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	<title>magzine &#187; Festival di Sanremo</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Angelo Amato, l&#8217;uomo che ideò il Festival di Sanremo</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 15:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Simbolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[angelo amato]]></category>
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		<description><![CDATA[«Spegni le luci della città», canta Cesare Cremonini, uno che il palco del Festival di Sanremo lo ha frequentato per ora solo una volta, da ospite, nel 2022. Parole che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="498" height="533" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/02/angeloamato_sanremo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="angeloamato_sanremo" /></p><p>«Spegni le luci della città», canta Cesare Cremonini, uno che il palco del <strong>Festival di Sanremo</strong> lo ha frequentato per ora solo una volta, da ospite, nel 2022. Parole che facciamo nostre per spostarci dalla scintillante atmosfera intorno all’<strong>Ariston</strong> ad un silenzioso e raccolto appartamento vista mare nella vicina Ospedaletti, una manciata di chilometri da Sanremo. <mark class='mark mark-yellow'> E’ qui che ascoltiamo una parte della storia di <strong>Angelo Nicola Amato</strong>, l’uomo che ha ideato il <strong>Festival della Canzone Italiana</strong> a Sanremo: «Una manifestazione frutto di un’idea pensata, nata una sera d’estate da una chiacchierata su una panchina e condivisa con un altro signore, Angelo Nizza», racconta Nicoletta Amato, figlia di Angelo.<span class="Apple-converted-space"> </mark></span></p>
<p>Nel 1951, anno della nascita del Festival, Amato lavorava come direttore delle manifestazioni artistiche al <strong>Casinò di Sanremo</strong>, sede designata  dell’evento per numerosi anni. <mark class='mark mark-yellow'> Nicoletta ce lo presenta come «un visionario, un uomo di larghe vedute, che è stato sempre attratto dalla musica». Da qui, l’idea di un evento che avesse al centro la canzone italiana per farla conoscere ovunque, con una diffusione più ampia possibile che non fosse circoscritta al solo territorio locale. </mark> «Eppure all’epoca non c’erano i fondi per fare un grande evento», prosegue la donna. «Hanno cercato appoggi dappertutto, contattando le case discografiche di allora per realizzare una manifestazione che, solo a partire dalla quinta edizione, ebbe la copertura televisiva nazionale e in Eurovisione, oltre che via radio. Considerando i mezzi di allora, fu tutto un grande sforzo, le cose non erano affatto scontate e immediate». <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il nome di Angelo Amato non si lega soltanto alla storia e alla nascita del Festival della Canzone Italiana ma a tutta la città di Sanremo.  <mark class='mark mark-yellow'> «Mio padre era coetaneo e compagno di scuola di <strong>Italo Calvino</strong>», riprende Nicoletta. «Si scrivevano lettere in cui si dicevano: “Sanremo non ci merita”. Sostenevano, insomma, che fosse una città ostile alla genialità, che non desse spazio alla persona talentuosa che difende le proprie idee e il il proprio pensiero». </mark>  Nonostante questo e una partenza temporanea da Sanremo nel 1957 – motivata dalla volontà di non aderire al partito allora dominante, la Democrazia Cristiana – Angelo Amato sarebbe poi tornato per organizzare o prendere parte ad altre iniziative in città. Da un tentativo di partecipare all’appalto del Festival di Sanremo – quando l’assegnazione dell&#8217;evento avveniva ancora tramite bando pubblico – all’organizzazione del Festival del Cinema, fino all’acquisizione della locale squadra di calcio, la Sanremese, promossa sotto di lui nell’allora Serie C2. Dunque, una sorta di rapporto <i>odi et amo </i>tra quest&#8217;uomo e Sanremo, mai reciso del tutto: «Mio padre ha fondato e creato un sacco di cose in città, senza mai divulgarle: gli bastava essere partecipe di qualsiasi evento a Sanremo, ben oltre il Festival, per essere contento», spiega la figlia.</p>
<p>Un legame con “la città dei fiori” che oggi conserva anche Nicoletta, che tuttavia ha eletto a propria dimora il vicino paese di Ospedaletti,  dove il padre Angelo era cresciuto. «Io amo Sanremo, era il luogo delle mie vacanze, dove viveva il resto della mia famiglia, nonne: questa città è stata per me sempre un pensiero felice», dichiara a cuore aperto la donna. Senza dimenticare, naturalmente, il Festival: «Per quanto la città diventi blindata e sia impossibile muoversi, noi sanremesi sappiamo che è un evento importante, quindi facciamo un sacrificio. <mark class='mark mark-yellow'> E poi, il Festival trasforma Sanremo: è una questione di atmosfera generale. Non solo lo vedi ma lo respiri, ti entra nella pelle».<span class="Apple-converted-space"> </mark></span></p>
<p>Anche per Nicoletta Amato, come per molti di noi, Sanremo è un appuntamento imprescindibile, ogni anno. Pur avendolo visto anche al teatro Ariston, casa prediletta del Festival dal 1977, la donna preferisce seguirlo dal divano, spesso in compagnia delle amiche, anche per quest’edizione, in quelle che lei definisce autentiche &#8220;serate giudicanti&#8221;: «<strong>Carlo Conti</strong> ha un suo stile, si adatta a tutti i tipi di musica, persone e personaggi del Festival. Più che lasciargli un’eredità, Amadeus gli ha spalancato un portone, considerando quanto ha fatto per far rinascere l’evento dalla monotonia», commenta la donna, che poi conclude: «Se papà fosse ancora qui, tiferebbe per <strong>Achille Lauro</strong>: sia per la musica, sia perché, come lui, era un visionario».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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		<title>Sanremo 2024 &#124; Le pagelle della quarta serata</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 00:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Garbin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>

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		<description><![CDATA[La quarta serata delle cover, condotta da Amadeus affiancato dalla sempreverde Lorella Cuccarini, ci ha riservato delle sorprese e delle conferme. Per cantare un brano del passato, ciascun artista ha ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1560" height="876" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/sanremo-2024-amadeus-e-lorella-cuccarini.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="sanremo-2024-amadeus-e-lorella-cuccarini" /></p><p>La quarta serata delle cover, condotta da Amadeus affiancato dalla sempreverde Lorella Cuccarini, ci ha riservato delle sorprese e delle conferme. Per cantare un brano del passato, ciascun artista ha portato con sé un ospite a scelta: così, tra Gianna Nannini, Umberto Tozzi, Rettore, Nek e Riccardo Cocciante, è subito Sanremo <em>vintage</em>. Presente all’Ariston anche il cast della serie Mameli, mentre la voce di Arisa ha incantato piazza Colombo. E i dischi del dj e produttore Gigi D’Agostino hanno fatto ballare la nave Costa Smeralda.</p>
<h2>SANGIOVANNI – Aitana | Medley Farfalle/ Mariposas</h2>
<p>Boccata d’aria fresca. C’è sintonia tra San Giovanni e Aitana e il remix italo – spagnolo dona ancora più leggerezza a Farfalle. Ma il tormentone smette di esserlo se non si può più cantare, lasciando ai fan di Farfalle il ritornello in sospeso. <strong>Voto: 7</strong></p>
<h2>ANNALISA e la Rappresentante di lista – Sweet dreams</h2>
<p>Quanto spaccano? La risposta è tanto. Ci ricordavamo la Rappresentate di Lista, Veronica Lucchesi, con un vestitino da principessa e la coroncina rosa. Con Annalisa stravolge completamente la sua grazia, incendiando il palco in un’atmosfera pazzesca. Esibizione perfetta, <em>Sweet dreams are made of</em> Annalisa e Veronica. <strong>Voto: 9</strong></p>
<h2>ROSE VILLAIN e Gianna Nannini – Medley</h2>
<p>Rose Villain prova a cambiare stile e si fa accompagnare dalla voce iconica della musica italiana, Gianna Nannini. Due generazioni musicali che si salutano con un <em>medley</em>, ma continuano a camminare su due strade parallele senza mai incrociarsi veramente. Ci hanno provato, ma è più flop che top.<strong> Voto: 5</strong></p>
<h2>GAZZELLE e Fulminacci – Notte prima degli esami</h2>
<p>Canzone che fa venire un coccolone. Se si chiudono gli occhi quasi ci si immedesima in Luca Molinari che corre prima da Azzurra a Milano e poi a scuola di corsa per sostenere l’esame di maturità. A questo giro, forse Gazzelle poteva lasciar trasparire un po&#8217; di più le sue emozioni levandosi gli occhiali. Ma, ahimè, lo rispettiamo: lo stile è stile. <strong>Voto: 7</strong></p>
<h2>THE KOLORS Umberto Tozzi – Medley Ti amo/ Tu /Gloria</h2>
<p><em>Medley</em> della musica italiana. Volevano conquistare giusto l’intera nazione e ci sono riusciti. Sfido chiunque a non alzarsi dal divano per cantare questo <em>medley</em> incredibile: Ti amo, Tu, Gloria. <strong>Voto: 9</strong></p>
<h2>ALFA e Roberto Vecchioni – Sogna, ragazzo sogna</h2>
<p>Gli anni Duemila incontrano gli anni Quaranta. Ma si continua a sognare a tutte le età. Alfa si riconferma il romantico di questa edizione, senza mai rinunciare alla sua identità e al suo genere musicale. “Non so cos’è l’amore ma lo percepisco”: questa sera, il suo cuore, lo abbiamo percepito anche noi. <strong>Voto: 8</strong></p>
