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	<title>magzine &#187; pensioni</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Proteste in Francia, un &#8220;affaire&#8221; che riguarda anche le giovani generazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 05 May 2023 15:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Fisichella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovani, famiglie, studenti, sindacati, black bloc. La mobilitazione francese contro la contestatissima riforma delle pensioni di Macron, promulgata da metà aprile senza l’approvazione del Parlamento, coinvolge varie frange della popolazione. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1228" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG-20230504-WA00151.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Thomas e Justine, due giovani francesi" /></p><p>Giovani, famiglie, studenti, sindacati, black bloc. <mark class='mark mark-yellow'> La mobilitazione francese contro la contestatissima riforma delle pensioni di <strong>Macron</strong>, promulgata da metà aprile senza l’approvazione del Parlamento, coinvolge varie frange della popolazione. </mark> Il primo maggio, in alcune zone, è sfociata in scontro tra polizia e manifestanti, con oltre 500 arresti in più di 300 cortei e più di 400 poliziotti feriti. La prima ministra <strong>Elizabeth Borne</strong> ha parlato di “un nuovo stadio di violenza”.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> Si scende in piazza da marzo e, almeno fino ad ora, tutti i tentativi di far recedere il presidente sono stati vani: </mark> il 3 maggio scorso, per la seconda volta, il Consiglio costituzionale ha detto no al referendum. I sindacati non cedono: la prossima giornata di mobilitazione generale, la quattordicesima, sarà martedì 6 giugno.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> «Sembra che faccia bene al morale poter manifestare: camminare per le strade e poter comunicare i propri messaggi e le proprie richieste». </mark> <strong>Thomas</strong> vive a <strong>Grenoble</strong> ed è uno dei tanti ragazzi che qualche volta ha preso parte alle manifestazioni della città sudorientale transalpina. Non è a <strong>Parigi</strong>, ma delinea lo scenario della capitale: molte più persone e luoghi simbolici dal significato politico come Place de la République, Place de la Bastille e Place de la Concorde.</p>
<p>«A Grenoble è un po’differente: tutti i sindacati si riuniscono in un punto preciso della città e, generalmente, si ritrovano alle 10 in stazione. Dopo marciano lentamente per tre/quattro ore fino al punto di arrivo. Non è un corteo statico – aggiunge – è mobile, perché ci si muove continuamente, ed è una situazione piuttosto calma: <mark class='mark mark-yellow'> i sindacati avanzano le loro richieste, mentre le persone che non ne fanno parte hanno i loro messaggi sui cartelli di cartone». </mark></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> «A Grenoble i sindacati avanzano le loro richieste, mentre le persone che non ne fanno parte hanno i loro messaggi sui cartelli di cartone». Thomas vive nella città francese e racconta di cortei che partono dalla stazione e si muovono per qualche ora. </span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> L’altra faccia della medaglia mostrata da <strong>Thomas</strong> è un governo non disposto ad ascoltare le richieste dei giovani</mark>. Le nuove generazioni si sono così organizzate in maniera autonoma, scendendo in piazza per conto proprio. Thomas si è recato ad uno di questi raduni non ufficiali ed è rimasto stupito per i tanti ragazzi presenti. Racconta che l’evento è sfociato in un momento di tensione: «Ad un certo punto i poliziotti hanno fermato il corteo, ci hanno accerchiato e hanno cominciato a lanciare dei gas lacrimogeni. Una cosa del genere a Grenoble non era mai successa».</p>
<div id="attachment_66285" style="width: 1440px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG-20230504-WA0017.jpg"><img class="wp-image-66285 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG-20230504-WA0017.jpg" alt="Una delle manifestazioni a Grenoble, in Francia. Fonte: pagina Facebook CGT ISERE" width="1440" height="917" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle manifestazioni a Grenoble, in Francia. Fonte: pagina Facebook CGT ISERE</p></div>
