<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; elezioni europee</title>
	<atom:link href="https://www.magzine.it/tag/elezioni-europee/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 23:44:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>Europee 2024 &#124; In Ungheria cresce l&#8217;opposizione a Orbán</title>
		<link>https://www.magzine.it/europee-2024-in-ungheria-cresce-lopposizione-a-orban/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/europee-2024-in-ungheria-cresce-lopposizione-a-orban/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2024 08:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[europee 2024]]></category>
		<category><![CDATA[orban]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[viktor orban]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=74587</guid>
		<description><![CDATA[In molti Paesi europei si stanno svolgendo le elezioni per il rinnovo dell&#8217;europarlamento. Per la maggior parte dei Paesi l&#8217;appuntamento è domenica 9 giugno, e tra questi non fa eccezione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="684" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/viktor-orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="viktor orban" /></p><p>In molti Paesi europei si stanno svolgendo le elezioni per il rinnovo dell&#8217;europarlamento. Per la maggior parte dei Paesi l&#8217;appuntamento è domenica 9 giugno, e tra questi non fa eccezione <strong>l&#8217;Ungheria</strong>, dove si terranno in concomitanza alle europee anche <mark class='mark mark-yellow'>le elezioni amministrative per Budapest</mark>. Secondo i pronostici, <strong>Viktor Orbán</strong>, primo ministro in carica ormai dal lontano 2010, sembra confermare la sua consolidata maggioranza con il partito Fidesz Unione Civica Ungherese, di ispirazione nazional-conservatrice di destra, con il 47% di consensi. Allo stesso tempo, sono emerse negli ultimi tempi alcune liste elettorali in aperto contrasto con lo strapotere di Orbán: per quanto non sembrino ancora in grado di ribaltare l&#8217;equilibrio politico del Paese, la loro crescita non è passata inosservata.</p>
<h2>Péter Magyar e le accuse di corruzione contro il governo</h2>
<p>Mentre. infatti, si conferma la coalizione di Fidesz con il Kdnp (Partito Popolare Cristiano Democratico), sembra che il Partito Popolare Europeo sia in contatto con la nuova lista Tisza, di cui fa parte <strong>Péter Magyar</strong>, ex dirigente di Fidesz. Nel 2024, Magyar ha guadagnato ampia visibilità attraverso i media indipendenti, criticando in maniera molto aspra e accesa il governo e i suoi funzionari e denunciando un grave problema di corruzione, contribuendo a <mark class='mark mark-yellow'>rendere pubblici alcuni scandali che hanno colpito duramente la popolarità di Orbán</mark>. In particolare, lo scorso marzo, Magyar ha pubblicato una registrazione di una conversazione di Orbán con la sua ex-moglie Judit Varga, ex ministra della Giustizia ed ex-membro Fidesz. La registrazione, che risalirebbe al 2023, suggerirebbe che alcuni membri di spicco del governo abbiano fatto rimuovere delle prove da alcuni documenti giudiziari per nascondere il loro coinvolgimento in casi di <strong>corruzione</strong>. Da quel momento, Magyar è riuscito a mantenere alta la sua popolarità incanalando il malcontento della popolazione nei confronti delle istituzioni.</p>
<p>La popolarità di Magyar,  inoltre, è dimostrata parzialmente anche dai sondaggi. Sempre a marzo, infatti, aveva annunciato di voler fondare un partito e offrire un&#8217;alternativa al contrasto tra le forze politiche di maggioranza e l&#8217;opposizione, e, secondo i sondaggi di quel mese, circa il 13% degli aventi diritti al voto era favorevole. Anche la campagna elettorale europea è stata condotta allo stesso modo, con l&#8217;organizzazione di proteste anti-governative in piazza che hanno raccolto centinaia di migliaia di manifestanti. L&#8217;ultima manifestazione si è svolta sabato 8 giugno, il giorno prima dell&#8217;appuntamento elettorale. Dal palco quest&#8217;ultimo evento, Magyar ha annunciato: <mark class='mark mark-yellow'>«Qualunque sia l’esito del voto di domani, abbiamo già sconfitto l’apatia».</mark></p>
