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	<title>magzine &#187; machine learning</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Pubblicare 8000 libri in un anno? Si può, con l&#8217;intelligenza artificiale</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 10:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Simbolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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		<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale è pronta a rivoluzionare (anche) il mondo dell’editoria. Nelle ultime settimane, colossi informatici come Microsoft stanno raggiungendo accordi con le case editrici per poter utilizzare, con il consenso ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1300" height="976" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/12/cc_openbook.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Free open textbook and notebook photo, public domain CC0 image." /></p><p>L’<strong>intelligenza artificiale</strong> è pronta a rivoluzionare (anche) il mondo dell’editoria. Nelle ultime settimane, colossi informatici come <a href="https://mybroadband.co.za/news/ai/571054-microsoft-signs-ai-training-deal-with-major-book-publisher.html">Microsoft stanno raggiungendo accordi con le case editrici </a>per poter utilizzare, con il consenso degli autori, saggi e manuali al fine di  istruire i propri software di <i>machine learning. </i>Gli stessi <i> </i>che poi consentono all’I.A. di “rispondere” agli utenti quando viene interrogata. Qualche altra azienda sta pensando di sfruttarla per velocizzare la traduzione, in inglese, di quanti più volumi possibili, scritti in altre lingue.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Oltre ai <i>big tech</i>, ci sono anche start-up più circoscritte, magari meno note, intenzionate a sfruttare le intelligenze artificiali. È il caso di <i>Spines</i>, nata nel 2021 con l’obiettivo di «arrivare ai lettori con una rapidità e una facilità senza eguali», <a href="https://spines.com/">scrivono nel proprio sito</a>. <mark class='mark mark-yellow'> In pratica, <strong><i>Spines, </i></strong>che si presenta come una «piattaforma di pubblicazione», utilizza un software di «intelligenza artificiale all’avanguardia» per trasformare in poche settimane, se non in meno di 30 giorni, un dattiloscritto in un libro stampato. I servizi offerti spaziano dalla correzione di bozze all’impaginazione grafica – anche della copertina – oltre a garantire di velocizzare e implementare la diffusione di un volume<b> </b>in tutto il mondo. </mark></p>
<p>Proprio su quest’ultimo punto, l’obiettivo del suo ambizioso co-fondatore, <strong>Yehuda Niv</strong>, è arrivare a distribuire 8000 libri confezionati dall’intelligenza artificiale per il 2025. Un’idea che ha innescato il dibattito all’interno della comunità di lettori e soprattutto nel mondo degli editori, <a href="https://www.theguardian.com/books/2024/nov/26/writers-condemn-startups-plans-to-publish-8000-books-next-year-using-ai-spines-artificial-intelligence">raccogliendo commenti e pareri non proprio positivi</a>. E questo nonostante, sul sito di <i>Spines</i>, sia garantito che il team di professionisti dell’azienda assicura di controllare e seguire il lavoro della macchina.</p>
<p>In alcune interviste, Niv, giovane israeliano con un passato nel mondo dell&#8217;editoria, ha presentato la sua start-up<i> </i>come una realtà in grado di abbattere spese e tempi che aspiranti scrittori dovrebbero affrontare per giungere alla pubblicazione delle proprie opere, soprattutto quando si tratta di rivolgersi a figure esterne, come nel caso della stampa o della realizzazione della copertina. Eppure, l’utilizzo di <i>Spines </i>non è esente da costi, perché, per affidarsi ai loro servizi, un autore che voglia pubblicare la propria opera andrebbe a spendere tra i 1200 e i 5000 dollari per singola pubblicazione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>I prezzi variano a seconda del tipo di servizio erogato e sono suddivisi in tre piani, acquistabili anche a rate e consultabili sul sito. Se si tratta di realizzare un libro a stampa ci vogliono poco più di 1000 dollari, mentre l’importo sfiora i 3000 qualora l’aspirante autore voglia che la propria opera sia disponibile in duplice formato: <i>ebook</i> e con copertina rigida. Il prezzo sale poco sopra i 5000 dollari se si chiede alla macchina di realizzare anche l’audiolibro. <i>Spines, </i>dal canto suo, lascerebbe tutti i diritti di proprietà all’autore, senza ulteriori tasse da aggiungere.