<p>Spiega che il governo <strong>Macron</strong> ha fatto molte leggi per incrementare le forze dell’ordine e diminuire il numero di partecipanti: la volontà è limitare i cortei, e per farlo si è disposti anche ad usare la violenza. Un fattore che intimorisce i giovani: in molti hanno paura a partecipare: <mark class='mark mark-yellow'> «Purtroppo i media mainstream si concentrano principalmente sulle azioni dei black bloc ,che noi chiamiamo i “guastatori”, e non sulle violenze della polizia. Il governo non fa altro che parlare di violenze commesse dai manifestanti <strong><span style="font-weight: 400;">e non di quelle commesse dai poliziotti»</span></strong>. </mark></p>
<p>Anche <strong>Justine</strong> vive a Grenoble. Concorda sulla grande visibilità che i media forniscono ai black bloc: «Le manifestazioni non sono solo loro. Probabilmente sono più visibili, perché tendono a distruggere ed incendiare tutto, ma esistono anche persone come me che sono interessate alla questione climatica».</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> Anche Justine vive a Grenoble e critica la scelta del presidente Macron di appellarsi all&#8217;art 49-3: «È come se il governo non ascoltasse più i francesi che non sono d’accordo e che hanno delle richieste da avanzare<strong><span style="font-weight: 400;">»</span></strong>. </span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> Il tema caldo rimane quello delle pensioni: </mark> «Io manifesto perché penso che questa riforma sia inutile: disponiamo di nuove tecnologie che ci permetterebbero di stare più tranquilli e di diminuire le ore di lavoro. Molte persone soffrono e vanno in burnout perché sono costrette a lavorare troppo per mantenersi. Lo Stato ci dice che ci sono aiuti, che la <strong>Francia</strong> ha i soldi per concedere questi finanziamenti. Non è possibile far pagare delle tasse del genere a lavoratori che ricevono un piccolo salario. Anche la sanità non garantisce un aiuto ai più in difficoltà<strong><span style="font-weight: 400;">»</span></strong>.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> Justine critica anche la scelta di Macron di appellarsi all’art 49-3: </mark> «È come se il governo non ascoltasse più i francesi che non sono d’accordo e che hanno delle richieste da avanzare. Macron, nonostante abbia vinto, ha pochi elettori. Il suo governo ci pone delle leggi che non sono condivise dalla maggioranza della popolazione. <mark class='mark mark-yellow'> Sapeva di non aver ottenuto la maggioranza e aveva promesso di ascoltare le nostre richieste. Così non è stato, e quindi la mobilitazione sarà sempre più forte<strong><span style="font-weight: 400;">»</span></strong>. </mark></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perché gli anziani giapponesi preferiscono il carcere</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 16:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Oscar Toson]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Giappone è il Paese con la più alta percentuale di anziani al mondo, ben il 28,4%. La più vecchia si chiama Kane Tanaka. Nata nel 1903, ha compiuto da ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="452" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/03/giappone-toshio-takata-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="giappone-toshio-takata-1" /></p><p>Il <strong>Giappone</strong> è il Paese con la più alta percentuale di anziani al mondo, ben il 28,4%. La più vecchia si chiama Kane Tanaka. Nata nel 1903, ha compiuto da un mese 116 anni ed è la persona più anziana al mondo. Una condizione non nuova per il Giappone: delle 100 persone più anziane di tutti i tempi, 25 sono giapponesi.</p>
