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	<title>magzine &#187; morti sul lavoro</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Morti bianche: un problema di numeri, risarcimenti e prevenzione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2024 17:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Lupi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[1º Maggio]]></category>
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		<description><![CDATA[«L’Anmil è stata fondata il 19 settembre 1943. Era un ente di diritto pubblico come l’Inail, poi ci siamo trasformati nel 1979 in ente di diritto morale, per poi diventare ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1070" height="499" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG_9474.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="IMG_9474" /></p><p><span style="font-weight: 400;">«L’Anmil è stata fondata il 19 settembre 1943. Era un ente di diritto pubblico come l’Inail, poi ci siamo trasformati nel 1979 in ente di diritto morale, per poi diventare onlus e infine patronato per dare servizi gratuiti ai nostri associati. Noi facciamo tantissimo e lo facciamo in modo volontario, ma è sempre poco rispetto a quelli che sono i bisogni delle vittime e dei loro familiari». <mark class='mark mark-yellow'><strong>Claudio Betti</strong>, <strong>segretario nazionale dell’Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati ed Invalidi del Lavoro)</strong> traccia così la storia e il raggio d’azione dell’associazione, rivelando le controversie ancora irrisolte legate alle morti bianche.</mark></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima è relativa al <strong>conteggio annuale delle morti bianche</strong>: «A parte le 1.041 persone morte direttamente sul lavoro nel 2023, bisogna dire che ci sono stati quasi 600mila incidenti. Ciò significa una media di 1.600 incidenti al giorno, e parliamo di persone che lavorano in regola. <mark class='mark mark-yellow'>Noi sappiamo che ci sono anche tanti lavoratori in nero che non vengono conteggiati, così come non vengono conteggiati i pensionati occupati nell’agricoltura, i giornalisti o i vigili del fuoco che non figurano nei dati annuali.</mark>Ci sono vigili del fuoco che sacrificano la propria vita per salvare le persone, così come ci sono giornalisti inviati di guerra in posti dove le fazioni utilizzano armi all’uranio impoverito che causano linfomi o leucemia», rendo noto Claudio Betti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il segretario Anmil parla con la preoccupazione e il carisma di chi ha fortemente a cuore la questione. Consigliere Nazionale e presidente del dipartimento di Roma, anche lui, come tutti i soci Anmil, ha subìto almeno un infortunio sul lavoro e ora dedica la propria attività alla sensibilizzazione e alla prevenzione affinché i dati relativi alle morti bianche diminuiscano. <mark class='mark mark-yellow'>«La situazione in Italia è difficile: noi facciamo quel che possiamo. Cerchiamo di sostituirci all’Inail dando i primi contributi economici alla famiglia che perde un familiare sul lavoro, bisogna rendersi conto che queste persone si trovano dall’oggi al domani senza un loro caro, e le controversie degli aiuti finanziari dedicati ai parenti delle vittime sono ancora tante.</mark> Basti pensare che l’Inail, all’inizio, interveniva dopo sei mesi, che sono proprio i sei mesi in cui la famiglia avrebbe bisogno di più supporto. Da quando abbiamo costituito la fondazione <em>Sosteniamoli Subito</em>, l’Inail ha ridotto i tempi, e adesso interviene dopo circa un mese con le prime forme di sostegno».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La questione legata alle morti e agli infortuni sul lavoro avrebbe bisogno di una regolamentazione più chiara che offra un sostegno concreto ed imprescindibile alle persone coinvolte. «Non è possibile che un invalido del lavoro venga considerato tale solo nel caso in cui gli venga riconosciuta un’invalidità del 16%. Ci sono persone che hanno un 10% di invalidità e hanno comunque delle importanti difficoltà, o persone che per un solo punto percentuale non si vedono riconosciuta una rendita vitalizia alla quale avrebbero pieno diritto. Così come non va bene che quando muore un ragazzo durante l’alternanza scuola-lavoro, ai genitori non venga riconosciuta una rendita. Non si dovrebbe destinare o meno un contributo economico in base al parente che muore: il sostegno finanziario andrebbe dato alla famiglia della vittima in tutti i casi».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si potrebbe anche fare più prevenzione per ridurre il numero di tragedie che si verificano sui posto di lavoro: <mark class='mark mark-yellow'>«Noi parliamo con i ragazzi delle scuole, anche medie ed elementari. Si potrebbe sensibilizzare la popolazione anche attraverso la televisione, con programmi che spieghino accuratamente il problema, a patto che vengano trasmessi in prima serata e che possano quindi essere visti da tutti», suggerisce Claudio Betti.</mark></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carlo Soricelli</strong>, responsabile dell’<strong>Osservatorio Indipendente di Bologna dei morti sul lavoro</strong>, delinea una situazione preoccupante sul meotdo di conteggio annuale Inail delle vittime e degli infortunati sul posto di lavoro: <mark class='mark mark-yellow'>«Io registro tutti i morti sul lavoro, compresi i non assicurati Inail. Cerco le generalità della vittima, il luogo e il modo in cui è deceduta, perciò non temo smentite. Ci sono, annualmente, circa 40% morti in più di quelli che vengono conteggiati ufficialmente. L’Inail l’anno scorso ne ha contati 1.041. Noi ne abbiamo registrati 1485. C’è una bella differenza».