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	<title>magzine &#187; redazione</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Sisi Wei, per le donne alla guida delle redazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2023 15:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia Beni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Festival giornalismo Perugia]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi le donne dirigono alcune delle redazioni giornalistiche di più alto profilo al mondo, tra cui il Financial Times, il Washington Post, l&#8217;Economist e la Reuters. Tuttavia, il genere femminile ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/04/Sisi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Festival del Giornalismo di Perugia" /></p><p>Oggi le donne dirigono alcune delle redazioni giornalistiche di più alto profilo al mondo, tra cui il Financial Times, il Washington Post, l&#8217;Economist e la Reuters. Tuttavia, il genere femminile all’interno del settore giornalistico è ancora sotto-rappresentato, soprattutto nella leadership della maggior parte delle organizzazioni mediatiche. <mark class='mark mark-yellow'>Le donne rappresentano meno del quaranta per cento delle posizioni dirigenziali nei mercati dell’informazione.</mark> <strong>Sisi Wei</strong> è direttrice del giornale online <strong>The Markup</strong>, redazione investigativa americana che sfrutta dati e software nelle loro ricerche. Nel 2021 l’<strong>IWMF</strong> (International Women’s Media Foundation) ha conferito a Sisi il “Gwen Ifill Award”. Il premio la riconosce come una giornalista capace di far sentire tutte le persone a proprio agio, nonostante le diversità etniche, culturali e religiose, oltre ad essere un esempio per i giovani giornalisti. Proprio con la direttrice di The Markup abbiamo parlato del ruolo delle donne all’interno delle redazioni e di una leadership più inclusiva.</p>
<p><strong>Quali difficoltà ha riscontrato nel suo lavoro e quali ostacoli ha incontrato nel raggiungimento del suo ruolo?</strong></p>
<p>Ho sempre dedicato tutta me stessa alla creazione di una comunità giornalistica dedicata alla condivisione di conoscenze e all&#8217;adozione di azioni concrete al servizio di un settore giornalistico più antirazzista, equo e giusto. Sono diventata direttrice del giornale online The Markup solo sette mesi fa e per me è una nuova posizione, quella che ho raggiunto. Ho sempre desiderato diventare giornalista e raccontare le storie in modo diverso, anche attraverso l’utilizzo dei dati, componente importante della nostra testata. <mark class='mark mark-yellow'>La mia sfida è stata quella di iniziare a parlare di gender attraverso una prospettiva tecnologica. Dieci anni fa era quasi impossibile, infatti, quando ero più giovane questa realtà era molto lontana da me.</mark> Tuttavia, sono cresciuta in un ambiente lavorativo pregno di donne, una fluida diversità di genere ed etnie. All’inizio della mia carriera, dunque, ho pensato che fosse una situazione normale: non ero affatto circondata da uomini. Quando però sono diventata redattrice e poi caporedattrice, improvvisamente mi sono ritrovata ad essere l’unica donna e l’unica persona di colore all’interno della redazione. Così ho iniziato a capire quanto il settore giornalistico fosse dominato dal potere maschile.</p>
<p><strong>Cosa dovremmo fare come comunità mondiale per portare una maggiore equità nel settore giornalistico?</strong></p>
<p>In generale penso che sia davvero importante creare culture in cui le donne e le persone di tutti i generi si sentano a proprio agio. Bisognerebbe mettersi nei panni di chi ha meno opportunità, solo così potremmo andare oltre alle realtà stagnanti. Mi son unita al giornale The Markup anche perché il nostro CEO è una donna di colore, proprio come me. Adesso la nostra redazione e la nostra azienda sono guidate da due donne di pelle scura: questa situazione sembra essere speciale, in realtà dovrebbe essere un fatto banale. Ma solo così possiamo iniziare a scardinare qualcosa. Un altro problema è la sicurezza sul lavoro per le donne all’interno delle redazioni. Posso dire, per mia esperienza personale, che non mi sono mai sentita davvero sicura. Questa è una delle sfide più grandi. So che non potrò cambiare il mondo domani, sono molto realista. Tuttavia, il mio sogno è quello di trasformare una redazione alla volta, esattamente come ho fatto con The Markup. Inoltre, <mark class='mark mark-yellow'>il mio consiglio che do a tutte le giornaliste è il seguente: chiedete ai vostri superiori, non fatevi intimorire. Domandate perché non avete ottenuto quella formazione o quella promozione. Impariamo a chiedere e a insegnare.</mark></p>
<p><strong>Perché esiste questa condizione di disparità?</strong></p>
