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	<title>magzine &#187; San Vittore</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>IL DISAGIO CRONICO DELLE CARCERI ITALIANE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 13:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Piga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[San Vittore]]></category>
		<category><![CDATA[sovraffollamento]]></category>
		<category><![CDATA[suicidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli appelli si sprecano. Il Papa richiama alla speranza, aprendo la “porta santa” di Rebibbia. Il Presidente della Repubblica invoca al rispetto della «dignità di ogni persona» stringendo la Costituzione. Le ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="581" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/carcere-98u776.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="" /></p><p>Gli appelli si sprecano. Il <a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2024-12/papa-francesco-giubileo-apertura-porta-santa-rebibbia-carcere.html">Papa</a> richiama alla speranza, aprendo la “porta santa” di Rebibbia. Il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=tlZXxHkslKc">Presidente della Repubblica</a> invoca al rispetto della «dignità di ogni persona» stringendo la Costituzione. Le associazioni della società civile pubblicano report di denuncia. Ma la situazione dietro le sbarre non cambia. Anzi, peggiora. Le carceri, vecchie e dissestate, sono stracolme di detenuti che, al limite della sopravvivenza, continuano a togliersi la vita.</p>
<p>Al <a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/e0b2ddabb22128ae1eb883eec545177e.pdf">10 gennaio</a> si registrano <strong>61.852 presenze</strong>. Due anni fa erano 54.482. Diminuiscono invece i <strong>posti disponibili</strong>: dal 30 giugno 2022 al 10 gennaio 2025 sono passati da <strong>47.539</strong> a <strong>46.839</strong>. Gli istituti penitenziari con un <a href="https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/">indice di affollamento</a> oltre il <strong>150%</strong> sono 59, si tratta principalmente delle case circondariali metropolitane.</p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/21142983"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/%filename%" width="100%" alt="chart visualization" /></noscript></div>
<p>L’avvocato <strong>Sofia Antonelli</strong>, coordinatrice dell’ufficio del Difensore Civico di Antigone, a <em>Magzine</em> spiega che <strong>la crescita della</strong> <strong>popolazione carceraria</strong> «è un segno del nostro tempo e di alcune scelte politiche, non solo negli istituti per adulti, ma anche nelle carceri minorili. L’introduzione di nuovi reati, in particolare quello di “rivolta penitenziaria” porta chi già è in carcere a rischiare di essere condannato ad altri anni di detenzione. Per la giustizia minorile invece è stato il “decreto Caivano” ad ampliare le possibilità di entrare in carcere e in custodia cautelare, favorendo il trasferimento in istituti per adulti di ragazzi al compimento della maggiore età». La <strong>rivolta penitenziaria</strong>, introdotta dal <a href="https://www.camera.it/leg19/126?pdl=1660-A">ddl sicurezza</a> approvato il 18 settembre 2024, punisce anche chi protesta senza violenza e con forme di resistenza passiva. C’è il nodo dell’interpretazione della legge: vengono classificate come forme di protesta anche la pratica di battitura delle sbarre e il rifiuto di entrare nelle celle. Si tratta di <strong>eventi comuni</strong>, prima puniti con una sanzione disciplinare, ma che ora diventano reato. Secondo le <a href="https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/">rilevazioni</a> di Antigone al 9 dicembre del 2024 sono stati 1.397 nelle carceri per adulti.</p>