</mark> Il conteggio delle morti bianche, anche secondo Soricelli, nasconde perciò delle controversie tutt&#8217;altro che trascurabili: «Bisogna capire che i morti sul lavoro non sono solo i morti ufficializzati dall’Inail. Ci sono, ad esempio, gli agricoltori che muoiono schiacciati dai trattori: quest’anno le vittime sono state già quaranta, ma nessuno lo comunica. Da quando ho aperto l’Osservatorio, ne abbiamo registrati oltre 2.600. Avete mai sentito il ministro delle Politiche agricole dire qualcosa in merito? Non è una questione di partiti. Né la Destra né la Sinistra hanno mai fatto nulla o speso una parola per questi morti. È una cosa atroce».</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>L&#8217;<strong>Inail</strong> <span style="font-weight: 400;">(Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro)</span> è l’Ente che gestisce le assicurazioni obbligatorie e punta a ridurre gli infortuni e le morti sul lavoro, “giocando d’anticipo”. All&#8217;Inail <span style="font-weight: 400;">si deve un monitoraggio costante e dettagliato dei casi di vittime e infortunati, utile a ricostruire trimestralmente l’andamento degli incidenti.</mark> </span><b>Adele Pomponio</b><span style="font-weight: 400;">, dirigente Inail e direttrice ufficio POAI (Pianificazione Organizzazione e Attività Istituzionali) della regione Campania, chiarisce la posizione e il metodo di rilevazione dell&#8217;Ente: «La nostra missione va oltre l&#8217;assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali: ci impegniamo attivamente nella prevenzione dei rischi lavorativi attraverso un insieme di attività di informazione, formazione e assistenza», spiega la direttrice. «Quando parliamo di formazione ci riferiamo alla </span><b>promozione della cultura della sicurezza</b><span style="font-weight: 400;">, ed è fondamentale divulgare questa cultura partendo proprio dalle scuole».<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A supporto della </span><b>prevenzione</b><span style="font-weight: 400;"> e contrasto degli infortuni &#8211; spiega la direttrice &#8211; c’è la Direzione Centrale Ricerca dell&#8217;Inail che coordina un team di esperti provenienti dal Dipartimento sanitario e dall&#8217;area dell&#8217;innovazione tecnologica. Il <strong>connubio tra tecnologia e medicina</strong> ha reso possibile la realizzazione di strumenti tecnologici per ridurre i rischi a carico del sistema muscolo-scheletrico e ha creato dei dispositivi per operare in sicurezza. Non solo: la ricerca si occupa di ideare nuove modalità di gestione delle <strong>diverse tipologie di rischio</strong>, per esempio quello chimico e biologico, le analisi sullo sviluppo e <strong>l’utilizzo di nanotecnologie</strong> negli ambienti di lavoro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>A causa dell&#8217;evoluzione dei processi lavorativi e delle tecnologie avanzate, l&#8217;obbligo assicurativo dell’Inail è stato esteso a quasi tutte le attività industriali e di servizio.</mark> Con l’assicurazione il datore di lavoro è </span><b>esonerato dalla</b> <b>responsabilità civile</b><span style="font-weight: 400;"> conseguente all’evento lesivo subìto dai propri dipendenti, salvo i casi in cui, in sede penale o &#8211; se occorre &#8211; in sede civile, sia riconosciuta la sua responsabilità per reato commesso con violazione delle norme di prevenzione e igiene sul lavoro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Per essere assicurato, il lavoratore deve essere necessariamente in possesso di un regolare contratto di lavoro. Tutti i numeri, i grafici e le statistiche di infortunati e vittime sul lavoro non tengono conto dei lavoratori in nero, che però in realtà costituiscono una percentuale non trascurabile.</mark> Per contrastare questo sistema irregolare, «gli ispettori controllano le aziende, che ovviamente non vengono avvisate dell’ispezione. Se vengono riscontrate delle irregolarità, si procede subito con delle multe. È l’unico modo per incentivare le aziende a far rispettare le normative in termini di sicurezza a prevenzione», spiega </span>Pomponio<span style="font-weight: 400;">. «N</span><span style="font-weight: 400;">oi verifichiamo anche informaticamente che il lavoratore sia stato regolarizzato. È successo anche di ricevere segnalazioni da parte di terzi, segnalazioni che noi valutiamo perché in alcuni casi non riguardano proprio l&#8217;attività di nostro interesse. In questo caso dobbiamo rivolgerci alle autorità competenti. Nel caso in cui, invece, possono riguardare l&#8217;Inail, sicuramente avviamo un&#8217;azione ispettiva». </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">​​</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Morti sul lavoro, sindacati in azione in Lombardia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2024 16:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo caso davvero rilevante a livello nazionale è la strage alla centrale idroelettrica del lago Suviana, a Bargi. Prima ancora, l&#8217;evento che sempre quest&#8217;anno ha portato in primo piano il tema ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="624" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/CORTEO-11-APRILE-BOLOGNA_VIA-INDIPENDENZA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="CORTEO 