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	<title>magzine &#187; nucleare</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>OFF THE RADAR #69</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 16:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Simbolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo la necessaria pausa sanremese, torna la rubrica di Magzine che vi segnala le novità dal mondo dell&#8217;informazione che possono esservi sfuggite. Tra i temi della settimana, spazio all&#8216;inquinamento: quali sono ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/off-the-radar.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="off the radar" /></p><p>Dopo la necessaria pausa sanremese, torna la rubrica di Magzine che vi segnala le novità dal mondo dell&#8217;informazione che possono esservi sfuggite. Tra i temi della settimana, spazio all<strong>&#8216;inquinamento</strong>: quali sono i dati che mettono <strong>Milano</strong> tra le città più inquinate al mondo? Inoltre, secondo una ricerca, i fasci di elettroni potrebbero essere un alleato nella bonifica delle acque contaminate. Proseguono i progressi nel <strong>mondo della chirurgia</strong>: dalla nuova protesi sensibile al caldo e al freddo alla possibilità di compiere operazioni chirurgiche nello spazio. Senza dimenticare l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>, ambito nel quale è in fase di test un nuovo software che crea video a partire da input testuali. Infine, un focus su un <strong>nuovo caso di peste bubbonica</strong> riscontrato nell&#8217;uomo e su quanto sappiamo finora in merito ad un&#8217;<strong>arma nucleare &#8220;spaziale&#8221;</strong>.</p>
<p>Da mesi si sente dire che le lancette dell’ “orologio dell’Apocalisse” sono sempre più vicine a segnare la mezzanotte. E, quando se ne sente parlare, è inevitabile pensare ad una distruzione con armi nucleari. Un nuovo allarme arriva dagli Stati Uniti: secondo fonti interne, la Russia starebbe lavorando ad un’<strong>arma nucleare</strong> in grado di aggirare – se non distruggere – i satelliti americani presenti nello spazio: <a href="/www.startmag.it/innovazione/la-russia-sta-sviluppando-arma-spaziale-nucleare-antisatellite/">StartMag</a>.</p>
<p>L’<strong>intelligenza artificiale non smette di evolversi</strong> (e di stupire). In questi giorni, OpenAI sta testando un nuovo software, <strong><i>Sora</i></strong>, capace di elaborare sequenze video a partire da istruzioni di natura testuale. Sebbene <i>Sora </i>sia ancora in fase di test e quindi disponibile soltanto per pochi e selezionati addetti ai lavori, le sue potenzialità generative preoccupano fin da ora: <a href="%20https://www.geopop.it/sora-openai-video-intelligenza-artificiale-come-funziona-cosa-fa-limiti/">Geopop.</a></p>
<p>Alcuni giorni fa, in Oregon, negli Stati Uniti, è stato registrato un caso di <strong>peste bubbonica</strong> sull’uomo. Le autorità sono intervenute in tempo per evitare una potenziale diffusione del contagio nella comunità. L’uomo pare sia stato infettato dal proprio gatto. Curioso che l’ultimo precedente sia stato nella stessa area geografica, nell’ottobre 2015: <a href="https://www.wired.it/article/peste-gatto-oregon-stati-uniti/">Wired</a>.</p>
<p>Il fine settimana si è concluso con una notizia allarmante: Milano è tra le città col tasso di <strong>inquinamento</strong> più alto al mondo. Il punto di partenza sarebbe la ricerca sulla qualità dell&#8217;aria effettuata da una società svizzera, iqAir, che la effettua tramite un software che si avvale di monitorazioni giornaliere nelle principali città mondiali. Ma quali sono i parametri di riferimento? E i dati raccolti come vanno interpretati? <a href="http://https://www.lastampa.it/cronaca/2024/02/19/news/no_milano_non_e_la_terza_citta_piu_inquinata_al_mondo_ma_non_per_questo_dobbiamo_stare_tranquilli-14082175/">La Stampa</a></p>
<p>SpaceMira è il nome di un robot che, nei giorni scorsi, è salito a bordo della Stazione spaziale internazionale per effettuare un ambizioso test. A bordo della ISS, infatti, il robot è stato impiegato per simulare un&#8217;<strong>operazione chirurgica nello spazio</strong>, ricevendo comandi a distanza dalla Terra, grazie ad una partnership tra l&#8217;Università del Nebraska e un&#8217;azienda americana, la Virtual Incision. Un&#8217;impresa non semplice, considerando il ritardo nella trasmissione del segnale e il problema principe: l&#8217;assenza di gravità. I risultati, però, sono incoraggianti. <a href="http://https://news.unl.edu/newsrooms/today/article/surgical-robot-passes-space-test-with-flying-colors/">Università del Nebraska.</a></p>
