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	<title>magzine &#187; Green</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>LifeGate: una testata tutta dedicata all&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 15:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia Beni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[LifeGate – Notizie dal mondo della sostenibilità è una testata giornalistica online che promuove un modello di vita quotidiana basato sulla sostenibilità ambientale e offre informazioni incentrate su come riequilibrare ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="900" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/Lifegate.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: YouTube LifeGate" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'><a href="https://www.lifegate.it/" target="_blank"><em><strong>LifeGate – Notizie dal mondo della sostenibilità</strong></em></a> è una testata giornalistica online che promuove un modello di vita quotidiana basato sulla sostenibilità ambientale e offre informazioni incentrate su come riequilibrare il rapporto tra l’essere umano, le imprese e il Pianeta.</mark> Pubblica non solo notizie, ma anche curiosità che riguardano temi come l&#8217;ambiente, gli animali, la biodiversità e il rispetto della natura, secondo la filosofia che la caratterizza: «Per noi, la sostenibilità ambientale e umana rappresenta un autentico stile di vita, definisce il nostro modo di stare al mondo e nel mondo, un atteggiamento incentrato sulla civiltà della consapevolezza e sulla concretezza del fare».</p>
<div id="attachment_58628" style="width: 246px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-58628 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/IMG_6739-246x300.jpg" alt="Fonte: Instagram LifeGate" width="246" height="300" /><p class="wp-caption-text">Fonte: Instagram LifeGate</p></div>
<p><mark class='mark mark-yellow'><em>LifeGate</em> nasce nel 2000 per iniziativa dell&#8217;imprenditore <strong>Marco Roveda</strong>, fondatore e presidente della testata, che per il progetto prende spunto dalla sua precedente esperienza con la <strong>Fattoria Scaldasole</strong>, la prima azienda negli ani Ottanta a proporre prodotti biologici per la grande distribuzione.</mark></p>
<p>L’attività inizia con il network d’informazione <em><strong>LifeGate.it</strong></em> e <em><strong>LifeGate Radio </strong></em>e dal 2017 diventa una <strong>società benefit</strong>: oltre all&#8217;obiettivo di fare utile, ambisce, cioè, ad avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. <em>LifeGate Radio</em> è trasmessa in FM in più Regioni d&#8217;Italia, e non solo: in Lombardia, nel Canton Ticino, in Toscana, nel Piemonte orientale e a Torino. La radio si può ascoltare anche via web, app o attraverso i podcast, che raccolgono &#8220;storie dal mondo della sostenibilità ambientale e sociale&#8221;.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Negli anni <em>LifeGate</em> ha promosso molte <a href="https://www.lifegate.it/iniziativa" target="_blank">iniziative</a>: nel 2002 ha avviato il progetto <strong>&#8220;Impatto Zero&#8221;</strong>, il primo al mondo per l’attuazione volontaria del Protocollo di Kyoto. Tra quelle più recenti ci sono, invece &#8220;<strong>LifeGate PlasticLess&#8221;</strong>, del 2018, e <strong>&#8220;LifeGate Circle&#8221;</strong>, del 2019.</mark> Se la prima mira a ridurre l’inquinamento da plastiche e microplastiche nei mari, la seconda rappresenta il più ampio network di informazione italiano dedicato ai temi della sostenibilità.</p>
<div id="attachment_58626" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-58626 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/Schermata-2022-06-10-alle-21.20.531-300x157.png" alt="Fonte: LifeGate.it" width="300" height="157" /><p class="wp-caption-text">Fonte: LifeGate.it</p></div>
