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	<title>magzine &#187; fitto</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Asili nido: cronaca del primo fallimento del PNRR</title>
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		<pubDate>Thu, 18 May 2023 16:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Buonarosa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[asili nido]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia c&#8217;è un problema di natalità. È evidente. I dati dell&#8217;Istat ci dicono che nel 2100 saremo poco più della metà rispetto alla popolazione attuale. Per invertire la rotta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="857" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/asilo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Asilo PNRR" /></p><p>In Italia c&#8217;è un <strong>problema di natalità</strong>. È evidente. I dati dell&#8217;Istat ci dicono che nel 2100 saremo poco più della metà rispetto alla popolazione attuale. Per invertire la rotta servirebbe rimettere in circolo quella fiducia nel futuro e nel <strong>sistema Paese</strong> che non può essere solo incentivata con le parole. Servono soldi, e molti. L&#8217;Italia li avrebbe ma le cose non stanno andando come dovrebbero.</p>
<p>Nel<strong> PNRR sono stati stanziati 4,6 miliardi</strong> per la creazione di nuovi posti negli asili nido, circa 250mila in più a fronte dei 360mila attuali. Gli asili italiani, sia pubblici che privati, stando ai dati del 2021, possono coprire appena il 33% della popolazione tra i 0 e i 2 anni. <strong>L&#8217;Unione Europea ne copre in media il 36%</strong> con esempi molto virtuosi come i<strong> Paesi Bassi</strong> -74% di copertura- ma anche molto problematici come la <strong>Romania, col 9% della popolazione 0-2 anni coperta</strong>.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>Dal 2016 <strong>il numero di posti in Italia è rimasto pressoché invariato</strong> ma se si riuscissero a mettere in campo tutti i 4,6 miliardi si potrebbe arrivare al 50% di copertura. L&#8217;offerta di asili nido è distribuita tra pubblico e privato. In alcune regioni, come la <strong>Calabria, gli asili nido privati sono la maggioranza</strong>. Tra le regioni più virtuose nel pubblico, ci sono Molise, Emilia-Romagna e Valle d&#8217;Aosta. Le <strong>casse dei comuni</strong> italiani coprono la <strong>quasi totalità dei costi</strong>, pesando poco sui contribuenti. Ma durante la pandemia gli investimenti sono diminuiti, aggravando la spesa sostenuta dagli stessi comuni.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>4,6 miliardi del PNRR sono divisi in quattro parti principali</strong>: <strong>2,4 miliardi</strong> per nuovi posti di asili nido da assegnare tramite bando sommati a <strong>700 milioni</strong> per lo stesso motivo già previsti nel 2020 dal governo Conte I; <strong>600 milioni</strong> alle scuole dell’infanzia per la ristrutturazione degli edifici e <strong>900 milioni</strong> per la formazione del personale. La <strong>distribuzione dei finanziamenti</strong> del PNRR è stata calcolata tenendo conto dei posti disponibili attualmente nelle regioni e sommandola alla previsione di quanti bambini tra i 0 e i 2 anni ci saranno nel 2026, data di scadenza del PNRR. Le regioni che si sono aggiudicate più soldi sono <strong>la Lombardia, la Sicilia e la</strong> <strong>Campania</strong>.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, molte delle <strong>regioni italiane non hanno sfruttato a pieno la disponibilità dei finanziamenti del PNRR</strong>. Dei <strong>2,4 miliardi a disposizione, </strong>i comuni italiani hanno presentato proposte <strong>esaurendo solo 1,8 miliardi </strong>al 28 febbraio 2022. È stato promosso, quindi, un altro bando solo per <strong>Basilicata, Sicilia e Molise</strong> che non erano riuscite a presentare proposte per esaurire i fondi stanziati. Il bando è terminato il 31 marzo del 2022 e si è arrivati a 2 miliardi di fondi utilizzati. Solo <strong>l&#8217;Umbria ha presentato dei progetti per esaurire tutti i soldi</strong> messi a disposizione nei bandi. Solo la <strong>Toscana e l&#8217;Emilia Romagna</strong> sono riusciti a raggiungere il 50% dei budget. A scendere poi tutti gli altri. <strong>L&#8217;esempio meno virtuoso è il Trentino</strong> con appena il 3% dei fondi utilizzati. Attualmente, questi sono i <strong>652 comuni</strong> che sono stati <strong>finanziati</strong> per la costruzione di nuovi asili nido.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Negli scorsi mesi le istituzioni sono intervenute sul tema: il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, aveva già esposto le sue preoccupazioni sulla riuscita della missione. I soldi sono assegnati ma <strong>i piccoli comuni potrebbero non riuscire a spendere cifre che, in sostanza, non hanno mai gestito</strong>. L&#8217;Unione Europea dà tempi stringenti: entro il 2026 tutti i progetti devono essere completati. Ci riusciremo?</p>
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