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	<title>magzine &#187; Super Tuesday</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Ciclone Biden, l&#8217;endorsement di Bloomberg</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 14:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Giangaspero]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La corsa per la scelta del candidato democratico che dovrà fronteggiare il presidente Donald Trump alle elezioni del 3 novembre 2020 si fa sempre più serrata. Il super Tuesday, della ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1944" height="690" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-06-alle-11.09.30.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Schermata 2020-03-06 alle 11.09.30" /></p><p>La corsa per la scelta del candidato democratico che dovrà fronteggiare il presidente Donald Trump alle elezioni del 3 novembre 2020 si fa sempre più serrata. Il super Tuesday, della scorsa settimana, ha scombussolato ogni sondaggio proposto sino ad ora sui candidati. Tanti sono stati i ritiri illustri prima e dopo i voti dei 25 stati del 3 marzo. Buttigieg, Warren, ma sopratutto l&#8217;ex sindaco di New York Mike Bloomberg, hanno mollato; così facendo il campo si è ristretto a sole due figure. Bernie Sanders e Joe Biden sono rimasti come le uniche forze per i dem. Il primo, dopo le vittorie in New Hampshire e Nevada e il buon risultato in Iowa, nel super Tuesday è riuscito a conquistare solo 4 stati, mentre Joe Biden, rinato dopo il South Carolina, ha sorpreso tutti nel &#8221;Super Martedì&#8221;, portando a casa 10 stati.  Per quanto riguarda il numero di delegati il bottino dei due candidati si fa ampio, visto la spartizione anche dei seggi di chi si è ritirato (26 Buttigieg, 12 di Bloomberg, 36  Warren,  7 Klobuchar e  1 Tulsi Gabbard). Ora Biden  ha circa 433 delegati, mentre Sanders 388.</p>
<div id="attachment_41790" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/38317aba10c9aedc25be39e35c5d9477.jpg"><img class="wp-image-41790 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/38317aba10c9aedc25be39e35c5d9477-300x211.jpg" alt="38317aba10c9aedc25be39e35c5d9477" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte ANSA</p></div>
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<p><b>COSA SIGNIFICA LA VITTORIA DI BIDEN? </b></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Unknown.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-41797" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Unknown-300x166.jpeg" alt="Unknown" width="300" height="166" /></a></p>
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<p>Il risultato della grande vittoria di Joe Biden è del tutto clamoroso per il  fatto che, nessuno fino a una settimana fa, avrebbe pensato che potesse riuscire nell&#8217;impresa di rimontare su Sanders.</p>
<p>La sua campagna era cominciata con dei risultati che facevano pensare a un rapido abbandono, invece che a una cavalcata verso la vittoria: quarto posto in Iowa, e un umiliante quinto posto in New Hampshire, con solo l’8% dei voti.</p>
<p>Il cambio di marcia arriva subito dopo la grande vittoria in South Carolina con il 48.7% dei voti, grazie  Pete Buttigieg (candidato rivelazione e stella dei moderati fino a quel momento), ed Amy Klobuchar, (popolare senatrice del Minnesota in grado di conquistare un certo numero di voti nel Mid-West e nel Nord Est), i quali annunciano il proprio ritiro  appoggiando Joe Biden.</p>