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Come già anticipato, le reazioni, specie alle recenti dichiarazioni di Niv, non mostrano grande entusiasmo. Eppure, anche nel mondo dell’editoria c’è chi non chiude del tutto all’uso dell’I.A: ad esempio, <a href="http://https://www.thebookseller.com/news/new-publisher-spines-aims-to-disrupt-industry-by-using-ai-to-publish-8000-books-in-2025-alone">i software potrebbero assistere gli autori svolgendo compiti meccanici in fase di realizzazione del libro</a>. L’importante, insomma, è che la macchina non si sostituisca all’uomo nella fase del processo creativo: l’elemento portante della scrittura che, almeno per ora, fa ancora la differenza tra l&#8217;intelligenza umana e quella artificiale.</p>
<p><b>Per approfondire l&#8217;argomento <a href="https://www.thebookseller.com/news/new-publisher-spines-aims-to-disrupt-industry-by-using-ai-to-publish-8000-books-in-2025-alone">clicca qui</a>.</b></p>
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		<title>Intelligenza artificiale: la rivoluzione di ChatGPT</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 17:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Selena Frasson]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[#OpenAI]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[machine learning]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Chat Generative Pre-trained Transformer, meglio noto come ChatGPT, è tra le le nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning. Si tratta di uno strumento di elaborazione del linguaggio ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1473" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/ChatGPT.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: L4v.it" /></p><p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Il Chat Generative Pre-trained Transformer, meglio noto come <a href="https://openai.com/blog/chatgpt/" target="_blank">ChatGPT</a>, è tra le le nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning</mark>. Si tratta di uno strumento di elaborazione del linguaggio naturale in grado rispondere agli input lanciati dall’utente umano.</p>
<p style="font-weight: 400;">A differenza di un comune motore di ricerca, ChatGPT <mark class='mark mark-yellow'>è addestrato per lavorare su una grande quantità di dati e utilizza algoritmi di apprendimento automatico che gli consentono di generare risposte pertinenti al contesto della conversazione, coerenti e accurate</mark>, proprio come un essere umano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Parliamo di una tecnologia complessa e sofisticata con una vasta gamma di potenziali applicazioni: si va dal <strong>servizio clienti</strong> alla funzione di <strong>traduzione</strong>, ma questo sistema si spinge oltre, fino a proporre idee per la <strong>scrittura creativa</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se i vantaggi sono numerosi, non mancano però i limiti, poiché l’utilizzo del sistema comporta anche una serie di problemi etici. Nel complesso, la ChatGPT offre agevolazioni sia ai privati che alle aziende, perché <mark class='mark mark-yellow'>può aiutare a migliorare le interazioni con la tecnologia, accelera la comunicazione con i clienti e può rendere più efficienti i luoghi di lavoro</mark>, automatizzando alcune attività che altrimenti dovrebbero svolgere i dipendenti. Nonostante questo, tuttavia, c’è il rischio che la grande quantità di informazioni processate non basti a far comprendere alcune sfumature del linguaggio umano o a trattare argomenti delicati come razza, genere e politica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ciò pone un problema non solo ai fruitori del modello, ma anche ai suoi sviluppatori:<mark class='mark mark-yellow'>il rischio, infatti, è che gli utenti vi facciano eccessivo affidamento e che esso diventi veicolo di disinformazione</mark>. Quel che è certo è che con l’evolversi del modello linguistico addestrato da OpenAI cresceranno gli spazi applicativi e, <mark class='mark mark-yellow'>in futuro, l’utilizzo di ChatGPT potrebbe diventare centrale in molte aree della nostra vita.</mark></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-12-07/openai-chatbot-so-good-it-can-fool-humans-even-when-it-s-wrong" target="_blank">Bloomberg.com</a>.</strong></p>
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