella dei suoi concittadini</a>, non è riducibile solo alla questione economica. Lo spiega, a <em>Magzine</em>, <strong>David Bachman</strong>, professore della Scuola di Studi Internazionali “Henry M. Jackson” dell’Università di Washington: «Trump vede la NATO potenzialmente trascinare gli Stati Uniti in una guerra con la Russia. Ha una vena isolazionista, e non vuole vederle il Paese sfruttato, dal suo punto di vista. La sua “strategia” è avere la massima libertà d’azione per stringere accordi con gli altri, in particolare con i leader autoritari che, si presume, possano richiedere l’approvazione parlamentare o congressuale delle azioni esecutive in modi diversi dai sistemi politici democratici».</p>
<p>Alla presidenza, e al comando del personale militare più vasto al servizio della NATO (<strong>1,35 milioni</strong>) schierato anche in Italia, Trump dovrebbe affrontare un ostacolo che gli impedirebbe di concretizzare la sua aspirazione, come è accaduto nel suo primo mandato (2017-2021): «Ha già fatto i conti con molte resistenze nella sua scorsa amministrazione all’idea di lasciare l’Alleanza atlantica. Questa volta, tuttavia, ha promesso di mettere solo persone “leali”. Ma il Congresso ha approvato una legge secondo la quale dovrebbe ottenere la sua approvazione per abbandonarla. Sebbene ci sia il caso della Corte Suprema, Goldwater contro Carter (1979, <em>ndr</em>), che ha stabilito che il Presidente ha il diritto di ritirare il Paese dai trattati», ricorda Bachman.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="min-height: 1222px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/FMj4u/embed.js?v=2" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/49_full.png" alt="Il grafico riporta il numero di personale militare di ogni membro della NATO nel 2023. I dati sono stime." /></noscript></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’assist all’Unione Europea</strong></p>
<p>A Bruxelles, il progetto del 45° Presidente degli Stati Uniti è noto. Nel quadriennio in cui l’UE si è dovuta misurare con l’inquilino della Casa Bianca, che l’ha inserita nella<a href="https://www.theguardian.com/us-news/video/2018/jul/15/donald-trump-calls-the-eu-a-foe-video"> lista dei «nemici»</a>, le collisioni sono state continue, soprattutto, nel settore commerciale. Questa volta, però, la contesa potrebbe non essere il conto delle esportazioni e delle importazioni, bensì la collaborazione sulla sicurezza e la difesa. I <a href="https://www.nytimes.com/2018/05/31/us/politics/trump-aluminum-steel-tariffs.html">dazi</a>, dunque, non sarebbero la soluzione.</p>
<p>Le parole di Trump hanno rispolverato un proposito nell’agenda dei 27: l’<strong>esercito europeo</strong>. È discusso, dal 2013, nell’ambito dell’«autonomia strategica europea» e, nei giorni scorsi, è riapparso nelle dichiarazioni e nei <em>tweet</em> dei rappresentanti sia delle istituzioni comunitarie, come <a href="https://www.politico.eu/article/donald-trump-nato-threat-denounced-across-europe/"><strong>Charles Michel</strong> </a>(presidente del Consiglio europeo), sia dei governi nazionali, tra i quali <a href="https://www.reuters.com/world/europe/italian-foreign-minister-calls-formation-eu-army-2024-01-07/"><strong>Antonio Tajani</strong></a> (ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale). Incoraggiati, oltreché dal proseguo del conflitto tra l’<strong>Ucraina</strong> &#8211; finanziata e armata &#8211; e la <strong>Russia</strong> che ha comportato <a href="https://eda.europa.eu/news-and-events/news/2023/11/30/record-high-european-defence-spending-boosted-by-procurement-of-new-equipment">l’incremento record della spesa militare nell’UE</a> (+6%, 240 miliardi), dallo scenario in cui le oltre 65mila truppe a stelle e strisce &#8211; <a href="https://www.militarytimes.com/news/your-military/2022/12/30/new-in-2023-us-troops-in-europe-to-continue-deployments-training/">se sono aggiunte 20mila dall’invasione russa</a> &#8211;  fossero ritirate dall’Europa.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-media-max-width="560"><p>
The Transatlantic Alliance has underpinned the security and the prosperity of Americans, Canadians and Europeans for 75 years.</p>
<p>Reckless statements on <a href="https://twitter.com/hashtag/NATO?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#NATO</a>’s security and Art 5 solidarity serve only Putin’s interest.</p>
<p>They do not bring more security or peace to the world.</p>
<p>On…</p>
<p>— Charles Michel (@CharlesMichel) <a href="https://twitter.com/CharlesMichel/status/1756663534279106584?ref_src=twsrc%5Etfw">February 11, 2024</a>
</p></blockquote>
<p><script src="https://platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<p>«L’esercito europeo è un progetto indispensabile. La difesa europea serve a restituire una sovranità ai cittadini. All’inizio sarà duale, con una piccola forza europea e una capacità di coordinamento delle forze militari nazionali. Permetterà l’aumento della capacità di difesa, la possibilità di contribuire alla stabilizzazione dell’area di vicinato e l’impatto positivo sull’innovazione industriale. Potrà essere la gamba europea della NATO, trasformando l’Alleanza atlantica in una “equal partnership” che permetterebbe di rafforzare l’Europa e l’Occidente di fronte alle sfide attuali», sottolinea, a <em>Magzine</em>,<strong> Roberto Castaldi</strong>, politologo e direttore di CesUE ed EURACTIV Italia.</p>