11 APRILE BOLOGNA_VIA INDIPENDENZA" /></p><p>L&#8217;ultimo caso davvero rilevante a livello nazionale è la strage alla centrale idroelettrica del lago Suviana, a Bargi. Prima ancora, l&#8217;evento che sempre quest&#8217;anno ha portato in primo piano il tema delle <mark class='mark mark-yellow'>morti sul lavoro</mark> è stato quello della trave che, in un cantiere <a href="https://www.magzine.it/morti-sul-lavoro-irregolarita-e-prevenzione/">dell&#8217;Esselunga a Firenze</a>, ha travolto otto lavoratori durante mansioni di routine. Quando questi eventi riescono a raggiungere un&#8217;elevata attenzione mediatica, è inevitabile che diverse organizzazioni si mobilitino su questo tema, come associazioni, gruppi politici o sigle sindacali. Proprio quest&#8217;ultima categoria ha mostrato negli ultimi tempi importanti frammentazioni che rendono più difficile fare avanzare le rivendicazioni sindacali di una maggiore sicurezza sul posto di lavoro e di una concreta diminuzione degli infortuni e delle morti.</p>
<p>Se da un lato i sindacati confederali hanno recentemente annunciato che si costituiranno parte civile per la strage del Suviana, lo stesso <mark class='mark mark-yellow'>sciopero nazionale</mark> che si è svolto lo scorso 11 aprile dopo l&#8217;incidente alla centrale idroelettrica di proprietà Enel è stato teatro di battibecchi tra i principali gruppi. Allo sciopero con corteo indetto da <strong>Cgil, Uil e Cisl</strong>, quest&#8217;ultima ha poi deciso di ritirare la propria partecipazione, decidendo di proclamare in autonomia un presidio davanti alla sede dell&#8217;Enel. Mentre il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri parlava di &#8220;strage in corso&#8221; durante un corteo a Bologna che coinvolgeva lavoratori di tutti i settori, pubblici e privati, il segretario generale della Cgil Landini ha invece espresso il suo disappunto nei confronti della Cisl: «Chiedete a chi davanti ai morti ha deciso di non scioperare».</p>
<h2>La situazione in Lombardia, tra statistiche e iniziative</h2>
<p>Le lotte e le rivendicazioni sindacali non si limitano solo agli scioperi nazionali, ma si estendono anche alle iniziative locali. «A livello regionale avremo un attivo unitario dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza al tribunale civile in via San Barnaba a Milano», afferma <strong>Giulio Fossati, segretario di Cgil Lombardia</strong>. «Parteciperanno Cgil, Cisl e Uil, e oltre a loro ci saranno diversi invitati, tra cui l&#8217;assessore al welfare della regione Guido Bertolaso e l&#8217;ispettorato del lavoro». L&#8217;obiettivo di questo incontro è mettere al centro il tema della formazione come elemento che può provare a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, «quantomeno modificando la percezione che ogni giorno viene messa in campo a livello lavorativo, quindi una modifica degli atteggiamenti e una comprensione migliore delle normative da parte di tutti, dal datore di lavoro fino all&#8217;ultimo lavoratore».</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Per Giulio Fossati, segretario Cgil Lombardia, «il sistema di sviluppo lombardo produce circa duecento morti sul lavoro all&#8217;anno. [&#8230;] È chiaro che bisogna trovare delle risposte per provare a cambiare il metodo con cui si producono beni e servizi nella nostra regione, perché non è più possibile accettare questa condizione del lavoro».</mark>A livello statistico, la situazione in Lombardia è forse la peggiore rispetto a tutte le altre Regioni in Italia:<mark class='mark mark-yellow'> «Se prendiamo in considerazione gli anni che vanno dal 2018 al 2022, il sistema di sviluppo lombardo produce circa duecento morti sul lavoro all&#8217;anno (<em>172 nel 2023 ndr</em>), di cui più della metà avviene proprio nei nei luoghi di lavoro, senza contare quindi i <em>morti in itinere</em> rilevati dai dati Inail. Gli infortuni accertati in questi cinque anni sono invece 80mila».</mark> Sul sito ufficiale della regione si possono trovare i <a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/Imprese/Gestione-risorse-umane/Sicurezza-negli-ambienti-di-lavoro/infortuni-lavoro/infortuni-lavoro" target="_blank">registri regionali ufficiali</a> degli infortuni mortali sul lavoro di anno in anno: per quanto riguarda il 2024 − con il documento aggiornato al 27 di aprile − si nota come finora il settore più colpito sia quello delle costruzioni. In generale, analizzando anche gli anni precedenti, gli ambiti che sono più problematici risultano essere agricoltura, costruzioni, metalmeccanici e trasporti. «È chiaro che bisogna trovare delle risposte per provare a cambiare il metodo con cui si producono beni e servizi nella nostra Regione, perché non è possibile continuare a muoversi in questa in questa direzione. Non è più possibile accettare questa condizione del lavoro».</p>
<h2>Maggiore sicurezza coincide con maggiori diritti</h2>
<p>Secondo Fossati, la rivendicazione di una maggiore sicurezza sul lavoro si lega a doppio filo con le questioni legate ai contratti e ai diritti generali dei lavoratori: «Questa sofferenza per i rischi nei luoghi di lavoro si lega alla sofferenza determinata dalle condizioni del lavoro [&#8230;]. Oggi l&#8217;80% dei contratti è costituito ancora dal lavoro precario a tempo determinato, contratto a chiamata a intermittenza, collaborazione, finte partite IVA, lavoro somministrato. Questa sofferenza di dover convivere con l&#8217;insicurezza e con la mancanza di diritti porta a <mark class='mark mark-yellow'>una sotto denuncia degli infortuni.</mark>Anche per questo abbiamo avviato lo scorso sciopero e le iniziative di carattere territoriale». Lo scorso 28 aprile, infatti, era la<strong> giornata mondiale per la sicurezza nei luoghi di lavoro</strong>, e in quella settimana sono state organizzate iniziative in tutti i territori regionali.</p>