<p>Le criticità degli istituti non si riducono al <strong>sovraffollamento</strong>, per quanto sia un indicatore importante. Il 35,6% delle carceri visitate da Antigone è stato costruito prima del 1950 e il<strong> 23% prima del 1900</strong>. All’aumentare del numero delle persone incarcerate, dovrebbe aumentare il numero delle persone che se ne occupano. Confrontando i dati raccolti durante le visite di Antigone emerge che gli educatori sono in media <strong>uno ogni 68 detenuti</strong>. Un numero in crescita rispetto agli anni precedenti, ma ancora inadeguato per garantire percorsi di reinserimento sociale efficaci. Se si considera invece il personale di polizia penitenziaria si registra un calo in rapporto alle presenze. C’era in media un agente ogni 1,7 detenuti nel 2022, uno ogni 1,9 detenuti nel 2023 e <strong>uno ogni 2 detenuti</strong> <strong>nel 2024</strong>. «Il carcere è un mondo complesso, in cui le problematiche sono quotidiane. In queste difficoltà lavora la Polizia penitenziaria. Molti agenti, come gli educatori, devono gettare il cuore oltre l’ostacolo perché vivono in una situazione cronica: la carenza di risorse e le mancate assunzioni, che incidono sulla capacità risolutiva. Ma qualche risultato positivo arriva dai concorsi» dice a <em>Magzine</em> l’avvocato <strong>Irma Conti</strong>, membro del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.</p>
<p>L’anno scorso, i <strong>suicidi</strong> negli istituzioni penitenziari hanno raggiunto il <a href="http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/ricerca/">numero più alto di sempre</a>. Sono stati <strong>90</strong>, di cui uno nel <a href="https://www.rainews.it/articoli/2024/02/roma-22enne-trovato-morto-nel-cpr-di-ponte-galeria-disordini-in-corso-sassi-contro-il-personale-6bb6fe9a-a57c-4887-963d-cb4f581fa1d7.html">Centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria</a>. Almeno 40 sono stati commessi da <strong>persone straniere</strong>. E quest’anno degli 8 morti suicidi, 5 non sono italiani.</p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/21144058"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/%filename%" width="100%" alt="chart visualization" /></noscript></div>
<p>Il suicidio è un evento che non può essere banalizzato o ascritto in termini di causa effetto. «Dietro un numero c’è una vita. Il problema dei suicidi va letto in maniera complessiva, tenendo conto del disagio interno agli istituti penitenziari, della tipologia di reato commesso e dell’esecuzione della pena. Perché ogni singolo ha la propria storia e vive in condizioni particolari. Basti pensare che parte dei detenuti che si sono tolti la vita era in misura cautelare, non condannato definitivamente» afferma Conti.</p>
<p>In carcere risulta più difficile prendersi cura della <strong>salute mentale</strong> delle persone detenute. Sono in aumento le persone con fragilità: senza fissa dimora, con disagi psichici, problemi di tossicodipendenza, ma soprattutto persone molto giovani che si tolgono la vita dopo una breve permanenza in carcere. La <a href="https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/">maggior parte dei casi di suicidio</a> <strong>(l’80%) avviene all’intero di sezioni chiuse</strong> (isolamento, nuovi giunti), un dato che Antonelli definisce «allarmante ed emblematico per capire che l’isolamento penitenziario è una pratica dannosa, sia per la quotidianità del detenuto, ma soprattutto per la sua salute psicofisica».</p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/20897947"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/%filename%" width="100%" alt="chart visualization" /></noscript></div>
<p>«La nostra società deve superare pregiudizi e stereotipi. Rendendo un mondo migliore alle persone che hanno commesso dei reati ed espiato la loro pena. Bisogna intraprendere un percorso per accoglierli di nuovo nella società, dando loro un’occasione di lavoro, un’opportunità che ne riaccenda la speranza», sostiene Conti.</p>
<p>Quello che si dovrebbe implementare, per Antigone, sono le <strong>misure alternative</strong> alla detenzione, cioè l&#8217;affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare, il regime di semilibertà e la liberazione anticipata. Queste misure dovrebbero far sì che la persona possa scontare la pena all’interno della società senza interrompere i propri rapporti familiari e lavorativi. «L’interesse &#8211; spiega Antonelli &#8211; non è solo della persona in questione, ma anche di tutta la società, perché le misure alternative hanno un costo inferiore anche in termini economici. Ma c’è un <strong>vantaggio per la sicurezza</strong>: è dimostrato che chi sconta la pena all&#8217;esterno del carcere ha un tasso di recidiva molto inferiore». Per rafforzare il rapporto con le famiglie, evitando di tagliare anche i legami con la