<p>L&#8217;elevato numero di over 70-80enni nel Paese ha portato il Giappone a tenere formalmente in grande considerazione il ruolo degli anziani, addirittura istituendo una festa nazionale, la Giornata del Rispetto per gli Anziani, che cade il terzo lunedì di settembre. <mark class='mark mark-yellow'> Ma la vita quotidiana dei pensionati nel Paese spesso è tutt&#8217;altro che semplice. </mark> Non sempre avere più di 65 anni in Giappone, significa godere di una serena vecchiaia. Non tutti ricevono una pensione e chi la riceve, riesce a stento a mantenersi. La vita degli anziani giapponesi è sempre di più una battaglia contro povertà, malattia e soprattutto solitudine. <strong>Al punto che molti preferiscono rinunciare alla libertà e farsi arrestare.</strong></p>
<p>Li chiamano i <em>crimini d&#8217;argento</em>. Sono piccoli reati, in genere di cibo, commessi dagli anziani per essere arrestati. Il furto di un sandwich da 200 yen per esempio, che equivale circa a un dollaro e 40, può portare fino a una multa da 8,4 milioni di yen (cioè 58&#8217;000 dollari), convertibile in due anni di carcere. <span class='quote quote-left header-font'> Il furto di un sandwich da 200 yen per esempio, che equivale circa a un dollaro e 40, può portare fino a una multa da 8,4 milioni di yen (cioè 58&#8217;000 dollari), convertibile in due anni di carcere </span> Il taccheggio è il reato più diffuso tra gli over 65, per un valore in media di venti dollari a furto. Gli arresti che coinvolgono gli anziani in Giappone avvengono a tassi superiori a quelli di qualsiasi altro gruppo demografico. Le condanne inoltre, secondo gli ultimi dati della polizia, sono raddoppiate negli ultimi dieci anni passando da una media di 80 ogni 100 mila residenti tra il 1995 e il 2005 a 162 ogni 100 mila residenti tra il 2005 e il 2015. <em>“Credo che ci sia un problema di fondo che riguarda la solitudine che vive la gran parte dei pensionati</em> – dice <b>Marco Zappa</b>, <strong>ricercatore e professore di storia giapponese all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia</strong> -. <em>Questo discorso vale maggiormente per gli uomini, che usciti dal mondo del lavoro si ritrovano senza una rete sociale. Nel caso siano divorziati o rimasti vedovi, si ritrovano totalmente isolati. <mark class='mark mark-yellow'> Questi anziani dunque, cercano il carcere anche per avere una nuova rete sociale intorno a loro. </mark> La severità del sistema legale e penale giapponese prevede due anni di carcere anche per chi ha rubato solo un pezzo di pane. Questo è sicuramente un fattore”.</em></p>
<div id="attachment_38758" style="width: 704px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/03/in-trasferimento.jpg"><img class="wp-image-38758 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/03/in-trasferimento.jpg" alt="Anziani giapponesi in carcere in fila per tornare in cella, scortati dalla polizia" width="704" height="469" /></a><p class="wp-caption-text">Anziani giapponesi in carcere in fila per tornare in cella, scortati dalla polizia</p></div>
<p><strong>Il carcere offre la sicurezza di un pasto quotidiano, un letto, cure mediche e compagnia.</strong> Molti anziani per questo, sono disposti ad accettare il compromesso di stare dietro alle sbarre. Molte sono donne, le più vulnerabili all&#8217;interno della società giapponese, tradizionalmente fortemente maschilista. Ad oggi, <strong>una donna su cinque detenuta nelle carceri giapponesi ha 65 anni o più</strong>, mentre nove su dieci sono state condannate almeno una volta per il reato di taccheggio. <em>“Secondo le statistiche inoltre,</em> &#8211; continua poi Zappa &#8211; <em>il 70% delle donne con figli abbandona il proprio lavoro per dedicarsi alla famiglia. Uscendo però dal mercato del lavoro, dovrebbero fare affidamento sulla pensione del coniuge, che però non è sufficiente. <mark class='mark mark-yellow'> Le pensioni pubbliche sono estremamente ridotte rispetto ai nostri standard italiani. </mark> Succede quindi che le donne si reimpiegano in lavori part-time, anche dopo una certa età e ci sono dei rientri nel mondo del lavoro anche sui 50 anni. Altre situazioni invece come il divorzio, vedono spesso la donna ottenere l&#8217;affido dei figli, ma senza l&#8217;aiuto dell&#8217;ex marito. Vedo in questo caso una mancanza di politiche di sostegno e aiuto nei confronti delle donne”.</em></p>
