<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; leva militare</title>
	<atom:link href="https://www.magzine.it/tag/leva-militare/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 23:44:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>Leva obbligatoria: chi e perché la (ri)vorrebbe in Italia ed Europa</title>
		<link>https://www.magzine.it/leva-obbligatoria-chi-e-perche-la-rivorrebbe-in-italia-ed-europa/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/leva-obbligatoria-chi-e-perche-la-rivorrebbe-in-italia-ed-europa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Baldonieri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[behind the facts]]></category>
		<category><![CDATA[leva militare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=74291</guid>
		<description><![CDATA[Per molti ancora un ricordo vivido, per tanti altri una pratica ascrivibile solo al passato. La leva obbligatoria non è però tanto lontana come potrebbero pensare le nuove generazioni: fu ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2615" height="1349" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/8208789676_f139f78cab_o.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="8208789676_f139f78cab_o" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Per molti ancora un ricordo vivido, per tanti altri una pratica ascrivibile solo al passato. La <strong>leva obbligatoria</strong> non è però tanto lontana come potrebbero pensare le nuove generazioni: <mark class='mark mark-yellow'>fu ufficialmente sospesa con la legge 331/2000 soltanto a partire dal primo gennaio 2005.</mark> La scelta del termine “<em>sospensione</em>” implica anche che la leva non è stata completamente eliminata ma che rimane formalmente in vigore, nonostante non venga più applicata. Ciò significa che, almeno in teoria, <mark class='mark mark-yellow'>il servizio di leva potrebbe essere riattivato senza bisogno di una nuova legislazione, ma solo attraverso una decisione del governo o del Parlamento italiano.</mark></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Argomento molto dibattuto nel panorama politico italiano, è invece più fumoso il discorso su ciò che, nel concreto, rappresenta la leva, non approfondito da chi l’ha vissuta e la dà per scontata e non richiesta da chi la sente distante. </span></p>
<p><strong>La leva italiana: cambiamenti ed evoluzione</strong></p>
<p>Istituita ufficialmente alla nascita del Regno d’Italia nel <strong>1861</strong>, la pratica della leva obbligatoria ha cambiato forme e regole più volte nel corso della nostra storia. Nel secondo dopoguerra, con l’entrata in vigore della costituzione repubblicana, venne stabilito con l’articolo 52 che «la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino». <mark class='mark mark-yellow'>Il periodo di leva durava 24 mesi e si concentrava principalmente sulla ricostruzione difensiva del Paese, con particolare attenzione ai confini dove i coscritti venivano distribuiti maggiormente.</mark></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un primo grande cambiamento avvenne nel <strong>1963</strong> con la riduzione del servizio da 24 a 18 mesi per esercito e marina e a 12 per l’aeronautica. <mark class='mark mark-yellow'>Gli anni del boom economico sono anche quelli in cui si cominciò a parlare di <em>obiezione di coscienza</em>, che portò all’istituzione del <strong>servizio civile alternativo</strong> nel 1972 per tutti coloro che per fede, filosofia ed etica non intendevano far uso di armi.</mark></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel ‘75 il servizio di leva fu ulteriormente ridotto a 12 mesi e, oltre che per la difesa nazionale, i coscritti erano coinvolti in operazioni di protezione civile come in seguito a disastri naturali, terremoti o alluvioni. Parliamo anche di un periodo storico molto complesso com’è stato quello del terrorismo italiano, perciò l’attenzione era maggiormente rivolta alla situazione interna al Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Verso la fine della leva, nel <strong>1997</strong>, il servizio venne ulteriormente ridotto a <strong>10 mesi</strong>.</mark> Con la partecipazione dell&#8217;Italia a missioni internazionali di pace, anche i soldati di leva iniziarono a essere coinvolti in operazioni all&#8217;estero, sebbene in ruoli non combattenti. </span></p>
<p><strong>La fine della leva</strong></p>