società civile, Antigone da anni si impegna per la liberalizzazione delle telefonate in carcere. Attualmente, dove non ci sono particolari requisiti di sicurezza, le <strong>telefonate</strong> a disposizione per i detenuti sono da 4 a 6 al mese della durata di 10 minuti. «Sebbene questo governo abbia incrementato le telefonate, il numero è ancora assolutamente insufficiente. A maggior ragione in caso di stranieri o persone recluse lontano da casa che spesso non riescono a incontrare i propri parenti nei colloqui», racconta Antonelli. <a href="https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/">L’unica nota positiva</a> del 2024 è il numero più basso di sempre di bambini in carcere con le <strong>madri detenute</strong>: al 31 dicembre erano <strong>12</strong>. Trovare soluzioni diverse è possibile.</p>
<h2><strong>Il caso San Vittore</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il manifesto delle condizioni del sistema carcerario italiano è<strong> San Vittore</strong>. L’istituto penitenziario di Milano, uno dei più antichi d’Italia (1879), incarna ogni problema: il sovraffollamento, i tentativi e i suicidi, l’autolesionismo, la penuria del personale. San Vittore ha un primato che detiene da anni: è</span><a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/e0b2ddabb22128ae1eb883eec545177e.pdf"> <span style="font-weight: 400;">il più sovraffollato</span></a><span style="font-weight: 400;"> della Penisola <strong>(218,3%)</strong>, ospita <strong>1026</strong> <strong>detenuti</strong> ma dispone di <strong>470</strong> <strong>posti</strong>. E alcuni di loro non dovrebbero essere reclusi per via di disturbi psichiatrici. Non avrebbero dovuto essere in una cella a San Vittore</span><a href="https://www.ilpost.it/2024/09/06/san-vittore-carcere-incendio-18enne-carbonizzato/"> <span style="font-weight: 400;">Youssef Mokhtar Loka Barsom (18 anni)</span></a><span style="font-weight: 400;">, morto carbonizzato in settembre, e</span><a href="https://www.ilpost.it/2022/06/07/suicidio-san-vittore-rems/"> <span style="font-weight: 400;">Giacomo Trimarco (21)</span></a><span style="font-weight: 400;">, suicidatosi due anni fa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La convivenza tra detenuti avviene in</span><a href="https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lombardia/98-casa-circondariale-di-milano-san-vittore"> <span style="font-weight: 400;">spazi stretti e fatiscenti</span></a><span style="font-weight: 400;">: in diverse celle non sono garantiti i tre metri calpestabili e mancano docce, riscontra Antigone. La loro, è una <strong>prova di sopravvivenza</strong> anche per altre due ragioni: l’</span><a href="https://www.ilpost.it/2024/03/29/carcere-san-vittore-assistenza-psicologica-ferma/"><span style="font-weight: 400;">assistenza psicologica</span></a><span style="font-weight: 400;"> stenta, l’organico degli psicologi è stato ridotto da 9 a 5; il</span><a href="https://www.google.com/search?q=MINISTERO+GIUSTIZIA+SAN+VITTORE&amp;rlz=1C1YTUH_itIT1086IT1086&amp;oq=MINISTERO+GIUSTIZIA+SAN+VITTORE&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyCQgAEEUYORigATIHCAEQIRigATIHCAIQIRigATIHCAMQIRigATIHCAQQIRifBdIBCDU4OTBqMGo0qAICsAIB&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8"> <span style="font-weight: 400;">numero di agenti della Polizia penitenziaria</span></a><span style="font-weight: 400;"> è insufficiente, gli effettivi sono 562 ma ne servono 655. Ciò si ripercuote su supporto e controllo dei carcerati, portati anche a compiere</span><a href="http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/ricerca/"> <span style="font-weight: 400;">gesti estremi</span></a><span style="font-weight: 400;">. Nel 2024, i <strong>decessi</strong> <strong>totali</strong> sono stati 3: un detenuto si è suicidato a ottobre, dopo i 4 del 2022 e del 2023. Lo scorso anno, inoltre, i tentativi di suicidio accertati sono stati 77, il secondo dato nazionale più alto, e gli atti di autolesionismo appurati sono stati i più alti (1234).</span></p>
