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	<title>magzine &#187; Ungheria</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Europee 2024 &#124; In Ungheria cresce l&#8217;opposizione a Orbán</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2024 08:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[In molti Paesi europei si stanno svolgendo le elezioni per il rinnovo dell&#8217;europarlamento. Per la maggior parte dei Paesi l&#8217;appuntamento è domenica 9 giugno, e tra questi non fa eccezione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="684" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/viktor-orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="viktor orban" /></p><p>In molti Paesi europei si stanno svolgendo le elezioni per il rinnovo dell&#8217;europarlamento. Per la maggior parte dei Paesi l&#8217;appuntamento è domenica 9 giugno, e tra questi non fa eccezione <strong>l&#8217;Ungheria</strong>, dove si terranno in concomitanza alle europee anche <mark class='mark mark-yellow'>le elezioni amministrative per Budapest</mark>. Secondo i pronostici, <strong>Viktor Orbán</strong>, primo ministro in carica ormai dal lontano 2010, sembra confermare la sua consolidata maggioranza con il partito Fidesz Unione Civica Ungherese, di ispirazione nazional-conservatrice di destra, con il 47% di consensi. Allo stesso tempo, sono emerse negli ultimi tempi alcune liste elettorali in aperto contrasto con lo strapotere di Orbán: per quanto non sembrino ancora in grado di ribaltare l&#8217;equilibrio politico del Paese, la loro crescita non è passata inosservata.</p>
<h2>Péter Magyar e le accuse di corruzione contro il governo</h2>
<p>Mentre. infatti, si conferma la coalizione di Fidesz con il Kdnp (Partito Popolare Cristiano Democratico), sembra che il Partito Popolare Europeo sia in contatto con la nuova lista Tisza, di cui fa parte <strong>Péter Magyar</strong>, ex dirigente di Fidesz. Nel 2024, Magyar ha guadagnato ampia visibilità attraverso i media indipendenti, criticando in maniera molto aspra e accesa il governo e i suoi funzionari e denunciando un grave problema di corruzione, contribuendo a <mark class='mark mark-yellow'>rendere pubblici alcuni scandali che hanno colpito duramente la popolarità di Orbán</mark>. In particolare, lo scorso marzo, Magyar ha pubblicato una registrazione di una conversazione di Orbán con la sua ex-moglie Judit Varga, ex ministra della Giustizia ed ex-membro Fidesz. La registrazione, che risalirebbe al 2023, suggerirebbe che alcuni membri di spicco del governo abbiano fatto rimuovere delle prove da alcuni documenti giudiziari per nascondere il loro coinvolgimento in casi di <strong>corruzione</strong>. Da quel momento, Magyar è riuscito a mantenere alta la sua popolarità incanalando il malcontento della popolazione nei confronti delle istituzioni.</p>
<p>La popolarità di Magyar,  inoltre, è dimostrata parzialmente anche dai sondaggi. Sempre a marzo, infatti, aveva annunciato di voler fondare un partito e offrire un&#8217;alternativa al contrasto tra le forze politiche di maggioranza e l&#8217;opposizione, e, secondo i sondaggi di quel mese, circa il 13% degli aventi diritti al voto era favorevole. Anche la campagna elettorale europea è stata condotta allo stesso modo, con l&#8217;organizzazione di proteste anti-governative in piazza che hanno raccolto centinaia di migliaia di manifestanti. L&#8217;ultima manifestazione si è svolta sabato 8 giugno, il giorno prima dell&#8217;appuntamento elettorale. Dal palco quest&#8217;ultimo evento, Magyar ha annunciato: <mark class='mark mark-yellow'>«Qualunque sia l’esito del voto di domani, abbiamo già sconfitto l’apatia».</mark></p>
<h2>L&#8217;opposizione tradizionale rimane in guardia</h2>