<p>Purtroppo è una questione storica. All’inizio le donne non potevano avere un lavoro prestigioso, questo sia negli Stati Uniti che negli altri Paesi. Quando il genere femminile ha iniziato a entrare nel mondo del giornalismo, ha fatto il suo ingresso come segretarie. Stessa situazione nelle industrie americane: il compito della donna era quello di aiutare gli uomini a fare il loro lavoro. È stata una lunga lotta per arrivare al punto in cui siamo ora. <mark class='mark mark-yellow'>Non abbiamo avuto lo stesso punto di partenza e penso che questa disparità continuerà a durare a lungo, soprattutto in certi Paesi. Stiamo “correggendo” la storia e occorre del tempo prima che le situazioni si trasformino del tutto.</mark></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Breaking Italy: lo show d&#8217;informazione su YouTube</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 17:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eugenia Durastante]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2011 Alessandro Masala, nato a Cagliari nel 1984, decide di approdare su YouTube con il canale Breaking Italy dedicato a temi di attualità, politica e cronaca italiana e internazionale. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1350" height="656" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/alessandro-masala.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nella foto: Alessandro Masala" /></p><p class="western" lang="en-US" align="left">Nel 2011 <strong>Alessandro Masala</strong>, nato a Cagliari nel 1984, decide di approdare su <strong>YouTube</strong> con il canale <a href="https://www.youtube.com/user/breakingitaly" target="_blank"><em><strong>Breaking Italy</strong></em></a> dedicato a temi di attualità, politica e cronaca italiana e internazionale. <mark class='mark mark-yellow'><em>Breaking Italy</em> è una sorta di show giornaliero d&#8217;informazione condotto dallo stesso Masala, che prevede la pubblicazione di<span style="color: #000000;"> un video al giorno, dal lunedì al giovedì</span>.</mark> La peculiarità di ogni puntata, che dura dai 20 ai 25 minuti, risiede nell&#8217;importanza dei dettagli: utilizzando un linguaggio informale e giovanile, Masala spiega gli eventi della settimana e si concentra su due o tre notizie per volta, per dare una visione a 360 gradi delle notizie. I video sono semplici, come il linguaggio, e le poche grafiche, molto colorate, aiutano lo spettatore a seguire con attenzione.</p>
<p class="western" lang="en-US" align="left">Alessandro Masala non è un giornalista e ci tiene a sottolinearlo: si è avvicinato al mondo dell’informazione come fosse un editore. Grazie al <span style="color: #000000;">successo</span> della sua iniziativa, <mark class='mark mark-yellow'>Masala, conosciuto su Instagram come <a href="https://www.instagram.com/shooterhatesyou/" target="_blank"><em>@shooterhatesyou</em></a> (o <em>S. h. y</em>), è diventato molto popolare su YouTube: il suo canale conta oggi 752mila iscritti, con un pubblico in costante crescita.</mark></p>
<div id="attachment_58520" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/post-insta-bi.jpg"><img class="size-medium wp-image-58520" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/post-insta-bi-300x270.jpg" alt="Fonte Instagram: @breakingitaly " width="300" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Instagram @breakingitaly</p></div>
<p class="western" lang="en-US" align="left">All’appuntamento quotidiano con i video si affianca una programmazione variegata che prosegue anche nel fine settimana. <mark class='mark mark-yellow'>Il venerdì alle 19 Masala conduce una <strong>diretta</strong> della durata di un’ora contemporaneamente sulle piattaforme Twitch e YouTube, nella quale interagisce direttamente con il pubblico.</mark> La live gli permette di rispondere alle domande che gli vengono poste e di indirizzare i followers verso altri siti, link o quotidiani per approfondire maggiormente le notizie che spiega nei video.</p>
<p class="western" lang="en-US" align="left">Sui profili <strong>Instagram</strong> e <strong>Facebook </strong>della sua pagina posta quotidianamente notizie comprese in grafiche da quattro o cinque pagine l&#8217;una. La prima immagine, su sfondo blu, riporta titolo e sottotitolo della news e una fotografia inerente al tema; nelle schermate successive approfondisce l&#8217;argomento.</p>
<p class="western" lang="en-US" align="left">Un altro format ricorrente nella pagina YouTube è <a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLTpckNPL1z56Reg3jnfcV6jcPAWebf5Fq" target="_blank"><strong><em>Breaking Italy Podcast</em></strong></a>. Nato due anni fa, è alla sua seconda edizione e <mark class='mark mark-yellow'>la sua particolarità è che viene registrato una volta al mese al <strong>Teatro Franco Parenti</strong> <strong>di Milano</strong>. Qui Alessandro Masala conduce delle interviste in presenza di ospiti davanti al suo pubblico:</mark> un modo innovativo di fare informazione per capire il mondo che ci circonda attraverso l&#8217;esperienza di personalità del mondo politico, scientifico, musicale, dello spettacolo e non solo.</p>