<p>A <strong>Brescia </strong>c&#8217;è stata recentemente <mark class='mark mark-yellow'>una biciclettata per ricordare le vittime e sensibilizzare i cittadini sulla sicurezza nei luoghi di lavoro</mark>. È stata organizzata da Legambiente Lombardia e ha visto il patrocinio del comune oltre che la partecipazione dei sindacati confederali. Il percorso − di sedici chilometri in totale − passava davanti alla sedi degli enti legati al mondo del lavoro e alla sicurezza, come l&#8217;Inail, l&#8217;ispettorato territoriale o varie Ats (Agenzie di tutela della salute).</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro e intelligenza artificiale: un binomio positivo</title>
		<link>https://www.magzine.it/sicurezza-sul-lavoro-e-intelligenza-artificiale-un-binomio-potenzialmente-positivo/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2024 16:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Garbin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[1 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[1º Maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dei Lavoratori]]></category>
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		<description><![CDATA[«La tecnologia e l’intelligenza artificiale potrebbero rivelarsi i migliori alleati dei lavoratori nella prevenzione degli infortuni sul lavoro o delle malattie professionali, ma anche nella vigilanza e nelle ispezioni». Con ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/morti-bianche-lavoro-e1714507080575.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: avveniredicalabria.it" /></p><p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>«La tecnologia e l’intelligenza artificiale potrebbero rivelarsi i migliori alleati dei lavoratori nella prevenzione degli infortuni sul lavoro o delle malattie professionali, ma anche nella vigilanza e nelle ispezioni»</mark>. Con questa probabile certezza <mark class='mark mark-yellow'><strong>Lucia Valente</strong>, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università La Sapienza di Roma</mark>, affronta il tema della protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, soprattutto quando si tratta di trovare e riconoscere gli strumenti che possono evitare o minimizzare le cause di infortunio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto, la copertura normativa della materia appare già sufficiente, senza lacune da colmare, ed è costantemente sottoposta a revisioni che tentano di affinarla ulteriormente dopo ogni incidente mortale, come avvenuto a seguito degli eventi di Suviana, Brandizzo o Firenze, per citarne alcuni.Il testo che contiene la maggior parte della disciplina sul tema, con 306 articoli e più di 50 allegati, è il <mark class='mark mark-yellow'><strong>decreto legislativo 81/2008</strong>, spesso indicato come “Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro”</mark>, nonostante in realtà esistano anche altre disposizioni che regolano la materia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il sistema previsto dalla norma è un <mark class='mark mark-yellow'><strong>modello partecipativo di valutazione dei rischi</strong>, in cui vari soggetti sono incaricati della prevenzione contro infortuni e altri danni alla salute dei lavoratori</mark>. Il primo soggetto responsabile dell’organizzazione di queste misure è il datore di lavoro che deve eliminare o quantomeno ridurre al minimo qualsiasi potenziale rischio per i dipendenti, attraverso l’osservanza di una serie di doveri, tra cui la stesura del <strong>Documento di Valutazione dei Rischi</strong> (DVR). Da ultimo, lo stesso lavoratore è titolare di obblighi e responsabilità, perché è previsto che svolga un ruolo di attore attivo nella cura della propria salute e sicurezza. Nello specifico, deve essere consapevole delle condizioni del proprio ambiente lavorativo, rispettare gli ordini impartiti dai superiori, utilizzare correttamente le attrezzature e i dispositivi di protezione individuale, partecipare alle dovute attività di formazione o controlli medici, segnalare la presenza di anomalie, nonché partecipare all’attività aziendale di valutazione dei rischi attraverso il rappresentante eletto.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Per quanto riguarda poi il versante della sorveglianza, la normativa prevede che vi sia un duplice livello di supervisione, <strong>aziendale</strong> e <strong>governativo</strong></mark>, e attribuisce i compiti di controllo a diversi soggetti, tra cui rivestono un ruolo fondamentale gli Ispettorati Nazionali del Lavoro (INL) e le ASL; il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti; i già citati rappresentanti dei lavori per la sicurezza, che sono eletti dai dipendenti per rappresentarli e partecipare attivamente al controllo dell’efficacia delle misure e alla proposta di misure migliorative; i consulenti della sicurezza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla luce di una disciplina così copiosa, è evidente che a rendere il sistema difettoso non è l’assenza di previsioni efficaci, quanto piuttosto la loro non piena applicazione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>«Il reale problema è quello dei controlli insufficienti, ma bisogna essere consapevoli dell’oggettiva impossibilità di vigilare su tutte le imprese italiane, dato che circa il 90% è di dimensione media, piccola o piccolissima ed è proprio in queste realtà che si registra il maggior numero di infortuni &#8211; osserva Lucia Valente -. Basti pensare che il numero di datori di lavoro obbligati all’assicurazione INAIL per la protezione degli infortuni sul lavoro sono circa tre milioni e 300 mila, un numero elevatissimo».</mark></p>