<p>In Kazakhstan è presente un <strong>leak di metano di 127mila tonnellate</strong>. Ad accorgersene è stato il Netherlands Institute for Space Research, che insieme al Politecnico di Valencia, ha condotto uno studio sulle perdite di gas in quella zona basandosi su dati forniti da Kyarros, un&#8217;azienda francese specializzata nel monitoraggio delle leak di metano. Questo fenomeno avrebbe immesso nell&#8217;atmosfera una quantità di gas serra pari a quella che producono più di 700mila automobili in un anno. <strong>È il 2° leak di metano più ingente della storia</strong>, dopo quello dovuto al sabotaggio del Nord Stream nel 2022: <a href="http://https://www.bbc.com/news/world-asia-68166298">BBC</a></p>
<p>Molti creator internazionali, nelle ultime settimane, hanno annunciato il loro ritiro da YouTube. Tra loro Matthew Patrick, CaptainSparklez, Tom Scott e molti altri hanno annunciato l&#8217;intenzione di lasciare la piattaforma, nonostante il grande seguito internazionale, perché <strong>YouTube stava mangiandosi le loro vite</strong>. Anche i creator italiani esprimono il loro spavento per il rischio burnout: <a href="http://https://www.lastampa.it/tecnologia/2024/02/15/news/burnout_da_lavoro_il_caso_youtube_stress_spiegato_da_fjona_cakalli_e_the_show-422109737/">La Stampa</a></p>
<p style="font-weight: 400;">I ricercatori del Fermi National Accelerator Laboratory hanno scoperto che si possono <strong>bonificare le acque inquinate</strong> esponendole ad un fascio di elettroni. Secondo questa ricerca, i <strong>PFAS</strong>, cioè le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche che inquinano le acque e che i processi naturali fanno fatica a degradare, possono essere distrutti efficacemente dai fasci di elettroni che rompono i loro legami interni di carbonio e fluoro. Sono state testate sulla maggior parte dei comporti, ma c’è comunque del lavoro da fare. Tuttavia, la tecnologia ha aperto uno spiraglio molto interessante per bonificare il pianeta da queste sostanze chimiche tossiche: <a href="http://https://news.fnal.gov/2024/01/researchers-at-fermilab-use-electron-beams-to-eradicate-forever-chemicals-in-water/">Fermilab</a></p>
<p style="font-weight: 400;">Una collaborazione tra la Scuola Sant’Anna di Pisa e l’<i>École Polytechnique Fédérale de</i> Lausanne, dopo quasi trent&#8217;anni di sperimentazioni, ha generato una protesi che permette di percepire il caldo e il freddo. La ricerca su questa nuova tecnologia è stata pubblicata sulla rivista Med (Cell Press).<strong> MiniTouch</strong>, permette una mano protesica capace di far percepire, in tempo reale, la temperatura degli oggetti toccati: <a href="http://https://www.lasvolta.it/11644/minitouch-la-protesi-che-ti-permette-di-avvertire-il-caldo-e-il-freddo">La Svolta</a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Diritto dei Media</strong>: il Garante per la protezione dei dati personali interviene con un provvedimento di indirizzo sull’<strong>utilizzo e la conservazione dei dati e delle immagini dei lavoratori.</strong> In modo particolare, il Garante ha sollecitato i datori di lavoro pubblici e privati al rispetto delle norme in materia di libertà e dignità dei lavoratori. La Corte di Cassazione, però, in sede penale ha affermato il contrario: piena utilizzabilità, nei confronti del lavoratore dei dati personali e delle immagini conservate oltre un dato periodo.  <a href="http://https://fulviosarzana.nova100.ilsole24ore.com/2024/02/17/garante-privacy-cassazione/">Il Sole 24 Ore</a></p>
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		<title>Russia-Usa-Cina: tensione nucleare, corsa allo spazio</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2019 16:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Frosina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo febbraio, l’amministrazione Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dal trattato sulle Forze nucleari intermedie (Inf), sottoscritto nel 1987 tra Usa e Unione Sovietica. Il patto, che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="940" height="580" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/jifEh9eZxcdoQ8rza49HWg4HqAujl0AA.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="jifEh9eZxcdoQ8rza49HWg4HqAujl0AA" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Il primo febbraio, l’amministrazione Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dal trattato sulle <strong>Forze nucleari intermedie (Inf)</strong>, sottoscritto nel 1987 tra Usa e Unione Sovietica.</mark> Il patto, che impone la distruzione in entrambi i Paesi di tutti i missili a medio e corto raggio, segnò ai tempi l’inizio della fine della Guerra fredda tra le due potenze. Entro sei mesi, ora, Trump dovrà dare seguito al proprio annuncio: e se così fosse, lo scenario internazionale potrebbe precipitare verso una nuova corsa agli armamenti. Il presidente russo Vladimir Putin, infatti, ha già fatto sapere di non voler stare a guardare: una volta che gli Stati Uniti escono dall’accordo, <strong>i patti saltano</strong>.</p>