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		<title>The Kiev Independent: da startup a fonte affidabile sull’Ucraina</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2022 14:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Bianca Terzoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[redazione]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>

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		<description><![CDATA[Sull’edizione di maggio del Time in copertina c’è Olga Rudenko: trentatré anni, giornalista e direttrice del Kiev Independent, la startup ucraina che in sette mesi è diventata fonte di notizie ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1993" height="1121" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/tablet.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="tablet" /></p><p>Sull’edizione di maggio del <em>Time</em> in copertina c’è<strong> Olga Rudenko</strong>: trentatré anni, giornalista e direttrice del <mark class='mark mark-yellow'><em>Kiev Independent</em>, la startup ucraina che in sette mesi è diventata fonte di notizie in inglese sul conflitto del Paese</mark>.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/Copertina-Time.jpg"><img class="alignright wp-image-58852" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/Copertina-Time.jpg" alt="Copertina Time" width="196" height="261" /></a></p>
<p>Il <em><a href="https://kyivindependent.com/" target="_blank">Kiev Independent</a></em> nasce a novembre del <strong>2021</strong> a causa di problemi economici e dissidi interni alla redazione del <mark class='mark mark-yellow'><em>Kiev Post</em>, dal 1995 il primo giornale ucraino in lingua inglese</mark>. A seguito della chiusura da parte dell’editore Adnan Kivanun, trenta giornalisti decidono di ripartire dalle ceneri del <em>Kiev Post</em> e di formare una redazione: «Se non possiamo salvare il marchio <em>Kiev Post</em>, possiamo salvarne i valori» annunciano sul loro nuovo sito. I redattori stabiliscono subito i <a href="https://kyivindependent.com/about/" target="_blank">punti fondanti</a> del giornale: il loro compito è quello di servire i loro lettori e ascoltatori, nessun altro. Non si affideranno ad alcun proprietario: si finanzieranno indipendentemente e attraverso donazioni, eventualmente con la pubblicità. Fino ad arrivare alla loro dichiarazione più importante: <mark class='mark mark-yellow'>«Cerchiamo di servire come la vera e indipendente voce del nostro Paese»</mark>.</p>
<p>Inizialmente il sito pubblicava notizie in inglese relative all’Ucraina dal punto di vista politico, economico e culturale. <mark class='mark mark-yellow'>La vera svolta arriva all’inizio del conflitto, quando i trenta giovani giornalisti della redazione si trasformano in reporter di guerra.</mark> In un clima tragico e confusionario cercano di filtrare le principali notizie e riportare i fatti visti in prima persona, combattendo allo stesso tempo la propaganda russa e quella ucraina. Riportano dati e numeri per far capire quanto spesso le notizie siano false e trasformate dalle diverse narrazioni della guerra. Da quel momento, le visite al sito del <em>Kiev Independent</em> sono notevolmente aumentate e la fama del giornale è esplosa, arrivando a <mark class='mark mark-yellow'>2,1 milioni di followers su <a href="https://twitter.com/kyivindependent" target="_blank">Twitter</a> e 45mila su <a href="https://www.facebook.com/kyivindependent/" target="_blank">Facebook</a></mark>.</p>
<div align="center"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/8pxSjCL9lAM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<p><strong><br />
Jakub Parusinski</strong>, uno dei redattori, commenta così il successo: «Non avrei mai potuto immaginare che la nostra direttrice Olga Rudenko sarebbe finita sulla copertina del <em>Time</em>. Congratulazioni, è incredibile». Si riconosce alla testata la capacità di aprire sulla guerra “una finestra devastante”, con fonti obiettive e veritiere.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-58853" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/daryna.jpg" alt="daryna" width="314" height="209" />La giornalista e amministratrice delegata del <em>Kiev Independent </em><a href="https://twitter.com/Iskrynka" target="_blank">Daryna Shevchenko</a> esprime la sua idea riguardo allo stato attuale del giornalismo e alla situazione del conflitto. “<mark class='mark mark-yellow'>Non credo che il giornalismo stia morendo, ma è una professione dinamica e deve cambiare per poter sopravvivere</mark>. Ha la capacità di diventare il centro di molte comunità e diventa davvero fondamentale per noi, per poter andare avanti e per tornare alla normalità, ora che c’è una guerra nel mio Paese”. E conclude: in questi contesti “a volte il giornalismo può diventare una questione di vita o morte” ed è importante diventarne consapevoli.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Oggi il sito del <em>Kiev Independent</em> può contare su otto milioni di visite al giorno</mark> e, complice anche l&#8217;attenzione mediatica sul conflitto, è ormai destinato a diventare una delle testate di riferimento sull’Ucraina in lingua inglese.</p>