<p>I contenuti giornalistici della testata sono divisi per <strong>categorie</strong>: ambiente, animali, energia, alimentazione naturale, mobilità,  turismo, economia, arte e cultura, salute, tecnologia e ambiente, società e lifestyle. Tra i longform, articoli più lunghi e di taglio narrativo, si trovano anche storie bizzarre di animali o di alberi millenari.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Un altro obiettivo di <em>LifeGate</em>, che coincide con la mission aziendale, è lo sviluppo di strategie di <strong>sviluppo ecosostenibile</strong>,</mark> così nel 2006 nasce <strong>LifeGate Consulting &amp; Media</strong>, l&#8217;attività con cui<em> LifeGate </em>aiuta le imprese a migliorare la propria sostenibilità offrendo attività di consulenza, comunicazione strategica e sostegno ai progetti ambientali. Grazie a questa importante inziativa, la testata è considerata il punto di riferimento in Italia per lo sviluppo sostenibile.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>LifeGate è presente anche sulle piattaforme social, dove il suo profilo più accattivante è quello di <strong>Instagram</strong>, che conta circa 289mila followers.</mark>I post appaiono con grafiche ben ordinate e con poche scritte, le immagini e i reel di ambienti naturali e animali sono di alta qualità. L’occhio è catturato dai colori e dalla grafica essenziale: così, attraverso poche, ma fondamentali informazioni, l&#8217;utente è invogliato a contribuire a fare la propria parte per salvare il nostro Pianeta.</p>
<div id="attachment_58627" style="width: 248px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-58627 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/IMG_6741-248x300.jpg" alt="Fonte: Instagram LifeGate" width="248" height="300" /><p class="wp-caption-text">Fonte: Instagram LifeGate</p></div>
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		<title>Calcio sostenibile: il caso del Vermont Green Football Club</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2022 13:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Mozzaja]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Vermont Green Football Club è una squadra di calcio maschile che ha da poco esordito nel campionato dilettantistico americano USL League Two. “Un gruppo di gemme riunite dall’amore per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1056" height="594" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/Vermont.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Vermontgreenfc.com" /></p><p>Il <a href="https://vermontgreenfc.com/" target="_blank"><strong>Vermont Green Football Club</strong></a> è una squadra di calcio maschile che ha da poco esordito nel campionato dilettantistico americano <a href="https://www.uslleaguetwo.com/" target="_blank">USL League Two</a>. “Un gruppo di gemme riunite dall’amore per il calcio, il Vermont e il nostro pianeta” è il loro motto. <mark class='mark mark-yellow'>Per il team la prima sfida da vincere è quella della <strong>sostenibilità </strong>e i suoi primi valori sono il <strong>rispetto dell’ambiente</strong> e la <strong>giustizia sociale</strong>. Il colore della maglia è, non a caso, il <strong>verde</strong></mark>: «Serve a ricordarci il nostro impegno nei confronti del nostro pianeta e della nostra comunità», dichiarano i giocatori.</p>
<p>Il club ha fissato cinque <strong>obiettivi</strong> su cui intende lavorare nei prossimi mesi. <mark class='mark mark-yellow'>Il primo è diventare un club <strong>net-zero</strong>, ovvero <strong>ridurre le emissioni di carbonio</strong> sull’intera catena del valore</mark>, a partire dai fornitori fino ad arrivare agli utenti finali, secondo gli standard stabiliti dall’iniziativa <a href="https://sciencebasedtargets.org/net-zero" target="_blank">Science Based Targets</a>. Per raggiungerlo è necessario sviluppare un’infrastruttura interna per il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni. Un altro traguardo riguarda l’acquisto di prodotti per la squadra realizzati con <strong>materiali riciclati</strong>. In questo modo si potrebbe evitare l’introduzione di nuovi elementi nella catena di rifornimento, secondo il principio del <strong>riutilizzo</strong> o dell&#8217;<strong>upcycling</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>La dimensione green del club <span style="color: #000000;">è data</span> anche dall’adesione a <a href="https://www.onepercentfortheplanet.org/" target="_blank">1% for the Planet</a>, una rete globale di aziende e organizzazioni no-profit che donano l’1% dei loro ricavi annuali ad associazioni ambientaliste.</mark></p>