<h2>BNKR44 con Pino D’Angiò – Ma quale idea</h2>
<p>Tu balla. Carico e travolgente. I BNKR 44 sorprendono ancora e si lasciano trasportare dal ritmo. Un pop romantico al punto giusto, che emoziona e ti fa venire voglia di ballare. Il pezzo forte rimane comunque Pino D’Angiò, ma questo si sapeva già. <strong>Voto: 8</strong></p>
<h2>IRAMA con Riccardo Cocciante Quando finisce un amore</h2>
<p>L’impronta di Cocciante sul pianoforte ha il suo perché, ma Irama cade nel tranello di un’amplificazione di emozioni esagerata e si distacca completamente dalla melodia. Irama è irrequieto e trasmette quasi fastidio, accanto alla calma e all’equilibrio di Cocciante. <strong>Voto: 6</strong></p>
<h2>FIORELLA MANNOIA con Francesco Gabbani Che sia benedetta / Occidentalis karma</h2>
<p>Il duo di cui non sapevamo di aver bisogno. Un mix che ti riporta indietro nel tempo e che fa sognare. Armonia è la parola perfetta per descrivere la loro esibizione, che vorremmo richiedere su Spotify, grazie. <strong>Voto: 9</strong></p>
<h2>SANTI FRANCESI – “Hallelujah” con Skin</h2>
<p>Esibizione armonica in tutti i sensi. <em>Hallelujah</em> è un pezzo vincente, ma che ogni volta trasmette emozioni nuove e le loro voci sono arrivate dritte al cuore. <strong>Voto: 7</strong></p>
<h2>RICCHI E POVERI – “Sarà perché ti amo” e “Mamma Maria” con Paola &amp; Chiara</h2>
<p>“Sarà perché li amiamo”. Il quartetto da inserire nella nostra playlist: due coppie iconiche della scena musicale italiana. Sintonia nell’esibizione ed energia sul palco regalandoci l’evergreen “Mamma mia”. <strong>Voto: 7,5</strong></p>
<h2>GHALI– Medley “Italiano vero” con Ratchopper</h2>
<p>Ghali è un italiano vero. Voce ferma e movimenti coordinati con il ritmo. Il suo stile rispecchia il suo carattere: pop, stravagante, semplicemente italiano. <strong>Voto: 9 </strong></p>
<h2>CLARA– “Il cerchio della vita” con Ivana Spagna e il Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino</h2>
<p>Eleganza e talento. Un colpo basso per i deboli di cuore cresciuti con il Re Leone. Sintonia, movimenti morbidi e soffici. Sincronizzate anche nell’outfit: vestito di jeans per Clara e giacca abbinata per la Spagna. <strong>Voto: 9</strong></p>
<h2>LOREDANA BERTè – “Ragazzo mio” con Venerus</h2>
<p>Unica nel suo stile, raggiunge di più il pubblico quando parla della sua pazzia. Ha stonato un po&#8217;, ma può permetterselo. <strong>Voto: 4</strong></p>
<h2>GEOLIER con Guè, Luchè e Gigi D’Alessio, medley dal titolo Strade</h2>
<p>Portare Guè con Brivido è una mossa vincente, un colpo sicuro, che non può che garantire la riuscita dello show. Intelligente la scelta di portare insieme artisti di diverse generazioni per coinvolgere tutto il pubblico. Un mix esplosivo. <strong>Voto: 8</strong></p>
<h2>ANGELINA MANGO con Il quartetto d’archi dell’Orchestra di Roma, La rondine di Mango</h2>
<p>La lacrima, come prevedibile, ce l’ha strappata. Voce angelica, accompagnamento sublime, e un testo che parla da sè. Ancora più quotata per il podio dopo questa esibizione. Impeccabile. <strong>Voto: 8,5</strong></p>
<h2>ALESSANDRA AMOROSO con Boomdabash, medley</h2>
<p>Un inno alla salentinità, dalla cover delle “Radici ca’ tieni” ai suoi grandi successi con i suoi conterranei <em>Boomdabash</em>, che sono una garanzia se si vuole ballare. E infatti si balla. Nulla di diverso da quanto ci siamo abituati a vedere con le scorse hit, ma l’energia è talmente tanta, che ogni volta sembra la prima. <strong>Voto: 7</strong></p>
<h2>DARGEN D’AMICO con Babel Nova Orchestra, omaggio a Ennio Morricone: Modigliani sulle note di The Crisis</h2>
<p>Musicare i testi di due sue canzoni con le musiche di Ennio Morricone, accompagnato dalla neonata Babelnova Orchestra. Una scelta che sulla carta potrebbe sembrare una miscellanea eccessiva. Il rischio è dietro l’angolo. Ma Dargen sa sempre quello che fa. E questa scelta evidenzia ancor di più le sue doti autorali. Genio. <strong>Voto: 8</strong></p>
<h2>MAHMOOD con I Tenores di Bitti, Come è profondo il mare (Lucio Dalla)</h2>
<p>Portare una canzone di Dalla può essere un grosso rischio, ma Mahmood lo affronta divinamente. La sua voce, pura e netta, è il vero centro dell’esibizione, incorniciata dai Tenores di Bitti. Emozionante la scelta di inserire la voce di Dalla al termine. <strong>Voto: 9</strong></p>
<h2>MR.RAIN con Gemelli Diversi, Mary</h2>
<p>L’inizio dell’esibizione è un colpo al cuore per i millenials: <em>Mary</em> è un successo intramontabile per chi ci è cresciuto. Ma la scelta di inserire la strofa di Supereroi e l’esibizione delle farfalle risultano un po’ incoerenti e forzate. Too much. <strong>Voto: 6,5</strong></p>
<h2>NEGRAMARO con Malika Ayane, La canzone del sole</h2>
<p>L’intonazione sicuramente non manca ma la performance è un po’ confusionaria. I virtuosismi appesantiscono una canzone che è la semplicità per antonomasia. Pesante. <strong>Voto: 5</strong></p>
<h2>EMMA con Bresh, medley di Tiziano Ferro</h2>
<p>Bresh che canta <em>Non me lo so spiegare</em> è ciò di cui non sapevamo di aver bisogno. Se la scelta di portare un medley di Tiziano Ferro è un successo assicurato già in partenza, non era altrettanto scontato che ci sarebbe stata così tanta sintonia sul palco tra le due voci. E, invece, c&#8217;è. <strong>Voto: 8<br />
</strong></p>
<h2>IL VOLO con Stef Burns, Who Wants to Live Forever</h2>
<p>Le doti canore sicuramente non mancano, ma quello che manca è la novità. Sembra qualcosa di sentito e risentito, che si colloca appieno nella loro comfort zone. Forse avremmo preferito che azzardassero di più e che scegliessero di accompagnarsi anche a una voce diversa dalle loro tre. Scontato. <strong>Voto: 5</strong></p>
<h2>DIODATO con Jack Savoretti, Amore che vieni, amore che vai (Fabrizio De Andrè)</h2>
<p>Amore che vieni, amore che vai. Duetto che combina un timbro estremamente limpido e un altro decisamente più graffiato. Voci che si alternano, si rincorrono e si mescolano, su un testo degno di significato. Una gran performance. <strong>Voto: 8</strong></p>
<h2>LA SAD con Donatella Rettore, Lamette</h2>
<p>Una scelta volutamente provocatoria, che viene eseguita con intento ancor più provocatorio. Tanto che arriva a risultare ridicola. Un’esibizione che lascia perplessi. <strong>Voto: 3</strong></p>
<h2>IL TRE con Fabrizio Moro, Medley dei più grandi successi di Fabrizio Moro</h2>
<p>Sembra che il concorrente in gara sia Fabrizio Moro. Il Tre viene molto oscurato e risulta superfluo, quasi scompare. L’esibizione nel complesso è accettabile, ma sembra un concerto di Fabrizio Moro. <strong>Voto: 4</strong></p>
<h2>BIGMAMA con Gaia, La Niña e Sissi, Lady Marmalade</h2>
<p>ESPLOSIVE. Un’esibizione che richiama le vibes del duetto dell’anno scorso tra BigMama ed Elodie. Ritroviamo finalmente la BigMama che ci aspettavamo. La performance è uno spettacolo sotto tutti i punti di vista. Una bomba. <strong>Voto: 9</strong></p>
<h2>MANINNI con Ermal Meta, Non mi avete fatto niente</h2>
<p>Un’esibizione che tutto sommato non ha fatto sentire la mancanza di Fabrizio Moro nel pezzo. Almeno all’inizio. Si perdono un po’ verso la fine e sull’acuto finale Maninni perde un po’ la trebisonda. Ermal cerca di chiuderla alla meglio ma comunque la performance ormai è penalizzata. Peccato. <strong>Voto: 5</strong></p>
<h2>FRED DE PALMA con Eiffel 65, medley dei più grandi successi degli Eiffel 65</h2>
<p>Una performance molto zoppicante all’inizio, che sembra decisamente non all’altezza degli altri duetti. Dopo il freestyle, che lascia piuttosto indifferenti e non risulta particolarmente brillante, l’esibizione, svolta grazie all’energia di Blue (Da Ba Dee), fa ballare tutto il pubblico e fa quasi dimenticare il semi-disastro iniziale. <strong>Voto: 5</strong></p>
<h2>RENGA E NEK medley delle loro hit</h2>
<p>Un duetto ben riuscito, anche perchè la scelta è stata piuttosto comoda. Cantano i loro successi, senza affiancarsi a nessun altro. Non si può recriminare nulla, anche perchè durante l’esibizione tra i due c’è una grande complicità, che rende la performance assolutamente spontanea. Però, ci sarebbe piaciuto che avessero osato. Più che sufficiente, ma potrebbero fare di più. <strong>Voto: 7</strong></p>
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		<title>Sanremo 2024 &#124; Le pagelle della terza serata</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 00:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Pavesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>

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		<description><![CDATA[Che serata meravigliosa questa che oltre alle esibizioni accoglie anche alcune ospitate d’eccezione: questa sera sul palco dell’Ariston si sono avvicendati Paolo Jannacci e Stefano Massini, Gianni Morandi, un Russell Crowe in grande ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="630" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/crowe.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanremo 2024 Amadeus Teresa Mannino e Russell Crowe" /></p><p>Che serata meravigliosa questa che oltre alle esibizioni accoglie anche alcune ospitate d’eccezione: questa sera sul palco dell’Ariston si sono avvicendati Paolo Jannacci e Stefano Massini, Gianni Morandi, un Russell Crowe in grande spolvero, l&#8217;epico Eros Ramazzotti, Edoardo Leo e la meravigliosa e sagace madrina e co-conduttrice Teresa Mannino. <mark class='mark mark-yellow'>La classifica, che vede ancora sul podio Angelina, dona la medaglia d&#8217;argento a Ghali e il terzo posto ad Alessandra Amoroso. Quarto, a sorpresa, è Il Tre mentre al quinto posto c&#8217;è un inaspettato Mr.Rain</mark>.</p>