<div id="attachment_77210" style="width: 2000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/147004-hd.jpg"><img class="size-full wp-image-77210" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/147004-hd.jpg" alt="Un detenuto nella sua cella nel carcere di San Vittore. (Nanni Fontana, In transito. Un porto a San Vittore)" width="2000" height="1333" /></a><p class="wp-caption-text">Un detenuto nella sua cella nel carcere di San Vittore. (Nanni Fontana, In transito. Un porto a San Vittore)</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni, le <strong>condizioni precarie</strong> di San Vittore hanno portato i detenuti a</span><a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2024-08-20/carcere-san-vittore-situazione-disagio-trattamento-inumano-27545206/"> <span style="font-weight: 400;">rivolgersi</span></a><span style="font-weight: 400;"> al Tribunale di Sorveglianza della Corte d’Appello di Milano. Violerebbero l’articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, che recita: «Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti». Uno dei reclami più recenti è stato presentato da un detenuto, che ha chiesto il risarcimento danni per «la privazione dello spazio standard previsto dalla normativa nazionale ed europea nel periodo compreso tra il 20 ottobre 2022 e il 20 aprile 2023». Ma è stato</span><a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2024-08-20/carcere-san-vittore-situazione-disagio-trattamento-inumano-27545206/"> <span style="font-weight: 400;">rigettato</span></a><span style="font-weight: 400;"> nell’agosto 2024 perché, pur essendo «una struttura vetusta, con spazi comuni non sempre adeguati», la situazione nell’istituto penitenziario è «di mero “disagio”, collegata a un contesto murario poco confortevole che non costituisce però un trattamento inumano o degradante».</span></p>
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		<title>Sant&#8217;Agostino, una quarantena in fiamme</title>
		<link>https://www.magzine.it/santagostino-una-quarantena-rumorosa-tra-carcere-e-mercato/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2020 12:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Giangaspero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[San Vittore]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS  MAPPA CONTAGIO MONDO Un giorno, proverò a ricordare che, ai tempi del Coronavirus, Milano era irriconoscibile. Che la paura della pandemia, all’ingresso della città, l’aveva stordita, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1964" height="784" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-10-alle-19.11.29.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Schermata 2020-03-10 alle 19.11.29" /></p><p><strong>MILANO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS </strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/MAPPA-CONTAGIO-MONDO-1.mov">MAPPA CONTAGIO MONDO</a></p>
<p>Un giorno, proverò a ricordare che, ai tempi del Coronavirus, Milano era irriconoscibile. Che la paura della pandemia, all’ingresso della città, l’aveva stordita, resa addormentata, silenziosa, come se fosse una lunga estate.</p>
<p>Perché in questi giorni sembra una di quelle volte in cui Milano si svuota perché si fa ponte, ma stavolta senza festa. Piazza Duomo vuota, mezzi pubblici e metro deserte. In giro, poche persone a volto coperto, protette da mascherine, che escono di casa solo per andare a fare la spesa.</p>
<p><strong>LA QUARANTENA </strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-11-alle-09.41.33.png"><img class="alignnone  wp-image-42012" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-11-alle-09.41.33-300x180.png" alt="Schermata 2020-03-11 alle 09.41.33" width="232" height="139" /></a>     <a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-11-alle-09.40.39.png"><img class="alignnone  wp-image-42014" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-11-alle-09.40.39-300x198.png" alt="Schermata 2020-03-11 alle 09.40.39" width="218" height="144" /></a></p>
<p>Sono giorni difficili da vivere rinchiuso in casa. Ho scelto sin da subito di rimanere nella mia seconda casa, Milano, nonostante i miei genitori avrebbero voluto rivedermi a casa con loro in un periodo come questo. Il rischio è elevato, ma se ognuno di noi rispetta le regole che ci hanno consigliato di adottare, il contagio può essere, quantomeno, combattuto.  La mia zona in questo momento è deserta, sembra di trovarsi sul set de film ‘’Io sono leggenda’’, soprattutto quando esco di casa solo per far svagare un po&#8217; il mio cane ed intorno a me vedo una landa di macchine parcheggiate. Nella zona di Sant’Agostino le persone in giro le ho potute contare sul palmo delle dita di una sola mano: tutti con la mascherina sul volto. Forse la Lombardia potrebbe rimanere ancora più isolata rispetto al resto del Paese, potrebbe essere istituito un coprifuoco e i mezzi pubblici potrebbero essere sospesi. Per il momento il traffico dei trasporti si è ridotto molto e le carrozze di Trenord e Atm vengono sanificate ogni giorno. Mi ritrovo in una città un po&#8217; più vuota, un poco alla volta, come gli scaffali dei supermercati.</p>