<p>È in questi anni che più fattori contribuiscono alla sospensione del servizio di leva obbligatorio. Innanzitutto si arrivò a un cambiamento di esigenze strategiche e operative delle forze armate italiane, che non avevano più bisogno di un grande numero di soldati di leva ma a cui occorreva un esercito più professionale e specializzato. Il cambiamento era anche il riflesso di un mutamento di valori non solo per la società italiana, ma anche a livello europeo dove molti altri Stati avevano cominciato a passare a modelli di esercito basati su volontari e professionisti. Infine, <mark class='mark mark-yellow'>ci fu una crescente opposizione dell’opinione pubblica e politica che vedeva la leva come un fattore anacronistico, inutile, che non faceva altro che mettere in pausa le vite dei cittadini.</mark></p>
<p><strong>La leva nel concreto</strong></p>
<p>La leva consisteva in un servizio militare che tutti i cittadini maschi dovevano svolgere al compimento della maggiore età. Era possibile rimandare questo servizio di qualche anno per coloro che volevano iscriversi all’università, in questo modo avrebbero potuto svolgere il servizio al compimento del percorso di studi. <mark class='mark mark-yellow'>Ad ognuno dei ragazzi veniva spedita una cartolina a casa con la quale venivano convocati per una visita medica che ne valutasse l’idoneità.</mark>Queste erano molto rigorose e invasive e, spesso, venivano considerate un fattore di grande stress e imbarazzo per i giovani. Basti pensare che una delle pratiche, sebbene fosse considerata necessaria, consisteva nella palpazione dei testicoli per assicurarsi che non ci fossero ernie genitali o altre anomalie che potessero risultare come impedimenti alla faticosa vita del servizio militare. Spesso, inoltre, questi esami erano collettivi e con un grado di privacy pressoché inesistente.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Una volta risultati idonei cominciava un periodo di addestramento iniziale della durata di un mese nei <strong>CAR</strong> (centro di addestramento reclute), durante il quale i giovani venivano istruiti nelle basi della vita militare, inclusa la disciplina, le tecniche di combattimento, e l&#8217;uso delle armi.</mark> Dopo questo periodo di formazione di base, i coscritti potevano poi essere assegnati a diverse unità delle forze armate come l&#8217;esercito, la marina o l&#8217;aeronautica, anche in relazione al proprio vissuto e alle proprie competenze.</span></p>
<p><strong><strong>Il servizio militare obbligatorio in Europa<br />
</strong></strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I Paesi europei in cui la leva militare è ancora attiva sono tanti. È il caso dell’<strong>Austria</strong>, dove, a seguito di un referendum nel 2013, è stata confermata una leva obbligatoria della durata minima di otto mesi. Tuttavia, per gli obiettori di coscienza esiste un </span><a href="https://www.zivildienst.gv.at/"><span style="font-weight: 400;">servizio civile</span></a><span style="font-weight: 400;"> della durata di nove mesi. L’arruolamento può avvenire dal compimento dei 18 anni ed è valido anche per le donne, ma solo su base volontaria.</span><strong><strong><br />
</strong></strong></p>
<p>Una situazione molto simile riguarda la <strong>Danimarca</strong>, dove la naja obbligatoria è prevista dalla Costituzione: tutti gli uomini maggiorenni sono chiamati partecipare all’annuale <em>Giorno della Difesa</em>, con la possibilità di rimandare l’appuntamento fino ai 25 anni per completare gli studi. Il servizio militare dura dai 4 ai 12 mesi ma, come nel caso austriaco, è possibile scegliere l’alternativa del servizio civile. <mark class='mark mark-yellow'>Se fino a questo momento la leva per le <strong>donne</strong> è sempre stata volontaria, negli ultimi mesi – complice la situazione di crescente tensione tra i Paesi scandinavi e la Russia – il governo ha iniziato a valutare la possibilità di renderla obbligatoria per entrambi i sessi.</mark> «Non ci riarmiamo perché vogliamo la guerra, ma perché vogliamo evitarla», ha spiegato la premier danese Mette Frederiksen, aggiungendo di puntare alla «piena uguaglianza di genere».</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/2421191935_eb88db0ebe_o.jpg"><img class="aligncenter wp-image-74295 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/2421191935_eb88db0ebe_o-1024x830.jpg" alt="2421191935_eb88db0ebe_o" width="608" height="493" /></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Danimarca conta attualmente 9mila soldati professionisti e 4.700 coscritti: tra questi, già il 25% è rappresentato da donne volontarie. Per rendere il servizio militare obbligatorio sia per i ragazzi che per le ragazze servirà adesso una nuova legge. Se dovesse essere approvata, la Danimarca diventerebbe, insieme alla <strong>Svezia</strong>, l’unico Paese europeo a prevedere la leva obbligatoria anche per le donne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo essere rimasta in vigore per più di cento anni, Stoccolma aveva abolito la coscrizione obbligatoria nel 2010, per poi reintrodurla (per le persone di entrambi i sessi) nel 2017. La decisione è stata presa per rispondere alle minacce russe nel mar Baltico e per raggiungere la quota di 4mila volontari all’anno, numero ritenuto necessario dal governo per mantenere efficienti le sue forze armate. </span></p>