<h2>IL TRE,  Fragili presentato da Loredana Bertè</h2>
<p>È Loredana Bertè a introdurre il primo cantante in gara ovvero Il Tre. Anche se dice letteralmente solo questo. E il primo a esibirsi, di nero vestito con tanto di luccicanti paillettes, con pantalone lungo morbido e un iconico blazer, dona i fiori alla mamma prima di cantare e accenna a come prima o poi ognuno di noi trovi il proprio posto nel mondo. Voto <strong>6+</strong></p>
<h2>MANINNI Spettacolare presentato da Alfa</h2>
<p>Alfa ci tiene a veicolare il suo cuoricino giallo, ormai parte integrante del suo outfit, come lezioso marchio di fabbrica. Maninni, splendido splendente, porge una rosa ad Alfa e questo, a sua volta, gli dona una matita e i punti al FantaSanremo volano. Forse per &#8220;consolare&#8221; i soliti malpensanti che pensano che il suo pezzo ricordi &#8211; e neppure troppo vagamente &#8211; Run degli One Republic? Voto <strong>6.5</strong></p>
<h2>BNKR44, Governo punk presentati da Fred De Palma</h2>
<p>Diciamoci la verità: a loro in verità non importa più di tanto essere sul palco dell&#8217;Ariston. Conta molto di più esibirsi in un ballettino totalmente scomposto che scivola veloce verso un ritornello facile ed ammiccante, che entra subito in testa (un po&#8217; come i Colla Zio lo scorso anno) insieme al loro look in salsa western. Voto <b>7</b></p>
<h2>SANTI FRANCESI, L’amore in bocca presentati da Clara</h2>
<p>Vabbè, qui hype e fascino sono ai massimi livelli. Vestiti di tutto punto, belli da far male, pure con un pezzo godibilissimo. E che cosa vuoi dire di più a questi ragazzi &#8211; presentatrice e presentati &#8211; che hanno condiviso pure l&#8217;esperienza di Sanremo Giovani (sì, ma Clara l&#8217;ha pure vinto). Lode alla magia che hanno scatenato sul palco. Voto<strong> 7</strong></p>
<h2>MR RAIN, Due altalene presentato da Il Volo</h2>
<p>L&#8217;interpretazione non è delle migliori, ma la storia solletica l&#8217;emotività: è la storia di un padre che ha perso due figli. Ma forse le due altalene vuote sul palco sono un pochino too much. Apprezzabile la sensibilità dell&#8217;artista come anche uno scarso utilizzo dell&#8217;autotune come di base nei pezzi bangers candidati a tormentone agostano. Voto <strong>6</strong></p>
<h2>ROSE VILLAIN, Click boom! presentata da Gazzelle</h2>
<p>Il pezzo entra in testa al primo ascolto, uno di quelli quotato a essere ballato, ballato e ancora ballato in discoteca. E lei è stata una grande sorpresa: garbata, simpatica, spigliata, esplosiva. Pure Gazzelle, che l&#8217;ha presentata, se ne è senza ombra di dubbio accorto. Insomma: click, boom! Voto<strong> 7</strong></p>
<h2>ALESSANDRA AMOROSO, Fino a qui presentati da Dargen</h2>
<p>Un ossimoro vedere due stili e due personalità così diverse l’uno accanto all’altra. Parole, parole, parole tutte sulla giacca di Dargen che con la sua consueta ironia introduce Alessandra Amoroso e la sua ballad di consapevolezza. Se l&#8217;artista di <em>Vivere a colori</em> “la vita non la prende mai sul serio”, il brano resta dai toni più scuri e composti. Forse Alessandra l’energia l’ha lasciata in parte nel camerino, ma comunque “fino a qui tutto bene”.<br />
Voto: <strong>5</strong></p>
<h2>RICCHI E POVERI, Ma non tutta la vita presentati da Big Mama</h2>
<p>Direttamente usciti dal film di Barbie o da un cult anni ’70, i Ricchi e Poveri scendono le scale come veri divi hollywoodiani. Lustrini, piume e tantissimo rosa a ornare i loro certamente non sobri look. Che dire: hanno proprio la stoffa dei veri performer. Se l’Ariston spegnesse i riflettori Angela e Angelo brillerebbero comunque con tutte quelle paillettes. Di sicuro sanno come sorprendere e immettere anche in noi quella loro personalissima energia pura che anche stasera ci ha fatto un po&#8217; pensare &#8220;sarà perchè li amiamo&#8221;.<br />
Voto: <strong>8</strong></p>
<h2>ANGELINA MANGO, La noia presentata da Irama</h2>
<p>Non ne sta sbagliando una, o forse, se proprio un neo si dovesse trovare, ha fatto uno scivolone sul look. Per il resto Angelina il palco lo divora, da vera leonessa: ogni passo e ogni nota sono eseguite perfettamente a ritmo. Una di quelle danze &#8211; anzi <em>cumbia</em>, per dirla con lei &#8211; che, bando al tedio, il pubblico l&#8217;ha fatto vibrare in una spontanea standing ovation. Ma che t&#8217;o dico a fa: Angelina invita tutti alla sua grande fiesta che riempie di colori e suoni. E no, di noia non c’è nemmeno l’ombra.<br />
Voto: <strong>7,5</strong></p>
<h2>DIODATO, Ti muovi presentato dai The Kolors</h2>
<p>Entrato in punta di piedi, altro che fai rumore. Sono lontani i tempi in cui il nostro Diodato nazionale conquistò il palco dell&#8217;Ariston prima e l&#8217;Arena di Verona poi. Anche in quel caso, il maestro degli amori perduti aveva cantato dello struggimento di un sentimento non corrisposto. E questa volta c&#8217;ha pure provato a fare un po&#8217; il preso bene. Ma nonostante l’energia frizzante del corpo di ballo che incornicia Diodato sul palco, la performance è comunque sembrata insipida. Manca di grinta, non c’è stato quel tocco in più rispetto alla serata di esordio e quel sale che di certo avrebbe dato un po&#8217; di sapore: è oggettivo che Diodato sia un mago dei virtuosismi. Ma anche muovi(ti) un po&#8217; di più.<br />
Voto: <strong>4/5</strong></p>
<h2>GHALI, Casa mia presentato da Mahmood</h2>
<p>L’eco della sua canzone raggiunge anche il lungomare di Sanremo e il suo amico alieno lo segue tra il pubblico. Ogni volta che sale sul palco aggiunge qualcosa di nuovo e mentre si muove con fare sicuro, anche le nostre spalle iniziano ad andare a tempo. Ma è una battaglia persa, in fondo è lui il vero extraterrestre. Grintoso e spontaneo, Ghali telefono casa. Che, manco a dirlo, è giustappunto il palco dell&#8217;Ariston.<br />
Voto: <strong>7+</strong></p>
<h2>NEGRAMARO, Ricominciamo tutto presentati da Emma</h2>
<p>I Negramaro hanno già un punto in più perché sono stati presentati da Emma. Mettici pure che sono pugliesi entrambi e allora capisci che questa presentazione è un vero family affair. Purtroppo, però, nemmeno questo li fa arrivare alla sufficienza. Sono semplicemente rimasti nel loro confort zone con un grande classico, un brano perfettamente nelle loro corde. Di novità se ne sono viste ben poche, se non nulla. Il Meraviglioso, stavolta, è ben lungi dall&#8217;arrivare.<br />
Voto:<strong> 4</strong></p>
<h2>FIORELLA MANNOIA, Mariposa presentata da Annalisa</h2>
<p>Quando, quando, quando Annalisa presenta Fiorella Mannoia inizia la magia. Semplice ed elegante con un abito lungo nero, la nostra fa battere le mani a tutto il suo pubblico. Libera, orgogliosa e canta, proprio come nella sua canzone e lo vedi che è un po&#8217; merito di questa ritrovata leggerezza da farfalla. Anzi, <em>mariposa</em>.<br />
Voto: <strong>8-</strong></p>
<h2>SANGIOVANNI, Finiscimi presentato da Renga e Nek</h2>
<p>Ha aperto l’armadio ad occhi chiusi perché l&#8217;abbinamento pantaloni di paillettes blu da red carpet e il cappellino da marzianino non è che matchino moltissimo. Meno male però che Sangio prende tutte le note. Anche a un secondo ascolto è inevitabile anche a noi non chiudere gli occhi e ripensare al nostro primo amore. Un flashback che ripercorre la parabola di una storia fino alla sua fine.<br />
Voto: <strong>6,5</strong></p>
<h2>LA SAD, Autodistruttivo presentati da Geolier</h2>
<p>Li vedi scendere dal palco  e il primo pensiero è che vorresti essere parte di quel gruppo. Presentati da Geolier che urla “La Sad” nel modo più punk e graffiato possibile, poi aggiungici gli abiti strappati, manette, gonne e nastri adesivi. Stravaganti sarebbe riduttivo. Travolgenti, cercano di tirare in mezzo anche il pubblico nel loro show. Eclettici e mai scontati, molto cool e poco sad.<br />
Voto: <strong>8-</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sanremo 2024 &#124; Le pagelle della seconda serata</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 23:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra Gori]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[FantaSanremo]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella seconda serata del festival le canzoni sono solo 15, ma in un modo o nell’altro ci sono tutte, presentate da Amadeus e dalla sua co-conduttrice Giorgia e con il ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/giorgia-amadeus-lapresse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="giorgia amadeus festival Sanremo 2024" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Nella seconda serata del festival le canzoni sono solo 15, ma in un modo o nell’altro ci sono tutte, presentate da Amadeus e dalla sua co-conduttrice Giorgia e con il supporto degli altri quindici artisti che si esibiranno il giorno successivo. Le due altalene stasera sono quelle delle emozioni forti, euforia e dolore, divertimento e nostalgia</mark>. Il ritorno di Giovanni Allevi è un momento catartico, poi con <em>Romagna Mia</em> suonata dall’’orchestra Santa Balera e John Travolta ingessato nel ballo del qua qua con Fiorello, la noia non esiste e se c’è è una cumbia.</p>
<h2><b><b>FRED DE PALMA &#8211; </b><b><i>Il cielo non ci vuole</i></b></b></h2>
