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	<title>magzine &#187; uk</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Lancio di missili in Corea e governo Johnson alla prova &#8211; Le quattro notizie del giorno</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 22:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Colombo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Sale la tensione in Corea: Washington e Seul lanciano missili in risposta a Pyongyang Scambio di missili tra Corea del Sud e Corea del Nord, con gli Stati Uniti che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="702" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/6734846_06014644_missili_corea.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="6734846_06014644_missili_corea" /></p><p class="s3"><span class="s2"><b>Sale la tensione in Corea: Washington e Seul lanciano missili in risposta a Pyongyang<br />
</b>Scambio di missili tra Corea del Sud e Corea del Nord, con gli Stati Uniti che si muovono di pari passo con Seul. Nessun obiettivo colpito, i razzi sono stati lanciati in direzione dell’Oceano. <mark class='mark mark-yellow'> Secondo la Corea del Sud, l’azione “dimostra che anche se la Corea del Nord provoca con missili da vari luoghi, gli Stati Uniti e Seul hanno la capacità e la prontezza di colpire immediatamente con precisione in relazione all&#8217;origine della provocazione”. </mark> Si tratterebbe, quindi, della contro offensiva all’esercitazione missilistica di ieri, targata Pyongyang. L’obiettivo è dimostrare la compattezza dell’alleanza, che “rimane impegnata nel perseguire la pace e la prosperità del territorio coreano e nell’intera regione indo-pacifica”, spiegano le due potenze in una nota congiunta. Dopo 103 giorni di guerra in Ucraina, Washington dimostra di essere in prima linea anche nella penisola asiatica, dove da diversi giorni la tensione continua a salire. Quarantotto ore fa, Stati Uniti e Corea del Sud hanno portato a termine alcune esercitazioni militari vicino a Okinawa, in Giappone, definite dal governo di Kim Jong-un “prove tecniche di invasione”. <mark class='mark mark-yellow'> Secondo la Casa Bianca, Pyongyang sta riprendendo i test missilistici per poi ricominciare quelli nucleari fermati nel 2017. </mark> Per Yoon Suk-yeol “le minacce atomiche e missilistiche del Nord stanno diventando sofisticate”. Nel frattempo, sul fronte interno, la Corea del Nord si trova impegnata a combattere contro il Covid: stando al regime, si tratta del primo focolaio da quando è esplosa la pandemia. </span></p>
<p class="s3"><span class="s2">(Giorgio Colombo)</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Partygate: in serata voto di sfiducia a Westminster contro Boris Johnson. Il premier britannico potrebbe essere cacciato</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo tante voci, alla fine è arrivata l’ufficialità: <mark class='mark mark-yellow'>questa sera Westminster il partito conservatore è chiamato a decidere le sorti del proprio leader e premier britannico, Boris Johnson.</mark> La svolta è arrivata in mattinata dopo che è stato raggiunto il quorum necessario di lettere di deputati a favore di un voto di sfiducia (54, il 15% del gruppo). Secondo quanto si è appreso, diversi conservatori avrebbero fatto in modo che la loro adesione fosse formalizzata non prima della fine delle celebrazioni per il Giubileo di Platino della regina Elisabetta II. Lo scrutino si terrà questa sera tra le 19 e le 21, con i risultati che dovrebbero essere pubblicati subito dopo. <mark class='mark mark-yellow'>Secondo i pronostici Bojo dovrebbe comunque riuscire ad ottenere almeno 180 voti, ovvero la metà più uno del gruppo parlamentare conservatore.</mark> Detto questo, si prospetta uno scrutino dall’elevata imprevedibilità dal momento che nelle ultime settimane il disappunto tra i tory è cresciuto sensibilmente.  A questo si aggiunge il fatto che il voto sarà segreto. <mark class='mark mark-yellow'>A condannare il premier britannico è lo scandalo del Partygate,</mark> le famose feste organizzate a Downing Street in violazione delle norme sul Lockdown. <mark class='mark mark-yellow'>Dopo una macchia simile, sono sempre di più i deputati convinti che Boris Johnson abbia perso definitivamente credibilità, e che tenerlo alla guida non farebbe altro che screditare l’intero partito conservatore</mark>, oltre che favorire il candidato laborista Keir Starmer. Ma Bojo non ci sta: stamattina il premier ha scritto una lettera ai suoi deputati, sottolineando i suoi successi alla guida dell’Inghilterra: “Stasera abbiamo l’opportunità di chiudere questa storia e settimane di speculazione dei media, in modo da finalmente andare avanti nel bene del Paese, con alla guida un partito unito”, ha concluso.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Lorenzo Aprile)</p>
<p class="s3"><span class="s2"><b>Fabio Ridolfi ha scelto la sedazione profonda</b><br />