<h2>L&#8217;opposizione tradizionale rimane in guardia</h2>
<p>Data la novità di questo nuovo partito che sta guadagnando consensi, i partiti d&#8217;opposizione tradizionali rimangono in guardia nei confronti dello schieramento di Magyar. Tra questi i principali sono raccolti nella <mark class='mark mark-yellow'>coalizione di centro sinistra</mark>, i cui partiti sono la Coalizione Democratica, il Partito Socialista Ungherese e &#8220;Dialogo&#8221;, ovvero il partito dei Verdi. I primi due sono legati al gruppo europeo dei Socialisti e Democratici, mentre l&#8217;ultimo fa parte della coalizione dei partiti Verdi. Tutti insieme hanno espresso come candidata <strong>Klára Dobrev</strong>, leader dei democratici dal 2019: nelle scorse elezioni europee aveva ottenuto il 16.05% dei voti, superando le aspettative, mentre nelle elezioni parlamentari del 2021 aveva ottenuto il 34% dei consensi.</p>
<p>Con Renew Europe — dove si collocano Italia Viva e Azione — troviamo invece <strong>Momentum</strong>, ovvero il partito di ispirazione liberale, con la candidata Anna Donáth, ormai da anni personalità di spicco del gruppo. In particolare, a dicembre del 2018 era stata arrestata durante alcune grandi proteste che contestavano l&#8217;approvazione di una legge (denominata provocatoriamente &#8220;legge schiavile&#8221;), per poi essere liberata poco dopo. Infine, alla guida del partito dei conservatori, afferente al gruppo dei Democratici Cristiani, ci sarà invece Péter Róna, celebre giurista ed economista. Fino all&#8217;anno scorso il nome di questo partito era Movimento per un&#8217;Ungheria Migliore, per poi cambiarlo in <strong>&#8220;Jobbik&#8221;</strong>. Questo nome singolare è un gioco di parole, e funziona in maniera simile all&#8217;inglese: in ungherese, il termine <em>jobb</em> infatti significa sia &#8220;migliore&#8221; sia &#8220;destra&#8221;, e per questo riprende il nome originale del partito evidenziandone anche l&#8217;orientamento ideologico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/europee-2024-in-ungheria-cresce-lopposizione-a-orban/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Europee 2024 &#124; IN GERMANIA L’ESTREMA DESTRA FA PROSELITI</title>
		<link>https://www.magzine.it/elezioni-2024-in-germania-lestrema-destra-fa-proseliti/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/elezioni-2024-in-germania-lestrema-destra-fa-proseliti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2024 22:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Curci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Afd]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento europeo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=74553</guid>
		<description><![CDATA[Occhi puntati sulle elezioni europee in Germania, dove a guadagnare terreno è il gruppo di estrema destra Alternative für Deutschland. Domenica 9 giugno gli elettori si recheranno alle urne per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="6000" height="3670" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/pexels-ingo-109629.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pexels-ingo-109629" /></p><p>Occhi puntati sulle elezioni europee in <strong>Germania</strong>, dove a guadagnare terreno è il gruppo di estrema destra <strong><em>Alternative für Deutschland</em></strong>. <mark class='mark mark-yellow'>Domenica 9 giugno gli elettori si recheranno alle urne per scegliere quale partito li rappresenterà al Parlamento europeo.</mark> Un voto, quello nel Paese, influenzato dai temi che più animano la tribuna politica tedesca: dalle migrazioni alla difesa, fino alla crisi climatica. E a giocarsi il tutto e per tutto sono tre grandi blocchi: la coalizione formata dal partito socialdemocratico, liberali e verdi, la destra di stampo cattolico della <strong><em>Christlich Demokratische Union Deutschlands</em></strong> e della <strong><em>Christlich-Soziale Union</em> </strong>e, infine, il già citato <em>Alternative für Deutschland</em>. Ed è proprio la campagna elettorale di quest’ultimo partito a chiudersi nel sangue: lo scorso 5 giugno un candidato del gruppo alle elezioni locali di <strong>Mannheim</strong> è stato ferito con un coltello da un uomo affetto da disturbi psichici. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, il 25enne stava danneggiando alcuni manifesti elettorali quando è stato avvicinato dal politico che ha poi colpito.</p>