<p><b><span style="font-weight: 400;">Il cielo forse non lo vuole ma il sole sì. Gli archi che accompagnano scandiscono il ritmo del prossimo nuovo tormentone, condito con un po’ di immancabile autotune. &#8220;Ti ho fatta solo piangere&#8221;…a noi invece farai scatenare. Girate la manopola del volume in macchina e abbassate quella dell’aria condizionata. Ritmo pazzesco ma già sentito, su un testo da diario Smemoranda. Voto: 6 e mezzo</span></b></p>
<h2><b>RENGA NEK &#8211; </b><b><i>Pazzo di te</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">I completi colorati sono stati rispolverati dagli stock di Colapesce e Dimartino per smorzare l’esplosività di un’ invocazione all’amore folle, quello sano, che però non arriva. Messaggio forte, esibizione più convinta e consapevole, ma ancora troppo debole. La forza dei sentimenti, l’infinito più o meno, ma così inspiegabile (o meglio incomunicabile) che è difficile non farlo diventare il solito lido. Voto 7 </span></p>
<h2><b>ALFA &#8211; </b><b><i>Vai</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma non era Gaber quello del fischio? E invece, anche nel 2024, lo puoi usare per correre incontro ai tuoi sogni come un novello giovane Holden, senza guardarti indietro mai. E allora sogna ragazzo sogna, che venerdì il Prof. Vecchioni ti darà ripetizioni di fantasia. Il pezzo è ancora più leggero e trascinante di ieri. E poi, con la tuta nera da karaoke del sabato sera, l’artista scompare e rimane solo Alfa, il 23enne che vuole cantare. Voto 8</span></p>
<h2><strong><b>DARGEN D&#8217;AMICO &#8211; <em>Onda alta</em></b></strong></h2>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Diodato che lo presenta sembra il compagno del primo banco che cerca di attirarti sulla retta via. La strana coppia, impossibile fermare l’onda dell’hype, sempre più alta. E poi, quel completo bicolor bianco e blu ricorda tanto l’onda di Kanagawa (cerca su Google). Il ritmo martellante da tecno anni Novanta fa saltare dalle poltrone. Dove si balla? Dappertutto, anche a Malta, purchè non su una barca. Ovazione finale, ed è subito grigliata di Ferragosto con infradito e mojito in mano. Precisazione finale doverosa al tempo degli hater, ma noi l’avevamo capito. </span><i><span style="font-weight: 400;">Fo***tene</span></i><span style="font-weight: 400;"> e canta! Voto 8</span></strong></p>
<h2><b>IL VOLO &#8211; <i>Capolavoro</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo stilista è lo stesso che rifornisce Mahmood. Riff di piano iniziale tattico come gli archi di Fred, che fa entrare subito nel mood. I capolavori ci vuole tempo a crearli e il pezzo sta sbocciando, pennellato dalle armonie vocali del trio, che non deludono mai. Voto 8 e mezzo</span></p>
<h2><strong><b>GAZZELLE &#8211; </b><b><i>Tutto qui</i></b></strong></h2>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Pezzo orecchiabile dai richiami indie &#8211; un po’ Coez e un po’ Calcutta &#8211; che rischia di cadere vittima del suo titolo. Il ritmo è quello di una ballad da film (vedi già i due innamorati che si lasciano col treno in partenza), ma il testo è già sentito non convince e nemmeno l’esibizione. Stesi sul letto col raffreddore? Tranquilli, il paracetamolo, a parte Calcutta,  sappiamo chi ce l’ha. Voto 6+</span></strong></p>
<h2><b>EMMA &#8211; <i>Apnea</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Bassi e sound mozzafiato, ne capisci la potenza quando ti ritrovi a battere le mani e a canticchiarlo distrattamente. Le sonorità ricordano un po’ <em>D</em></span><em><span style="font-weight: 400;">na</span></em><span style="font-weight: 400;"> di Sophie and the Giants, ma con la personalità guerriera di Emma, che nel dna ha l’adrenalina. E allora vai e conquista l’Ariston, tanto sai che ti seguiremo ovunque (anche in apnea). Voto: 8 e mezzo. </span></p>
<h2><strong><b>MAHMOOD &#8211; </b><b><i>Tuta gold</i></b></strong></h2>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">La spalla scoperta da modello e il ricciolo ribelle sulla fronte rischiano di distrarre, anzi no. Distrae di più il ritornello che promette di farti entrare in un loop subliminale da cui uscirai solo quando tirerà fuori dal cilindro un pezzo ancora più forte. Non avrà messo la tuta gold, ma mentre lo ascolti nella testa non </span></strong>vedi altro che quella. Dopo<em> Soldi</em> e <em>Dorado</em>, l’oro che tanto gli piace sarà anche quello dell’ambito leone sanremese? Irresistibilmente pazzesco. Voto: 9.5</p>
<h2><b>BIG MAMA &#8211;  </b><b><i>La rabbia non ti basta</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Fusion tra Lady Gaga e Madonna nel look, &#8211; d’altronde è una leonessa del pop come loro &#8211; per un testo che è confessione e promessa di rinascita allo stesso tempo. La rabbia è il passato e, a giudicare da quel sorriso, è la gioia incontenibile di un’anima ferita ma risolta a non bastare. Un inno alla vita, che parte dalle sonorità rap tipiche della 23enne avellinese per approdare a un pop incalzante e arrabbiato. Voto 7 e mezzo.  </span></p>
<h2><b>THE KOLORS &#8211; U</b><b><i>n ragazzo una ragazza</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ripescando l</span><span style="font-weight: 400;">a cassa dritta del Festivalbar, arriva</span> IL<span style="font-weight: 400;"> tormentone dei prossimi dodici mesi e lo conoscono già tutti a memoria, non solo il fornaio. Come fai a levartela dalla testa? La coreografia con marcetta sul posto promette bene per i trend Tik Tok mentre il testo semplice, immediato chiama karaoke e cover russo-coreane. Voto 8.  </span></p>
<h2><strong><span style="font-weight: 400;"><strong><b>GEOLIER- </b><b><i>I p’me tu p’te </i></b></strong></span></strong></h2>
<p><strong><span style="font-weight: 400;"><strong><span style="font-weight: 400;">Outfit iconico da scugnizzo gen Z per scivolare sulle note di un brano che racconta una storia al capolinea con la cinica leggerezza fatalista della canzone napoletana. Niente di nuovo, possibile evoluzione di <em>O’Mare For</em> (non a caso è sistemata in scaletta prima della promozione alla nuova stagione) ma ti arriva e ci resta. La chiusa con il titolo sussurrato capolavoro di understatement. Punto e a capo. Voto 7+</span></strong></span></strong></p>
<h2><b>LOREDANA BERTÈ &#8211; <i>Pazza</i></b></h2>
<p><b><i> </i><span style="font-weight: 400;">Forse è di Loredana che i RengaNek sono pazzi, come tutti noi del resto. E alla follia come “licenza di essere” è dedicato il brano. Sicuro,</span><i><span style="font-weight: 400;">*intonatamente*</span></i><span style="font-weight: 400;"> stonato come solo lei può essere e meno graffiato del solito, sembra un racconto rock per immagini di una vita vissuta senza compromessi. Tra cuori spremuti come tubetti di dentifricio, stivaletti a punta e fuochi d’artificio emerge il ritratto spietato e sincero di una tigre che a 73 anni si conquista il primo posto in classifica.. Voto:10 </span></b></p>
<h2>ANNALISA &#8211; <i>Sinceramente</i></h2>
<p><i> </i><i><span style="font-weight: 400;">Quando quando quando</span></i><span style="font-weight: 400;">. L’avevamo capito qualche anno fa che queste tre parole funzionavano, ma con Annalisa diventano da podio. Definire tormentone un brano che parla di libertà individuale in amore sarebbe riduttivo, eppure già la sentiamo urlare da migliaia di voci negli stadi. Con quella base alla Kylie Minogue di inizio millennio strega ma le sonorità sono diverse. Crescendo tecno inedito, una nuova sonorità, stessa simbologia potente di Bellissima e Mon Amour. La finestra tra le stelle ormai se l’è presa, anzi l’ha spalancata. </span>Voto: 8 e mezzo</p>
<h2><b><b>IRAMA &#8211; </b><b><i>Tu no</i></b></b></h2>
<p>L<span style="font-weight: 400;">a</span><b><span style="font-weight: 400;"> nostalgia l’aveva già cantata più o meno con le stesso stile due anni fa. ma stavolta il perno non è un assordante silenzio ma il vuoto di una fine e i suoi rimpianti. anche in questo caso, Brano già sentito, altri cuori feriti, ma esibizione e presenza dall’impianto più sofisticato. </span></b>Voto: ⅞.</p>
<h2><strong><br />
CLARA &#8211; Diamanti grezzi </strong></h2>
<p>C’è un mare dentro l’attrice di Mare Fuori. Un pezzo onesto, che non morde ma prova a raccontare come la bellezza umana anche nel fallimento. A compensare ci pensano la sicurezza sul palco, seconda solo a quella della sovrumana Angelina Mango, e quegli occhi magnetici che esprimono più di quanto un testo un po’ ermetico e un ritmo tutto sommato banale non riescano a fare. Voto 7</p>
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		<title>Sanremo 2024 &#124; Le pagelle della prima serata</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 00:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Pavesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo 2024]]></category>