<p>La sua grande vittoria nel <strong><em>Super Tuesday </em></strong> è dovuta anche al ricevimento di altri due <em>endorsement</em> di grande peso. Per primo quello di <strong>Harry Reid</strong>, ex senatore del Nevada e capogruppo Dem al Senato per una ventina d’anni: Reid era un punto di riferimento della sinistra del partito per le sue battaglie contro le lobby e la corruzione della politica, benché fosse piuttosto conservatore su altri temi, e la campagna di Sanders non si aspettava un suo sostegno a Biden. Per secondo quello di Beto ‘<strong>O Rourke</strong>, astro nascente tra i Dem, con un carisma di impronta obamiana, capace di vincere nel 2012 un seggio alla Camera nel suo Texas partendo da posizioni molto <em>liberal</em>. Nel 2018, la sua campagna per un seggio al Senato contro il Repubblicano<strong> Ted Cruz</strong> aveva scatenato una pioggia di piccole donazioni da tutti gli Stati Uniti – la conquista del Texas, stato simbolo del conservatorismo americano, è un’obbiettivo che i Dem accarezzano da tempo – ed era fallita solo di un soffio. Ma Beto ne aveva ricevuto un’immensa popolarità, e la sua decisione di appoggiare Biden è stata davvero amara per Sanders.</p>
<p><strong>Chi è Joe Biden? </strong></p>
<p>&#8221;Gli Stati Uniti sono in guerra per <strong>salvare l’anima della nazione</strong>&#8221;. È questo il messaggio al centro della campagna elettorale di Joe Biden, l’ex vicepresidente USA in corsa per la nomination del Partito Democratico alle <strong>elezioni presidenziali </strong>di novembre e vincitore, stando ai risultati, alle primarie del &#8220;Super Tuesday&#8221; lo scorso<strong> 3 marzo</strong>.</p>
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<p>Tra i tanti candidati democratici che sperano di impedire la rielezione di Donald Trump, Biden sembra godere di un <strong>largo margine di vantaggio. </strong> Nonostante la sua immagine moderata e la sua storica fiducia nelle soluzioni bipartisan (appoggiato sia da maggioranza che dall&#8217;opposizione), Biden è stato però al centro degli attacchi del Partito Repubblicano durante lo “Ukrainegate”, lo scandalo che ha portato al processo di impeachment di Trump, e un bersaglio frequente dei tweet accusatori del presidente. In un’atmosfera politica più polarizzata che mai, Biden si presenta agli elettori come <strong>un continuatore dell’era Obama</strong>, dopo una lunghissima carriera politica e una vita familiare segnata dalla tragedia.</p>
<p>Queste elezioni saranno probabilmente l’ultima chance per Joe di realizzare <strong>il suo sogno di studente</strong>: se dovesse vincere, Biden avrebbe 78 anni il giorno dell’inaugurazione e sarebbe il presidente più vecchio di sempre ad insediarsi alla Casa Bianca (lo stesso varrebbe in realtà anche per Trump, che verrebbe rieletto a 74 anni).</p>
<p>Se ha per ora superato il principale ostacolo dei suoi due precedenti tentativi, la popolarità nei sondaggi, Biden si trova tuttavia di fronte a nuovi ostacoli, tra cui anche le accuse di sette donne di contatti fisici inappropriati. Al primo posto tra i candidati democratici per copertura mediatica e pronto a incalzare Trump sui temi più critici della sua presidenza, dopo il Super Tuesday Biden sembra più slanciato che mai<strong> per scalzare il presidente </strong>da Pennsylvania Avenue.</p>
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		<title>Primarie USA: South Carolina e Super Tuesday, si accende la sfida</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Feb 2020 09:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Giangaspero]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli Stati Uniti, gli animi si fanno bollenti in vista delle elezioni del prossimo 3 novembre. Si continua a parlare molto delle primarie del partito democratico, che, dopo il Nevada, scenderà ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1334" height="704" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-18.56.22.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Schermata 2020-02-25 alle 18.56.22" /></p><p>Negli Stati Uniti, gli animi si fanno bollenti in vista delle elezioni del prossimo 3 novembre. Si continua a parlare molto delle primarie del partito democratico, che, <strong>dopo il Nevada</strong>, scenderà in campo, sabato 29 febbraio, nello stato del <strong>South Carolina</strong>, ultimo a eleggere uno dei candidati prima del <strong>Super Tuesday</strong> del 3 marzo. Gli elettori dovranno esprimere le proprie preferenze dopo che la scorsa settimana hanno decretato la stragrande vittoria di Bernie Sanders.</p>