<p>L’ascesa dell’Afd procede a ritmo costante, nonostante le ultime vicissitudini con protagonista proprio il capolista alle europee <strong>Maximilian Krah</strong>. Tra le accuse di aver stretto legami con <strong>Cina</strong> e <strong>Russia</strong> e le sue ultime <strong>dichiarazioni di matrice nazista</strong>, l’Afd resta uno dei partiti più <em>chiacchierati</em> – e al tempo capaci di attrare elettori – del Paese. <mark class='mark mark-yellow'>Se da una parte la crescita dell&#8217;estrema destra tedesca è ormai evidente, dall’altra è impossibile ignorare la perdita di consensi da parte del Partito Socialdemocratico.</mark> «È probabile che alle europee i tedeschi non votino per la coalizione: una sorta di punizione per le ultime scelte dei socialdemocratici – spiega <strong>Susanne Fengler</strong>, docente dell’Eric-Brost Institut für internationalen Journalismus –. I conservatori e l’Afd potrebbero ottenere decisamente più preferenze».</p>
<p>Sono tanti gli errori commessi dall&#8217;Spd tedesco: a partire da una comunicazione inefficiente e poco accattivante fino alle politiche rivolte a favorire prettamente uno spicchio di elettori ben delineato, quello dei pensionati. «I socialdemocratici perdono tanti voti e lo fanno molto velocemente: è un partito che non parla la lingua dei giovani», spiega Fengler. Le nuove generazioni, però, sono interessate alla politica, vogliono esserne parte attiva e ritagliarsi un proprio spazio nel mondo: «Sono alla ricerca di figure che rappresentino i loro ideali, ciò in cui credono. Molti ragazzi votano i partiti che prendono a cuore le tematiche <em>green</em>, ma anche i liberali. Ci sono anche giovani, soprattutto maschi provenienti dalle aree rurali, che votano <em>Alternative für Deutschland</em>», aggiunge la professoressa.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>E tra i temi che hanno infiammato la campagna elettorale non poteva mancare la gestione dei flussi migratori.</mark>Una questione divisiva e polarizzante che da tempo spacca in due l’elettorato dell’intera Unione europea. «Qui gli approcci sono di vario tipo: da una parte abbiamo l’Afd che si pone l’obiettivo assurdo di <em>ripulire la Germania dagli stranieri</em>. Un’aspirazione che, se raggiunta, provocherebbe gravi danni all’economia del Paese, dato che abbiamo bisogno di migranti – racconta Fengler –. Dall’altra abbiamo la restante fetta di partiti che ha preso alla leggera la questione, scegliendo di non affrontare di petto temi come l’<strong>immigrazione</strong> o il <strong>radicalismo islamico</strong>. Tutti fattori che influenzano una società che, ancora oggi, si aspetta di ricevere una risposta, o meglio una spiegazione, dalla classe politica».</p>
<p>Nelle ultime settimane i giornali del Paese hanno iniziato a produrre contenuti sulle elezioni, per fornire ai tedeschi le giuste coordinate per votare con consapevolezza, conoscendo in maniera completa i programmi elettorali e la storia dei partiti da cui vorranno farsi rappresentare. In Germania l’informazione ha assolto al proprio dovere, ma a farsi da parte, sfuggendo alle domande più stringenti e spinose, sono stati proprio i politici tedeschi: «Sono rimasti a distanza dai media che, in questo preciso momento storico vogliono vederci chiaro su temi come <strong>la guerra in Ucraina</strong> – spiega Susanne Fengler –. Questa è stata, a mio avviso, una vera occasione persa per confrontarsi e trovare un punto di contatto con l’elettorato».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/elezioni-2024-in-germania-lestrema-destra-fa-proseliti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Europee 2024 &#124; L&#8217;Olanda apre le danze e i primi exit poll smentiscono i sondaggi</title>