<p>Al completo, l’esercito europeo potrebbe schierare <a href="https://www.washingtonpost.com/outlook/2022/05/18/european-union-army-ukraine/">1,3 milioni di militari (1,4 sono quelli statunitensi)</a>, ma sta incontrando delle <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2024/02/05/eu-member-countries-push-back-on-italys-call-for-european-army/">opposizioni</a>. Le hanno espresse, per esempio, i ministeri della Difesa spagnolo («L’idea è irrealistica o insostenibile nel prossimo futuro») e danese («La difesa rimane una questione di sovranità nazionale»). E le conferma Castaldi: «Le resistenze sono di varia natura. C’è chi teme di indebolire la NATO e chi di dover “cedere” la sovranità nazionale sulla difesa. Ma la difesa europea non comporta conseguenze negative strutturali, solo costi di aggiustamento. E le difese nazionali sono inutili e uno spreco perché gli Stati dell’UE insieme hanno la seconda spesa militare mondiale, senza alcuna capacità di deterrenza, e spendono circa il 35% degli Stati Uniti con una capacità del 10%».</p>
<p>La minaccia di Trump potrebbe trasformarsi in una condanna o in un’opportunità per l’Unione Europea.</p>
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		<title>Asili nido: cronaca del primo fallimento del PNRR</title>
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		<pubDate>Thu, 18 May 2023 16:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Buonarosa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[asili nido]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fitto]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia c&#8217;è un problema di natalità. È evidente. I dati dell&#8217;Istat ci dicono che nel 2100 saremo poco più della metà rispetto alla popolazione attuale. Per invertire la rotta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="857" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/asilo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Asilo PNRR" /></p><p>In Italia c&#8217;è un <strong>problema di natalità</strong>. È evidente. I dati dell&#8217;Istat ci dicono che nel 2100 saremo poco più della metà rispetto alla popolazione attuale. Per invertire la rotta servirebbe rimettere in circolo quella fiducia nel futuro e nel <strong>sistema Paese</strong> che non può essere solo incentivata con le parole. Servono soldi, e molti. L&#8217;Italia li avrebbe ma le cose non stanno andando come dovrebbero.</p>
<p>Nel<strong> PNRR sono stati stanziati 4,6 miliardi</strong> per la creazione di nuovi posti negli asili nido, circa 250mila in più a fronte dei 360mila attuali. Gli asili italiani, sia pubblici che privati, stando ai dati del 2021, possono coprire appena il 33% della popolazione tra i 0 e i 2 anni. <strong>L&#8217;Unione Europea ne copre in media il 36%</strong> con esempi molto virtuosi come i<strong> Paesi Bassi</strong> -74% di copertura- ma anche molto problematici come la <strong>Romania, col 9% della popolazione 0-2 anni coperta</strong>.</p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/13808340"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="flourish-embed flourish-map" data-src="visualisation/13808343"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p>Dal 2016 <strong>il numero di posti in Italia è rimasto pressoché invariato</strong> ma se si riuscissero a mettere in campo tutti i 4,6 miliardi si potrebbe arrivare al 50% di copertura. L&#8217;offerta di asili nido è distribuita tra pubblico e privato. In alcune regioni, come la <strong>Calabria, gli asili nido privati sono la maggioranza</strong>. Tra le regioni più virtuose nel pubblico, ci sono Molise, Emilia-Romagna e Valle d&#8217;Aosta. Le <strong>casse dei comuni</strong> italiani coprono la <strong>quasi totalità dei costi</strong>, pesando poco sui contribuenti. Ma durante la pandemia gli investimenti sono diminuiti, aggravando la spesa sostenuta dagli stessi comuni.</p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/13808344"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
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<p>I <strong>4,6 miliardi del PNRR sono divisi in quattro parti principali</strong>: <strong>2,4 miliardi</strong> per nuovi posti di asili nido da assegnare tramite bando sommati a <strong>700 milioni</strong> per lo stesso motivo già previsti nel 2020 dal governo Conte I; <strong>600 milioni</strong> alle scuole dell’infanzia per la ristrutturazione degli edifici e <strong>900 milioni</strong> per la formazione del personale. La <strong>distribuzione dei finanziamenti</strong> del PNRR è stata calcolata tenendo conto dei posti disponibili attualmente nelle regioni e sommandola alla previsione di quanti bambini tra i 0 e i 2 anni ci saranno nel 2026, data di scadenza del PNRR. Le regioni che si sono aggiudicate più soldi sono <strong>la Lombardia, la Sicilia e la</strong> <strong>Campania</strong>.</p>