<p>Anche in <strong>Lituania</strong>, come in Svezia, la leva obbligatoria è stata prima abolita (nel 2008) e poi reintrodotta nel 2015. Ogni anno vengono selezionati circa 4mila ragazzi tra i 19 e i 26 anni per un servizio di 9 mesi. Tutti i cittadini tra i 18 e i 38 anni possono comunque arruolarsi come volontari.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella vicina <strong>Estonia</strong> è la Costituzione a prevedere la coscrizione obbligatoria nelle </span><a href="https://mil.ee/en/compulsory-military-service/"><span style="font-weight: 400;">Forze di Difesa</span></a><span style="font-weight: 400;"> per tutti i ragazzi fisicamente e mentalmente sani. La durata della leva è di 8 o 11 mesi e, dal 2013, è aperta anche alle donne. L’ultimo Paese baltico ad aver introdotto la naja obbligatoria è stata la <strong>Lettonia</strong>, nell’aprile 2023, dopo che, come nel caso della Lituania e della Svezia, era stata abolita nel 2007. Anche in questo caso, a pesare sulla scelta di Riga è stata la presenza sempre più ingombrante della Russia al confine.</span></p>
<p>In <strong>Finlandia</strong>, a partire dai 18 anni, tutti gli uomini sono chiamati a prestare servizio nelle Forze armate. Sono previsti dalla legge tre tipi di addestramento, che può durare 165, 255 o 347 giorni. Al termine di questa fase, si diventa riservisti dell’esercito e lo si resta fino al compimento dei 50 anni. In questo arco di tempo ci si dovrà ripresentare per un altro addestramento della durata compresa tra gli 80 e i 150 giorni. Anche in questo caso, le donne possono candidarsi come volontarie.</p>
<p>L’ultimo Paese europeo a prevedere la naja obbligatoria è la <strong>Grecia</strong>: dura 9 mesi per chi è arruolato nell’Esercito e 12 mesi se ci si arruola in Marina. Se, in alternativa, si sceglie la strada del servizio civile, i mesi diventano quindici.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/25800060510_e00501644d_o.jpg"><img class="aligncenter wp-image-74296" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/25800060510_e00501644d_o-1024x683.jpg" alt="25800060510_e00501644d_o" width="606" height="404" /></a></p>
<p><strong>Non solo l&#8217;Italia: quali Paesi vorrebbero reintrodurla</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma l’Italia non è l’unico Stato che sta valutando la reintroduzione della leva. <mark class='mark mark-yellow'>Il primo ministro britannico <strong>Rishi Sunak</strong> ha promesso che, in caso di vittoria alle elezioni del prossimo 4 luglio, il servizio militare obbligatorio «diventerà il rito di passaggio di ogni 18enne».</mark> Per Sunak si tratterebbe di «un investimento sia nel carattere dei giovani che nella nostra sicurezza». Nel <strong>Regno Unito</strong> la leva è stata abolita nel 1960, e il </span><a href="https://www.bbc.com/news/uk-politics-69065695"><span style="font-weight: 400;">nuovo servizio</span></a><span style="font-weight: 400;"> proposto dal capo del governo prevederebbe due opzioni tra cui scegliere: i 30mila diciottenni ritenuti «migliori» entrerebbero nell’esercito per un anno, svolgendo mansioni non legate al combattimento. Tutti gli altri presterebbero un “<em>servizio di comunità</em>”, facendo volontariato nella polizia, nei vigili del fuoco e nelle comunità locali per un weekend al mese per un anno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche la <strong>Germania</strong> si è già mossa per reintrodurre la “<em>Wehrpflicht</em>”</span><span style="font-weight: 400;">, come viene chiamata in tedesco</span><span style="font-weight: 400;">. In questo caso, però, si tratterebbe di una </span><a href="https://www.spiegel.de/politik/deutschland/bundeswehr-boris-pistorius-skizziert-in-spd-praesidium-alternative-zur-wehrpflicht-a-db596f16-8de1-4e36-a9dd-512a9e7420cd"><span style="font-weight: 400;">leva semi-obbligatoria</span></a><span style="font-weight: 400;">, e l’obiettivo è quello di introdurla entro la fine della legislatura (2025). Come ha spiegato il ministro della Difesa Boris Pistorius nel corso della Conferenza di Monaco dello scorso febbraio, la scelta del modello semi-obbligatorio è dettata dal fatto che, per mantenere efficiente il livello dell’esercito tedesco, basterebbero tra i 3mila e i 4mila soldati ogni anno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/leva-obbligatoria-chi-e-perche-la-rivorrebbe-in-italia-ed-europa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/13 queries in 0.005 seconds using disk
Object Caching 461/494 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-18 19:10:25 by W3 Total Cache -->