		<link>https://www.magzine.it/lolanda-apre-le-danze-delle-elezioni-europee-e-i-primi-exit-poll-smentiscono-i-sondaggi/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/lolanda-apre-le-danze-delle-elezioni-europee-e-i-primi-exit-poll-smentiscono-i-sondaggi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 22:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ilenia Cavaliere]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[olanda]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Bassi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=74386</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Olanda è il primo dei 27 Paesi europei ad aver votato per il rinnovo del Parlamento Europeo, dove avrà a disposizione 31 seggi. Le urne in tutta Europa saranno aperte fino a domenica 9 giugno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1131" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-06-at-16.06.49.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="European elections created by Emanuele del Rosso" /></p><p>L&#8217;<strong>Olanda</strong> è il primo dei 27 Paesi europei ad aver votato per il rinnovo del Parlamento Europeo, dove avrà a disposizione <strong>31 seggi. </strong>Le urne in tutta Europa saranno aperte fino a domenica 9 giugno e coinvolgeranno complessivamente <strong>373 milioni di elettori</strong>.</p>
<p>Arrivano già i primi risultati dai Paesi Bassi con gli <strong>exit poll</strong> che sembrano andare in controtendenza rispetto ai sondaggi della vigilia: la coalizione di sinistra <em>Laburisti-Verdi</em> guidata da Frans Timmermans è in vantaggio sul <em>Partito della Libertà</em> (PVV), estrema destra di Geert Wilders che fino a questa mattina era in competizione ravvicinata con l&#8217;alleanza <em>GreenLeft and Labor</em> (GL-PvdA) di sinistra. Stando ai primi numeri, l&#8217;alleanza di  Timmermans otterrebbe otto seggi rispetto ai sette assegnati a Wilders &#8211; un notevole cambiamento per il PVV rispetto alle elezioni europee del 2019, quando non riuscì a vincere alcun seggio.</p>
<p><strong>Jeroen Heuts</strong>, docente del dipartimento di giornalismo dell’Università di Utrecht, attribuisce il vantaggio della coalizione <em>Laburisti/Verdi</em> alla diffusa preoccupazione tra gli olandesi riguardo un potenziale governo di destra radicale: «Le politiche anti-migrazione e anti-clima di quest&#8217;ultimo spaventano una parte significativa della popolazione che potrebbe quindi essere incentivata a votare per la coalizione di Timmermans».</p>
<p>Sono anche altri i partiti olandesi in corsa alle elezioni: «Il <em>Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia</em> (VVD), liberale, guidato dal Primo ministro Mark Rutte e il <em>Movimento Civico-Contadino</em> (BBB) degli agricoltori», spiega il giornalista e vignettista politico olandese <strong>Emanuele del Rosso. </strong>«Questi hanno guadagnato molti voti durante le elezioni nazionali e si prevede che otterranno buoni risultati anche alle europee. La campagna elettorale qui in Olanda l&#8217;ho trovata molto <em>ordinata e organizzata</em>: non ho percepito lo stesso stress o ossessione dei politici che invece si percepisce in Italia», racconta.</p>
<p>Tra i <b>temi principali</b> delle elezioni europee in Olanda emergono la gestione <b>dell&#8217;immigrazione</b>, il <b>cambiamento climatico</b> e la<b> posizione del Paese</b> all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea. «Le politiche nazionaliste e la paura di un ritorno a vecchie tensioni interne sono state al centro delle discussioni, riflettendo un&#8217;Europa in cui le questioni identitarie e sovraniste continuano a essere di primaria importanza»  spiega Del Rosso.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<div id="attachment_74395" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-06-at-16.06.55.jpeg"><img class="size-medium wp-image-74395" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-06-at-16.06.55-300x212.jpeg" alt="Green Deal designed by Emanuele del Rosso" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">Green Deal created by Emanuele del Rosso</p></div>