<p>Data la novità di questo nuovo partito che sta guadagnando consensi, i partiti d&#8217;opposizione tradizionali rimangono in guardia nei confronti dello schieramento di Magyar. Tra questi i principali sono raccolti nella <mark class='mark mark-yellow'>coalizione di centro sinistra</mark>, i cui partiti sono la Coalizione Democratica, il Partito Socialista Ungherese e &#8220;Dialogo&#8221;, ovvero il partito dei Verdi. I primi due sono legati al gruppo europeo dei Socialisti e Democratici, mentre l&#8217;ultimo fa parte della coalizione dei partiti Verdi. Tutti insieme hanno espresso come candidata <strong>Klára Dobrev</strong>, leader dei democratici dal 2019: nelle scorse elezioni europee aveva ottenuto il 16.05% dei voti, superando le aspettative, mentre nelle elezioni parlamentari del 2021 aveva ottenuto il 34% dei consensi.</p>
<p>Con Renew Europe — dove si collocano Italia Viva e Azione — troviamo invece <strong>Momentum</strong>, ovvero il partito di ispirazione liberale, con la candidata Anna Donáth, ormai da anni personalità di spicco del gruppo. In particolare, a dicembre del 2018 era stata arrestata durante alcune grandi proteste che contestavano l&#8217;approvazione di una legge (denominata provocatoriamente &#8220;legge schiavile&#8221;), per poi essere liberata poco dopo. Infine, alla guida del partito dei conservatori, afferente al gruppo dei Democratici Cristiani, ci sarà invece Péter Róna, celebre giurista ed economista. Fino all&#8217;anno scorso il nome di questo partito era Movimento per un&#8217;Ungheria Migliore, per poi cambiarlo in <strong>&#8220;Jobbik&#8221;</strong>. Questo nome singolare è un gioco di parole, e funziona in maniera simile all&#8217;inglese: in ungherese, il termine <em>jobb</em> infatti significa sia &#8220;migliore&#8221; sia &#8220;destra&#8221;, e per questo riprende il nome originale del partito evidenziandone anche l&#8217;orientamento ideologico.</p>
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		<title>Off The Radar – dieci pezzi da non perdere #52</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2022 16:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Farina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[Torna Off the Radar, la rubrica di Magzine dedicata ai migliori longform e reportage della settimana, con dieci pezzi tutti da scoprire. Ucraina e Yemen: Paesi molto diversi che stanno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1170" height="780" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/03/Nella-foto-Somalia.-In-cima-a-una-cisterna-dacqua-un-uomo-aspetta-che-lacqua-venga-pompata-nella-borsa.-Fonte-Al-Jazeera.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nella foto: Somalia. In cima a una cisterna, un uomo aspetta che l&#039;acqua venga pompata nella borsa. Fonte: Al Jazeera." /></p><p>Torna <strong>Off the Radar</strong>, la rubrica di Magzine dedicata ai migliori <strong>longform</strong> e <strong>reportage</strong> della settimana, con dieci pezzi tutti da scoprire. Ucraina e Yemen: Paesi molto diversi che stanno vivendo la stessa tragedia con conseguenze drammatiche. Allo stesso tempo, si riaccende la speranza: il ricongiungimento con un “nieto desaparecido” grazie alla perseveranza delle nonne argentine e la possibilità di un futuro più green grazie all’intraprendenza delle case automobilistiche cinesi. Sullo sfondo, la 94esima cerimonia degli Oscar che si terrà la notte tra domenica 27 e lunedì 28 marzo. Buona lettura!</p>
<p>Il reportage dei reporter della BBC Quentin Summerville e Darren Conway che a Kharkiv hanno raccolto le testimonianze di <strong>due militari russi</strong> impegnati nella guerra in Ucraina dal primo giorno dell’invasione. (<a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-60860548" target="_blank">BBC</a>)</p>
<p>La guerra civile in <strong>Yemen</strong>, uno dei Paesi più poveri del Medio Oriente che secondo le Nazioni Unite vive ormai in una condizione di “emergenza cronica”, diventa sempre più violenta. Alle conseguenze dirette del conflitto si aggiungono <strong>fame</strong> e <strong>malattie</strong> che aggravano una delle <strong>crisi umanitarie</strong> peggiori del mondo. (<a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-29319423" target="_blank">BBC</a>)</p>
