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	<title>magzine &#187; Turismo</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Vacanze e Covid-19: quando il turismo parla tedesco</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 06:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Magistro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Cantata con malinconia dalla Mignon nel Wilhelm Meisters Lehrjahre e descritta passionalmente negli Italienische Reise di Goethe (1817), l’Italia è sempre stata, per i tedeschi e non solo, la terra dell’amore e ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/06/beach-1867271_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="beach-1867271_1920" /></p><p>Cantata con malinconia dalla Mignon nel <em>Wilhelm Meisters Lehrjahre</em> e descritta passionalmente negli <em>Italienische Reise</em> di Goethe (1817), l’Italia è sempre stata, per i tedeschi e non solo, la terra dell’amore e della bellezza.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-17-alle-18.12.58.png"><img class="alignright wp-image-46011" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-17-alle-18.12.58-300x214.png" alt="Schermata 2020-06-17 alle 18.12.58" width="560" height="400" /></a> Tanto mitizzata dai grandi della letteratura, quanto amata dai posteri. <mark class='mark mark-yellow'>L’Italia, infatti, è tutt’oggi una delle mete preferite dai vicini tedeschi che, tra le presenze straniere totali nello stivale, che raggiungono annualmente il 50,5%, costituiscono il 27,1%, seguiti da statunitensi (6,7%), francesi (6,6%), britannici (6,5%) e olandesi (5,1%).</mark></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La Germania, come dimostrano i dati del <strong>Centro Studi Tci su dati Banca Italia</strong>, apporta un’entrata di 7,098 milioni di euro annui all’Italia</mark>, che corrispondono al 17,0% del totale delle entrate dal turismo straniero. Le città che più dipendono dall’<em>income</em> della Germania- incrociandone il tasso di internazionalità e la quota delle presenze tedesche sul totale del turismo straniero- sono Bolzano, Brescia, Rovigo, Verona, Verbano-Cusio-Ossola, Nuoro, Venezia e Gorizia. Queste, nella totalità, attirano il 61% delle presenze tedesche totali che ogni anno scelgono di visitare l’Italia. Una percentuale molto alta che espone queste città a un’importante crisi turistica da Covid-19.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-17-alle-18.15.32.png"><img class="alignleft wp-image-46015 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-17-alle-18.15.32-300x240.png" alt="Schermata 2020-06-17 alle 18.15.32" width="395" height="316" /></a>Sirmione, città del Benaco (che ogni anno accoglie 24 milioni di turisti tedeschi) è una di queste. Come dimostrato da un sondaggio da noi condotto e distribuito a tutti gli albergatori della città, la ripresa dopo l’apertura dei confini regionali, datata 3 giugno 2020, è stata timida e ha parlato perlopiù dialetto lombardo (con qualche presenza dal Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria): in media 7 nuove prenotazioni dalla Lombardia e solo 1,8 da altre regioni. Non si tratta, in nessun caso, di regioni del Sud, complice la grande diffusione del virus nel territorio lombardo che ha reso la zona meno appetibile per i turisti meridionali.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La stagione estiva 2020, dai dati raccolti, non ha speranza di raggiungere i numeri dell’anno precedente, ma si notano alcuni risultati positivi. L’apertura dei confini nazionali del 15 giugno ha portato a un&#8217;impacciata ripresa delle prenotazioni per i mesi estivi</mark>: gli albergatori della città hanno registrato, in media, 53 nuove riserve (con picchi di 309) di cui 43 dall’Italia, 7 dalla Germania, 1,5 dalla Francia, 0,25 dall’Inghilterra (che tra tutte le nazioni conta il numero più alto di cancellazioni, circa il 40% sul totale), 0,5 dall’Olanda, nessuna dalla Spagna e infine 0,75 da altri Paesi.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Via libera quindi dall’Italia e per l’Italia ai Paesi dell’area Schengen, mentre dal 1° luglio apriranno le frontiere extra-europee, come conferma la Commissione UE. È nata, a tal proposito, una piattaforma online, <strong>RE-open EU</strong>, che tiene traccia delle regolamentazioni e aggiornamenti sui confini europei, Stato per Stato, e i cui principi cardine sono: trasparenza, uguaglianza e coordinamento</mark>.  