<p style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>Secondo Lucia Valente, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università La Sapienza di Roma, «bisogna essere consapevoli dell’oggettiva impossibilità di vigilare su tutte le imprese italiane e l&#8217;AI potrebbe massimizzare le capacità di intervento degli ispettori»</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Questa situazione comunque non impedisce del tutto la possibilità di pensare a qualche potenziale miglioria da apportare dal punto di vista legislativo: «Si potrebbe rafforzare la disciplina vigente in materia di responsabilità solidale lungo tutta la filiera produttiva, reintrodurre il principio di parità di trattamento tra i lavoratori dipendenti dal committente e quelli impiegati in tutta la filiera degli appalti, prevedere obblighi di informazione e consultazione sindacale a carico delle imprese che esternalizzano opere e servizi – ipotizza la professoressa Valente -. In modo da consentire alle organizzazioni sindacali di intervenire prontamente a tutela dei lavoratori impiegati nella filiera». <mark class='mark mark-yellow'>Ma non si tratterebbe di cambiamenti risolutivi. Al contrario di quanto potrebbe avvenire con il verificarsi di una significativa svolta tecnologica sia nel settore lavorativo sia di quello dei controlli </mark>. Da un lato, l’innovazione potrebbe a una più efficace prevenzione degli infortuni o delle malattie professionali: «Penso, ad esempio, ai sistemi automatizzati capaci di rilevare la stanchezza attraverso l’analisi delle espressioni del volto, alle tute ergonomiche che controllano il movimento e prevengono le malattie muscolo-scheletriche, all’utilizzo della robotica negli spazi confinati, o nei lavori pesanti, pericolosi o ripetitivi» commenta Valente. Dall’altro, l’intelligenza artificiale potrebbe permettere una valutazione del rischio più mirata nonché controlli più estesi e penetranti. Osserva la professoressa sul punto: «Credo che potremmo usare l’AI per massimizzare la capacità di intervento della platea di ispettori già presenti, ad esempio indirizzandoli verso aziende attenzionate per determinate caratteristiche di lavorazione, territoriali o per la segnalazione di certe quote di rischio».</p>
<p style="font-weight: 400;">In ogni caso, oltre alla prospettiva di un futuro più efficiente, alcuni indicatori di un miglioramento della situazione sono già attuali: «Nonostante nei due anni dopo il Covid il prodotto interno lordo del nostro Paese sia cresciuto di 12 punti, gli infortuni denunciati rispetto a due anni anteriori alla pandemia, quando il pil era di circa 2 punti, sono ridotti» evidenzia Valente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche alla luce di questo fattore è però innegabile, specie dinnanzi ai casi clamorosi degli ultimi mesi, la non trascurabilità del problema, considerato il numero ancora molto elevato di infortuni e morti bianche, nonché le dinamiche con cui si verificano. Riferisce la professoressa: <mark class='mark mark-yellow'>«Mezzo milione di infortuni l’anno e circa mille morti sul lavoro l’anno, che perdono la vita con modalità “antichissime”, come cadendo da una impalcatura, schiacciati da un peso oppure a causa dell’impatto con un macchinario o un oggetto che si muove in ambiente di lavoro»</mark>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Del resto, per dirla con le parole pronunciate dalla Calabria dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 30 aprile scorso, in occasione della Festa dei lavoratori, <mark class='mark mark-yellow'>«mille morti ogni anno rappresentano una tragedia inimmaginabile. Ciascuna di esse, anche una sola, è inaccettabile»</mark>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>MORTI SUL LAVORO: UNA PANORAMICA SUI DATI</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2024 16:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Piga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[1 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[morti bianche]]></category>
		<category><![CDATA[morti sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni giorno, milioni di lavoratori imboccano le strade per recarsi sul luogo di lavoro. Molte volte, però, non lo raggiungono o lì trascorrono le ultime ore della propria vita. Inconsapevoli ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1134" height="694" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/04/Morti-sul-lavoro-copertina-1134x694.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Morti-sul-lavoro-copertina-1134x694" /></p><p>Ogni giorno, milioni di lavoratori imboccano le strade per recarsi sul luogo di lavoro. Molte volte, però, non lo raggiungono o lì trascorrono le ultime ore della propria vita. Inconsapevoli che, da un momento all’altro, una lastra di metallo può schiacciarli, un tubo può colpirli, un solaio può cedere sopra la loro testa. L’ultima vittima, a Fiume Veneto (PN), è stata un <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2024/04/30/colpito-da-una-gru-un-operaio-precipita-e-muore-_672a88cd-6b86-4089-9154-1369d41139c5.html">operaio di 69 anni</a>, scaraventato al suolo dalle sue “forche” mentre guidava un camion con una gru.</p>