<p>Il governo olandese porta la bandiera di destra del <em>Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia </em>di Rutte da<em> </em>18 anni: «Fino ad oggi la maggioranza dei cittadini olandesi e&#8217; sempre stata di destra. Ad Amsterdam, nonostante il sindaco sia di sinistra, l&#8217;elettorato va in direzione opposta, riflettendo una situazione simile alla Brexit, con la città che vota diversamente rispetto al resto del Paese», spiega il giornalista che ribadisce quanto<strong> la coalizione dei quattro partiti di destra</strong> &#8211; VVD, Appello Cristiano Democratico (CDA), Democratici 66 (D66) e Unione Cristiana (CU) &#8211; abbia espresso una <strong>dura linea</strong> su temi controversi come <b>l’immigrazione</b>.</p>
<p>La nuova amministrazione del <strong>Rutte IV</strong> aveva infatti promesso di limitare il ricongiungimento familiare per gli immigrati, mettendo in atto le politiche migratorie restrittive firmate lo scorso 16 maggio dalla coalizione. Dunque l&#8217;ago della bilancia è come se si spostasse velocemente da destra a sinistra. Ma a cosa è dovuta questa contraddizione? «Il problema è che gli olandesi che vivono nella campagne, che sono comunque una gran parte, sono quelli ancora radicati a ideologie di stampo sovranista e che fanno fatica ad accettare l’ingresso dei migranti», spiega Del Rosso. E prosegue: «Allo stesso tempo, le principali città olandesi, più urbanizzate, abbracciano diversamente il tema dell&#8217;immigrazione in quanto più aperte mentalmente».</p>
<p>Anche il professore della <em>Utrecht University</em> chiarisce il paradosso: «I<strong> partiti di destra</strong> dipingono spesso gli immigrati come una minaccia per la sicurezza nazionale e per l&#8217;identità culturale del Paese. Si concentrano sui presunti problemi legati all&#8217;integrazione degli immigrati nella società olandese, sottolineando i timori riguardanti la criminalità, il terrorismo e l&#8217;occupazione. D&#8217;altra parte,<strong> i partiti di sinistra</strong> tendono ad adottare una visione più inclusiva e progressista sull&#8217;immigrazione. Essi solitamente enfatizzano i contributi positivi degli immigrati alla società olandese, sottolineando la diversità culturale come un valore aggiunto anziché una minaccia» conclude.</p>
<p>La tendenza alla destra olandese non è dettata solo dai luoghi di provenienza dei cittadini ma anche dall&#8217;età: secondo gli ultimi dati rilevati da <em>Kieskompas</em>, strumento che orienta gli elettori nella scelta del partito che più li rappresenta, quasi <strong>la metà dei 51mila elettori intervistati desidererebbe ripristinare un confine tra gli Stati europei come risposta all’immigrazion</strong>e. La maggioranza di questi intervistati aveva dai 65 anni in su e il 90% ha dichiarato che avrebbe votato per un partito di estrema destra come il PVV o il <em>Forum per la Democrazia</em> (FVD).</p>
<p><strong><em>Ma dove sono i giovani? </em></strong>La carente partecipazione al voto dei giovani è un problema strutturale che si ripresenta puntualmente. «I giovani votano meno degli anziani, anche se gli studenti universitari votano un po&#8217; di più»  conferma <strong>Jeroen Heuts.</strong></p>
<p>«La politica, come anche negli altri Paesi, prende poco spazio nelle attività dei giovani», spiega Del Rosso, vicedirettore dell&#8217;European Cartoon Award. Questa condizione, racconta <b>Jeroen Heuts, </b>«dipende anche dalla scarsa abitudine dei giovani a consultare i giornali tradizionali per informarsi in maniera completa».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>«Testate come <em>De Volkskrant </em>- conferma Emanuele del Rosso  &#8211; hanno offerto in queste ultime settimane di pre-elezioni <b>approfondimenti e spazi per il dibattito, favorendo una discussione meno polarizzata rispetto ad altri Paesi europei</b>. Anche i toni utilizzati dai politici di estrema destra in Olanda sono stati relativamente più moderati e civili, contribuendo a un confronto pubblico più costruttivo». Il problema è che, secondo Heuts, molti giovani non leggono più i giornali: «Ottengono le notizie dai social media, ma non è la stessa cosa. Se le persone non leggono giornali di qualità, potrebbe essere un motivo per cui i giovani non sono pienamente informati sulla politica e sul mondo», conclude.</p>