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		<description><![CDATA[Festival che vince non si cambia, ancora per una volta. E così si apre la 74esima edizione del Festival della canzone italiana, con Marco Mengoni, co-conduttore e superospite della prima ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2038" height="1060" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Schermata-2024-02-07-alle-01.48.02.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanremo 2024 Amadeus e Marco Mengoni" /></p><p>Festival che vince non si cambia, ancora per una volta. E così si apre la 74esima edizione del Festival della canzone italiana, con Marco Mengoni, co-conduttore e superospite della prima serata del 6 febbraio che ci invita a fare un respiro profondo prima di cominciare. In tre, due, uno Amadeus, conduttore e direttore artistico del Festival sanremese, chiama a salire sul palco più famoso d&#8217;Italia la prima cantante. Da lì <span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'></span>un&#8217;unica, incontrovertibile certezza (anzi due): in questo Sanremo si balla tantissimo e Marco Mengoni resta un artista di caratura molto elevata<span style="font-weight: 400;"></mark></span>.</p>
<h2><b><b>CLARA, </b><b><i>Diamanti grezzi</i></b></b></h2>
<p>Sfoggia una sicurezza che non tutti riescono ad avere la prima volta all’Ariston. La canzone è vocalmente difficile ma il testo è un po’ banalotto. Chissà se anche questa l’ha rubata a Cardiotrap.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto:</span><b> 5</b></p>
<h2><b><b>SANGIOVANNI, </b><b><i>Finiscimi</i></b></b></h2>
<p>Canzone ci fa incredibilmente rimpiangere i soliti tormentoni. Sicuramente c’è lo sforzo di portare un testo un po’ più sentito, furbescamente allusivo alla sua precedente storia con la ballerina Giulia Stabile, conosciuta nella scuola di <em>Amici</em>. Ma si capisce una parola ogni dieci. E alla canzone sembra manchi qualcosa, forse i soliti ritornelli che nonostante tutto restano in testa. AAA Sangio cercasi.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Voto:</span><b> 5</b></p>
<h2><b><b>FIORELLA MANNOIA, </b><b><i>Mariposa</i></b></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso l’outfit gioca con il testo della sua canzone (“</span><i><span style="font-weight: 400;">sono una sposa sopra l’altare</span></i><span style="font-weight: 400;">”, ndr). Il testo è un inno alla femminilità espresso nel suo stile, con una musica ritmata che porta il pubblico a battere le mani già dal primo ascolto e un’eleganza che le è innata. Esattamente quello che ci aspettavamo da lei: nulla di meno ma neanche nulla di più. </span></p>
<p><b>Voto: 6 </b></p>
<h2><b><b>LA SAD, </b><b><i>Autodistruttivo</i></b></b></h2>
<p>Con le casse toraciche di metallo sotto la giacca, i Finley e i primi Blink nella memoria e un messaggio sociale, quel metallo pesante che non invade. Tanto, forse pure troppo: i La Sad sono una provocazione che poteva crederci di più.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto:</span><b> 4</b><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(Nell’intermezzo, il mattatore di Sanremo dello scorso anno Marco Mengoni lascia senza parole proprio tutti con la sua </span><i><span style="font-weight: 400;">Due Vite)</span></i></p>
<h2><b><b>IRAMA, </b><b><i>Tu no</i></b></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Con un pathos proprio di una tragedia greca e tra le mani una collana, ricorda vagamente la vecchia Rose del <em>Titanic</em> che getta la collana nell’oceano. La canzone torna sulla linea di </span><i><span style="font-weight: 400;">Ovunque sarai </span></i><span style="font-weight: 400;">dopo la parentesi zarra con Rkomi, con una virata brusca che inevitabilmente lascia un po’ spaesati.</span></p>
<p><b>Voto: 6</b></p>
<h2><b><b>GHALI, </b><b><i>Casa mia</i></b></b></h2>
<p>Giunge sul palco vestito da fata turchina ma la magia la fa davvero portando un pezzo orecchiabile e che resta in testa, finora l’unico tra quelli sentiti. Ci piace, lui e il suo movimento alla Elvis.</p>
<p><b>Voto: 7</b></p>
<h2><b><b>NEGRAMARO, </b><b><i>Ricominciamo tutto</i></b></b></h2>
<p>La voce di Sangiorgi c’è, l’originalità meno, tranne per il bacio ad Amadeus che risulta essere il pezzo forte della performance. Nulla da discutere sulle doti vocali, ma ci aspettavamo di più. Arguto come sempre, ma non si applica.</p>
<p><b>Voto: 6</b></p>
<h2><b><b>ANNALISA, </b><b><i>Sinceramente</i></b></b></h2>
<p>Sinceramente tuo, il pubblico dopo questa canzone. Impeccabile, sovraumana, divina. La Taylor Swift che ci meritiamo. Testo originale, ritornello che resta in testa. Prossima coreografia virale su Tiktok by Joey Di Stefano. La prima (bellissima) della classe.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto:</span><b> 9</b></p>
<h2><b><b>MAHMOOD, </b><b><i>Tuta gold </i></b></b></h2>
<p>A quanto pare vuole vincere per la terza volta. Mahmood arriva vestito total black e sgancia una bomba sul palco. Un pezzo in pieno stile Mahmood ma che non delude.</p>
<p>Voto: <strong>8</strong></p>
<h2><b><b>DIODATO, </b><b><i>Ti muovi</i></b></b><strong><strong><br />
</strong></strong></h2>
<p>Si è fatto prestare il vestito da Sangiovanni, seduto, come se fosse a casa sua sul palco dell’Ariston. Il ritmo della canzone è delicato e arriva dritto al punto. È tutto un crescendo per poi rallentare sul finale. Ottima armonia di sound e voce, ma con lui era quasi una garanzia.</p>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>7</b></strong></p>
<h2><b>LOREDANA BERTÉ, <i>Pazza</i></b></h2>
<p>Parte l’applauso in sala stampa non appena l’orchestra suona le prime note. Rock, forte e indipendente come solo una regina come la Bertè può essere. “Io sono pazza di me, di me e voglio gridarlo ancora”. Il ritornello si comincia a gridare da subito. Graffiante e da vera queen con quel “prima che ti dicono basta sei pazza e poi ti fanno santa&#8221;. Siamo tutte figlie tue: Loredana, sei una di noi.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>9</b></p>
<h2><b><b>GEOLIER, </b><b><i>I p’me tu p’te</i></b></b></h2>
<p>Il popolo di X l&#8217;ha incoronata già nuova hit, la melodia è travolgente. Anche perchè ha sicuramente portato sul palco tutto se stesso, compreso il suo inconfondibile dialetto napoletano. L’emozione non ha sopraffatto la performance, o forse lo ha fatto solo un pochino. C&#8217;è più di un indizio che si tratterà di un nuovo pezzo da infiniti passaggi radiofonici.</p>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>6</b></strong></p>
<h2><b>ALESSANDRA AMOROSO, <i>Fino a qui</i></b></h2>
<p>Delicata, la voce quasi mozzata: 70% nell’emozione 30% nel testo. Si presenta in tutta la sua semplicità, ma portando un brano che cresce e che ha carattere. Forte, fiera ed elegante.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>7-</b></p>
<h2><b>THE KOLORS, <i>Un ragazzo una ragazza</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuffo indietro agli anni ‘90. Non è “Italodisco”, ma il pezzo è estremamente dance. Sicuramente l&#8217;istinto è quello di alzarsi e ballare, e noi lo abbiamo fatto. Si inizia a battere le mani per poi scatenarsi. Saturday night fever? No, <em>The Kolors fever</em>.</span></p>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>7</b></strong></p>
<h2><b><b>ANGELINA MANGO, </b><b><i>La noia</i></b></b><strong><b><strong><strong><br />
</strong></strong></b></strong></h2>
<p>Di sicuro c’è che Angelina non è mai scontata. Ci trascina alla sua festa insieme a lei. Si muove sul palco come se lo calpestasse ogni giorno. Sicura di sé, si sta prendendo il teatro e la sala stampa. Il tocco unico di <em>Dardust</em> è vincente se combinato alle parole di Madame e alla personalità di Angelina: giovanissima, emozionatissima, professionistissima.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>8+</b></p>
<h2><b>IL VOLO, <i>Capolavoro</i></b></h2>
<p>Vero è che il titolo ha creato tante aspettative. Impeccabili a livello vocale &#8211; in questo hanno soddisfatto i pronostici -, meno impeccabili per il testo. Eleganti, uniti, la loro voce ha fatto tremare le sedie rosse del teatro, non tanto da far ballare il pubblico, ma l&#8217;ha impressionato per le loro qualità vocali.</p>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>6</b></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><b>BIG MAMA, <i>La rabbia non ti basta</i></b></h2>
<p>A testa alta, senza un velo di insicurezza o paura. Così si è mostrata salendo sul palco in un abito di tulle nero. Una performance statica e pulita che mostra una versione molto edulcorata della Big Mama che l’anno scorso aveva incendiato il palco assieme ad Elodie. Alla fine però il viso esplode in un sorriso commosso, che fa trasparire l’agitazione che si stava tenendo dentro durante la performance. <em>Nice but not so impressive</em>.</p>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>5</b></strong></p>
<h2><b>RICCHI E POVERI, <i>Ma non tutta la vita</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Simpaticissimi e coinvolgenti. I passi di danza e gli applausi del pubblico hanno fatto tremare anche la sala stampa. Sono in due ma hanno la potenza di mille persone. </span>In questo Festival sono un regalo con i fiocchi, letteralmente. Energia da vendere!</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>7</b></p>
<h2><b><b>EMMA, </b><b><i>Apnea</i></b></b></h2>
<p>Ci ha lasciato senza fiato! Un ritmo dance e travolgente. Sempre sorridente e accattivante riesce a conquistare chi la guarda. Il suo iconico timbro graffiante rende giustizia al brano. Una voce come la sua la si riconosce ovunque.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>8</b></p>
<h2><strong><strong><br />
</strong></strong><b><b>RENGA E NEK, </b><b><i>Pazzo di te</i></b></b><strong><strong><br />
</strong></strong></h2>