<div class="flourish-embed flourish-map" data-src="visualisation/13808350"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, molte delle <strong>regioni italiane non hanno sfruttato a pieno la disponibilità dei finanziamenti del PNRR</strong>. Dei <strong>2,4 miliardi a disposizione, </strong>i comuni italiani hanno presentato proposte <strong>esaurendo solo 1,8 miliardi </strong>al 28 febbraio 2022. È stato promosso, quindi, un altro bando solo per <strong>Basilicata, Sicilia e Molise</strong> che non erano riuscite a presentare proposte per esaurire i fondi stanziati. Il bando è terminato il 31 marzo del 2022 e si è arrivati a 2 miliardi di fondi utilizzati. Solo <strong>l&#8217;Umbria ha presentato dei progetti per esaurire tutti i soldi</strong> messi a disposizione nei bandi. Solo la <strong>Toscana e l&#8217;Emilia Romagna</strong> sono riusciti a raggiungere il 50% dei budget. A scendere poi tutti gli altri. <strong>L&#8217;esempio meno virtuoso è il Trentino</strong> con appena il 3% dei fondi utilizzati. Attualmente, questi sono i <strong>652 comuni</strong> che sono stati <strong>finanziati</strong> per la costruzione di nuovi asili nido.</p>
<div class="flourish-embed flourish-map" data-src="visualisation/13808353"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli scorsi mesi le istituzioni sono intervenute sul tema: il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, aveva già esposto le sue preoccupazioni sulla riuscita della missione. I soldi sono assegnati ma <strong>i piccoli comuni potrebbero non riuscire a spendere cifre che, in sostanza, non hanno mai gestito</strong>. L&#8217;Unione Europea dà tempi stringenti: entro il 2026 tutti i progetti devono essere completati. Ci riusciremo?</p>
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		<title>In arrivo il primo regolamento UE sull&#8217;intelligenza artificiale</title>
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		<pubDate>Wed, 17 May 2023 04:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Piccolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;IA è una tecnologia che ha il potenziale di cambiare la storia, ormai è chiaro. L&#8217;Europa è stata, forse, la prima istituzione sovranazionale ad accorgersene, ecco perché sta lavorando a ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="676" height="418" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/EPRS-Briefing-698792-Artificial-intelligence-act-FINAL.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="© kras99 / Adobe Stock" /></p><p>L&#8217;<strong>IA</strong> è una tecnologia che ha il potenziale di cambiare la storia, ormai è chiaro. L&#8217;Europa è stata, forse, <strong>la prima istituzione sovranazionale ad accorgersene</strong>, ecco perché sta lavorando a una <a href="https://artificialintelligenceact.eu/" target="_blank">legislazion</a>e per inquadrare e tracciare dei limiti per proteggere gli utenti. <mark>L&#8217;IA, infatti, è <strong>una tecnologia molto potente che comprende dai modelli base, come ChatGPT, a sistemi molto più sofisticati</strong>, pertanto richiede regole e controlli adeguati per essere utilizzata in modo responsabile.</mark></p>
<p><mark><span style="color: #000000;">Lo scorso<strong> 11 maggio</strong></span> il <strong>Parlamento Europeo</strong> ha fatto un importante passo avanti nell&#8217;ambito della regolamentazione dell&#8217;Intelligenza Artificiale, votando a favore dell&#8217;approvazione della <strong>legge sull&#8217;Intelligenza Artificiale</strong>, l&#8217;<strong><em><a href="https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20230505IPR84904/ai-act-a-step-closer-to-the-first-rules-on-artificial-intelligence">AI Act</a></em></strong> (AIA)<em>.</em></mark> La proposta, approdata in due Commissioni – quella sul Mercato interno e la protezione dei consumatori (<strong>Imco</strong>) e quella per i Diritti civili, la giustizia e gli affari interni (<strong>Libe</strong>) – è stata approvata con una maggioranza di 84 voti a favore. L&#8217;obiettivo dell&#8217;atto è stabilire un nuovo quadro normativo per l&#8217;IA e la proposta verrà votata nella prossima sessione plenaria del Parlamento Europeo, prevista <strong>tra il 12 e il 15 giugno prossimi</strong>. In seguito, sono previsti negoziati con il <strong>Consiglio dell&#8217;UE</strong> per l&#8217;approvazione della prima legislazione completa sull&#8217;IA, entro la fine del termine parlamentare attuale, ovvero nella primavera del 2024.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Il parlamento Europeo ha votato in favore della legge sull&#8217;Intelligenza Artificiale. Nella stesura attuale, la legge prevede quattro livelli di pericolosità: i sistemi vietati, quelli considerati ad alto rischio, quelli a rischio limitato e, infine, quelli a basso rischio. La <em>ratio</em> che muove la norma è che più sono previsti dei rischi, più le restrizioni si fanno <span style="color: #000000;">rigide</span>.</span></p>
<p>Ma come si articola l’<strong><em>Artificial Intelligence Act</em></strong>? <mark>Nella stesura attuale, la legge prevede <strong>quattro livelli di pericolosità</strong>: i sistemi vietati, quelli considerati ad alto rischio, quelli a rischio limitato e, infine, quelli a basso rischio. La <em>ratio</em> che muove la norma è che più sono previsti dei rischi, più le restrizioni si fanno <span style="color: #000000;">rigide</span>.</mark> La lista dei <strong>sistemi di IA vietati</strong> include le pratiche manipolative online, che producono <strong>danni fisici o psicologici</strong> agli individui o sfruttano la loro vulnerabilità sulla base dell’età o della disabilità e il &#8220;social scoring&#8221;<em>, </em>ovvero il punteggio assegnato ai cittadini, introdotto in <strong>Cina</strong>, che produce effetti dannosi e decontestualizzati sulle persone. Infine, i sistemi di identificazione biometrica utilizzati dalle autorità di polizia negli spazi pubblici, anche se sarà consentito utilizzarl<strong>i solo nei casi strettamente necessari</strong>.</p>
