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	<title>magzine &#187; piazzafontana</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Piazza Fontana: la persistenza della memoria</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 09:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra Gori]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[piazzafontana]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3490" height="2739" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/12/piazza-fontana-6-dritta.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="piazza fontana 6 dritta" /></p><p>Sono trascorsi 54 anni, ma il suo ricordo è nitido. Barbara aveva 22 anni quando, da casa sua, sentì il boato della bomba che esplose il 12 dicembre 1969 nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Mentre sfila il corteo con i gonfaloni dei comuni coinvolti nelle grandi stragi italiane, da Bologna a Firenze, scava nella sua memoria. Appoggiata alle transenne davanti al palco, prima che la commemorazione per il 54esimo anniversario della strage di Piazza Fontana abbia inizio, ricorda: «Vivevo vicino a piazza Piemonte insieme ai miei genitori e mi trovavo in casa perché mio padre era stato appena operato. Sentii il rumore dell’esplosione e andai sul posto insieme agli amici. <mark class='mark mark-yellow'>Mi vengono in mente gli odori, il fumo, il buio: rivedo la tragedia. Fu la fine di un sogno per noi che combattevamo in nome di libertà e democrazia»</mark>.</p>
<p>È <em>Il silenzio</em> suonato alle 16.37 dalle trombe dei militari ad aprire la cerimonia. Alla stessa ora in cui quel giorno sette chili di tritolo, posizionati all&#8217;interno della Banca Nazionale dell&#8217;Agricoltura dagli estremisti di destra di Ordine Nuovo, uccisero diciassette innocenti e ne ferirono 88, una piazza di testimoni e militanti infreddoliti, autorità e associazioni, cerca di rivestire quel silenzio di cordoglio con la memoria viva. Mentre cala il sole, lo spazio vicino al palco è ancora semivuoto. Più in là, campeggiano i cartelli con i volti in bianco e nero delle vittime del terrorismo tra gli anni Sessanta e Ottanta.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Un capannello di anarchici adagia le proprie bandiere sulla stele che ricorda il ferroviere e attivista politico Giuseppe Pinelli &#8211; iniziale sospettato &#8211; precipitato da una finestra della questura di Milano pochi giorni dopo l’attentato in circostanze mai chiarite</mark>. Pinelli fu «la diciottesima vittima di piazza Fontana», sottolinea Roberto Cenati, presidente della sezione Associazione Nazionale Partigiani lombarda e del Comitato di Milano e provincia.</p>
<p>Durante la commemorazione ufficiale, il primo a parlare è il sindaco di Milano Giuseppe Sala, circondato dagli striscioni dell’Associazione familiari delle vittime: «Questo giorno segna una delle più tragiche ricorrenze nella storia della nostra città e dell’Italia. Siamo qui a testimoniare e continuiamo a chiedere giustizia ogni anno. Milano non rinuncerà mai alla verità», scandisce ogni parola ai microfoni.</p>
<p>La speranza è rappresentata da alcuni giovani che si intravedono in piazza, quelli che hanno scelto di conoscere i termini di quella strage. Come Martina Davalli, 24 anni, studentessa di Scienze Politiche alla Statale che sulla <em>strategia della tensione</em> sta scrivendo la sua tesi magistrale: «Non siamo solo testimoni, ma custodi di una memoria viva che deve interrogarci ogni giorno», esclama dal palco alle cui spalle sono poggiate le corone di fiori istituzionali. Quando finisce il suo intervento, qualcuno la incita perché il simbolo di una generazione che non ha vissuto il dramma ma che ne porta avanti il ricordo. Il suo discorso commuove un membro dell’Anpi: «Vedendo i giovani partecipare a queste manifestazioni, mi si stringe il cuore», afferma l&#8217;associato, mentre gli applausi accompagnano l&#8217;elenco con nomi e cognomi delle vittime. «Questa tragedia dimostra l’esistenza di un filo nero sotto la nostra democrazia, che potrebbe tornare in qualsiasi momento»  chiosa Barbara, prima di lasciare piazza Fontana. L&#8217;anno prossimo Barbara sarà di nuovo qui, promette, stretta nel suo giaccone. Per lei, il ricordo è un appuntamento fisso.</p>
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		<title>Piazza Fontana dopo 53 anni. L&#8217;allora Commissario Achille Serra: &#8220;I giovani devono essere consapevoli&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 17:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Arcai]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[piazzafontana]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>

