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	<title>magzine &#187; Lucio Dalla</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Lucio Dalla, un cantautore senza tempo che arriva al cuore</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 07:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Curci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[«Chissà, chissà domani / su che cosa metteremo le mani / se si potrà contare ancora le onde del mare», così cantava Lucio Dalla negli Ottanta raccogliendo le preoccupazioni di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3603" height="2398" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/03/Foto-Lucio-Dalla-Magzine.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lucio Dalla" /></p><p>«Chissà, chissà domani / su che cosa metteremo le mani / se si potrà contare ancora le onde del mare», così cantava Lucio Dalla negli Ottanta raccogliendo le preoccupazioni di un’intera generazione minacciata dallo spettro della Guerra fredda. E a distanza di anni, le parole dell’artista bolognese appaiono attuali di fronte a una contemporaneità ferita da conflitti e tensioni. <mark class='mark mark-yellow'>Il 4 marzo Lucio avrebbe compiuto 81 anni e il mondo lo ricorda ancora come uno dei cantautori più influenti del ventesimo secolo.</mark> <em>L’anno che verrà</em>, <em>La sera dei miracoli</em> e <em>Caruso</em>: tanti i brani di Dalla che ormai appartengono all’immaginario collettivo e che, nonostante i decenni, riescono a catturare anche l’attenzione dei più giovani.</p>
<p>«E pensare che all’inizio Lucio cantava e suonava, ma non scriveva i testi», racconta Gioachino Lanotte, chitarrista che collaborò con il compositore nella realizzazione di due dischi. Ormai Lanotte ha preso un’altra strada appendendo la sua chitarra al chiodo: da tempo insegna all’Università Cattolica, ma il ricordo del cantante è ancora vivo nel suo cuore. <mark class='mark mark-yellow'>«L’incontro con il produttore Sandro Colombini ha segnato un punto di svolta: è stato lui a intravedere il potenziale di Lucio come autore, consigliandogli di buttarsi sulla scrittura», aggiunge.</mark> E Colombini ci vide lungo: dalla penna dell’artista bolognese, in quegli anni, nacquero pezzi come <em>Anna &amp; Marco</em>, <em>Balla balla ballerino</em> e <em>Cara</em>. Lucio Dalla, da grande polistrumentista, divenne autore di testi indimenticabili e senza tempo.</p>
<p>«Quando lo conobbi per la prima volta era steso in terra, con la testa sulla custodia del suo sassofono: non era ancora il Lucio che vendeva milioni di album», racconta sorridendo Lanotte. Quel giovane Lucio, di lì a poco, avrebbe dato vita a uno dei dischi più memorabili della storia della musica italiana: <em>Come è profondo il mare</em>. Il suo successo fu inarrestabile, ma il cantautore rimase sempre quel ragazzo talentuoso, spontaneo e genuino. «Una sera andammo a cena dopo un concerto a Verona: si mise una coppa sulla testa e due ciliegie dietro le orecchie, a mo’ di pendenti, e iniziò a ballare per la sala», ricorda il musicista. In Dalla la maturità e l’infanzia si fondevano in un tutt’uno e fu, forse, questo dualismo a renderlo così accessibile a tutti, senza limiti di età. <span class='quote quote-left header-font'>«Da lui potevamo aspettarci di tutto, anche che salisse su un tavolo e iniziasse a cantare e danzare», aggiunge Lanotte, mentre un sorriso sempre più marcato appare sul suo volto.</span></p>
<p>«Nel mondo ci sono le persone comuni e poi c’è chi abbatte i confini dell’ordinarietà: Lucio apparteneva decisamente alla seconda categoria», lo ricorda con nostalgia Lanotte. Dalla, però, era quasi inconsapevole del suo talento e del suo impatto sulla discografia. Empatico, generoso e dal cuore gentile, aveva un grande rispetto per chiunque si approcciasse alla musica: per lui, infatti, quella degli artisti era una grande comunità, senza distinzioni tra chi era primo in classifica e chi, invece, suonava per le strade di Bologna. «Supportava molti musicisti in erba, dagli Stadio a un giovanissimo Cesare Cremonini dicendogli: “se va bene a me, andrà bene a tutti”», aggiunge Lanotte. In realtà, forse, Lucio aveva captato le capacità di artisti che, di lì a poco, avrebbero calcato i grandi palchi nel nostro Paese.</p>
<p>Sono trascorsi anni dai più grandi successi di Lucio, ma la sua musica è ancora una colonna sonora della vita di molti italiani. <mark class='mark mark-yellow'>Le sue canzoni non invecchiano mai e per Gioachino Lanotte la spiegazione è una sola: «Le abitudini cambiano, le mode passano veloci soccombendo al tempo, ma le canzoni di Dalla mirano al cuore delle persone e quello non cambia mai».</mark></p>