<p>I legislatori europei hanno, quindi, definito un confine o un limite che non dovrebbe essere superato quando si impiegano servizi o prodotti basati sull&#8217;IA nella società. <mark>A differenza dei sistemi di IA proibiti, quelli classificati come <strong>&#8220;ad alto rischio&#8221;</strong> non sono vietati a prescindere, ma soggetti a diversi obblighi di conformità. Obblighi che includono, tra gli altri, un piano di gestione del rischio, una certificazione di conformità, un piano di gestione dei dati e la <strong>supervisione umana</strong>.</mark> In questa lista sono compresi gli algoritmi di IA che producono <strong>deep fake</strong>, cioè video o foto falsi altamente realistici, così come i sistemi di <strong>riconoscimento facciale</strong>, delle emozioni e di <strong>categorizzazione biometrica</strong>; l’IA usata in infrastrutture critiche, ovvero nei contesti educativi, occupazionali o di emergenza, in quelli di asilo e di frontiera e nell’assistenza sociale. Inoltre, è considerato rischioso l&#8217;utilizzo dell&#8217;IA per il <strong>&#8220;credit scoring&#8221;</strong><em>, </em>cioè la valutazione del rischio creditizio di un individuo, e il suo utilizzo da parte delle forze dell’ordine o per scopi giudiziari. <mark class='mark mark-yellow'>La <strong>Commissione UE</strong> si arroga comunque il diritto di poter aggiornare questa lista sulla base della gravità e della probabilità di impatto dei sistemi di IA presenti e futuri sui <strong>diritti fondamentali</strong> dei cittadini.</mark></p>
<p><span style="color: #000000;">Infine, le ultime due categorie</span> che pongono dei limiti a quei sistemi di IA considerati a &#8220;<strong>rischio limitato</strong>&#8221; <strong>o &#8220;basso&#8221;</strong> includono chatbot, come <strong>ChatGPT</strong>, filtri di spam e videogiochi con l&#8217;IA intregrata. <mark>L&#8217;uso di questi sistemi non implica alcun dovere specifico di conformità, ma solo <strong>obblighi di trasparenza</strong> molto vaghi, come una semplice notifica ai consumatori e ai cittadini riguardo al fatto che un sistema di IA sia operativo nel contesto in cui vivono o operano.</mark></p>
<p>Questa regolamentazione rappresenta un importante passo avanti nella definizione dei confini etici e giuridici per l&#8217;utilizzo dell&#8217;IA e garantisce un maggiore rispetto dei <strong>diritti fondamentali</strong> e della <strong>privacy dei cittadini</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>La Commissione UE intende, inoltre, promuovere una regolamentazione simile a livello globale, al fine di garantire standard etici e giuridici uniformi per l&#8217;utilizzo delle tecnologie dell&#8217;IA.</mark></p>
<p>Tra le <strong>reazioni più scettiche</strong> al testo ci sono quelle dell&#8217;<strong>European Data Protection Board</strong> (<strong>EDPB</strong>) e dell&#8217;<strong>European Data Protection Supervisor</strong> (<strong>EDPS</strong>), i quali hanno pubblicato un&#8217;opinione congiunta che propone modifiche e correzioni all&#8217;<em>Artificial Intelligence Act</em>. Una delle lacune maggiori, secondo loro, riguarda la regolamentazione dei sistemi di <strong>riconoscimento emozionale</strong> e di <strong>classificazione biometrica</strong>.</p>
<p><mark>Il tema è delicatissimo, infatti le nuove tecnologie di IA oggi hanno la capacità di <strong>analizzare le espressioni facciali</strong>, il tono della voce e altre caratteristiche per identificare e interpretare le emozioni umane.</mark> Ciò può essere utilizzato per una serie di applicazioni, come la valutazione della soddisfazione del cliente, la diagnosi di problemi di salute mentale o la valutazione delle prestazioni dei dipendenti. Tuttavia, il riconoscimento emozionale può anche essere utilizzato per tracciare il profilo di sospetti criminali o per valutare lavoratori e studenti, il che <strong>può sfociare nella violazione dei diritti umani</strong>.</p>
<p>La regolamentazione del riconoscimento emozionale è, quindi, estremamente importante per garantire che l&#8217;uso di queste tecnologie sia <strong>etico e non invasivo</strong>. <mark>Così come proposta dalla Commissione europea, l&#8217;<em>Artificial Intelligence Act</em> tutela solo in parte il riconoscimento emozionale, in quanto non regola a sufficienza tutte le pratiche che utilizzano l&#8217;IA per rivelare informazioni sulla mente di una persona. E apre, così, la strada a scenari di rischio per la <em>privacy</em> e i diritti umani.</mark></p>
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		<title>Costrette a scegliere: il gender gap allontana le donne dall&#8217;indipendenza</title>
		<link>https://www.magzine.it/costrette-a-scegliere-il-gender-gap-allontana-le-donne-dallindipendenza/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 09:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Buonarosa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[contratti]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>
		<category><![CDATA[Gender Gap]]></category>