<p>Dal 1976 al 1983, durante la dittatura di Jorge Rafael Videla, l&#8217;<strong>Argentina</strong> registrò migliaia di casi di <strong>desaparecidos</strong>. Le Abuelas (“nonne”) de Plaza de Mayo da allora lottano per ritrovare i figli scomparsi e questa settimana è stato ritrovato Ignacio Montoya Carlotto, nipote della presidente del movimento<strong> Estela De Carlotto</strong>. (<a href="https://elpais.com/espana/2022-03-22/estela-de-carlotto-presidenta-de-abuelas-de-plaza-de-mayo-por-la-noche-lloro-durante-el-dia-peleo.html" target="_blank">El País</a>)</p>
<p>Mercoledì 23 marzo è morta <strong>Madeleine Albright</strong>, prima segretaria di Stato statunitense ad aver incontrato <strong>Vladimir Putin</strong> subito dopo la sua ascesa al Governo russo nel 2000. (<a href="https://www.newyorker.com/news/postscript/madeleine-albright-was-the-first-most-powerful-woman-in-us-history" target="_blank">The New Yorker</a>)</p>
<p>Tra i candidati all’<strong>Oscar</strong> come miglior film internazionale compare per la prima volta una pellicola proveniente dal <strong>Bhutan</strong>, un piccolo regno buddista nella regione orientale dell’Himalaya. Il film si intitola <em>Lunana: Il viaggio alla fine del mondo </em>e il suo regista, <strong>Pawo Choyning Dorji</strong>, racconta il suo arrivo a Los Angeles in compagnia della sua famiglia. (<a href="https://apnews.com/article/oscars-entertainment-arts-and-entertainment-los-angeles-hollywood-0ed40e596da3d55fe429683e83d9e1a2" target="_blank">AP News</a>)</p>
<p>Se le principali case automobilistiche occidentali non credono nel mercato delle batterie sostituibili per i <strong>veicoli elettrici</strong>, in <strong>Cina</strong> sembrano pensarla diversamente. Quattro società, con il sostegno del Governo, hanno annunciato che realizzeranno entro il 2025 un totale di <strong>24mila stazioni</strong> di scambio dove sarà possibile ricaricare velocemente i propri veicoli elettrici sostituendo direttamente la batteria. (<a href="https://www.reuters.com/business/autos-transportation/inside-chinas-electric-drive-swappable-car-batteries-2022-03-24/" target="_blank">Reuters</a>)</p>
<p>Un somalo su quattro deve fare i conti con la carestia causata dalla peggior <strong>siccità</strong> registrata negli ultimi 40 anni. Ad acuire le difficoltà si aggiunge la guerra in Ucraina: da Odessa l’anno scorso è partito , infatti, il 53% del cibo destinato al World Food Programme operante in <strong>Somalia</strong>. (<a href="https://www.aljazeera.com/amp/gallery/2022/3/24/photos-drought-in-somalia-worsened-by-funding-gap-ukraine-war" target="_blank">Al Jazeera</a>)</p>
<p><strong>Záhony</strong> è uno dei tanti Paesi ungheresi confinanti con l’Ucraina, ma è l’unico raggiungibile in treno. Dopo la Polonia, qui è arrivato il più alto numero di <strong>profughi</strong> dall’inizio della guerra, nonostante le dure politiche anti-immigrazione del Primo Ministro Viktor Orbán. (<a href="https://www.internazionale.it/reportage/noemi-la-barbera/2022/03/23/amp/ungheria-profughi-ucraina" target="_blank">Internazionale</a>)</p>
<p>Tra gli effetti negativi che la guerra in Ucraina sta causando ci sono l&#8217;impennata dei <strong>prezzi alimentari</strong> e la <strong>carenza di cibo</strong>, che potrebbero innescare un&#8217;ondata di instabilità nel mondo. (<a href="https://www.nationalgeographic.com/environment/article/war-in-ukraine-could-plunge-world-into-food-shortages" target="_blank">National Geographic</a>)</p>
<p>Un viaggio nelle terre canadesi dei <strong>guardiani nativi</strong> della BC, la <strong>British Columbia Coast</strong>, tra salvataggi, catture e salvaguardia del territorio. (<a href="https://www.internazionale.it/reportage/jimmy-thomson/2022/03/26/canada-prime-nazioni-guardacoste" target="_blank">Internazionale</a>)</p>
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