<p><em><strong>Cosa ne pensano i giovani olandesi?</strong> </em>Lo abbiamo chiesto ad un gruppo di studenti di diverse università. «Se i giovani sono interessati a votare alle elezioni europee? Credo che la maggior parte lo sia, anche perché queste elezioni riguardano le questioni mondiali attuali che influenzano in qualche modo il proprio Paese: se si vuole che lo Stato prenda decisioni adeguate e che abbia una voce in Europa, votare è fondamentale. Quindi sì, penso che i giovani siano interessati a votare alle elezioni europee, anche se <strong>non sempre è chiaro per loro chi votare</strong>, poiché i partiti olandesi non sempre seguono per l&#8217;Europa la stessa linea politica nazionale», racconta Luca che prosegue. «Penso sia importante chiarire quali siano le elezioni europee e quali siano le differenze rispetto alle elezioni statali, mostrando in maniera chiara quali sono le posizioni dei vari partiti sulle questioni europee. È importante che i giovani siano informati tramite i social media e i notiziari affinché possano partecipare pienamente»  conclude.</p>
<p>Tra i temi più importanti che i ragazzi hanno a cuore, spicca il cambiamento climatico. Non solo: la guerra tra Israele e Palestina, l&#8217;immigrazione e l&#8217;asilo sono «questioni cruciali che coinvolgono non solo i Paesi Bassi ma molti altri Paesi europei».</p>
<p>Eppure<strong> il <em>Partito della Libertà</em> (PVV) di Geert Wilders sembra essere quello di più successo tra i ragazzi</strong>. La motivazione è valida: «Affronta le questioni olandesi in modo deciso e su scala europea», spiega Luca.  È infatti proprio sulla vittoria di questa coalizione che puntavano i sondaggi, smentiti in serata alla chiusura delle urne olandesi: <strong>Wilders guadagna sette seggi</strong> ma resta in seconda fila, dopo gli otto<strong> seggi vinti da Frans Timmermans</strong> con <em>Laburisti-Verdi.  </em>Il &#8220;podio&#8221; vede terzi i <em>liberali di destra</em> (VVD) del premier uscente Mark Rutte con 4 seggi. I centristi del <em>Nuovo Contratto Sociale</em> di Pieter Omtzigt e il Movimento dei Contadini (BBB) guadagnerebbero rispettivamente un seggio ciascuno, mentre uno andrebbe anche al <em>Forum per la Democrazia</em> (FVD) guidato dal populista Baudet.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/lolanda-apre-le-danze-delle-elezioni-europee-e-i-primi-exit-poll-smentiscono-i-sondaggi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EUROPEE 2024 &#124; MALTA: CONTINUERÀ IL DOMINIO DEI LABURISTI?</title>
		<link>https://www.magzine.it/europee-2024-malta-continuera-il-dominio-dei-laburisti/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/europee-2024-malta-continuera-il-dominio-dei-laburisti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 05:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Piga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[malta]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=74302</guid>
		<description><![CDATA[Nella terza tranche dei Paesi dell’Unione Europea che apriranno i seggi l’8 giugno c’è Malta. La quinta Nazione più piccola del Vecchio Continente, al centro del Mar Mediterraneo e composta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="990" height="557" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/2016-12-14-malta.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo: picture alliance / dpa-Zentralbild" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Nella terza <em>tranche</em> dei Paesi dell’Unione Europea che apriranno i seggi l’<strong>8 giugno</strong> c’è <strong>Malta</mark></strong>. La quinta Nazione più piccola del Vecchio Continente, al centro del Mar Mediterraneo e composta dalle isole Malta, Gozo e Comino, contribuirà a rinnovare il <strong>Parlamento Europeo</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>Sarà la quinta volta che i maltesi (dai 16 anni in su) eleggeranno i propri sei rappresentanti a Strasburgo (il numero minimo insieme a <strong>Cipro</strong> e <strong>Lussemburgo</strong>)</mark>, nell’anno in cui ricorrono le celebrazioni di tre avvenimenti che hanno cambiato la rotta dello Stato: è il sessantesimo anniversario dell’indipendenza dalla corona britannica <strong>(21 settembre 1964)</strong> alla quale, però, resta legato come membro del Commonwealth; il cinquantesimo dall’instaurazione della repubblica parlamentare <strong>(13 dicembre 1974)</strong> e il ventesimo dall’adesione all’<strong>Unione Europea (1°maggio 2004)</strong>.