<p>Dopo il tour e il cd a quattro mani, Renga e Nek decidono di consacrare la loro collaborazione anche sul Palco per antomasia. Renga in rosso, Nek in blu: insieme sono una combinazione potente e le loro voci si rincorrono e si amalgamano senza sovrastarsi mai. Un mix ben riuscito.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>7</b></p>
<h2><b><b>MR. RAIN, </b><b><i>Due altalene</i></b></b></h2>
<p>Al pianoforte crea un ambiente intimo, ma poi si alza e diventa più deciso, pur rimanendo sempre delicato. Anche troppo. Orecchiabile, Mr.Rain racconta la sua favola dall’altalena ma non abbandona mai la sua comfort zone da “coccole e miele”. E poi la melodia ricorda una delle canzoni della <em>Bella e la Bestia</em>. Una performance carina, ma che non stonerebbe all’interno della Melevisione.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>5</b></p>
<h2><b><b>BNKR44, </b><b><i>Governo punk</i></b></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Giovanissimi, forse un pò acerbi. L’emozione &#8211; da prima volta all’Ariston post Sanremo giovani &#8211; fa un po&#8217; calare la voce, con qualche stonatura di troppo. A</span>more e rivoluzione? Forse. Sembrano punk ma fanno pop. Ringraziamo che le misure anti-Covid siano terminate perchè altrimenti sarebbero stati un assembramento. Tra l’altro, nella remot(issim)a ipotesi in cui dovessero vincere sarebbe interessante sapere chi resterebbe a casa dall’Eurovision, dato che per regolamento non possono salire sul palco gruppi superiori a sei.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto:</span><b> 4,5</b></p>
<h2><b><b>GAZZELLE, </b><b><i>Tutto qui</i></b></b></h2>
<p>Il principe dell’Indie, purtroppo è stato davvero “tutto qui”. Nonostante il testo sincero, non ha soddisfatto le aspettative che hanno preceduto l’annuncio della sua partecipazione al Festival. Non è uscito dalla sua comfort zone ma poteva osare.</p>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>4</b></strong></p>
<h2><b>DARGEN D’AMICO, <i>Onda alta</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il messaggio sociale traspare immediatamente ed è dicotomico: da un lato un testo che parla di migranti, dall&#8217;altra un look con tanto di giacca piena di orsetti di peluche. </span><span style="font-weight: 400;">“Sta arrivando l’onda alta” e quella sei tu, Dargen. Riflessivo e travolgente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: 7</span></p>
<h2><b><b>ROSE VILLAIN, </b><b><i>Click boom!</i></b></b></h2>
<p>Ci sei entrata come un proiettile. L’effetto sorpresa è sicuramente ben riuscito: dal ritornello il ritmo della canzone cambia completamente rotta. Quella che sembrava una <em>ballad</em> nelle prime note, poi evolve verso sonorità più dance. Tra picchi di intimità e grande entusiasmo da discoteca, Rose Villain centra il bersaglio.Una vincente sorpresa!</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: 7+</span></p>
<h2><b>SANTI FRANCESI, <i>L’amore in bocca</i></b></h2>
<p>Dai tempi di X factor sono cresciuti. Anche loro hanno superato Sanremo Giovani. L’equilibrio tra l’esperienza dolce e romantica dell’amore si mischia a quella più amara dello stesso. Sono due facce della stessa medaglia. Lo stesso per il ritmo della canzone.</p>
<h2><b style="font-size: 13px;"><b><strong><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>6</b></strong></b></b></h2>
<h2>FRED DE PALMA, Il cielo non ci vuole</h2>
<p>Ci hai fatto solo piangere, piangere. Magari piangere no. Ma nemmeno applaudire. Al termine dell’esibizione il silenzio è così assordante che mancano solo le <i><span style="font-weight: 400;">tumbleweed </span></i><span style="font-weight: 400;">che rotolano nel deserto. Un ritornello che ci prova ad entrarti in testa ma che non ci riesce. Manca la potenza che di solito caratterizza i suoi ritornelli a cui, nel bene o nel male, ci siamo assuefatti nel corso degli anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: 4</span></p>
<h2><b><b>MANINNI, </b><b><i>Spettacolare</i></b></b></h2>
<p>Dopo aver sfiorato la partecipazione al Festival lo scorso anno nei Giovani, quest’anno approda direttamente tra i big. Il pezzo è orecchiabile, ma sembra uscito direttamente da un musical. Il testo è piuttosto banalotto e gioca su rime decisamente scontate. Il suo timbro di voce è l’unica cosa realmente originale. Bello ma non balla.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Voto:4,5</span></p>
<h2><b>ALFA, <i>Vai! </i></b></h2>
<p>Prima volta al Festival per il giovane genovese con una canzone dalle sonorità country che sfrutta fischi e battiti di mani per restare impressa. Si punta tutto sulla musicalità del pezzo, mentre il testo resta piuttosto superficiale, forse anche un po&#8217; in linea con tutta la produzione del cantante. Tutto sommato prevedibilissimo, esattamente quello che ci si poteva aspettare da lui.</p>
<p><b>Voto: 4</b></p>
<h2><b>IL TRE, <i>Fragili</i></b></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiude la prima serata del Festival con un ritmo che cresce. Qualche stonatura? Si, ma il ritmo resta molto pop e commerciale con qualche barra rap. Sbiancato quasi come la neve di cui parla nel testo, <em>Il tre</em> era visibilmente commosso. La canzone per ora non resta molto in testa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Voto: </span><b>4</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Festival di sanremo, le pagelle della seconda serata</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 07:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Valori]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Morandi]]></category>
		<category><![CDATA[Ranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo al giro di boa del Festival, abbiamo ascoltato le restanti quattordici canzoni: ci sarà tra queste qualcuna  in grado di contrastare le Due Vite di Marco Mengoni? Noi abbiamo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="852" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/E2F40AB9-647E-4767-B945-08A0790B447F.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="E2F40AB9-647E-4767-B945-08A0790B447F" /></p><p>Siamo al giro di boa del Festival, abbiamo ascoltato le restanti quattordici canzoni: ci sarà tra queste qualcuna  in grado di contrastare le <em>Due Vite</em> di Marco Mengoni? Noi abbiamo trovato almeno una possibile alternativa. E non si tratta di <em>Perdere l&#8217;amore</em>.</p>
<p><strong>Will, <em>Stupido</em></strong></p>
<p><strong>Matteo</strong>: Il fatto che canti a pochi minuti dall’inizio fa pensare che sia tornata la categoria delle Nuove Proposte. Sarà la voglia di Festival, ma neanche sfigura: se fosse stato in scaletta a mezzanotte, forse, l’effetto sarebbe stato diverso. Il pezzo è orecchiabile come tanti. <strong>Fortunato 6</strong></p>
<p><strong>Samuele</strong>: Will ha la faccia pulita, sbarbato, vestito di bianco e non porta gli occhiali da sole. Forse è per questo che la sua canzone non arriverà alta in classifica generale, perché non è cantata da Tommaso Paradiso. Lui si esibisce, si emoziona e si diverte. Meglio di così!? <strong>RAGAZZO D’ORO 6</strong></p>
<p><strong>Modà, <em>Lasciami</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Omaggiati dal pubblico con una delle accoglienze più calde: dieci anni di assenza dal grande palco dell’Ariston si sono fatti sentire. E pure l’emozione di Kekko, che nella canzone racconta di come ha superato la depressione, è sincera e si evince dagli occhi. <strong>Necessari 6,5</strong></p>
<p><strong>S</strong>: Amadeus li definisce una band pop, ma i @modarock non vanno in confusione. <em>Lasciami </em>è infatti la canzone che i Modà continuano a scrivere da anni, sebbene all’inizio la voce di Kekko si insinui in sentieri sconosciuti. Il testo stavolta non è scontato e come al solito sono intelligenti anche le inserzioni orchestrali. Ma non siamo più nel 2011.  <strong>IL SOLITO 6</strong></p>
<p><strong>Sethu, <em>Cause perse</em> </strong></p>
<p><strong>M</strong>: Look total black, sguardo arrabbiato e frangetta alla Jim Carrey: già solo all’apparenza è più rock dei Modà, anche se il risultato è quello di un altro Blanco ordinato su Wish. Il brano, scritto con il fratello gemello, è perfetto da ascoltare mentre si infrangono i limiti di velocità in autostrada. <strong>Movimentato 5</strong></p>
<p><strong>S: </strong>Deve essersi spara la voce che il connubio “cantante che canta abbracciando il chitarrista” porti al successo. Se lo fa BLANCO con Michelangelo, se lo fa YUNGBLUD con Adam Warrington, lo può fare anche SETHU (da notare tutti i nomi in capslock). Il risultato è un mix tra i Dari e la nuova deriva pop-punk italiana, con un caschetto in più. <strong>POP-PANK 5</strong></p>
<p><strong>Articolo 31, <em>Un bel viaggio</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Abbigliamento da prima comunione per la prima grande reunion della serata. Riflessioni sul passato, come due teppisti costretti a mettere la testa a posto una volta diventati padri. Lo smalto di J-Ax è perduto da tempo e non basta qualche scratch per non farla assomigliare troppo a una canzone di Max Pezzali. <strong>Amiconi 6</strong></p>
<p><strong>S</strong>: Che bello rivedere quella console con il numero 31 e che emozione risentire gli scratch di Dj-Jad! La canzone è molto lontana dalle produzioni degli Articolo, sia quelle anni Novanta che quelle dei primi Duemila, somiglia invece molto allo stile dell’ultimo J-Ax. <em>Intro </em>risuona nelle orecchie, d’altronde gli eventi raccontati sono più o meno gli stessi. Alessandro e Vito hanno fatto pace nel modo più romantico, con un ritornello alla 883. <strong>UN URLO PER GLI ARTICOLO 31 6,5</strong></p>