<p><strong>CHE STATO È IL SOUTH CAROLINA </strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/shutterstock-423616807.jpg"><img class="alignnone  wp-image-41619" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/shutterstock-423616807-300x175.jpg" alt="shutterstock-423616807" width="512" height="299" /></a></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Demograficamente l’elettorato del South Carolina è ritenuto come pilota per le primarie del partito democratico.</span>  <mark class='mark mark-yellow'>La comunità afro-americana ha un importante voce in capitolo in queste elezioni, e il suo appoggio politico può cambiare molto gli exit poll. Infatti il <strong>27% dei cittadini</strong> dello Stato è <strong>afro-americano</strong> e alle scorse elezioni presidenziali, il 94% votò a favore del candidato democratico Hillary Clinton, il 4% per il Presidente Trump.</mark> Nel 2016 l’appoggio della comunità nelle primarie aiutò molto Clinton, che infatti riuscì ad avere l’<em>endorsement</em> da altri afro-americani in molti Stati. Concludendo, l’elettorato in queste primarie potrà cambiare radicalmente quelle che sono le previsioni dei sondaggi nazionali sui candidati democratici.</p>
<p><b>STATE ANALYSIS</b></p>
<p><em><strong>Superficie</strong>:</em> 82mila chilometri quadrati, più o meno l’area del Portogallo.<br />
<em><strong>Popolazione</strong>:</em> 5 milioni, poco più degli abitanti di Los Angeles.<br />
<em><strong>Distribuzione demografica</strong>:</em> i bianchi sono il 63 per cento della popolazione, i neri il 28 per cento, gli ispanici il 5 per cento.<br />
<em><strong>Reddito mediano</strong>:</em> 52mila dollari (42esimo stato su 50).<br />
<em><strong>Delegati</strong> in palio:</em> 54</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.29.22.png"><img class="alignnone  wp-image-41613" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.29.22-300x105.png" alt="Schermata 2020-02-26 alle 11.29.22" width="563" height="197" /></a></p>
<p><strong>I SONDAGGI DEI PARTECIPANTI </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.32.42.png"><img class="alignnone  wp-image-41612" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.32.42-300x142.png" alt="Schermata 2020-02-26 alle 11.32.42" width="522" height="247" /></a> </strong></p>
<p><strong>Sondaggi</strong>: <a href="https://www.270towin.com/2020-democratic-nomination/south-carolina-primary">270ToWin</a>, una settimana prima delle votazioni, mise Joe<strong> Biden</strong> (24.5%) in testa con 22 delegati, a seguire Bernie <strong>Sanders</strong> (21.5%) con 18, e il filantropo <strong>Tom Steyer</strong> (7%) con 14 delegati</p>
<p><strong>TOM STEYER IL NUOVO VOLTO</strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/106336941-1579054905748gettyimages-1199548988.jpeg"><img class="alignnone  wp-image-41617" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/106336941-1579054905748gettyimages-1199548988-300x168.jpeg" alt="106336941-1579054905748gettyimages-1199548988" width="531" height="297" /></a></p>
<p>L&#8217;imprenditore statunitense è un manager di fondi di investimento e un noto filantropo; in passato ha negato l&#8217;intenzione di candidarsi in politica ma ha ufficialmente dichiarato un cambio di rotta. Nel video dell&#8217;annuncio, Tom Steyer ha elencato i punti focali del proprio programma politico, fra i quali compare l&#8217;obiettivo di ridurre l&#8217;influenza delle grandi corporation sulla politica e la lotta ai cambiamenti climatici. <mark class='mark mark-yellow'>Tom Steyer, nel suo profilo Twitter, si fa promotore di una maggiore vicinanza alle persone, che a suo parere si sentono abbandonate dal sistema e non rispettate dai politici.</mark> Qualche tempo fa aveva personalmente finanziato l&#8217;affissione di alcuni cartelli che pubblicizzavano una petizione per promuovere l&#8217;impeachment nei confronti dell&#8217;attuale presidente degli Stati Uniti Donal Trump.</p>