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Nell’ultima legislatura, iniziata il<strong> 2 luglio 2019</strong>, il <strong>partito laburista</strong>, espressione del centrosinistra e del governo nazionale dalle elezioni politiche del <strong>2013</strong> (tre successi di fila, l’ultimo nel <strong>2022</strong>), ha occupato quattro dei sei seggi previsti; mentre i restanti sono andati al centrodestra, rappresentato dal <strong>partito nazionalista</mark></strong>. I laburisti, appartenenti a una delle tre <em>famiglie</em> che costituiscono la maggioranza dell’emiciclo <strong>(Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici)</strong>, non si sono assicurati un incarico di vertice, oltre a quello di commissario europeo che spetta a ogni membro dell’Unione Europea. Mentre <strong>Helena Dalli</strong> ha rappresentato Malta e il partito come “commissario per l’uguaglianza”, i nazionalisti hanno ottenuto la nomina a presidente del Parlamento Europeo della loro segretaria generale, <strong>Roberta Métsola</strong>, succeduta a <strong>David Sassoli</strong> in seguito alla sua morte (18 gennaio 2022).</p>
<p>Anche quest’anno, la posta in gioco è contesa tra il partito laburista, guidato dal primo ministro <strong>Robert Abela</strong>, e il partito nazionalista, capeggiato da<strong> Bernard Grech</strong>. Si profila un regolamento dei conti interni: <mark class='mark mark-yellow'>«Le questioni nazionali hanno la precedenza sui temi europei. I partiti si sono abituati a usare l’elezione degli eurodeputati come cartina di tornasole del loro operato a livello interno</mark>. Lo si vede dalla retorica, dagli slogan, dal modo in cui i candidati parlano. Dicono che lavoreranno per Malta nell’attuazione di una serie di misure, quando in realtà l’assetto delle istituzioni europee si occupa di una politica europea più ampia», analizza, per <em>Magzine</em>, <a href="https://x.com/karl_azzopardi" target="_blank"><strong>Karl Azzopardi</strong></a>, Online Editor di <a href="https://www.maltatoday.com.mt/" target="_blank"><em>Malta Today</em></a>.</p>
<div id="attachment_74327" style="width: 1616px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/jjb00828.jpeg"><img class="size-full wp-image-74327" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/jjb00828.jpeg" alt="Il primo ministro Robert Abela (Foto: James Bianchi/MaltaToday)" width="1616" height="1080" /></a><p class="wp-caption-text">Il primo ministro Robert Abela (Foto: James Bianchi/MaltaToday)</p></div>
<p>All’inizio della campagna elettorale, infatti, tra le questioni più dibattute «spiccavano maggiormente i temi sulla difesa, l’immigrazione e l’ambiente», osserva; <mark class='mark mark-yellow'>ma da qualche settimana la discussione è monopolizzata «dall’inchiesta magistrale sulla concessione degli ospedali»</mark>, per la quale il vice-primo ministro <a href="https://www.euractiv.com/section/justice-home-affairs/news/malta-deputy-pm-and-eu-commission-hopeful-quits-amid-healthcare-scandal/" target="_blank"><strong>Chris Fearne</strong> ha presentato le dimissioni</a>, in seguito le accuse di riciclaggio, frode e cospirazione; e che coinvolge anche <a href="https://www.politico.eu/article/maltas-ex-pm-muscat-pleads-not-guilty-in-corruption-case/#:~:text=Joseph%20Muscat%2C%20a%20former%20prime,and%20vocal%20crowd%20of%20supporters." target="_blank"><strong>Joseph Muscat</strong>, ex primo ministro e leader dei laburisti</a>, ed <a href="https://www.politico.eu/article/maltas-ex-pm-muscat-pleads-not-guilty-in-corruption-case/#:~:text=Joseph%20Muscat%2C%20a%20former%20prime,and%20vocal%20crowd%20of%20supporters." target="_blank"><strong>Edward Scicluna</strong>, governatore della Banca centrale</a>. È la seconda vicenda giudiziaria che, in pochi anni, si abbatte sul partito al governo dopo quella sull’assassinio di <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/daphne-caruana-galizia-a-cinque-anni-dalla-sua-morte-malta-ha-ancora-un-problema-di-liberta-di-stampa-c4f4xcsi" target="_blank"><strong>Daphne Caruana Galizia</strong> (16 ottobre 2017)</a>, giornalista investigativa che – nel suo blog <a href="https://daphnecaruanagalizia.com/" target="_blank">Running Commentary</a> – ha indagato sul giro di tangenti di alcuni esponenti del gabinetto Muscat che ha lasciato l’incarico a favore proprio di Abela nel 2020.</p>