<div style="min-height: 804px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/snrHI/embed.js?v=12" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/04/full.png" alt="La mappa illustra i dati dei morti sui luoghi sul lavoro per regione, esclusi quelli in itinere (tragitto casa-lavoro), nel 2023." /></noscript></div>
<p>L’anno scorso, le vittime degli incidenti sui luoghi di lavoro in Italia – inclusi quelli <em>in itinere</em> (nel tragitto casa-lavoro) – sono stati <strong>1.041</strong>: l’Istituto nazionale per l&#8217;assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) ha calcolato una media di tre vittime al giorno, nella sua <a href="https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-dati-inail-infortuni-mp-2023.html#:~:text=I%20decessi%20denunciati%20sono%20ancora,precedente%2C%20da%201.090%20a%201.041.">ultima rilevazione</a>. Confrontando il dato con quello del <strong>2022</strong>, il calo degli incidenti è stato del <strong>4.5%</strong> (sono state <strong>1.090</strong>) su cui, però, hanno inciso le conseguenze sul lavoro da parte della pandemia di COVID-19. L’incidenza media annua delle “morti bianche” ogni milione di occupanti, invece, è in diminuzione: nel <strong>2020</strong> è stata del <strong>46,1%</strong>, l’anno successivo del <strong>43,1%</strong>, ma dal <strong>2022</strong> si è verificata una drastica flessione, fino al <strong>34,2%,</strong> mentre un leggero incremento si è registrato l’anno scorso.</p>
<div style="min-height: 804px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/6T59H/embed.js?v=6" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/04/81_full.png" alt="La mappa illustra i dati sull'incidenza sugli occupati dei morti sul lavoro per regione nel 2023, esclusi quelli in itinere (tragitto casa-lavoro)." /></noscript></div>
<p>Nella distinzione tra gli incidenti mortali sui luoghi di lavoro e <em>in itinere</em>, invece, la tendenza è stata opposta: nel tragitto casa-lavoro, gli incidenti si sono ridotti da <strong>300</strong> a <strong>242</strong>; mentre quelli sul posto di lavoro sono ccresciuti da <strong>790</strong> a <strong>799</strong>. Gli incidenti mortali plurimi, ossia quelli che coinvolgono almeno due lavoratori, sono stati <strong>36</strong>, di cui <strong>22</strong> con un mezzo di trasporto, come l&#8217;incidente acccaduto alla Stazione ferroviaria di Brandizzo (TO), dove un treno passeggeri ha investito sette operai, uccidendone cinque.</p>
<p>Dando uno sguardo alla Penisola e stando al calcolo dell’INAIL, nel <strong>2023</strong> solo nel Sud <strong>(255; +20)</strong> e nelle Isole<strong> (90; +6)</strong> si è registrata la crescita. Queste parti d’Italia occupano anche due posti del podio relativo alla diminuzione del numero di denunce che, nel complesso, sono state <strong>585mila</strong> <strong>(-16,1% rispetto al 2022)</strong>. Al Sud, la contrazione è stata del <strong>20,6%</strong>, mentre nelle Isole è stata del <strong>18,6%</strong>, tra loro il Nord-Ovest <strong>(-19,6%)</strong>.</p>
<p>Prendendo in esame ogni Regione, ed escludendo le vittime <em>in itinere</em>, la Lombardia è in vetta alla classifica per numero di morti: <strong>133 </strong>su<strong> 799 </strong>totali. Al contempo, l’Abruzzo <strong>(+15)</strong>, il Friuli-Venezia Giulia<strong> (+12)</strong> e la Sicilia <strong>(+5)</strong> hanno registrato gli aumenti più consistenti rispetto all’anno precedente; al contrario, la Toscana<strong> (-21)</strong>, il Piemonte <strong>(-18)</strong> e il Veneto <strong>(-12) </strong>mostrano una significativa flessione.</p>
<div style="min-height: 532px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/MxJzx/embed.js?v=1" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/04/27_full.png" alt="Il grafico illustra i morti sul luogo di lavoro e in itinere (tragitto casa-lavoro) nelle province della Lombardia nel 2023." /></noscript></div>
<p>L’incidenza sulle vittime sui luoghi di lavoro non è omogenea. Nel <strong>2023</strong>, sono morti <strong>955</strong> uomini e <strong>86</strong> donne, e in entrambi i generi c’è stato un calo in confronto all’anno precedente: i morti sono stati, rispettivamente, <strong>970</strong> e <strong>955</strong>. Per quanto riguarda i settori professionali, invece, i più “colpiti” – senza conteggiare i morti <em>in itinere</em> – sono stati i settori produttivi delle costruzioni <strong>(150)</strong>, del trasporto e magazzinaggio<strong> (109)</strong> e delle attività manifatturiere <strong>(101)</strong>.</p>
<div style="min-height: 542px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/goIDk/embed.js?v=3" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/04/5_full.png" alt="Il grafico illustra i dati sugli ambiti lavorativi nei quali si sono verificati almeno 10 incidenti mortali nel 2023. Non sono conteggiati i morti in itinere, ossia nel tragitto casa-lavoro." /></noscript></div>