Fabio Ridolfi, 46enne di Fermignano (Pesaro), immobilizzato da 18 anni a letto a causa di una tetraparesi, &#8220;ha scelto di porre fine alle sue sofferenze tramite la sedazione profonda e continua&#8221;. Lo ha comunicato lui stesso, fa sapere l’Associazione Luca Coscioni, tramite il puntatore oculare, in un video in cui spiega: <mark class='mark mark-yellow'>&#8220;Da due mesi la mia sofferenza è stata riconosciuta come insopportabile. Ho tutte le condizioni per essere aiutato a morire. Ma lo Stato mi ignora. A questo punto scelgo la sedazione profonda e continua anche se prolunga lo strazio per chi mi vuole bene&#8221;.</mark> La decisione, spiega l&#8217;Associazione Coscioni, &#8220;arriva a seguito della mancata risposta da parte del Servizio Sanitario Regionale delle Marche che, dopo aver comunicato con 40 giorni di ritardo il parere del Comitato Etico con il via libera per l&#8217;aiuto medico alla morte volontaria, non ha mai indicato il parere sul farmaco e sulle relative modalità di somministrazione&#8221;. <mark class='mark mark-yellow'>Per questo motivo Fabio il 27 maggio aveva anche diffidato formalmente l&#8217;Asur Marche ad effettuare in tempi brevi le verifiche sul farmaco.</mark> Diffida a cui l’Asur non ha mai risposto, ricorda l’Associazione. Decorsi i termini, i legali di Fabio avrebbero potuto legittimamente procedere con un&#8217;azione penale nei confronti dei responsabili dell&#8217;inadempimento per omissione di atti d&#8217;ufficio.<br />
&#8220;Fabio aveva un diritto, &#8211; dichiarano l&#8217;avv. Filomena Gallo, segretario nazionale Associazione Luca Coscioni e coordinatrice del collegio difensivo di Fabio Ridolfi, e Marco Cappato, tesoriere dell&#8217;Associazione -, quello di poter scegliere l&#8217;aiuto medico alla morte volontaria, legalmente esercitabile. Un diritto che gli è stato negato&#8221;.</span></p>
<p class="s3"><span class="s2">(Giovanni Corzani)</span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><b>Lutto nel mondo del giornalismo, è morto Gianni Clerici</b><br />
È morto Gianni Clerici: lo scrittore giornalista e storica firma di <i>Repubblica</i> del tennis si è spento a Bellagio, sul Lago di Como, all’età di 91 anni. <mark class='mark mark-yellow'> Clerici era considerato uno dei maggiori esperti di tennis del mondo, sport che ha raccontato per tanti anni e in tutte le forme. Veniva chiamato “lo scriba del tennis”, tanto è stata la sua influenza sul racconto dello sport.</span><span class="apple-converted-space"> </mark> </span><span class="s2">A</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s2">darne notizia per primo, in un tweet, l’ex direttore di Repubblica Mario Calabresi.</span><br />
<span class="s2">“Un gigante del giornalismo sportivo”, scrive Calabresi. “Aveva eleganza, competenza e sapeva spiegare tutto. (Un giorno mi portò con lui a Wimbledon e mi insegnò che il vero spettacolo erano i picnic sull’erba con fragole e panna). Buon viaggio”.  </span><span class="s4"><mark class='mark mark-yellow'> Il tennis non lo ha però solo raccontato, ma ci ha anche giocato in gioventù:</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s4">Clerici, infatti,</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s4">è stato campione italiano di doppio, in coppia con Fausto Gardini nel 1947 e nel 1948. Vinse <i>la Coppa de Galea</i> e anche il Monte Carlo New Eve Tournament, </mark> prima di calcare almeno per un turno l’erba di Wimbledon la terra rossa del Roland Garros. Una volta appesa la racchetta, </span><span class="s4">Clerici è stato collaboratore della Gazzetta dello Sport dal 1951 al 1954,</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s4">editorialista e inviato</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s4">de</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s4">il</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s4">Giorno, nel 1988 aveva iniziato la collaborazione con l’Espresso e Repubblica. Autore di oltre 6mila articoli sportivi, ha dedicato al tennis le sue</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s4">pubblicazioni</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s4">più importanti.</span><span class="apple-converted-space"> </span><span class="s5">Per il numero e la qualità delle sue pubblicazioni, </span><span class="s6">Gianni Clerici è stato inserito nel 2006 nella Hall of fame del tennis</span><span class="s5">, secondo italiano dopo Nicola Pietrangeli. </span></p>
<p><span class="s5">(Lorenzo Cascini)</span></p>
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		<title>App di giochi per fidelizzare il lettore: la lezione del NYT</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2020 16:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Viviana Astazi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1210" height="726" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="1920" /></p><p>Da anni, le principali testate del mondo si stanno chiedendo come poter sostenere i propri costi senza andare in rosso ma, anzi, avendo un bilancio in attivo. Se in Italia la risposta non è ancora stata trovata, in Gran Bretagna e Stati Uniti <mark class='mark mark-yellow'>i grandi quotidiani hanno intuito che la fidelizzazione del lettore passa per il divertimento.</mark></p>