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		<title>La finale di Sanremo, cronaca di un&#8217;attesa</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2023 19:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Valori]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Fedez]]></category>
		<category><![CDATA[Finale]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo 2023]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono in fila da dieci minuti per attraversare Piazza Colombo ed entrare alla sala stampa Lucio Dalla di Casa Sanremo. Dopo l’allarme bomba di ieri i controlli sono stati intensificati ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3968" height="2240" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/IMG_20230211_181827.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="IMG_20230211_181827" /></p><p>Sono in fila da dieci minuti per attraversare Piazza Colombo ed entrare alla sala stampa Lucio Dalla di Casa Sanremo. Dopo l’allarme bomba di ieri i controlli sono stati intensificati e persino il cartellino con la scritta Press ha perso il proprio potere. Accanto a me ci sono giornalisti e turisti, una signora sulla cinquantina parla al cellulare: “Mengoni è primo, stasera vince lui. Anche se <em>a me mi </em>piace quella del sesso…come si chiama lui?” “Rosa Chemical” rispondo io in uno slancio improvviso di solidarietà. La signora mi guarda, sorride e dice al telefono: “Rosa Chemical”.</p>
<p>Entrato in sala stampa rimango un po’ sconcertato, l’aria tesa e quella fibrillazione tipica di quando sta per accadere qualcosa di importante è totalmente assente. La festa è fuori, tra le vie del centro dove ogni vicolo nasconde un artista di strada e una telefonata ai parenti sulla finale che inizia tra qualche ora.</p>
<p>Ecco, la finale. Anche la 73esima edizione del Festival di Sanremo è giunta al termine. Sembra iniziata ieri. Le polemiche non sono mancate, dall’urlo degli Articolo 31, ai presunti bicchieri volati tra Madame e Anna Oxa, fino al controverso freestyle a sorpresa di Fedez. Il direttore di Rai Uno Coletta è apparso stanco nella conferenza di stamattina,  d’altronde ha ragione quando dice che non può prevedere ciò che un artista farà in diretta.  Gianni Morandi si è dimostrato come al solito il più lucido e il più al passo con i tempi. Vorremmo tutti conoscere a questo punto il proprietario del campo difronte casa sua.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Quest&#8217;anno non saranno tre gli artisti a esibirsi nel gran finale, ma i migliori cinque, tant’è che l’organizzazione avrebbe chiesto una deroga al Ministero del lavoro per far comparire in tv dopo la mezzanotte i bambini che accompagnano Mr Rain sul palco</span></p>
<p>Tutti questi discorsi ci proiettano alla lunghissima serata che ci aspetta stasera, chissà cosa faranno J-AX e Dj JAd, chissà cosa si inventerà Rosa Chemical, per non parlare del toto look su Elodie. Del possibile vincitore si parla meno perché, mai come quest’anno la storia sembra già scritta: solo Ultimo, grazie alla sua folta schiera di fan, può far scendere Marco Mengoni dal gradino più alto del podio. Mr Rain e Lazza sono gli outsider, sicuri di entrare nel quintetto, ma difficilmente andranno oltre il terzo posto. Quest’anno infatti non saranno tre gli artisti a esibirsi nel gran finale, ma i migliori cinque, tant’è che l’organizzazione avrebbe chiesto una deroga al Ministero del lavoro per far comparire in tv dopo la mezzanotte i bambini che accompagnano Mr Rain sul palco.</p>
<p>Stasera tornerà anche Chiara Ferragni nel ruolo di co-conduttrice e di tutor social di Amadeus. Ospiti internazionali saranno i Depeche Mode, storica band britannica che ha appena pubblicato il nuovo singolo <em>Ghosts Again</em>, il primo dopo la morte del bassista Andy Fletcher. Per loro sarà la quarta volta all’Ariston. Dopo Peppino di Capri, invece, per quanto riguarda i mostri sacri italiani, canterà Ornella Vanoni. L’incognita rimane il tanto atteso omaggio a Lucio Dalla che ieri è saltato nonostante fosse inserito in scaletta, forse per via dell’orario. La speranza è che venga recuperato questa sera.</p>
<p>L’ultima conferenza qui in sala stampa Lucio Dalla è finita qualche minuto fa, coincidenza è passato qua proprio Rosa Chemical. Aveva solo tre minuti di tempo, ha ringraziato i giornalisti del sostegno e ha dedicato un bacio ai politici che l’hanno criticato. Adesso si sta procedendo all’estrazione giornaliera dei cinque fortunati – tra gli oltre duecento giornalisti in sala – che potranno seguire la finale da una poltrona del teatro Ariston. Di colpo la tensione fuori Casa Sanremo è arrivata anche qua dentro. Speriamo bene.</p>
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