Le linee guida per le riaperture non sono state le stesse per tutti: è il caso dell’Austria che, dopo non poche tensioni, ha aperto le frontiere anche all’Italia, con un giorno di ritardo, ma non ancora a Spagna, Portogallo, Svezia e Regno Unito e della Grecia, che ha riaperto anche all’Italia, senza escludere ulteriori restrizioni future. Capitolo a sé stante quello della Spagna che rimarrà chiusa ancora fino al 21 giugno, ma che ha avviato un esperimento, in accordo con la Germania, che permetterà a 11 mila turisti tedeschi di sbarcare nelle Isole Baleari. Il mercato spagnolo, come quello italiano, infatti, dipende fortemente dall’i<em>ncome</em> tedesco e potrebbe soffrire particolarmente una chiusura prolungata.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>I confini riaprono, ma i viaggiatori tedeschi si mostrano riluttanti verso una vacanza estiva fuori dal loro Paese. Secondo uno studio del Gfk, il più importante istituto di ricerca della Germania, il 26% degli intervistati  ha affermato di voler cancellare la propria vacanza già programmata da tempo</span></p>
<p>I confini riaprono, ma i viaggiatori tedeschi si mostrano riluttanti verso una vacanza estiva fuori dal loro Paese. Secondo uno studio di <strong>Gfk</strong> (<strong>Gesellschaft für Konsumforschung</strong>), il più importante istituto di ricerca del mercato, il 26% degli intervistati (tedeschi) ha affermato di voler cancellare la propria vacanza già programmata da tempo.<mark class='mark mark-yellow'>Nella città di Sirmione, infatti, secondo quando emerso dal nostro sondaggio, il dato della Gfk viene confermato: circa il 28% delle cancellazioni totali proviene dalla Germania.</mark> Recentemente, è stata proprio la Cancelliera tedesca Angela Merkel a dare il buon esempio ai suoi cittadini, prediligendo un&#8217;estate nella sua patria, rinunciando alle sue consuete e attesissime vacanze a Ischia.</p>
<p>Un’estate diversa dal solito, quella che ci apprestiamo a vivere: con regole di viaggio tutte nuove, distanziamenti di sicurezza ai quali non siamo abituati e spiagge con qualche turista in meno. Un’estate del tutto casalinga, che spingerà gli italiani a scoprire meglio il loro Belpaese, cantato ed elogiato in tutte le lingue del mondo.</p>
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		<title>Ravenna, una città in attesa</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 19:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Mancini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[È una nuova giornata per la città di Ravenna, secondo comune italiano per estensione.Le vie del centro non sono deserte, ma i soli a percorrerle sembrano essere i residenti, mentre ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4032" height="2448" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_1741.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Basilica di San Vitale" /></p><p style="text-align: left;">È una nuova giornata per la città di<strong> Ravenna</strong>, secondo comune italiano per estensione.<mark class='mark mark-yellow'>Le vie del centro non sono deserte, ma i soli a percorrerle sembrano essere i residenti, mentre i turisti si contano a fatica sulle dita di una mano</mark>. C’è chi si reca al lavoro, chi ha inforcato la bicicletta per sbrigare le commissioni quotidiane, alcuni camminano a passo lento, godendosi i timidi raggi di sole che anticipano la primavera. Si cerca di non perdere una certa familiare ordinarietà, quasi a voler tentare di rassicurare i propri animi, già proiettati ad un prossimo futuro, quando finalmente l’emergenza di queste settimane potrà essere lasciata alle spalle.</p>
<p style="text-align: left;"><mark class='mark mark-yellow'>L’Emilia Romagna ad ora risulta la seconda regione più contagiata del Paese con 1010 casi accertati, 10 dei quali nella provincia di Ravenna.</mark> Le misure di prevenzione e di contrasto alla diffusione del Coronavirus, contenute nell’ultimo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, prevedono la sospensione delle attività didattiche in nidi, scuole e università fino al 15 marzo; prorogata fino al 3 aprile per manifestazioni, spettacoli, eventi e gare sportive con pubblico. Restano aperti bar e ristoranti e riaprono musei e luoghi della cultura, con fruizione contingentata: ed è da qui che l’ex capitale dell’Impero Romano ha deciso di ripartire.</p>
<p style="text-align: left;">
<p><img class="alignleft wp-image-41828" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_1706-2-300x208.jpeg" alt="" width="353" height="245" /></p>