<p>A febbraio, il <strong>Guardian</strong> ha lanciato <strong>Puzzle</strong>, un’app a pagamento (3,50 sterline al mese) che rientra nella sua strategia di abbonamento con cui offre un nuovo schema di sudoku al giorno e 15 cruciverba ogni settimana. <mark class='mark mark-yellow'>L’obiettivo è conquistare due milioni di sostenitori paganti entro il 2022.</mark> Allo stesso modo il <strong>New York Times</strong> ha già raggiunto <strong>un milione di sottoscrizioni</strong> attraverso le app <strong>Crosswords</strong> e <strong>Cooking</strong>, lanciate addirittura nel 2016.</p>
<p>Come è possibile catturare e mantenere questo interesse mostrato dagli abbonati? I quotidiani hanno fatto sì che le app sul mercato avessero una <strong>modalità multi giocatore</strong>, così da rendere più coinvolgente l’esperienza e incitare implicitamente il passaparola tra potenziali lettori. Un’ipotesi confermata dal <strong>Wall Street Journal</strong>, che l’anno scorso ha scoperto come <mark class='mark mark-yellow'>il gioco riduca la possibilità che un utente disdica l&#8217;abbonamento.</mark></p>
<p>Il lancio di queste app rappresenta un <strong>punto di svolta</strong> per i quotidiani, che centrano con una sola mossa due scopi: <strong>ricavare profitti per sostenersi</strong> , ma senza essere costretti a realizzare servizi giornalistici costosi perché attingeranno a un archivio di contenuti già prodotti.</p>
<p>La formula funziona e negli Stati Uniti è diventata un <em>must</em>. Chissà che prima o poi questo modello non sbarchi anche in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>continua a leggere su <a href="https://digiday.com/media/drive-daily-habits-customer-retention-publishers-turn-puzzles/">Digiday</a></strong></p>
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		<title>Tortoise, rallentare le news per capire meglio il mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 11:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Frosina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[“News has become noise”, l’informazione è diventata rumore. È per sconfiggere questa tendenza che Tortoise Media, un progetto editoriale partecipativo nato in Gran Bretagna, ha chiesto fondi al pubblico attraverso ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1552" height="873" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/2b7f73d939e6cb7da22b15b968f4f6b6_original.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="2b7f73d939e6cb7da22b15b968f4f6b6_original" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'><em>“News has become noise”</em>, l’informazione è diventata rumore.</mark> È per sconfiggere questa tendenza che <strong>Tortoise Media</strong>, un progetto editoriale partecipativo nato in Gran Bretagna, ha chiesto fondi al pubblico <a href="https://medium.com/kickstarter/news-has-become-noise-tortoise-wants-to-change-that-266c77548fee">attraverso la piattaforma Kickstarter</a>. E ha avuto un successo straordinario: 2.500 persone hanno donato oltre mezzo milione di sterline, rendendo Tortoise il progetto giornalistico più finanziato nella storia del crowdfunding. Un ruolo, sicuramente, lo hanno giocato i promotori, non proprio gli ultimi arrivati: <strong>James Harding</strong>, già direttore di Bbc News ed editore del Times; <strong>Katie Vanneck-Smith</strong>, fino a giugno 2018 direttrice di Dow Jones, la società editrice del Wall Street Journal; <strong>Matthew Barzum</strong>, ex ambasciatore degli Usa nel Regno Unito.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/2019-02-26.png"><img class="aligncenter wp-image-38142 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/2019-02-26-1024x480.png" alt="2019-02-26" width="1024" height="480" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lanciando la raccolta fondi lo scorso ottobre, i tre hanno analizzato il panorama dell’informazione contemporanea: “Siamo sommersi dalle news. Non tutte sono false o scadenti, molte sono anche buone: ma sono semplicemente troppe, e sempre le stesse. Troppi inseguono le notizie, ma <strong>ignorano le storie</strong>. Tutta questa fretta rende i consumatori ansiosi e sfiduciati”. Ecco allora il loro progetto alternativo: “In un mondo dove tutti corrono a rotta di collo, noi crediamo di dover rallentare per diventare più saggi”. <mark class='mark mark-yellow'>Quindi niente conferenze stampa o breaking news: “Vogliamo prenderci il tempo per vedere il quadro completo, per riconoscere le tendenze che danno forma al nostro futuro, per investigare su ciò che non si vede”.</mark></p>
<p>E soprattutto, di dover “dare a ciascuno il proprio posto al tavolo”: creare un giornalismo partecipativo basato su conference calls giornaliere, i “<strong>ThinkIn</strong>”, in cui i redattori discutono insieme agli abbonati quali storie realizzare. Chi partecipa agli incontri è invitato a dire la propria, partecipando all’attività del giornale.</p>
<p style="text-align: center;">Per saperne di più, leggi l&#8217;articolo completo su <a href="https://www.journalism.co.uk/news/tortoise-uses-editorial-discussions-to-fuel-an-open-journalism-membership-model/s2/a735173/" target="_blank">Journalism.co.uk</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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