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		<title>Charlie: una newsletter per capire i giornali</title>
		<link>https://www.magzine.it/charlie-una-newsletter-per-capire-i-giornali/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 17:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sofia Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[Charlie Skinner è il direttore della divisione news del canale ACN (Atlantis Cable News). Nella realtà però non esiste, perché è un personaggio di The Newsroom: una serie americana in ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1365" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/IMDb.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: IMDb" /></p><p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilpost.it/2015/11/15/sam-waterston/" target="_blank">Charlie Skinner</a> è il direttore della divisione news del canale ACN (Atlantis Cable News). Nella realtà però non esiste, perché è un personaggio di <em>The Newsroom</em>: una serie americana in cui viene svelato il “dietro le quinte” di una TV via cavo. «Sai una cosa? Ai vecchi tempi, tipo dieci minuti fa, facevamo le news bene. E sai come facevamo? Lo avevamo deciso», afferma Skinner.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una frase che ha ispirato <em>Il Post</em>, il quotidiano online diretto da Luca Sofri. <mark class='mark mark-yellow'>È nata così <strong><em><a href="https://www.ilpost.it/2020/07/31/newsletter-sui-giornali-charlie/">Charlie</a></em></strong>: la newsletter della testata esce una volta alla settimana e, come la serie americana, ha lo scopo di svelare che cosa si muove dietro le pagine o le homepage dei giornali internazionali, nazionali e locali.</mark> Ogni domenica i lettori hanno la possibilità di capire i meccanismi dietro alla pubblicazione di un articolo: un’occasione per riflettere sulle notizie lette durante la settimana e per rimanere aggiornati sulle novità e sul futuro del giornalismo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>La struttura di <em>Charlie</em> è rimasta invariata dalla sua prima edizione, che risale al <strong>2 agosto 2020</strong>.</mark> La parte iniziale è indicata come <strong>prologo</strong>: uno spazio riservato all’analisi del fatto della settimana, che fornisce una chiave di lettura critica e spunti <span style="color: #000000;">sull&#8217;attualità</span> su cui riflettere. Poi si entra nel cuore della newsletter e i titoli in grassetto sono utili per individuare l’argomento che viene successivamente sviluppato. È il lettore a decidere se e quanto approfondire un determinato tema, scegliendo in base ai propri interessi e al tempo a disposizione. Un altro strumento utile <span style="color: #000000;">sono i link inseriti nel testo</span>, che permettono di arricchire il contenuto senza appesantirlo. <mark class='mark mark-yellow'>I temi affrontati su <em>Charlie</em> variano ogni settimana, per seguire il flusso delle notizie</mark> e quelli più ricorrenti sono: i diritti e i doveri nel giornalismo internazionale, il clima all’interno delle redazioni e <span style="color: #000000;">l’individuazione di pagine promozionali </span>sui quotidiani, ovvero di quegli spazi che l&#8217;editore di un giornale dedica a iniziative promosse dal proprio Gruppo. Infine, la newsletter si chiude sempre con l’<strong>epilogo</strong>, che riporta i link per l’<a href="https://www.ilpost.it/newsletter-post-abbonati-iscrizione/" target="_blank">iscrizione</a>, l’accesso all’<a href="https://www.ilpost.it/newsletter/#itemcharlie" target="_blank">archivio</a> delle edizioni precedenti e l’approfondimento sulla <a href="https://www.ilpost.it/2020/07/31/newsletter-sui-giornali-charlie/" target="_blank">scelta del nome</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Charlie è <strong>innovativa</strong> per tre motivi, di cui il primo è lo <strong>scopo</strong>. È l’unica newsletter in Italia, infatti, che si impegna a raccontare il dietro le quinte dei giornali:</mark> un aspetto fondamentale per creare una comunità di lettori consapevoli dei contenuti di cui fruiscono. Gli utenti sono, così, in grado di distinguere se un tema viene trattato per l&#8217;importanza del fatto in sé o se la scelta è determinata da meccanismi interni o esterni alla redazione. <mark class='mark mark-yellow'>La seconda ragione riguarda il <strong>metodo di scrittura</strong>:</mark> lo stile è sintetico, chiaro e diretto e la lettura è personalizzata: l’utente è libero di scegliere quale tema approfondire e quanto tempo dedicare alla sua fruizione, facilitato dalla presenza dei titoli e dei link. Nella newsletter è come se il giornalista prendesse per mano il lettore, spiegando con esempi, collegamenti e riflessioni il dietro le quinte del mondo dell’informazione. <mark class='mark mark-yellow'>Il terzo e ultimo motivo è l’<strong>appuntamento fisso</strong>.