<p><strong>Lazza, <em>Cenere</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Debutta a Sanremo con la classica etichetta di “artista che grazie alle piattaforme ha collezionato numeri da capogiro nell’ultimo anno, con una fanbase tendenzialmente giovane”. La domanda è sempre la stessa: riuscirà a reggere il confronto con il palco dell’Ariston? Risposta: assolutamente sì, con un brano moderno e da podio. <strong>Brillante 7</strong></p>
<p><strong>S</strong>: Ammettetelo, lo aspettavate tutti al varco. Campione di vendite, nuovo astro del rap e Post Malone come estimatore internazionale. Tutti pronti a vederlo cadere. Invece, eccolo lì, seduto sulle scale con un beat alla Martin Garrix che non puoi evitare di seguire a ritmo con la testa e una sicurezza da star mondiale. La transizione tra strofa e ritornello è un tocco di fino che gli vale mezzo voto in più. P.S. Anche il sottoscritto lo aspettava al varco. <strong>IMPERTURBABILE 7,5</strong></p>
<p><strong>Giorgia, <em>Parole dette male</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Ritorno storico al Festival, pari a quello di Elisa l’anno scorso. L’esito sarà diverso: un pezzo molto diverso da tutti gli altri, senza ambizioni di vittoria; un esercizio di stile che, perlomeno, ci ricorda il perché delle grandi aspettative. Fa una gara a parte. <strong>Dea 6</strong></p>
<p><strong>S</strong>: Torna dopo ventidue anni e scambiano il titolo della sua canzone con quello di Anna Oxa. Giorgia, tuttavia, non spacca il palco dalla rabbia e canta in maniera divina, persino col viso e con il suo sorriso riesce a trasmettere serenità. Il brano però non regge il confronto con l’artista. La canzone e i synth della prima strofa sembrano usciti dal Festivalbar del 1999. <strong>AMARCORD 5,5</strong></p>
<p><strong>Colapesce e Dimartino, <em>Splash</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: “Lavoro per non stare con te” ricorda dichiaratamente il “Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare” di Luigi Tenco. Con Musica leggerissima, arrivata a un passo dal podio, avevano ipnotizzato per la capacità di nascondere brutte sensazioni dietro un’apparente allegria. Obiettivo nuovamente centrato. <strong>Italiani 7,5</strong></p>
<p><strong>S</strong>: Come suonare classici e innovativi allo stesso tempo, chiedere a Colapesce e Dimartino. La loro leggerezza è malinconia vestita di eleganza. Il ritornello racconta una sofferenza disarmante con il calore di un’estate new wave. Un nuovo tormentone dopo <em>Musica leggerissima</em>, o meglio, un altro dei pochi tormentoni esistenti al mondo che ascolteremo con estremo piacere. <strong>ACQUA FRESCHISSIMA 8</strong></p>
<p><strong>Shari, <em>Egoista</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Vincitrice indiscussa del premio – se esistesse – per la peggiore discesa dalla scalinata. Da egoisti è anche richiedere lo sforzo di un tecnico per trasportare sul palco un pianoforte che verrà usato per mezza strofa. E non tutti i ventenni sono credibili nell’atteggiarsi da insofferenti. <strong>Barcollante 5</strong></p>
<p><strong>S</strong>: Il vibrato continuo e ostinato alla lunga da fastidio, ma ciò che è difficile da capire è per quale motivo suoni il pianoforte solo per dieci secondi. Il brano è un’accozzaglia di generi che poco si integrano: strofa R&amp;B, strofa rap e ritornello smaccatamente pop. Lei se la cava un po’ dappertutto, ma non spicca mai in nessuno di essi. <strong>OPACA 5</strong></p>
<p><strong>Madame, <em>Il bene nel male</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Le aspettative erano alte dopo l’ottimo debutto di due anni fa e le polemiche che hanno messo a rischio la sua partecipazione al Festival. Il cantato è ancora più comprensibile, nonostante la cassa batta a ritmo di un cuore accelerato: esame di maturità superato. <strong>Incompresa 7</strong></p>
<p><strong>S: </strong>E pensare che c’era chi l’avrebbe voluta escludere da Sanremo. Per fortuna alle polemiche si è sostituito il buonsenso, altrimenti ci saremmo persi una delle canzoni più belle del Festival. Autotune utilizzato in maniera perfetta, la voce che si inspessisce quando deve e le parole che si comprendono dall’inizio alla fine del brano. <strong>MODERNA 7,5</strong></p>
<p><strong>Levante, <em>Vivo</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Se non si fosse ancora capito, Levante di recente è diventata mamma e non può fare a meno di gridarlo a tutto il mondo. Il corpo è suo e decide lei, ma quelle sopracciglia in tinta con i capelli sono proprio brutte… A cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Who needs Madonna? <strong>Empowerment 6,5</strong></p>
<p><strong>S: </strong>Levante torna all’Ariston carica a molla con un brano dance. Il ritornello non rispetta le aspettative della strofa che invece trasmette delle ottime sensazioni anni Ottanta. Uma Thurman che canta Madonna. Una veste inedita che convince a metà. <strong>KILL BILL 6</strong></p>
<p><strong>Tananai, <em>Tango</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Trasformato rispetto al meritato ultimo posto dell’anno scorso. Intanto ha imparato a cantare; poi, sulla scia del suo ultimo successo, conferma la sua vena romantica, nonostante l’aspetto non proprio di un bravo ragazzo. <strong>Rinato 6,5</strong></p>
<p><strong>S: </strong>Il ragazzo è cambiato, dopo un anno è più elegante, raffinato e canta molto meglio. Il suo sogno è esibirsi all’Eurovision Contest e si presenta con una ballata classica per vincere il Festival. Tutto questo sembra renderlo più teso e meno spontaneo. Bravo, ma manca quel pizzico di follia. <strong>UOMO NUOVO 6,5</strong></p>
<p><strong>Rosa Chemical, <em>Made in Italy</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Cassa dritta, ritmo allegro e orecchiabile. Quanto alle polemiche, immagina indignarsi per le extension sulle unghie. Tanto rumore per nulla. <strong>Normale 6</strong></p>
<p><strong>S: </strong>Un inizio caparezziano che si trasforma in un’orgia danzereccia. L’interpretazione teatrale scaccia via le perplessità iniziali di chi lo vedeva come una brutta copia di Achille Lauro. L’adrenalina e l’irriverenza lo fanno sembrare un veterano, mentre le unghie lo rendono passabile di abuso edilizio. <strong>GRAFFIANTE 6,5</strong></p>
<p><strong>LDA, <em>Se poi domani</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Resiste alla tentazione di distruggere il palco davanti a qualche piccolo problema acustico. Una classica canzone d’amore che banalizza l’artista, come l’anno scorso Aka7even. Vittima della scaletta, se avesse cantato prima avrebbe potuto piacermi un po’ di più. <strong>Anonimo 5,5</strong></p>
<p><strong>S</strong>: Prendete Ed Sheeran, toglietegli la chitarra e le influenze rap e otterrete il pezzo di LDA. Il testo e la musica sono qualcosa di già sentito e nulla può la spigliatezza sul palco del giovane artista. Le logiche del mercato streaming hanno contagiato anche Sanremo e questa rappresenta la quota amore teen del Festival. <strong>TEEN DRAMA 5,5</strong></p>
<p><strong>Paola e Chiara, <em>Furore</em></strong></p>
<p><strong>M</strong>: Ben otto persone per la composizione di questo pezzo che mette in scena l’altra grande reunion del Festival. Va però gettata acqua sul fuoco: hanno dimostrato di avere ancora la stoffa, ma non è tutto oro quello che luccica. <strong>Maestre 6</strong></p>
<p><strong>S: </strong>Le due sorelle più attese del Festival si presentano avvolte nella carta stagnola e accompagnate da una crew di ballerini il cui compito principale sembra sia il farle sedere appena appaiono stanche. Paola e Chiara riprendono da dove avevano smesso, ovvero dalla musica che andava quasi venticinque anni fa, e chiudono le danze. Ce n’era davvero bisogno?  <strong>FURORE – IL MIO 5</strong></p>
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		<title>Sarà un Sanremo della Madonna</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 07:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Galiè]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo 2023]]></category>

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		<description><![CDATA[Come nel basket una tripla sulla sirena oppure, nel calciomercato, un contratto depositato a pochi secondi dalla chiusura delle porte, ci si aspettava che Amadeus regalasse il colpo di scena ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="702" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/6807071_11203952_amadeus_gianni_morandi_sanremo_2023.jpg.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanremo" /></p><p>Come nel basket una tripla sulla sirena oppure, nel calciomercato, un contratto depositato a pochi secondi dalla chiusura delle porte, <mark class='mark mark-yellow'>ci si aspettava che Amadeus regalasse il colpo di scena finale agli spettatori di Sanremo, ufficializzando la tanto vociferata presenza di <strong>Madonna</strong>.</mark> È stato lo stesso conduttore – nel corso di <em>Che Tempo Che Fa</em>, insieme al compagno di viaggio Gianni Morandi – a gettare la maschera: <mark class='mark mark-yellow'>non ci saranno ulteriori ospiti, nonostante l&#8217;indizio fornito da Fiorello di una “superospite donna di origine italiane”.</mark> Sarebbe stato il punto esclamativo di un Festival che, superate le difficoltà della pandemia, riprende ad accogliere artisti internazionali: allo stato delle cose, saranno dunque i già annunciati <strong>Black Eyed Peas</strong> (unica presenza all’Ariston nel 2004) e <strong>Depeche Mode</strong> (quarto gettone, l’ultimo nel lontano 1990).</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Amadeus ha reso noto che non ci saranno altri ospiti a Sanremo oltre a quelli già annunciati, ovvero Black Eyed Peas e Depeche Mode. Si spengono così le voci sul ritorno di Madonna all&#8217;Ariston.</span></p>