<p>L’impegno del Vermont Green non si limita all’ambiente, ma include anche la lotta<b> </b>al <strong>razzismo sistemico</strong> nel calcio: per questo il Club aderisce ai principi della coalizione <strong><a href="https://www.antiracistsoccerclub.com/" target="_blank" rel="noopener">Anti Racist Soccer Club</a></strong>, nata per combattere le discriminazioni etniche nel calcio americano. «La nostra missione è costruire una squadra di calcio che rifletta questi valori e incorpori la giustizia ambientale nella sua strategia competitiva, nei suoi processi operativi e nella sua cultura», si legge nel suo manifesto.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Quella del Vermont Green è solo l’ultima di una serie di iniziative che puntano a sensibilizzare il calcio su temi come l’<strong>ambiente</strong> e i <strong>diritti umani</strong>.</mark> A fine 2021, la <strong>Uefa</strong> ha lanciato una <a href="https://editorial.uefa.com/resources/0270-13f888ffa3e5-931c597968cb-1000/uefa_football_sustainability_strategy.pdf" target="_blank">strategia da oggi al 2030</a> che include obiettivi in materia di economia circolare, politiche sociali antidiscriminatorie e di tutela dei minori e delle disabilità.</p>
<p>E il premio alla &#8220;squadra di calcio più verde del mondo&#8221;, come si autodefinisce, va ai giocatori del <strong><a href="https://www.fgr.co.uk/" target="_blank" rel="noopener">Forest Green Rovers</a></strong>, il Club inglese di Nailsworth, nel Gloucestershire, che nel 2018 è stato riconosciuto dall’<strong>Onu</strong> come il primo a <strong>zero impatto ambientale</strong>: un obiettivo raggiunto grazie a divise riciclate da fondi di caffè e bottiglie di plastica, alla dieta vegana obbligatoria per calciatori, staff e pubblico e a uno stadio che sfrutta l’energia solare.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su </strong><a href="https://www.lasvolta.it/1895/ce-del-verde-anche-nel-calcio" target="_blank"><strong>Lasvolta.it</strong></a><strong>.</strong></p>
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		<title>Attraverso il Bel Paese per scoprire se stessi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 12:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Buonarosa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Partire per un viaggio alla ricerca di sé stessi provando a superare i propri limiti: le salite e le discese di un territorio ma anche quelle interne fatte di paure, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1666" height="937" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/02/IMG_20200825_194741.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="IMG_20200825_194741" /></p><p><span data-contrast="auto"><mark class='mark mark-yellow'> Partire per un viaggio alla ricerca di sé stessi provando a superare i propri limiti: </mark> le salite e le discese di un territorio ma anche quelle interne fatte di paure, entusiasmi, ostacoli e rivincite. <strong>Paolo Cagniani</strong>, 34 anni, lo ha fatto. <mark class='mark mark-yellow'>È  partito da Colle Brianza in provincia di Lecco nell&#8217;agosto 2021 e ha attraversato mezza penisola italiana, <strong>1200 chilometri</strong> solitari affrontati con la <strong>mountainbike</strong>.</mark> Tutto ciò per capire cosa si prova soffrendo; affrontando le stesse difficoltà che una sua amica ha provato dopo una complicanza dovuta al parto. Problemi fisici che le impediscono di proseguire come prima la sua vita.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Paolo Cagniani ha affrontato in solitaria 1200 chilometri in <em>mountainbike. </em>Lo ha fatto<em> </em><span data-contrast="auto">per capire cosa si prova soffrendo, affrontando le stesse difficoltà che una sua amica ha provato dopo una complicanza dovuta al parto.