</mark> L&#8217;uscita domenicale permette, infatti, di raggiungere due obiettivi: creare un pubblico fidelizzato e fornire agli utenti gli strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza la settimana che verrà.</p>
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		<title>Renzo Piano firmerà i nuovi studi di Rai News 24</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 17:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Pellaco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<category><![CDATA[Rai News 24]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno studio che metterà al centro il lavoro del giornalista. È questa l&#8217;idea alla base del progetto per il nuovo studio televisivo di Rai News 24 firmato dall&#8217;architetto Renzo Piano. Nei ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2133" height="1202" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/01/rainews24-renzo-piano.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il rendering del nuovo studio di Rainews24 (© Courtesy of Renzo Piano)" /></p><p>Uno studio che metterà al centro il lavoro del giornalista. È questa l&#8217;idea alla base del progetto per il nuovo studio televisivo di Rai News 24 firmato dall&#8217;architetto Renzo Piano. Nei prossimi mesi la rete all-news del servizio pubblico italiano si doterà di uno spazio nel quale si mescoleranno il prodotto giornalistico e la vita di redazione, per immergere il telespettatore nella realtà della produzione delle notizie.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Il laboratorio dell&#8217;informazione, così come immaginato da Piano, dovrà far vedere anche tutto il mondo normalmente nascosto alle telecamere.</mark> &#8220;Uno studio televisivo in qualche modo è una lanterna magica – ha spiegato l&#8217;architetto nell&#8217;<a href="https://www.rainews.it/video/2022/01/sara-l-architetto-renzo-piano-a-ideare-il-nuovo-studio-di-rainews24-7c638b27-2ed8-4cb3-9452-dff922cb599b.html" target="_blank">intervista</a> rilasciata a margine della presentazione –, ma anche una valigia di Eta Beta dalla quale esce fuori di tutto. Allora gli va dato un aspetto un po’ da laboratorio. Come di un iceberg, si vede soltanto una piccola parte dell’insieme, solo la punta&#8221;.</p>
<div id="attachment_52106" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/01/rainews24-renzo-piano2.jpg"><img class="wp-image-52106" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/01/rainews24-renzo-piano2.jpg" alt="Uno dei bozzetti (© Courtesy of Renzo Piano)" width="300" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Uno dei bozzetti (© Courtesy of Renzo Piano)</p></div>
<p>Niente mobili aerodinamici per la nuova scenografia: a dominare sarà un lungo tavolo di conduzione, alle spalle del quale si aprirà un affaccio sulla <em>newsroom</em> della rete. Il progetto, presentato il 25 gennaio al Centro Rai di Saxa Rubra, è stato curato da Piano insieme agli architetti Massimo Alvisi e Junko Kirimoto. Lo studio e la redazione, che si estendono su una superficie totale di oltre 300 metri quadrati, saranno riprogettati in funzione dei disegni degli architetti. Alle pareti saranno installati 50 metri quadrati di <em>led wall</em> che riprodurranno immagini gestite da un sistema informatico con risoluzione 4K. Le riprese saranno effettuate con sei telecamere di ultima generazione e l&#8217;illuminazione sarà garantita da un centinaio di proiettori a led.</p>
<p>Nel presentare il progetto, <mark class='mark mark-yellow'>Piano ha sottolineato l&#8217;importanza che un luogo di lavoro rifletta la natura delle persone:</mark> «Dietro allo studio in realtà c’è una redazione. Ci sono centinaia di giornalisti, alcuni dei quali in giro per il mondo. Quindi l’idea è di far sentire un po’ di questo mondo, la telecamera ogni tanto deve dare un’occhiata alla redazione, nella quale si sente che c’è tutto questo lavorìo».</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.rai.it/ufficiostampa/articoli/2022/01/Progettato-da-Renzo-Piano-e-Alvisi-Kirimoto-il-nuovo-studio-di-RaiNews24--c441fd65-bf93-41f4-8f46-a7f60bb7de31.html" target="_blank">Rai.it</a>.</strong></p>
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