<p>Tutto come da programma rispetto a quanto dichiarato da Amadeus qualche mese fa, ovvero che gli unici superospiti ammessi sarebbero stati internazionali o ultrasettantenni. <mark class='mark mark-yellow'>Le uniche e giustificate eccezioni sono rappresentate da <strong>Mahmood e Blanco</strong>, campioni uscenti che si esibiranno nella serata inaugurale di martedì 7, e dai <strong>Maneskin</strong>, per i quali però da un lato la compagnia del chitarrista Tom Morello giovedì sera e dall’altro la loro consacrazione a livello mondiale possono fare accettare lo strappo alla regola.</mark> Le frequenti ospitate del conduttore e direttore artistico al TG1, iniziate a giugno, nelle ultime settimane si sono intensificate fino a riempire di grandi nomi il palinsesto di Sanremo, allargandolo anche nei luoghi: i collegamenti dalla Costa Smeralda (con Salmo, Fedez, Guè e Takagi &amp; Ketra) e dal palco di piazza Colombo (Piero Pelù, Nek e Renga, Annalisa, La Rappresentante di Lista e Achille Lauro) saranno parte integrante del Festival.</p>
<p>Tutto questo è solo il contorno: non si dimentichi che da martedì a sabato sarà in corso soprattutto una gara, in cui a concorrere saranno 28 canzoni inedite, mai così tante accorpate in un’unica categoria. L’obiettivo, all’apparenza arduo, è concludere ogni serata entro l’1:30 di notte (concessa l’1:45 per la finale) prima di passare la linea a Fiorello e al suo <em>Viva Rai2… Viva Sanremo!</em> che, di fatto, costituisce il singolare dopofestival di questa edizione. <mark class='mark mark-yellow'>Tra i concorrenti non manca l’artiglieria pesante: le partecipazioni di <strong>Marco Mengoni</strong>, <strong>Giorgia</strong> e <strong>Ultimo</strong> riflettono la rinnovata importanza acquisita dal Festival negli ultimi anni e, come certificato dalle quote dei bookmakers, i tre partono in prima fila nella corsa al titolo con un netto distacco iniziale nei confronti di tutti i cantanti avversari.</mark></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Lucio Dalla diceva che un Festival non si giudica dal vincitore, ma dal podio, e chissà che qualcuno non sia in grado di scalzare i favoriti dalla zona medaglie.</mark> D’altronde, la lista dei possibili outsider è lunga, a partire dal debuttante <strong>Lazza</strong>, rapper forse sconosciuto al grande pubblico, ma autore dell’album più venduto dell’anno e artista più ascoltato su Spotify. Da tenere d’occhio, poi, i ritorni di <strong>Colapesce e Dimartino</strong> – dopo il quarto posto nel 2021 – e di <strong>Madame</strong>, gravata dal compito di scacciare le polemiche con la sua musica. L’abbondanza del cast permette di abbracciare tutte le generazioni: non manca una strizzata d’occhio agli anni Novanta con le presenze di <strong>Gianluca Grignani</strong>, <strong>Articolo 31</strong> e <strong>Paola e Chiara</strong>, mentre si va ancora più nel passato con <strong>Anna Oxa</strong> (15esima volta in gara) e <strong>I Cugini di Campagna</strong> (addirittura esordienti), all’apparenza candidati a raccogliere l’eredità di Tananai in fondo alla classifica finale. Non sembrano avere grandi possibilità i giovani, al netto di gIANMARIA, finalista dell’edizione 2021 di X Factor.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>In un cast extra large con 28 partecipanti, Marco Mengoni, Giorgia e Ultimo sono i tre grandi favoriti alla vittoria finale. Almeno alla partenza, sembra difficile che qualcuno possa davvero insidiarli.</span></p>
<p>Infine, perché cambiare una formula vincente? A tenere le fila al fianco di Amadeus e Gianni Morandi, anche quest’anno vedremo diverse co-conduttrici alternarsi sul palco: Chiara Ferragni, Paola Egonu, Francesca Fagnani e Chiara Francini. Un quadretto complessivo con le carte in regola per tenere testa allo scorso Festival con gli ascolti più alti dal 2000. E non ci sarà solo la musica: durante la serata finale, si sarebbe dovuto attendere un videomessaggio del presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky che pare non ci sara&#8217;, almeno in video.</strong> I malumori generati dall’ospitata, in ogni caso, dureranno il tempo di un fiammifero rispetto a quanto avremo in testa le canzoni di Sanremo.</p>
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		<title>Amadeus alla Music Week, Sanremo parte da Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 18:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Galiè]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Amadeus]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Music Week]]></category>
		<category><![CDATA[MMW22]]></category>
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		<description><![CDATA[Se in questi giorni doveste viaggiare in auto da Milano a Roma o viceversa, avete buone probabilità di imbattervi in Amadeus, intento a ultimare la selezione dei brani che parteciperanno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4608" height="3456" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/11/IMG_20221125_192558.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Amadeus" /></p><p>Se in questi giorni doveste viaggiare in auto da Milano a Roma o viceversa, avete buone probabilità di imbattervi in Amadeus, intento a ultimare la selezione dei brani che parteciperanno a Sanremo. <mark class='mark mark-yellow'>La prossima domenica, al TG1 delle 13:30, il conduttore e direttore artistico del Festival della canzone italiana annuncerà in via ufficiale i cantanti in gara alla manifestazione (a cui si aggiungeranno, il 14 dicembre, i tre vincitori di Sanremo Giovani) </mark> e, <a href="http://www.magzine.it/milano-music-week-lamore-e-il-sesso-nella-canzone-italiana/" target="_blank">dal palco della Milano Music Week</a>, confessa: “La scelta delle canzoni è la cosa più importante di Sanremo. Perciò, l’ultima settimana entro in silenzio stampa e, dopo aver ristretto il campo a circa 35 proposte, scelgo da solo in automobile, dove quasi sempre ci si accorge se si ha voglia di riascoltare un brano o meno”.</p>
<p>Il puzzle del Sanremo che verrà ha iniziato a comporsi già dal marzo di quest’anno. <mark class='mark mark-yellow'>Il primo tassello è stata la riconferma di Amadeus per altre due edizioni, che lo porteranno a eguagliare colossi come Mike Bongiorno e Pippo Baudo per numero di conduzioni consecutive; quelli successivi, in estate, hanno riguardato gli annunci dei co-conduttori Chiara Ferragni (solo per due serate) e Gianni Morandi </mark>. Da domenica avremo il cast; ci sarà poi tempo per definire gli spazi ancora vuoti dal resto dei compagni di viaggio del presentatore; e dischiudere il mistero che avvolge, ormai abitualmente, la presenza di Fiorello. L’asticella è alta, dopo tre edizioni da record per ascolti e successi discografici. “Negli ultimi anni, Sanremo è davvero arrivato a tutti – conferma Federica Lentini, vicedirettrice di Rai Uno – con una grande apertura verso ogni genere musicale. È il nostro più grande evento e Amadeus rappresenta appieno l’intrattenimento”.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>C&#8217;è attesa per l&#8217;annuncio dei cantanti in gara a Sanremo 2023. Intanto, le certezze non mancano: Amadeus è riconfermato alla direzione artistica e priorità verrà data alla qualità delle canzoni rispetto al peso dei &#8220;personaggi&#8221; </span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Secondo il conduttore e direttore artistico, gli ottimi risultati dei recenti Festival derivano dall’avere restituito priorità alle canzoni </mark>. “La mia esperienza in radio – continua Amadeus – mi ha suggerito di farlo. Immagino sempre i brani sul lungo periodo e non posso accettare che un successo sia tale solo per due settimane, prima di sfumare”. Il punto di svolta è stata l’edizione del 2021: un banco di prova più che impegnativo, ma necessario per un’industria discografica già punita dalla pandemia. “È stata l’occasione per una vera e propria rivoluzione anche nella selezione degli artisti. Tranne due o tre – ammette – i nomi potevano essere sconosciuti al grande pubblico, ma le canzoni erano bellissime. E adesso non c’è nessuno che non sappia chi siano i Maneskin”.</p>
<p>Di conseguenza, il Festival ha recuperato appeal anche tra gli stessi cantanti. Non troppo tempo fa considerato un trampolino di lancio, ma che solo l’anno scorso è stato palcoscenico dei ritorni in gara di Elisa, Gianni Morandi e Massimo Ranieri. “Gli artisti vengono a presentare la loro musica in una settimana di festa – spiega Amadeus – e per questo ho eliminato la parola superospite, con un’eccezione per chi ha oltre 70 anni o quelli internazionali. <mark class='mark mark-yellow'>I veri superospiti saranno i miei cantanti in gara” </mark>. Un mantra valido per questa e per le future edizioni del Festival di Sanremo.</p>
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