		<category><![CDATA[salari]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Studia, lavora, dimettiti. Sembra essere questa la parabola di migliaia di donne italiane che ogni anno sono costrette a lasciare il posto di lavoro per dedicarsi a famiglia e figli. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="458" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/studentessa.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="studentessa" /></p><p><span style="font-weight: 400;"><strong>Studia, lavora, dimettiti.</strong> Sembra essere questa la parabola di migliaia di donne italiane che ogni anno sono costrette a lasciare il posto di lavoro per dedicarsi a famiglia e figli. Il report dell’<strong>Ispettorato Nazionale del Lavoro</strong> parla chiaro: nell’ultimo anno analizzato, il 2021, <strong>oltre 52mila persone</strong> hanno <strong>lasciato il posto di lavoro</strong> e di queste ben il 71% sono donne. Una condizione accomuna i lavoratori coinvolti: essere padri e madri con a carico figli sotto i tre anni. </span></p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/12979944"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p>Come mostra il grafico a barre molte di queste persone sono donne. Un numero in costante crescita, esclusa la parentesi del primo anno di pandemia. <mark class='mark mark-yellow'><strong>La fascia più coinvolta è proprio quella tra i 29 e i 44 anni</strong>, quando si esce dal nucleo familiare di origine &#8211; almeno in Italia &#8211; e si inizia a progettare un futuro autonomo. Inoltre, molte di queste lavoratrici devono fare in conti con contratti di lavoro part-time, perché sono costrette a dividere la giornata tra la gestione della famiglia e il lavoro. Le percentuali si ribaltano se analizziamo i contratti a tempo pieno: questi ultimi coinvolgono quasi il 70% di uomini, che si riducono al 30% se consideriamo chi lavora mezza giornata.</mark>  «Il part-time sembra una soluzione per combinare lavoro e famiglia, ma è una segregazione &#8211; denuncia <strong>Paola Profeta, direttrice del Lab ricerca sull’uguaglianza di genere all’Università Bocconi di Milano</strong> -. Di fatto si guadagna di meno e non c&#8217;è la possibilità di fare carriera. Il part-time favorisce la <strong>ghettizzazione femminile</strong> perché è pagato meno e, quando c&#8217;è una riduzione dello stipendio, diventa automaticamente accettabile per le donne. C&#8217;è sempre l&#8217;idea che l&#8217;uomo debba guadagnare a pieno e che la donna sia il percettore di reddito addizionale».  </p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/12979941"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Eppure, rispetto alla <strong>media europea</strong> delle settimane concesse come congedi di maternità e paternità, <strong>l’Italia non si posiziona agli ultimi posti</strong>. Il nostro Paese prevede quasi 22 settimane di congedo per le madri ma riserva ai padri appena dieci giorni. Numeri ben lontani da quelli previsti dal sistema spagnolo, che garantisce ai lavoratori uomini ben 12 settimane di congedo. <strong>Fanalino di coda è la Germania</strong> che non prevede alcun congedo di paternità, mentre riserva alle madri 12 settimane retribuite. </span></strong></p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/12980021"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p>Numeri che non demoliscono completamente il sistema italiano dei congedi. <mark class='mark mark-yellow'> Tuttavia i <strong>licenziamenti</strong> concentrati tra le lavoratrici testimoniano che qualche ingranaggio non funziona come dovrebbe. «<strong>In Italia questo problema è molto ampio</strong> e riguarda l’intero mercato del lavoro &#8211; spiega Paola Profeta -, tant&#8217;è vero che abbiamo in generale <strong>un tasso di occupazione femminile intorno al 50%, uno dei più bassi in Europa</strong>. Dietro di noi ci sono soltanto Grecia, Malta e Cipro. Occorre considerare il tema della maternità e quindi della possibilità di conciliare lavoro e famiglia. C&#8217;è quasi un incentivo a smettere di lavorare. Per penalizzazione materna intendo la <strong>riduzione del tasso di occupazione già dalla nascita del primo figlio</strong>. Il problema è che questa non è una cosa solo italiana, ma qui è un po&#8217; più grave”.</mark> </p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>«In Italia questo problema è molto ampio e riguarda l’intero mercato del lavoro &#8211; spiega Paola Profeta -, tant&#8217;è vero che abbiamo in generale un tasso di occupazione femminile intorno al 50%, uno dei più bassi in Europa. Dietro di noi ci sono soltanto Grecia, Malta e Cipro. Occorre considerare il tema della maternità e quindi della possibilità di conciliare lavoro e famiglia»</span></p>
<p>La particolarità della situazione italiana è che <strong>l’allontanamento dal posto di lavoro da parte delle donne diventa permanente</strong>. «Quando i figli diventano più grandi, queste donne non tornano sul mercato del lavoro e dunque, una volta uscite, la scelta è spesso definitiva. Questo è l’aspetto più grave. Invece, in altri Paesi ci sono degli aggiustamenti lungo la vita delle persone». A spingere molte lavoratrici a lasciare il posto di lavoro sono le esigenze di gestione della prole.</p>