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		<title>Morti sul lavoro: irregolarità e prevenzione</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 06:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[morti sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[È la mattina del 16 febbraio e in un’area del cantiere dell&#8217;Esselunga di Firenze sono al lavoro otto operai. È in costruzione una grande opera edile che, proprio per la ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="883" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/WhatsApp-Image-2024-02-25-at-18.56.16.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Operai Cgil e Uil in sciopero a Milano. Credits: Ilenia Cavaliere" /></p><p><span style="font-weight: 400;">È la mattina del 16 febbraio e in un’area del cantiere dell&#8217;Esselunga di Firenze sono al lavoro otto operai. È in costruzione una grande opera edile che, proprio per la sua importanza economica, è sottoposta a frequenti controlli. Quel venerdì, durante i lavori di routine, una trave cede, precipita per dodici metri, rompe due solai e seppellisce sotto il proprio peso otto persone, <mark class='mark mark-yellow'>uccidendone cinque e ferendone tre</mark></span><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando in una strage sono coinvolte più vite, l’attenzione mediatica tende a salire: il tema delle <mark class='mark mark-yellow'>morti sul lavoro</mark></span> <span style="font-weight: 400;">emerge particolarmente nel dibattito pubblico quando si parla dei “sette manutentori investiti dal treno” o dei “cinque operai seppelliti dalle macerie”. I dati parlano chiaro: <mark class='mark mark-yellow'>anche se nel silenzio, in Italia muoiono sul lavoro più di tre persone al giorno</mark></span><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La strage a Firenze ha riportato i sindacati del lavoro in piazza: Cgil e Uil hanno organizzato manifestazioni a Milano e in tutti i principali capoluoghi italiani. Nelle sale di Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri ha affrontato il tema e ha annunciato <mark class='mark mark-yellow'>nuove misure in termini di sicurezza e lavoro</mark></span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre i riflettori restano accesi sul caso di Firenze, il registro delle vittime sul lavoro, <mark class='mark mark-yellow'>che considera solo i lavoratori regolari</mark></span><span style="font-weight: 400;">, continua a crescere, raggiungendo il picco</span><span style="font-weight: 400;"> in soli due mesi. L’ultimo incidente, quello dell’operaio 52enne schiacciato mortalmente da un macchinario nello stabilimento Stellantis, in provincia di Avellino.</span></p>
<h2><b>Una diminuzione apparente del fenomeno</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Per capire le statistiche bisogna fare <mark class='mark mark-yellow'>un passo indietro nel 2019</mark></span><span style="font-weight: 400;">, dove <strong>il report Inail</strong> registra <mark class='mark mark-yellow'>783 morti sul lavoro</mark></span><span style="font-weight: 400;">, escluse le</span><i><span style="font-weight: 400;"> morti in itinere </span></i><span style="font-weight: 400;">ovvero gli incidenti mortali avvenuti nel tragitto casa lavoro. </span><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Nel 2020<b> </b>si raggiunge il numero di morti più alto dal 2010</mark>: si ha un picco di <mark class='mark mark-yellow'></span>1056 vittime</mark><span style="font-weight: 400;">, che tenderanno a scendere negli anni successivi. Nel </span>2021<span style="font-weight: 400;"> si registrano </span>973<span style="font-weight: 400;"> morti, calano di duecento nel </span>2022<span style="font-weight: 400;">. Lo scorso anno non si allontana da queste cifre, e conta </span>799<span style="font-weight: 400;"> deceduti sul lavoro al 31 dicembre 2023.</span></p>
<div style="min-height: 401px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/B4D5y/embed.js?v=4" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/17_full.png" alt="Il grafico a linee illustra i morti sui luoghi di lavoro dal 2010 al 2023, esclusi quelli in itinere (nel tragitto casa-lavoro)." /></noscript></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal 2020, quindi, c’è un’effettiva diminuzione di morti sul lavoro. Eppure, in quell’anno, la maggior parte dei settori più colpiti come</span> <mark class='mark mark-yellow'>attività manifatturiere, trasporti, magazzinaggio</mark> <span style="font-weight: 400;">erano fermi a causa della pandemia, ad eccezione chiaramente della Sanità. </span><span style="font-weight: 400;">Il motivo per cui  risultano così tante vittime nel 2020, è che in quel calcolo <mark class='mark mark-yellow'>erano stati conteggiati come morti sul lavoro anche i lavoratori deceduti a causa del Covid</mark></span><span style="font-weight: 400;">. Quindi, dal 2021 in poi, <mark class='mark mark-yellow'>non si può determinare con certezza una vera diminuzione del fenomeno</mark></span><span style="font-weight: 400;"> legata ad un miglioramento della sicurezza o dell’ispettorato. </span></p>