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		<description><![CDATA[“Venni mandato in Piazza Fontana perché si pensava che fosse scoppiato un semplice tubo del gas”, racconta il deputato Achille Serra, commissario a Milano nel 1969 e poi prefetto di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/1600x900_1575995428334_2019_12_10-Piazza-Fontana.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="1600x900_1575995428334_2019_12_10 Piazza Fontana" /></p><p><span style="font-weight: 400;">“Venni mandato in Piazza Fontana perché si pensava che fosse scoppiato un semplice tubo del gas”, racconta il deputato Achille Serra, commissario a Milano nel 1969 e poi prefetto di varie città italiane. “Quello che mi si presentò ai sensi non era una semplice fuga di gas. C&#8217;era una gamba sanguinante schiacciata sulla parete e un uomo liquefatto per metà al suolo. <mark class='mark mark-yellow'>Quanto ho visto non si avvicinava nemmeno a un fatto di lieve entità.</mark>” </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è voluto meno di un secondo per creare un buco al piano terra della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Sette chili di tritolo compresse a regola d’arte in una ventiquattrore nera. Sono tra<img class="alignleft wp-image-60887" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/site_640_480_limit_12_12.jpg" alt="site_640_480_limit_12_12" width="275" height="158" />scorsi 53 anni dalla strage di piazza Fontana e stamattina il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la strage di Milano come la prima prova da cui la Repubblica seppe uscire rafforzata “nei suoi valori costituzionali e nell’unità del suo popolo”.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’allora commissario di polizia 26enne si ritrovò ad affrontare il momento che segnò l’inizio degli anni di piombo. Il tragico eccidio alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano costò la vita a 17 persone e provocò il dolore dei loro familiari. Il rischio è che si eclissi dalla memoria dei più giovani ed è proprio a loro che Achille Serra vuole dare un segnale, per non dimenticare. “Sono stati anni terribili. Ricordiamo questo giorno perché è stato il più terribile, ma gli anni a venire furono drammatici per l’Italia e per Milano.” </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La città, infatti ,fu presa d’assalto dagli attacchi terroristici: “Le Brigate Rosse sparavano a casaccio &#8211; continua -. Non solo all’operaio e al poliziotto ma anche al semplice passante o al professore universitario. Erano anni in cui i sequestri di persona erano all’ordine del giorno: in dieci anni in Lombardia se ne contarono più di cento. I ragazzi di oggi non devono dimenticare: devono informarsi su quegli anni affinché non si ripetano più.”.</span></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Il deputato Achille Serra ai giovani: &#8220;I ragazzi di oggi non devono dimenticare piazza Fontana: devono informarsi su quegli anni affinché non si ripetano mai più.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo rimane in parte attuale, perché la stagione stragista &#8211; fin da subito identificata come anarchica &#8211; sta come una tenebra oscura davanti ad una politica quasi indifferente. “Ho ancora nella memoria l’immagine dello sguardo di chi è accorso. Non tanto quello dei feriti &#8211; se ne contarono ottantotto &#8211; ma quello delle persone che circondavano la Banca. Vedo ancora il cardinale Colombo inginocchiato all’interno che con la mano destra benedice i deceduti. Sento ancora il <img class="alignright wp-image-60886" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/colori.jpg" alt="colori" width="292" height="164" />pianto disperato, pieno di paura”. </span></p>
<p>Sono ancora tante le zone d’ombra. Solo una sentenza del 2005 della Corte di Cassazione riuscirà ad individuare i responsabili dell’eversione nera. Una verità storica ma una giustizia mozzata: Giovanni Ventura e Franco Freda furono assolti nel 1985 dalla Corte d’Assise con giudizio definitivo. Ancora oggi sono sconosciuti i nomi dei mandanti e non si conosce il ruolo dei servizi segreti italiani ed esteri. Diventa sempre più difficile avere giustizia per quei 17 morti e per Giuseppe Pinelli, l’anarchico accusato ingiustamente della strage, precipitato dal quarto piano del palazzo della questura di Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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