<p><strong>COME SI VOTA IN SOUTH CAROLINA? </strong></p>
<p>Non tutte le primarie sono uguali. Infatti tre sono le tipologie di voto che i democratici devono tener conto e si distinguono Stato per Stato. Sabato scorso le primarie erano in un <strong>Caucus</strong> (Nevada), ovvero stato in cui si dispongono incontri formali che avvengono in luoghi come chiese, bar, biblioteche o palestre delle scuole, dove gli elettori discutono sui pro e i contro di ogni candidato, quindi si dividono in gruppetti in base alla loro preferenza: i caucus, appunto. I gruppi che non rappresentano il 15% del totale degli elettori di quella sala si “sciolgono”: le persone che prima ne facevano parte possono aggregarsi a loro volta all’interno di un altro gruppo. Il risultato è che i sostenitori dei candidati più piccoli, corteggiatissimi, vanno a sostenere i candidati più grandi. Dopo l<strong>’Iowa e il Nevada</strong> gli altri Caucus sono: <strong>North Dakota, Wyoming, Samoa, Virgin Island e Guam</strong>.</p>
<p>La <strong>seconda tipologia</strong> di voto prevede le <strong>primarie chiuse</strong> ovvero con il diritto al voto soltanto agli americani già registrati come elettori dei democratici.</p>
<p>Infine <strong>l’ultima tipologia</strong> che sarà quella scelta in <strong>South Carolina</strong>, prevede le <strong>primarie aperte </strong>dove Tutti i cittadini americani con diritto di voto (quindi anche i Repubblicani) possono andare alle urne e scegliere il candidato democratico che vogliono come sfidante alle prossime elezioni.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.28.50.png"><img class="alignnone  wp-image-41614" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.28.50-300x173.png" alt="Schermata 2020-02-26 alle 11.28.50" width="548" height="316" /></a></p>
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<p><strong>IL CONFRONTO TELEVISIVO </strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.13.16.png"><img class="alignnone  wp-image-41615" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.13.16-300x168.png" alt="Schermata 2020-02-26 alle 11.13.16" width="528" height="296" /></a></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio è andato in scena anche l’<strong>ultimo dibattito</strong> televisivo prima delle primarie in <strong>South Carolina e del Super Tuesday</strong>. Tutti, o quasi i candidati, <strong>contro Bernie Sanders</strong>, l’attuale dem in vantaggio per gareggiare contro il presidente Donald Trump.</mark> Strategia diversa per Elizabeth Warren, l&#8217;altra candidata progressista: non potendo colpire Sanders per l&#8217;agenda simile alla sua, è tornata ad attaccare Michael Bloomberg, con l&#8217;ex sindaco di New York che ha dovuto incassare di nuovo le accuse di sessismo e discriminazione sul luogo di lavoro, ma anche quelle di aver fatto affari con la Cina e di non voler svelare le sue dichiarazioni fiscali. Lo stesso attacco della Warren era stato indirizzato all’ex sindaco di New York anche nel dibattito televisivo del <strong>19 febbraio a Las Vegas</strong> dove le dichiarazioni contro hanno avuto un grosso peso mediatico. In quella tornata, <strong>Bloomberg</strong> apparve per la prima volta e <strong>Elizabeth Warren </strong>si espresse: «<em>Mi piacerebbe dire qualcosa sulla persona con cui stiamo gareggiando: un miliardario che chiama le donne “grassone” e “lesbiche faccia di cavallo”. No, non sto parlando di Donald Trump. Sto parlando di Michael Bloomberg»</em>. I media come gli stessi candidati si stanno preparando per il fatidico Super Tuesday del 3 marzo, giorno dello spartiacque.</p>