<p><strong>SANT&#8217;AGOSTINO, CAOS AL CARCERE SAN VITTORE </strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Carcere-di-San-Vittore-in-fiamme.mov">Carcere di San Vittore in fiamme</a></p>
<p>Un gruppo di anarchici, nella giornata di lunedì, si è scontrato con poliziotti in tenuta antisommossa schierati davanti all’ingresso principale del carcere di <strong>San Vittore di Milano</strong>, dove è in corso una rivolta dei detenuti. Le tensioni sono iniziate quando gli anarchici hanno impedito il passaggio di un pullman della penitenziaria che stava transitando davanti all’ingresso. Gli agenti li hanno invitati a spostarsi e al rifiuto è stato subito caos.</p>
<p>Nel terzo raggio di San Vittore alcuni carcerati hanno danneggiato gli ambulatori mentre altri, raggiunto il tetto, hanno iniziato a bruciare oggetti. La protesta è stata dettata dalla sospensione dei colloqui con i familiari. Una decisione correlata all&#8217;emergenza Coronavirus. Da alcune celle del lato Sud si sono alzate colonne di fumo provenienti dall&#8217;interno, causate dall&#8217;incendio di alcuni oggetti. Dalle celle provengono urla e suoni indistinti provocati dal battere incessante dei detenuti contro le grate.</p>
<p>Tra le richieste dei carcerati c&#8217;è anche la riduzione del numero di presenze. Dalla strada adiacente al carcere sono ancora visibili carta e stracci a cui è stato dato fuoco, attaccati alle grate di una finestra, dove sono stati indirizzati dei getti d&#8217;acqua per contenere le fiamme.</p>
<p>&#8220;Libertà, Libertà&#8221; e &#8220;Vergogna&#8221;, gridano. La polizia penitenziaria e le forze dell&#8217;ordine intervengono per sedare i disordini nei reparti e gli incendi in alcune celle. Dopo due ore i detenuti scendono dai tetti, poi un gruppo di quattro torna su. Le strade attorno alle mura che circondano la casa di reclusione vengono chiuse al traffico e presidiate dalle forze dell’ordine. Due raggi del carcere sono stati devastati.</p>
<p>A pochi passi da San Vittore in rivolta, accendo in casa la tv e sento che ciò che accade due passi da me si replica in quasi tutto il resto di Italia, anche nella mia città natale, Bari. Se non fosse storia, sarebbe surreale.</p>
<p><strong>IL MERCATO RIONALE DI VIALE PAPINIANO VIVE ANCORA</strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-11-alle-09.41.05.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-42008" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-11-alle-09.41.05-300x202.png" alt="Schermata 2020-03-11 alle 09.41.05" width="300" height="202" /></a>       <a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-11-alle-09.41.16.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-42009" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2020-03-11-alle-09.41.16-300x203.png" alt="Schermata 2020-03-11 alle 09.41.16" width="300" height="203" /></a></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/IL-MERCATO-CON-IL-VIRUS.mov">IL MERCATO CON IL VIRUS</a></p>
<p>I cittadini si fanno sentinelle. Segnalano i luoghi dove non sono rispettate le regole. Martedì mattina, lungo i mercati di viale Papiniano c’erano decine di bancarelle di alimentari. Gente che tocca la frutta, file di persone senza mascherina che lungo lo stretto «corridoio», tra un banco e quello di fronte, non hanno modo di rispettare la distanza di sicurezza ed evitare così la propagazione del coronavirus. Alle domande dei giornalisti, rispondono di avere ben capito le misure che il governo chiede di rispettare. Ma sono annoiati dal restare in casa e mettono a repentaglio, oltre che la loro salute, anche quella degli altri.  Così non si va da nessuna parte. Rimaniamo chiusi in casa, è per il nostro bene.</p>
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