<h2><b>Morti bianche, morti in nero</b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Le morti sul lavoro vengono definite <mark class='mark mark-yellow'>morti bianche</mark></span><span style="font-weight: 400;">, dove l’uso dell’aggettivo </span><i><span style="font-weight: 400;">bianco</span></i> <span style="font-weight: 400;">allude all&#8217;assenza di un diretto responsabile dell&#8217;incidente</span><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"> Ma una responsabilità, secondo alcuni, c’è sempre. «Se si può definire bianco qualcosa nelle morti sul lavoro, forse è la pagina del documento di valutazione dei rischi, che doveva permettere a quell&#8217;impresa di capire il rischio a cui gli operai erano sottoposti» spiega <strong>Giulio Fossati, segretario della Cgil Lombardia</strong>. </span> <span style="font-weight: 400;">Un altro tema emerso con la strage a Firenze è il <mark class='mark mark-yellow'>lavoro in nero</mark></span><span style="font-weight: 400;">. Tre dei cinque operai morti erano infatti senza permesso di soggiorno e quindi senza contratto in regola. Anche qui, la responsabilità cade direttamente sulle imprese: «Le aziende sono le prime a non voler rispettare le regole. Gli operai in nero a volte sono terrorizzati: arrivano qui in Italia e preferiscono essere sfruttati e costretti a guadagnare poco, anche con contratti irregolari, perché devono mantenere economicamente la famiglia che magari si trova altrove, in contesti che noi neanche ci immaginiamo», conclude <strong>Angelo Lo Presti, rappresentante dei lavoratori in ambito di sicurezza territoriale.</strong></span></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/WhatsApp-Image-2024-02-25-at-18.53.35.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-70685" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/WhatsApp-Image-2024-02-25-at-18.53.35.jpeg" alt="Sciopero Cgil e Uil a Milano, lo slogan sullo striscione 'basta con i morti sul lavoro, basta con la precarietà. Credits: Ilaria Cavaliere" width="1600" height="883" /></a></p>
<h2><b>La “Carta di Lorenzo” </b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">«Lorenzo era un ragazzo come tutti i diciottenni [&#8230;], così normale che non voleva diventare una bandiera», così Dino Parelli ricorda suo figlio, che il 22 gennaio 2022 è morto a 18 anni durante il suo ultimo giorno di tirocinio in un’azienda in provincia di Udine. «Le moto erano la sua passione e amava passare il tempo con gli amici». Quello di Lorenzo è stato un episodio che ha segnato profondamente l’opinione pubblica: non si tratta solo di un’altra vittima, ma di uno studente delle superiori con una vita davanti a sé che stava terminando il percorso di <mark class='mark mark-yellow'>alternanza scuola-lavoro</mark></span><span style="font-weight: 400;">.</span> <span style="font-weight: 400;">Secondo Dino, il tema delle morti sul lavoro va affrontato da un punto di vista culturale: «Quanto accaduto a Lorenzo e quanto accade in generale non è dato solo dalla politica, ma anche dagli atteggiamenti, da una generale assenza della </span>cultura sulla sicurezza<span style="font-weight: 400;">». A tal proposito, lui e la moglie Maria Elena hanno scritto la <mark class='mark mark-yellow'></span>“Carta di Lorenzo”</mark><span style="font-weight: 400;"> insieme agli studenti della Consulta di Udine. Il testo è stato promosso dalla regione e presentato anche all’apertura del concerto del 1° maggio dello scorso anno: <mark class='mark mark-yellow'>«Il principio basilare della carta è l’attenzione alla persona, prima ancora della regola»</mark></span><span style="font-weight: 400;">. Da allora, Lorenzo è il simbolo della giornata nazionale dei lavoratori.  </span></p>
<h2><b>Pene più severe e maggiori controlli  </b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Già all’indomani della strage a Firenze, la ministra del Lavoro Calderone aveva annunciato che <mark class='mark mark-yellow'>per il 2024 è previsto un aumento delle ispezioni del 40%</mark></span>.<span style="font-weight: 400;"> Il governo sbloccherà quindi le assunzioni all’ispettorato nazionale in modo da poter incrementare il numero di dipendenti e quindi aumentare i controlli in Italia. C’è anche l’intenzione di introdurre <mark class='mark mark-yellow'>pene più severe</mark></span><span style="font-weight: 400;">. Per le imprese di cui si accerta la responsabilità penale in reati di salute e sicurezza si propone la sospensione, da due fino a cinque anni, dagli appalti pubblici; per le imprese irregolari invece, l’esclusione dai benefici fiscali. Alla proposta di introdurre il <mark class='mark mark-yellow'>reato di omicidio sul lavoro</mark></span><span style="font-weight: 400;"> avanzata dai sindacati il ministro della Giustizia Nordio si è invece detto contrario.</span></p>
<div style="min-height: 542px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/goIDk/embed.js?v=3" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/27_full.png" alt="Il grafico illustra i dati sugli ambiti lavorativi nei quali si sono verificati almeno 10 incidenti mortali nel 2023. Non sono conteggiati i morti in itinere, ossia nel tragitto casa-lavoro." /></noscript></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Nelle sale di Palazzo Chigi, la ministra del Lavoro Maria Elvira Calderone ha ribadito anche i numeri negativi registrati l’anno scorso. Per esempio, il livello di irregolarità registrato dall’Asl nel settore edile è stato pari al 76,5%, con un tasso che arriva all’85,2% nel caso di aziende che hanno usufruito del superbonus 110. Inoltre, dopo il periodo della pandemia, l’Asl del centro Italia ha registrato circa il 50% di cantieri fuori norma in più rispetto al 2019. Numeri e statistiche che non promettono bene, ma che spingono i sindacati a pretendere in maniera concreta <mark class='mark mark-yellow'>sicurezza, regolarità e diritti dei lavoratori</mark></span></strong><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
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