<p style="text-align: left;"> «Ravenna non può vivere senza cultura» ha detto il<strong> sindaco Michele De Pascale</strong> in occasione   della   riapertura della tomba di Dante, lo scorso lunedì. Dello stesso parere è l’<strong>assessore alla cultura</strong> <strong>Elsa  Signorino</strong> che aggiunge: «Lasciare aperti luoghi identitari per una comunità è prima  di tutto un  segnale della volontà di rimettere in moto i meccanismi fondamentali della socialità,   sempre nel  rispetto delle condizioni imposte dalla presenza del Coronavirus».<mark class='mark mark-yellow'>Le disposizioni   attuate prevedono  infatti l’ingresso a scaglioni nei monumenti, con un parametro di circa 4   visitatori ogni 10 metri   quadrati, tale da garantire la distanza di un metro fra i singoli.</mark></p>
<p style="text-align: left;">«Le città che fanno cultura sono città più civili, coese e capaci di misurarsi con i mutamenti. Per  Ravenna il patrimonio storico-artistico è uno straordinario attrattore di turismo. L’emergenza  che  ci  troviamo ad affrontare avrà conseguenze significative sul tessuto economico della nostra città,  sull’imprenditoria turistica e sulle istituzioni culturali», sottolinea l’assessore, fermo  restando che «la  salute pubblica viene prima di ogni altra cosa».</p>
<p>A Ravenna i turisti infatti sono pressoché spariti e l’economia della città ne sta visibilmente soffrendo. «In tre giorni ho fatto quattro caffè e due cappuccini» commenta amareggiato il titolare del <strong>Bar Mosaico</strong>, storica piadineria di via Argentario, affacciata sulla Basilica di San Vitale. «L’anno scorso in questo periodo lavoravamo a pieno ritmo, perché nel mese di marzo il turismo a Ravenna è sempre stato improntato sulle gite scolastiche», aggiunge il gestore, tenendo a precisare che «si rimane aperti. Non c’è alternativa, i costi di gestione sono troppo alti e oltre a posticipare il pagamento delle tasse, avremo bisogno di sgravi fiscali e dovremo ri-contrattare tutti gli affitti. Servirà molto tempo perché il turismo riparta».</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Intanto anche la Biblioteca Classense, istituzione indiscussa della città, che raggiunge le 342mila presenze l’anno, sta affrontando a suo modo il Covid-19.</mark> «Ci siamo attivati insieme al comune per adottare misure idonee di igiene, abbiamo annullato tutte le attività e gli eventi che avrebbero comportato aggregazione di molte persone e, secondo ordinanza regionale, i prestiti e le sale studio sono ancora fruibili» spiega <strong>Eloisa Gennaro</strong>,<strong> responsabile della biblioteca storica</strong> e della logistica, specificando che «sono state eliminate fisicamente una parte delle sedie nelle sale studio, in modo tale che potesse essere rispettato il metro di distanza previsto».</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>A Ravenna i turisti sono spariti e l’economia della città ne sta soffrendo. La comunità cerca di affrontare il futuro un giorno alla volta, vivendo in attesa. </span></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_1732.jpeg"><img class="alignright wp-image-41827" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_1732-300x225.jpeg" alt="" width="340" height="255" /></a></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La comunità cerca di affrontare un giorno alla volta, vivendo in attesa.</mark> Come ricorda l’assessore Signorino: «In una situazione così complessa e incerta, oltre alla centralità delle autorità sanitarie e delle competenze scientifiche, la consapevolezza dei problemi e la capacità di condividere le soluzioni possibili è necessaria e indispensabile».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Milano, il Duomo riapre le porte alla speranza</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2020 08:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Viviana Astazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Milano rinasce dal suo simbolo. Le porte del Duomo sono state riaperte a fedeli e turisti. Nonostante il maltempo e la bassa stagione, centinaia di persone hanno visitato la Cattedrale ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/20200224115733464_1338590_20200302121627.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="20200224115733464_1338590_20200302121627" /></p><p><span class='quote quote-left header-font'>Milano rinasce dal suo simbolo. Le porte del Duomo sono state riaperte a fedeli e turisti.</span> Nonostante il maltempo e la bassa stagione, centinaia di persone hanno visitato la Cattedrale dando una scossa positiva all’umore della città. Abbiamo raccolto le impressioni e i pareri di alcuni visitatori, milanesi e stranieri, che ci hanno ribadito con forza un unico messaggio:<mark class='mark mark-yellow'>riaprire il Duomo è segno di speranza. Non bisogna avere paura.</mark></p>
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