<p>Nel 2016 il Parlamento giapponese ha approvato una legge con l&#8217;obiettivo di garantire agli anziani un sostegno garantito dai sistemi di assistenza sociale del paese. <strong>Ma i problemi che portano queste persone a cercare nella prigione un conforto superano il sistema e sarebbero necessari interventi sociali molto più ampi.</strong> <em>“Qualche mese fa</em> – ha aggiunto Zappa &#8211; <em>il governo ha presentato inoltre il budget per l’anno fiscale 2019, dove si sono toccati i 102mila miliardi di yen, che in euro sono circa 10 miliardi, una cifra record. Sono soldi allocati per rispondere al welfare nazionale e al sistema pensionistico in particolare. Ad oggi, manca per esempio l&#8217;assistenza diurna per i bambini quando le mamme lavorano, o iniziative anche da parte delle stesse grandi aziende giapponesi per favorire l&#8217;alternanza lavoro-maternità. Dal mio punto di vista questo si è ripercosso poi sul tasso delle nascite e sull’invecchiamento consistente della popolazione”.</em></p>
<div id="attachment_38760" style="width: 699px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/03/PHOTOGRAPHER-SHIHO-FUKADA-1.jpg"><img class="wp-image-38760 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/03/PHOTOGRAPHER-SHIHO-FUKADA-1-1024x682.jpg" alt="Anziana giapponese in cella" width="699" height="466" /></a><p class="wp-caption-text">Una cella tipica</p></div>
<p>Nel frattempo comunque, <mark class='mark mark-yellow'> le carceri hanno dovuto adattarsi a questa nuova popolazione di detenuti, ad esempio installando nuovi corrimano per le scale, ringhiere di protezione, rampe per le carrozzine e bagni appositi. </mark> Senza contare le cure mediche e il personale specializzato. Per tutto questo, i costi per il governo lievitano ogni anno. Inoltre, per gli anziani giapponesi a piede libero, c&#8217;è da considerare la difficoltà nel reperire una <strong>badante</strong>. Questa figura non rientra nella cultura sociale del Paese. Ci sono alcune testimonianze che riguardano alcune assistenti licenziate dopo appena qualche giorno. <strong>Un esempio?</strong> Un&#8217;assistente veniva considerata un’ospite da un&#8217;anziana novantaduenne, che quindi, invece di farsi curare, cucinava, puliva, e stirava per due.</p>
<p>Il <strong>governo</strong>, per cercare di ovviare al problema, ha deciso anche di investire sui robot e l&#8217;intelligenza artificiale a sostegno degli anziani, che si stanno trasformando in un vero e proprio business. Per esempio, nelle ultime edizioni della <strong>Ceatec Japan</strong>, una fiera annuale che riguarda la tecnologia, c&#8217;erano moltissimi robot destinati all&#8217;assistenza per gli over 65. Tra i tanti, c&#8217;era anche <strong>GrowMu</strong>, il robot badante che può essere utilizzato in centri per anziani e strutture sanitarie, figlio di un progetto dell’Unione Europea. Ideato per quelle persone non più giovani e con problemi cognitivi, GrowMu serve ad esempio per ricordare quando prendere le medicine o segnalare un allarme, nel caso sia necessario.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> Ed è vero che dal 1980 ad oggi il numero di anziani che vive da solo è aumentato di sei volte. Ma bisogna inoltre considerare che l&#8217;aspettativa di vita in Giappone è la più alta del mondo: 86,8 anni per le donne e 80,5 per gli uomini </span> Ed è vero che dal 1980 ad oggi il numero di anziani che vive da solo è aumentato di sei volte. Ma bisogna inoltre considerare che l&#8217;aspettativa di vita in Giappone è la più alta del mondo: 86,8 anni per le donne e 80,5 per gli uomini. Come se non bastasse, secondo le proiezioni dell&#8217;Istituto per la Popolazione di Tokyo, solo negli ultimi 8 anni e 8 mesi di vita i giapponesi, in media, hanno bisogno di assistenza e cure. L&#8217;età elevata e la buona salute, hanno fatto sorgere anche il <strong>problema dell&#8217;età pensionabile</strong>, attualmente tra i 60 e i 65 anni. Molti hanno chiesto di portarla fino a 75 o addirittura 85, ma sono proposte rimaste tali.</p>
<p>Qualche pensionato intanto, nell&#8217;attesa di un miglioramento, è arrivato a definire il carcere un paradiso, rispetto alla vita in libertà.</p>
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