<div id="attachment_37658" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/Gorbachev_and_Reagan_1986-2.jpg"><img class="wp-image-37658 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/Gorbachev_and_Reagan_1986-2-300x200.jpg" alt="Incontro da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov, 1986" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Incontro tra Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov, 1986</p></div>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La proliferazione di missili a raggio intermedio è stata una delle principali fonti di instabilità in Europa nei primi anni ‘80,</mark> quando gli armamenti posizionati nella parte orientale dell’Unione Sovietica avrebbero potuto colpire obiettivi in Europa occidentale. Così gli Stati Uniti reagirono dispiegando nei Paesi Nato i propri missili. Fino a quando, l&#8217;<strong>8 dicembre 1987</strong>, il presidente americano Ronald Reagan e quello russo Mikhail Gorbaciov si accordarono per la distruzione degli armamenti durante un vertice a Washington. <mark class='mark mark-yellow'>A seguito del patto furono smantellati 2.692 missili, 846 americani e 1.846 russi.</mark> Se il trattato Inf cesserà di esistere, l&#8217;unico accordo tra le due superpotenze sulle armi nucleari resterà il <strong>New strategic arms reduction treaty (New start)</strong> firmato l’8 aprile del 2010, che fissa, per entrambe le parti, il limite di 1.550 tra testate e bombe nucleari. La sua scadenza, tuttavia, è fissata per il 2021, e nessuno sembra intenzionato a volerla prolungare.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>L’annullamento del trattato Inf eliminerebbe anche il sistema di <strong>verifica espansiva</strong> sviluppato dai due Paesi sin dagli anni ‘70.</mark> Ciò significa che gli Stati Uniti perderebbero l’accesso a preziose informazioni su ciò che la Russia sta facendo in casa propria, senza possibilità di obiezioni. Perché, dunque, questa scelta? <em>The Donald </em>ha accusato la Russia di aver violato i patti, sviluppando e iniziando a dispiegare il missile da crociera <strong>Novator 9M729</strong>, ritenuto da Putin, invece, tra gli armamenti ammessi dal trattato. Secondo i russi, lo sviluppo non sarebbe altro che una risposta allo scudo antimissile schierato dagli Usa in Polonia e Romania, dotato di radar e missili avanzatissimi. Sorge spontanea, però, la domanda se dietro questo scambio di accuse non si nascondano in realtà motivazioni diverse. <span class='quote quote-left header-font'>Dietro le schermaglie nucleari potrebbe nascondersi una partita diversa: la &#8220;guerra stellare&#8221; per il predominio nello spazio</span><mark class='mark mark-yellow'>Ad esempio la nuova corsa agli armamenti per la <strong>conquista dello spazio</strong>:</mark> la cosiddetta “guerra stellare” di Donald Trump. Il presidente americano vuole il predominio Usa nello spazio, e non ha nessuna intenzione di perdere la sfida con Russia e Cina in quello che considera il campo di battaglia del futuro. Tanto da star già lavorando sul progetto “<strong>Space Force</strong>”, una vera e propria armata spaziale, che diventerà la sesta branca delle forze armate statunitensi, accanto all’esercito (Army), alla marina militare (Navy), all’aeronautica (Air Force), al corpo dei Marine e alla Guardia costiera. Un ambito, quello spaziale, in cui già Mosca e Pechino stanno facendo passi da gigante, e su cui il Pentagono si trova costretto a rincorrere. Trump ha annunciato una forza spaziale pronta per il 2020, che comprenderà uno “Space Command” che avrà risorse dedicate e guidato da un generale a quattro stelle. In questa prospettiva, il trattato Inf risulterebbe uno scomodo ostacolo. Ma a far saltare il patto sarebbe anche l’entrata in scena di una nuova super potenza, la <strong>Cina</strong>. Che di certo negli ultimi anni non è stata con le mani in mano. Ecco perché un patto bilaterale oggi ha poco senso: limita, per quanto riguarda il nucleare, solo due grandi potenze su tre, creando squilibri internazionali. Motivo per cui l&#8217;annullamento dell&#8217;accordo ha trovato il consenso anche dell’Europa e della Nasa. <mark class='mark mark-yellow'>In conclusione, dunque, non possiamo che chiederci: siamo davanti all’esordio di un nuovo ordine mondiale?</mark></p>