<p>La Warren ha anche scelto di iniziare una contro campagna per contrastare la candidatura di Bloomberg, guardate questo spot pubblicitario in cui si criticano le scelte del ex sindaco di New York</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550"><p lang="it" dir="ltr">Elizabeth Warren ha iniziato a trasmettere negli Stati del Super Martedì uno spot negativo contro Bloomberg. <a href="https://t.co/BoAqv26g2Z">pic.twitter.com/BoAqv26g2Z</a></p>
<p>&mdash; Elezioni USA 2020 (@ElezioniUsa) <a href="https://twitter.com/ElezioniUsa/status/1232336345688952833?ref_src=twsrc%5Etfw">February 25, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
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<p>Per il resto, il <strong>dibattito tv in South Carolina</strong> ha mostrato divisioni che preoccupano l&#8217;establishment del partito democratico, perché alla fine <strong>rischiano di avvantaggiare proprio il tycoon</strong> (Donald Trump) e la sua rielezione il prossimo 3 novembre. Sanders si è dovuto difendere dalle accuse di essere aiutato dalla Russia (<em>“Non è vero”</em>) e di aver difeso la Cuba di Fidel Castro (<em>&#8220;Ho detto le stesse cose di Obama&#8221;</em>). &#8220;Putin vuole la rielezione di Trump ed è per questo che la Russia ti sta aiutando&#8221;, ha attaccato un <strong>Bloomberg leggermente più efficace</strong> e a suo agio rispetto al precedente dibattito televisivo.</p>
<p>Sulla stessa linea d&#8217;onda<strong> Pete Buttigieg</strong>: &#8220;Se la nomination andrà a Sanders, avremo altri quattro anni di Donald Trump, lo speaker della Camera sarà repubblicano e i democratici non riusciranno a riconquistare il Senato. Non è solo la presidenza che conta&#8221;. In soccorso del senatore è arrivata la “collega” Warren: &#8220;<em>L&#8217;agenda progressista è molto popolare. Noi parliamo di come costruire il futuro. È questo quello che conta&#8221;</em>. Più vivace del solito anche l&#8217;ex vicepresidente Joe Biden, che in South Carolina è ancora in testa ai sondaggi e si gioca già gran parte delle sue chance di proseguire la corsa.  La sfida a Sanders è lanciata: <em>&#8220;Sabato vincerò io e conquisterò il voto degli afroamericani&#8221;</em>, ha detto, nella speranza di ricompattare la grande alleanza che portò al trionfo di Barack Obama. Ma nei sondaggi Sanders, che già lo sovrasta a livello nazionale, è in gran rimonta e fa paura.</p>
<p><strong>UNA FINESTRA AL SUPER TUESDAY</strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.15.291.png"><img class="alignnone  wp-image-41618" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-26-alle-11.15.291-300x191.png" alt="Schermata 2020-02-26 alle 11.15.29" width="571" height="364" /></a></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Per i candidati alle presidenziali Usa, <strong>democratici e repubblicani</strong>, è  anche tempo di Super Tuesday, il classico appuntamento dagli anni ’80, che propone in un unico giorno e contemporaneamente, le votazioni delle primarie in 25 stati diversi. Repubblicani e democratici voterranno in <strong>Alabama, Arkansas, Colorado, Georgia, Massachusetts, Minnesota, Oklahoma, Tennessee, Texas, Vermont e Virginia.</mark></strong> Tanto Sud, e quindi tanti <i>ultraconservatori</i> per i repubblicani e molti afroamericani per i dem. Saranno quindi assegnati <strong>595</strong> delegati ai <strong>repubblicani</strong> e <strong>865</strong> ai <strong>dem</strong>. Gli Stati non valgono tutti allo stesso modo, ad esempio il <strong>Texas</strong> da solo, assegna <strong>155</strong> delegati <strong>repubblicani</strong> e <strong>241</strong> delegati <strong>democrati</strong>.</p>
<p>Solo dopo il super Tuesday potremmo avere un quadro generale più chiaro di quanto potrà accadere all&#8217;interno del partito democratico in vista della scelta del candidato che dovrà fronteggiare Donald Trump in vista del 3 novembre 2020 &#8221; <strong>THE ELECTION DAY</strong>&#8221;</p>
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