<p>Tra i motivi principali che emergono dal report, al primo posto c’è la <strong>difficoltà a conciliare il lavoro con la cura dei figli piccoli</strong>. <mark class='mark mark-yellow'> Gli asili sono sempre pochi ma, anche quando i posti si trovano, i costi sono troppo alti. Inoltre non tutte le famiglie possono contare sul sostegno dei parenti, a cominciare dai nonni. L’altra ragione è legata all’azienda dove si lavora: la maggior parte delle donne denuncia che <strong>le condizioni di lavoro non sempre sono conciliabili con la cura della famiglia</strong>. Spesso le lavoratrici devono fare i conti con la lontananza dal luogo di lavoro e con la mancata flessibilità sui turni mostrata dagli imprenditori. </mark> La questione riguarda il modo in cui viene percepita la maternità dalle aziende: «Spesso c’è un<strong> mancato accordo con le aziende</strong>. Mentre le grandi aziende seguono una politica generale sui congedi, hanno un approccio culturale alla maternità diverso perché sono abbastanza allineate con i paradigmi più internazionali, in Italia la maggioranza sono realtà medio-piccole che hanno ancora un&#8217;idea che la maternità sia in qualche modo un costo e quindi la scaricano sulla lavoratrice».</p>
<p><strong>La maternità viene dunque vissuta come un problema</strong>, un obbligo imposto al datore di lavoro di riorganizzare il personale. <mark class='mark mark-yellow'> «Considerato che abbiamo un tasso di natalità molto basso &#8211; sottolinea Paola Profeta &#8211; ogni azienda alla fine non èsi trova a gestire numeri di maternità esorbitanti. Le aziende la vedono non tanto come un costo in termini diretti, perché il congedo viene finanziato dell&#8217;Inps, ma in termini di organizzazione, di trovare un sostituto. Questo perché non sono abbastanza attrezzate per gestire questo tipo di situazione. A questo si aggiunge la carenza di asili nido, che è molto ampia del nostro Paese rispetto agli standard europei.»</mark> </p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/12979967"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Le <strong>difficoltà economiche legate al costo degli asili</strong> gravano soprattutto su determinate categorie di lavoratrici come le impiegate e le operaie. Sono queste ultime, infatti, a licenziarsi di più, perché non riescono a sopportare gli alti costi di cura della famiglia e sono costrette così a rinunciare alla prospettiva di far carriera. </mark> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Le donne che lavorano &#8211; ricorda Profeta &#8211;  sono quelle con un reddito un po&#8217; più elevato e che si possono permettere degli aiuti per gestire la famiglia. Invece sono tagliate fuori quelle con i redditi più bassi, che non possono permettersi di pagare baby sitter o asili nido».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla radice di questo gender gap c’è il <strong>retaggio culturale</strong> per cui la donna tradizionalmente è vista come colei che si occupa della famiglia ed è così chiamata a fare delle scelte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>«I rapporti all&#8217;interno della famiglia sono molto sbilanciati e questo &#8211; sottolinea Profeta &#8211; non rimane all&#8217;interno della famiglia perché le donne, anche quando lavorano fuori casa, continuano a fare tutto il lavoro domestico, un lavoro che è stimato intorno alle dieci ore in più al giorno alla settimana rispetto agli uomini. Quello che troviamo sul mercato del lavoro è il risultato di ciò che succede all&#8217;interno della famiglia». </mark> </span></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Alla radice di questo gender gap c’è il <strong>retaggio culturale</strong> per cui la donna tradizionalmente è vista come colei che si occupa della famiglia ed è così chiamata a fare delle scelte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo è un problema complesso e radicato che può essere affrontato con gesti concreti: «<strong>Occorre incentivare i congedi</strong>. In Italia sono soltanto dieci giorni e pochi padri si prendono i congedi parentali, cioè quelli a scelta ma pagati il 30% in meno, perché c&#8217;è anche uno stigma per cui <strong>l&#8217;uomo in congedo suona strano</strong>, mentre in altri Paesi è normalissimo». </span><mark class='mark mark-yellow'>La soluzione a questo <strong>modello lavorativo</strong> incasellato in determinati ruoli e fortemente legato al <strong>genere di appartenenza</strong> può essere lo <strong>smart working</strong>, che abbiamo sperimentato durante il lockdown e che è ancora proposto da molte aziende. Si tratta di una forma di lavoro ibrida che non prevede riduzioni né di stipendio né di orari di lavoro, con una declinazione neutrale e per questo si può adattare allo stesso modo sia ai lavoratori che alle lavoratrici.</mark></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Si stanno sperimentando <strong>nuove forme di organizzazione del lavoro flessibile</strong>, a cominciare dal lavoro da casa &#8211; conclude Profeta &#8211; ed è vantaggioso perché è a <strong>stipendio pieno e vale sia per uomini che per donne</strong>. Potrebbe favorire un ribilanciamento all&#8217;interno della famiglia: siamo tutti a casa e in qualche modo c&#8217;è una neutralità». </span>La strada da percorrere è ancora molta ma bisogna pur partire, per far seguire alle lavoratrici del futuro altre parabole, ben più gratificanti.</p>