<h3><em><strong>La grande armata cinese</strong></em></h3>
<p>Le fonti dirette da Pechino scarseggiano, quindi, per comprendere la questione, si può solo affidarsi a un report americano uscito nelle prime settimane del 2019: <em>“China military power, modernizing a force to fight and win”</em>, pubblicato dalla <strong>Dia</strong>, l’agenzia militare d’intelligence americana, che analizza gli obiettivi, la strategia, i piani, l’organizzazione e la struttura della forza militare che spaventa gli Usa. L’esercito cinese dispone di oltre <strong>mille missili nucleari</strong> di medio raggio, una serie di missili balistici antinave e da crociera, che renderebbero vulnerabili le portaerei americane, e di alcuni dei più moderni sistemi militari del mondo, che coprono aria, mare e spazio.</p>
<div id="attachment_37668" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/aySvTLPp1LLsGIeAmAhWS6XPqlog1ewC.jpg"><img class="wp-image-37668 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/aySvTLPp1LLsGIeAmAhWS6XPqlog1ewC-300x185.jpg" alt="aySvTLPp1LLsGIeAmAhWS6XPqlog1ewC" width="300" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Xi Jinping e Vladimir Putin</p></div>
<p>Insieme alla Russia, la Cina ha investito pesantemente in armi che superano in astuzia quelle americane, come le armi ipersoniche e l’intelligenza artificiale. Non solo: entro il 2035 potrebbe dotarsi di una flotta di sei portaerei da guerra, aggiungendo alle due già esistenti quattro vascelli a propulsione, anche se <mark class='mark mark-yellow'>il timore maggiore per Trump è che Pechino riveda la strategia di lungo corso del &#8220;<strong>no first use</strong>&#8220;, che prevede l’impiego di armi nucleari solamente a fini difensivi.</mark> L’espansione cinese è però un obiettivo a più ampia portata. Il presidente <strong>Xi Jinping</strong> sta riorientando la sua politica estera in direzione espansionistica e offensiva sul piano economico, in funzione anti-americana. Dopo aver conquistato il <strong>Tibet</strong>, Macao, <strong>Hong Kong</strong> e dopo essere riuscita a isolare diplomaticamente <strong>Taiwan</strong>, la sua priorità principale adesso è quella di conseguire l’egemonia sul continente asiatico. Ma gli obiettivi espansionistici della Cina non si limitano all’Asia. Nel XIX Congresso del Partito Comunista del 2017, Xi ha determinato fino al 2050 le varie fasi delle trasformazioni da compiere al fine di elevare la Cina al <mark class='mark mark-yellow'>“primo rango del mondo in termini di potere globale e influenza internazionale”.</mark> La prima mossa è stata il progetto “<strong>New Silk Road</strong>” o “<strong>Belt and Road</strong>”, lanciato nel 2013, che prevede lo sviluppo di due importanti rotte commerciali, una terrestre e una ferroviaria che attraversa l’Asia e l’Europa, l’altra marittima attraverso i porti dell’Asia meridionale, il Medio Oriente, l’Africa e Europa. <mark class='mark mark-yellow'>L’intento è ridisegnare l’ordine internazionale del XXI secolo.</mark> I primi risultati si vedono: in alcuni settori la Cina sta già primeggiando, basti vedere l’intenzione del governo di effettuare entro quest’anno almeno 30 lanci, inviando in orbita oltre 50 satelliti, e il lancio della sonda <strong>Chang’e-4</strong> sulla faccia nascosta della Luna. Un grande risultato se si pensa che, mentre la parte visibile della Luna è stata esplorata in più occasioni, nessuno finora aveva tentato lo sbarco sul lato opposto. Ma non è solo il governo che partecipa alla corsa allo spazio. Sono emersi infatti numerosi <strong>privati</strong>, da OneSpace a iSpace, che promettono di effettuare lanci orbitali già a metà del 2019, riducendo di netto le spese. <mark class='mark mark-yellow'>La nuova corsa agli armamenti è dunque ufficialmente iniziata, e lo spazio sarà la prossima frontiera.</mark></p>
<h3><em><strong>Parsi: &#8220;Trump gioca da businessman, ma è una mossa rischiosa&#8221;</strong></em></h3>
<p><em>Vittorio Emanuele Parsi, 58 anni, è ordinario di Relazioni internazionali all&#8217;università Cattolica di Milano e direttore dell&#8217;Aseri, l&#8217;Alta scuola di economia e relazioni internazionali dell&#8217;ateneo</em></p>