</span></span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tutto nasce per caso: durante la quarantena, nel marzo 2020, Paolo decide che non può stare con le mani in mano e affrontare la sofferenza di una persona cara con l&#8217;occhio compassionevole di chi non la sta subendo nello stesso momento. Inizia a pensare ad un viaggio da fare che non può essere come quelli già fatti. <mark class='mark mark-yellow'> Così coinvolge<strong> due associazioni</strong> con cui ha collaborato in passato tramite il suo lavoro di consulente per le imprese, <strong>Simbio</strong> e <strong>Rogersianamente</strong>:</mark>la prima «è una piccola associazione di Lecco formata da ingegneri e ricercatori ambientali volta a promuovere la modifica del proprio comportamento verso l&#8217;ambiente»; mentre Rogersianamente «desidera approfondire e promuovere gli orientamenti della psicologia umanistica», racconta Paolo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Le coinvolge in un progetto a cui darà il nome di <strong>Direzione Libera</strong>: <mark class='mark mark-yellow'> un viaggio fatto in <em>mountainbike</em>, equipaggiato solo con «uno zaino dotato di un pannello solare da 16 W, una tenda e qualche cambio», </mark> quindi a <strong>impatto zero</strong> e volto a riscoprire le bellezze naturali della nostra penisola; ma soprattutto un viaggio in solitaria: «Questi percorsi ti permettono di conoscerti meglio. Sei da solo ma è come se non lo fossi perché sei sempre accompagnato da te stesso. Inoltre, &#8220;liberandoti&#8221; della relazione con una persona cara sei più disposto a creare una comunità con chi incontri per la via». </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto"><mark class='mark mark-yellow'>Pedalando per<strong> 21 giorni</strong>, partendo dal Paese in cui vive, Colle Brianza (LC), passando poi per <strong>Pavia</strong> e da lì <strong>Parma</strong> e il Passo della Cisa; giù fino in <strong>Toscana</strong>. Quindi <strong>l&#8217;Alto Lazio</strong>, <strong>Roma</strong> fino <strong>all&#8217;Aquila.</strong> Poi in cima al <strong>Gran Sasso</strong> dove ha dormito due notti. Sceso dalla cima è risalito verso la <strong>pianura Padana</strong> tramite la costa marchigiana e da Pesaro ha preso il treno fino a casa: 1200 km totali, una media di 80 chilometri al giorno e dodicimila metri di dislivello totali.</mark></span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Durante il percorso ha tenuto un <strong>diario di viaggio</strong> diventato poi un blog online: <strong>direzionelibera.it</strong>. Dove ancora oggi si possono apprezzare i suoi contributi sul viaggio e sulle persone, come lui, che volevano affrontare un cammino in modo diverso. C&#8217;è <strong>Oscar</strong>, cento chilometri al giorno trasportando pacchi per Milano in bicicletta. Paolo lo incontra a Berceto (PR), <strong>diretto a Roma</strong>, pedalando lungo l&#8217;antica via Francigena. C&#8217;è anche <strong>Laurine</strong>, incontrata a Bolsena e partita due mesi prima a piedi da Parigi, diretta anche lei verso la capitale. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto"><strong>Paolo chiude il suo racconto</strong> sul blog dal mare di Senigallia, poco prima di prendere il treno a Pesaro, con questa frase:<mark class='mark mark-yellow'> «Sulla spiaggia rigiro tra le mani un frammento levigato di bottiglia, penso una <em>Beck’s</em>. Chissà la storia di chi ha bevuto da quella bottiglia, chissà se dentro vi cercava la propria direzione. Non me ne voglia, ma io le ho dato la mia.»</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"></mark></span></p>
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		<title>#ForestaMI, 10 anni di rivoluzione green per Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 19:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Giangaspero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Forestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvato il progetto ForestaMi nel PGT (programma governativo del territorio) per il 2030. Si tratta della più grande forestazione urbana che Milano dovrà affrontare nei prossimi dieci anni.  Tre milioni ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2028" height="1346" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/12/Schermata-2019-12-12-alle-11.16.58.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Schermata 2019-12-12 alle 11.16.58" /></p><p><span class='quote quote-left header-font'>Approvato il progetto ForestaMi nel PGT (programma governativo del territorio) per il 2030. Si tratta della più grande forestazione urbana che Milano dovrà affrontare nei prossimi dieci anni</span>. <mark class='mark mark-yellow'> Tre milioni saranno i nuovi alberi da piantare in città e nell’hinterland, che aumenteranno di un terzo le piante dell’area metropolitana, da 10 a 13 milioni.</mark> Verranno assimilate 5 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, l’80 per cento di quella prodotta in città e proprio su questi dati, Rete Clima, ente del terzo settore no profit che promuove azioni di sostenibilità, spiega come “un albero è in grado di assorbire tra i dieci ed i venti kg CO2/anno”.</p>