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		<title>AI Act, la legge europea sull&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Mar 2023 16:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Buonarosa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Google, Apple, Amazon: è corsa contro il tempo tra le big tech americane per investire nelle intelligenze artificiali come ChatGPT. Il mercato sta attirando svariati miliardi di euro, ma nel ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/artificial-intelligence-g07196dec9_1280.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Pixabay" /></p><p><strong>Google</strong>,<strong> Apple</strong>,<strong> Amazon</strong>: è corsa contro il tempo tra le big tech americane per investire nelle intelligenze artificiali come ChatGPT. Il mercato sta attirando svariati miliardi di euro, ma nel nostro continente non c’è ancora un quadro normativo per tutelare gli utenti. <mark class='mark mark-yellow'>Ecco perché l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> sta definendo una serie di leggi per regolamentare l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale (IA) nei prossimi anni.</mark> Il percorso è iniziato nel 2021 e da dicembre 2022, al Parlamento europeo, si sta discutendo sugli emendamenti alla proposta di Regolamento. Il confronto dovrebbe terminare già a marzo di quest’anno, ma sono ancora diversi i nodi da sciogliere.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La proposta di legge, chiamata <a href="https://artificialintelligenceact.eu/the-act/" target="_blank"><strong>AI Act</strong></a>, è composta da 85 articoli divisi in tre aree principali: l&#8217;utilizzo dell&#8217;IA in situazioni a rischio, come il controllo dei confini e la sorveglianza delle infrastrutture critiche; l&#8217;uso dell&#8217;IA nei prodotti e nei servizi che possono influenzare la salute e la sicurezza dei consumatori; e, infine, l&#8217;uso in sistemi di decisione automatizzati come quelli utilizzati per il riconoscimento facciale.</mark></p>
<p>Le nuove regole prevedono la <strong>creazione di un sistema di valutazione del rischio</strong> per le applicazioni potenzialmente pericolose e la necessità di garantire l&#8217;accesso ai dati di formazione utilizzati per creare gli algoritmi dell&#8217;intelligenza artificiale. Questo permetterà agli utenti di poter utilizzare questi strumenti nella massima trasparenza possibile conoscendo il modo in cui l’IA gestisce i propri dati.</p>
<p>Inoltre, <mark class='mark mark-yellow'>l’Ue si sta attrezzando affinché le aziende che utilizzano l&#8217;IA siano tenute a fornire informazioni dettagliate sulla loro tecnologia. Molti esperti di IA hanno accolto con favore la proposta di regolamento, ma alcuni sostengono che potrebbe ostacolare l&#8217;innovazione e l&#8217;adozione del grande cervello meccanico da parte delle aziende.</mark> L’attenzione di Bruxelles è, comunque, orientata a porre il cittadino al centro<strong>,</strong> tutelando i suoi diritti di fruizione.<strong> </strong>Un piccolo passo per la macchina, un grande passo per l’umanità.</p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/stretta-finale-l-ai-act-cosa-chiede-europa-all-intelligenza-artificiale--AEPW7RqC?refresh_ce" target="_blank">IlSole24Ore.com</a>.</strong></p>
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		<title>Papa e von der Leyen: stop alla guerra &#8211; Le quattro notizie del giorno</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2022 14:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Colombo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>

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		<description><![CDATA[Papa Francesco riceve Ursula von der Leyen: &#8220;Comune impegno per porre fine alla guerra&#8221; Il Papa ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, la Presidente della Commissione Europea Ursula ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="844" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844" /></p><p><strong>Papa Francesco riceve Ursula von der Leyen: &#8220;Comune impegno per porre fine alla guerra&#8221;</strong></p>
<p>Il Papa ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la quale si è successivamente incontrata con il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.<br />
La von der Leyen aveva incontrato il Pontefice il 22 maggio 2021, parlando allora delle drammatiche conseguenze della pandemia, del tema dei migranti e la crisi climatica.<br />
<mark class='mark mark-yellow'> Il tema dell’incontro di oggi, invece, è stato &#8216;far cessare al più presto la guerra in Ucraina&#8217;. </mark> Durante l&#8217;incontro il Pontefice si è soffermato sui problemi umanitari e alimentari che questo conflitto sta creando.<br />
&#8220;Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato, ci si è soffermati sulle buone relazioni bilaterali e sul comune impegno ad adoperarsi per porre fine alla guerra in Ucraina, dedicando particolare attenzione agli aspetti umanitari e alle conseguenze alimentari del protrarsi del conflitto&#8221;, riferisce la Santa Sede.<br />
&#8220;Sono veramente lieta di aver incontrato di nuovo Sua Santità a Roma&#8221;, scrive sui social von der Leyen. <mark class='mark mark-yellow'> &#8220;Siamo con coloro che soffrono per le distruzioni che sta subendo l&#8217;Ucraina. Questa guerra deve finire riportando la pace in Europa&#8221;. </mark><br />
Durante l’udienza la presidente della Commissione Ue ha parlato con Papa Francesco anche delle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa e delle sue conseguenze sui futuri assetti dell’Unione, nonché di clima e architettura sostenibile.</p>