<p><strong>Professor Parsi, cos’è il trattato Inf e che ruolo ha svolto al tempo in cui fu firmato?</strong></p>
<p>Il trattato risale al periodo più tosto della Guerra fredda, dopo l’invasione dell’Afghanistan da parte di Mosca. Erano gli anni in cui i russi erano veramente convinti che gli Usa stessero facendo le “prove generali” di un’invasione. Nel 1987, durante la presidenza Reagan, lo stesso presidente che aveva evocato l’“impero del male”, costruisce una relazione con Gorbaciov, si fida di lui, e a Reykjavik firmano il trattato Inf. Patto che segnò, per molti punti di vista, la fine della Guerra fredda, prima ancora che cadesse il muro. Segnò l’inversione di tendenza, la fiducia nei confronti della Perestrojka e il sostegno centrale a Gorbaciov.</p>
<div id="attachment_37670" style="width: 213px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/Vittorio_Emanuele_Parsi_-_Festival_Economia_2013.jpg"><img class="wp-image-37670 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/Vittorio_Emanuele_Parsi_-_Festival_Economia_2013-213x300.jpg" alt="Vittorio Emanuele Parsi" width="213" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vittorio Emanuele Parsi</p></div>
<p><strong>A distanza di 30 anni Trump dice che la Russia non ha rispettato il patto. </strong></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Quello che afferma Trump è vero nella sostanza.</mark> I russi hanno posizionato alcune testate nucleari a Kaliningrad. Le hanno messe sostenendo che noi avremmo collocato delle postazioni di intercettazione e di scoperta di eventuali bersagli delle testate nucleari in Polonia, Romania e in altri Paesi dell’Europa orientale. I trattati nucleari si basano sulla fiducia. È un po’ come il <strong>“dilemma del prigioniero”</strong>. L’unico modo per uscirne è che tu puoi controllare cosa fa l’altro e l’altro può controllare cosa fai tu. E quindi il criterio è: <strong>ispezioni senza preavviso</strong> a qualunque sito nucleare.</p>
<p><strong>Qual è la strategia politica del presidente Usa? </strong></p>
<p>Trump deve dimostrare che i russi non sono effettivamente in grado di condizionare la sua presidenza, perché nel frattempo è venuta a galla l’indagine del procuratore speciale <strong>Robert Mueller</strong> che sostiene che Trump abbia ottenuto grandi aiuti da parte dei russi; soprattutto, i filoni più recenti si concentrano sul suo staff, che in qualche modo avrebbe preso accordi con i Mosca. Lui, quindi, in qualche modo deve dimostrare il suo pugno duro nei confronti della Russia. Dall’altra parte, c’è la sua strategia negoziale. Come ha fatto con la <strong>Corea del Nord</strong>, minaccia per ottenere qualcosa. <mark class='mark mark-yellow'>La sua è una strategia da businessman, certamente rischiosa fuori dal modello del business.</mark> C’è un altro elemento fondamentale: il trattato Infr è stato stretto tra Russia (allora Urss) e Stati Uniti, ma la Cina? Il Pakistan? L’India? E parliamo solo delle potenze nucleari conclamate. È questo il motivo per cui i russi hanno chiesto di firmare un nuovo trattato, coinvolgendo Cina, Pakistan e India. Il problema è che la gran parte dei missili della forza nucleare cinese sono missili “di teatro”, quindi rientrerebbero dentro l’Inf. Se la Cina dovesse firmare questo trattato si troverebbe con qualche decina, forse, di testate, che sono le testate balistiche “vere” che hanno, ma le restanti testate hanno un raggio al di sotto dei 2000 km.</p>
<p><strong>Nel suo ultimo libro lei parla del declino dell’ordine internazionale nato dopo la Seconda guerra mondiale, dovuto soprattutto all’indebolimento della leadership statunitense. Questa mossa è un tentativo di ristabilire i rapporti di forza?</strong></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Se è questo lo scopo, è la mossa sbagliata.</mark> Negli ultimi anni gli Usa hanno continuato a perdere terreno sul palcoscenico internazionale, a favore della Russia e, soprattutto, della Cina. E queste potenze non crescono solo dal punto di vista economico, ma soprattutto da quello militare. Ciò ha indebolito la capacità di guida degli Usa che non possono non tener conto dell&#8217;influenza delle nuove potenze emergenti, com&#8217;è ben visibile nella differente modalità di gestitone di due situazioni simili, legate al nucleare, come quelle iraniana e quella nordcoreana. In questo senso, “provocare” la Russia proprio ora mi sembra una mossa avventata.</p>
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