<p>Stefano Boeri, alla guida del dipartimento di Architettura e studi urbani del Politecnico, è al lavoro sulla ricerca di zone dove poter operare, provando a creare anche una coesione sociale con gli abitanti dei quartieri. Infatti molti sono ancora gli interrogativi per capire dove intervenire e l&#8217;idea più controvera è sostituire le aree di sosta in favore degli alberi. <span class='quote quote-left header-font'>L’idea più controversa è sostituire le aree di sosta in favore degli alberi</span>. Trasformarli in aree verdi vorrebbe dire 150mila nuovi alberi che ridurrebbero del dieci per cento l’anno la pavimentazione urbana così da guadagnare 15 mila alberi ogni 12 mesi. Resta critico il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi: «Verranno tagliati migliaia di posteggi. Si va contro la logica e le esigenze dei milanesi». Allo stesso tempo, l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, specifica: «Non immaginatevi che scompaiano in un anno».  Si potrebbero realizzare strutture per mantenere i posti auto, liberando le aree attualmente occupate: un esempio è trasformare tutte le fermate dei capolinea in parcheggi stile Bisceglie o Molino Dorino.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> Lo studio prosegue puntando sui «tetti verdi» che oggi coprono solo un milione di mq, ma potrebbero arrivare a 11 milioni piantando fino 200mila nuove piante. Un’idea potrebbe essere quella anche di ampliare questo progetto, puntando anche sui cortili scolastici e condominiali da trasformare in vere e proprie oasi green.</mark>  Il forte contributo verrà rappresentato dai venti nuovi parchi previsti nei prossimi anni, dall’allargamento del Parco Sud, ai 200mila mq di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari, dalla futura nascita del Parco metropolitano attraverso il collegamento tra i parchi a Nord e Sud della città, al verde che il Comune chiederà ai privati che intendono costruire. «Vogliamo che le piante siano sempre più presenti anche nelle piazze e nelle strade, in maniera capillare in tutti i quartieri», prosegue Maran.</p>
<p>Gli esempi sono le piantumazioni all’interno della riqualificazione di alcune parti della città: dalle piazze già ridisegnate come Leonardo da Vinci, Beccaria, Negrelli, agli interventi in corso, come in Sant’Agostino.<mark class='mark mark-yellow'> Servirebbe comunque piantare ogni anno 300mila alberi. Se questi numeri fossero rispettati, ci troveremmo dinanzi ad un primato; solo nel triennio 2006-2009 fu rispettato il progetto di forestazione, ed infatti in città furono piantati circa 500mila alberi.</mark>Si tratterebbe di una vera e propria inversione di marcia. Basti pensare che nel 2018 sono stati piantati 6062 alberi, nel 2017 14891 alberi e nel 2016 erano stati 9200, per un totale di circa 30mila alberi, mentre nei prossimi tre anni si dovrebbe raggiungere una quota di un milione di alberi piantati. <span class='quote quote-left header-font'>L’aspetto economico di questo progetto è di portata epocale, visto che, se si dovessero piantare tutti i 3milioni di alberi, è come se si realizzassero 200 Central Park a New York</span>. Si prevede una spesa di circa 300 euro ad albero, arrivando in dieci anni così al quasi miliardo speso.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico, al progetto ForestaMi lavora un gruppo di ricercatori in coordinamento con il docente Maria Chiara Pastore del Politecnico di Milano.<mark class='mark mark-yellow'> Tra i partner del progetto, oltre al Comune di Milano, c’è AXA Italia, il brand assicurativo che ha stanziato 100mila euro per le iniziative di forestazione urbana.</mark>  “AXA vuole avere un impatto positivo per la società e sostenendo il progetto di forestazione urbana ForestaMi”.  “La politica da sola non può fare molto e Axa sta dando una grande mano: serve una collaborazione da parte di tutti”, ha concluso il sindaco di Milano Giuseppe Sala.”.</p>
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