<p>(Giovanni Corzani)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Condannati a morte tre combattenti stranieri a Donetsk. Lavrov: “Processati in base alle leggi della Dpr”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">“La condanna a morte dei tre mercenari è stata presa in base alle leggi della Repubblica popolare di Donetsk e non si deve interferire con il suo sistema giudiziario”. Sono queste le parole del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, in merito alla condanna a morte in primo grado inflitta dalla Dpr ai tre uomini che hanno combattuto con la legione straniera in Ucraina. <mark class='mark mark-yellow'>I tre sono i britannici Shaun Pinner e Aiden Aslin e il marocchino Saadoun Brahim, accusati dai filorussi di aver partecipato al conflitto come “mercenari” delle forze armate ucraine.</mark> A dare la notizia è stata l’agenzia di stampa russa Tass, la quale ha sottolineato come secondo le leggi della Repubblica popolare del Donetsk ai tre spetterà la fucilazione. Tuonano le famiglie dei due ex militari britannici, definendo il processo “uno show condotto in violazione della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra”. <mark class='mark mark-yellow'>Il governo di Boris Johnson ha espresso la sua preoccupazione in merito alla condanna inflitta dalla Repubblica autoproclamata filorussa: “abbiamo ripetutamente detto che sono prigionieri di guerra – ha dichiarato il portavoce di Downing Street &#8211; che non vanno strumentalizzati a scopi politici e che hanno il diritto all’immunità in base alla Convenzione di Ginevra”.</mark> La ministra degli Esteri del governo Johnson, Liz Truss, ha condannato la sentenza di morte inflitta ai due ex militari additati come mercenari: “sono prigionieri di guerra, imputati in un processo farsa che non ha assolutamente alcuna legittimità. I miei pensieri sono per loro e le loro famiglie, continueremo a fare tutto ciò che possiamo per sostenerli”.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Lorenzo Aprile)</p>
<p><strong>Cgil, aumenta il gap salariale tra Italia e altri paesi dell’Unione</strong></p>
<p>&#8220;Quando in Europa salari e occupazione diminuiscono, in Italia calano di più, quando invece aumentano in Italia crescono meno&#8221;. La fotografia del gap salariale tra Roma e gli altri paesi europei è raccontata da questa frase di Fulvio Fammoni, presidente della Fondazione di Vittorio della Cgil. Il report di quest’anno descrive un aumento del divario. <mark class='mark mark-yellow'> In Italia, in media, il salario lordo annuale è di 29.400 euro, in Europa di 37.400 euro. </mark> Lo stacco è ancora più significativo se si prende in considerazione la Germania, dove la media si attesta oltre i 44.000 euro annui: merito anche del salario minimo, che il governo di Berlino ha alzato a 12 euro l’ora.<br />
Una delle motivazioni del gap, secondo Fammoni, è la presenza di “5,2 milioni di lavoratori dipendenti (26,7%) che nella dichiarazione dei redditi del 2021 denunciano meno di 10 mila euro annui”. Così la media viene spinta verso il basso, tanto che “se nessun dipendente ricevesse un salario annuo inferiore a tale cifra si otterrebbe immediatamente un recupero significativo rispetto alle medie salariali di altri Paesi”, argomenta il presidente.<br />
<mark class='mark mark-yellow'> Per migliorare l’economia del Paese e il tenore di vita dei lavoratori, bisogna combattere il precariato e investire sul lavoro di qualità. Tuttavia, il precariato è “da anni in costante crescita con il record dei contratti a tempo determinato”, </mark> spiega Francesca Re David, segretaria confederale del sindacato.<br />
Rispetto al 2020 si registra una crescita di 1500 euro lordi l’anno, ma il livello dei salari rimane inferiore a quello pre-pandemia.</p>
<p>(Giorgio Colombo)</p>
<p><strong>Duplice femminicidio di Vicenza, Zlatan Vasiljevic ha beneficiato di uno sconto di pena</strong></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> “Prognosi favorevole circa la futura astensione dalla commissione di altri reati”: per questo Zlatan Vasiljevic, presunto autore del duplice femminicidio di Vicenza, ha potuto beneficiare di uno sconto di pena e della sospensione condizionale. </mark> A stabilirlo la Corte d’Appello di Venezia, in seguito a un percorso svolto da Vasiljevic presso il centro Ares di Bassano del Grappa. Secondo i giudici, “la valutazione finale è positiva, evidenziandosi una condizione di astinenza iniziata almeno un anno prima, senza ausilio di terapia farmacologica”.<br />
<mark class='mark mark-yellow'> Una lettera di avvertimento trovata nella casella posta di Lidia Miljkovic tre giorni prima che venisse uccisa prefigurava una situazione meno rassicurante. “Stai attenta”, queste le parole che si leggono sul foglio. </mark> Il testo riporta anche il suggerimento di “non andare in giro”: rimane sconosciuta l’autrice, che si è firmata come amica della vittima.<br />
Intanto le indagini degli investigatori portano a ipotizzare che Vasiljevic abbia ammazzato prima la compagna Gabriela Serrano e in un secondo momento l’ex Lidia Miljkovic. Al momento del ritrovamento dei cadaveri, sono accorsi sul posto anche gli artificieri: Paolo Sartori, questore di Vicenza, spiega che si temeva che nel veicolo ci fosse dell’esplosivo.<br />
Vasiljevic nel 2019 era stato arrestato per aver picchiato la partner: ora la ministra della giustizia Marta Cartabia chiede di procedere con ulteriori accertamenti e approfondimenti.</p>
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