<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; il profeta</title>
	<atom:link href="https://www.magzine.it/tag/il-profeta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 23:44:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>CineWeek XXIV: Prigionia e umanità</title>
		<link>https://www.magzine.it/cineweek-xxiv-prigionia-e-umanita/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/cineweek-xxiv-prigionia-e-umanita/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 15:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[female prisoner]]></category>
		<category><![CDATA[il castello]]></category>
		<category><![CDATA[il profeta]]></category>
		<category><![CDATA[le ali della libertà]]></category>
		<category><![CDATA[orange is the new black]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=51269</guid>
		<description><![CDATA[Un anno dopo ci prepariamo a vivere il periodo di Pasqua allo stesso modo: chiusi nelle nostre case e con poche attività a nostra disposizione. Questo tempo di pandemia ci ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="898" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/03/WhatsApp-Image-2021-03-27-at-14.54.23.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="WhatsApp Image 2021-03-27 at 14.54.23" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Un anno dopo ci prepariamo a vivere il periodo di Pasqua allo stesso modo: chiusi nelle nostre case e con poche attività a nostra disposizione.</mark> Questo tempo di pandemia ci ha fatto scoprire i due volti delle nostre abitazioni. Rifugi sicuri, senza dubbio. Ma a lungo andare anche mura di una prigione di cui siamo allo stesso tempo tempo detenuti, guardie e direttori. <mark class='mark mark-yellow'>Questa settimana il CineWeek ci porta nel mondo delle carceri per ricordare a noi stessi che anche se rinchiusi non possiamo dimenticare né chi siamo né la nostra dignità.</mark> Buona visione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: LE ALI DELLA LIBERTÀ</strong></p>
<p>Ma Andy Dufresne è colpevole o innocente? Con quella faccia da santarellino sembra impossibile che abbia ucciso la moglie e l’amante con cui l’ha colta in flagrante. Le porte della prigione di Shawshank si spalancano davanti a lui e per vent’anni resta chiuso tra le mura del carcere, diventando pian piano un punto di riferimento per gli altri reietti e per il direttore Norton. Eppure, d’improvviso, sparisce dalla propria cella come un fantasma senza lasciare traccia. In questo straordinario adattamento di uno dei racconti di Stephen King, la storia è tutta tesa a dimostrare quanto l’ingiustizia, la corruzione e il riscatto sociale possano essere strettamente intrecciati tra loro. Non bisogna trovarsi per forza dietro le sbarre per sentirsi prigionieri del mondo: bastano le semplici convinzioni altrui a rendere l’essere umano schiavo di una maschera che non gli appartiene. La ricerca della libertà è questo: spezzare le catene fisiche e psicologiche che condannano a impersonare un ruolo che non ci è proprio. Mai la <em>tagline</em> di un film fu più vera: “La paura può tenerti prigioniero, la speranza può renderti libero”.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: ORANGE IS THE NEW BLACK</strong></p>
<p>All&#8217;idea di carcere si associa fin troppo spesso quella di prigionieri uomini e incattiviti, pronti a sfoderare insieme tutta la propria criminalità e mascolinità tossica. Il carcere, però, può essere anche femminile. Ecco allora una serie il cui microcosmo, la prigione appunto, è popolato da sole donne, ma le tematiche non si esauriscono certo nella loro vita da recluse. C&#8217;è invece anche molto spazio per trattare temi di giustizia sociale, attraverso digressioni sulla vita delle singole protagoniste ma anche vicende ancorate al presente ed a questioni molto più ampie, come la privatizzazione delle carceri negli Stati Uniti o, nelle ultime stagioni della serie, la detenzione di migranti del Centro-America. Molte emozioni e grande caratterizzazione dei personaggi, insomma, ma anche un magistrale impegno nel raccontare un&#8217;America dai mille problemi socio-culturali, dal sempiterno razzismo alla brutalità di polizia e forze di sicurezza.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: IL CASTELLO</strong></p>
<p>«Un castello può avere un solo re». È questa legge di natura alla base dello scontro tra il generale Irwin e il colonello Winter. Condannato alla detenzione in una prigione militare, Robert Redford interpreta un generale che cerca di riscattarsi restaurando la dignità e la fierezza di essere soldati nei detenuti. Perché aver servito sotto le armi è qualcosa che non può essere cancellata, nemmeno dal più spietato dei direttori carcerari. Ma questa volta la ricompensa per la vittoria non è la fuga verso la libertà o l’assoluzione da una condanna ingiusta. Si tratta di qualcosa di ancora più prezioso: essere riconosciuti come uomini in grado di rialzarsi dai propri errori e recuperare il proprio onore. Così da essere ricordati come veri compagni d’arme.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: IL PROFETA</strong></p>
<p><em>Il profeta</em> è l’opera più importante del grande regista francese Jacques Audiard, un vero e proprio sovvertitore delle regole dei generi, in questo caso il &#8220;prison movie&#8221;. Il diciannovenne Malik (Tahar Rahim) entra in carcere da analfabeta, senza contatti, ma presto intuisce che per evitare di soccombere deve stare alle regole dei più forti, abbracciando una completa educazione all’illegalità e alla malavita. Il protagonista diventa un uomo in carcere, applicandosi, studiando, imparando a relazionarsi con i meccanismi del potere e a delinquere: un autentico racconto di formazione, dove si rimane in piedi soltanto grazie alla scelta di non sfuggire all’inevitabilità dello scontro e del sangue. Crudo e allergico ai moralismi, Audiard è però sempre attento al fattore umano: il percorso criminale di Malik è vissuto come una graduale presa di consapevolezza di sé.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p><strong>NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: FEMALE PRISONER #701 SCORPION</strong></p>
<p>In generale, ho smesso di guardare i trailer ormai da qualche anno, quindi mi capita spesso di vedere dei film pensando che siano una cosa per poi ritrovarmene di fronte un’altra molto diversa. Con Female Prisoner #701: Scorpion sapevo che avrei guardato qualcosa di sperimentale e ambientato in una prigione, ma non immaginavo mica che si trattasse di una specie di apologia della misoginia – talmente estrema da diventare prima un manifesto femminista, e poi una roba talmente anarchica da sfuggire a ogni tipo di categorizzazione. Dopo essere stata incastrata dalla persona che amava, Matsuo finisce in una prigione femminile dove le donne vengono punite per il loro essere donne: subiscono cioè una serie di violenze talmente eccessive che le sue scene di stupro, intuibili dato il contesto, quasi risultano le meno provanti per lo spettatore. Ci sono stati diversi momenti in cui mi sono sentito male, ma alla fine neanche poi così tanto: è stata più che altro una questione di inserirsi dentro una narrazione davvero malata. Il resto è cinema.</p>
<p><strong>Disponibile in blu-ray</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/cineweek-xxiv-prigionia-e-umanita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching using disk
Object Caching 483/519 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-18 14:28:00 by W3 Total Cache -->