<div id="attachment_74329" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/8-9_bernard_grech.jpg"><img class="size-full wp-image-74329" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/8-9_bernard_grech.jpg" alt="Il leader del Partito Nazionalista Bernard Grech. Foto: James Bianchi" width="1000" height="561" /></a><p class="wp-caption-text">Il leader del Partito Nazionalista Bernard Grech. Foto: James Bianchi</p></div>
<p>Da un punto di vista elettorale, <a href="https://www.maltatoday.com.mt/news/data_and_surveys/129379/labour_leads_by_8_points_and_21500_votes#.Zl4qCXZBy5c" target="_blank">gli strascichi negativi dell’ultima inchiesta sugli accordi per la privatizzazione degli ospedali non dovrebbero incidere sul partito laburista</a>. Non dovrebbero andare a vantaggio, quindi, del partito nazionalista, che non accorcerebbe il divario riconquistando almeno un seggio in più rispetto a quelli di cinque anni fa. <mark class='mark mark-yellow'>«Stando ai sondaggi, si prevede che il centrodestra rimanga significativamente indietro rispetto al centrosinistra</mark>. Sebbene ci siano sentimenti razzisti, invece, il partito di estrema destra Imperium Europa dovrebbe aumentare il proprio consenso, ma non eleggerà un europarlamentare», spiega Azzopardi.</p>
<div id="attachment_74326" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/matthew_vella_editors.jpg"><img class="size-full wp-image-74326" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/06/matthew_vella_editors.jpg" alt="Matthew Vella (al centro) con Karl Azzopardi, direttore di MaltaToday.com.mt, e Kurt Sansone, direttore esecutivo di Malta Today. Foto: Malta Today" width="1000" height="666" /></a><p class="wp-caption-text">Matthew Vella (al centro) con Karl Azzopardi, direttore di MaltaToday.com.mt, e Kurt Sansone, direttore esecutivo di Malta Today. Foto: Malta Today</p></div>
<p>In quanto responsabile del sito web di <em>Malta Today</em>, Karl Azzopardi sta dirigendo la redazione “digitale” nella copertura delle elezioni europee in un quadro sulle libertà di espressione e stampa che – come testimonia l’omicidio di Caruana Galizia – è preoccupante. Lo certifica il <a href="https://rsf.org/en/index?year=2023" target="_blank">rapporto pubblicato nel 2023 da Reporter senza frontiere</a>, che piazza <strong>La Valletta</strong> all’84° posto su 180 Paesi del mondo e 26° su 27 dell’Unione Europea, seguita solo dalla Grecia. <mark class='mark mark-yellow'>«Sento un po’ di animosità nei confronti della stampa, soprattutto in periodi politicamente <em>carichi</em> come le elezioni politiche</mark>, ma io e i miei colleghi abbiamo operato serenamente, raccontando gli eventi sia della maggioranza, sia dell’opposizione, organizzando, insieme a un’altra testata giornalistica, dibattiti con candidati al Parlamento europeo di tutte le estrazioni politiche», conclude Azzopardi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/europee-2024-malta-continuera-il-dominio-dei-laburisti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Al Salone del Libro si parla di elezioni e di chi non viene rappresentato in democrazia</title>
		<link>https://www.magzine.it/al-salone-del-libro-si-parla-di-elezioni/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/al-salone-del-libro-si-parla-di-elezioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 11:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tamberi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Libro]]></category>
		<category><![CDATA[salone del libro 2024]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=73594</guid>
		<description><![CDATA[Secondo un&#8217;importante analisi pubblicata sul settimanale The Economist verso la fine dell&#8217;anno scorso, il 2024 è da considerarsi il più grande anno elettorale della storia. In base ai calcoli, tra i ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="852" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/salone-libro-torino-GettyImages-1398842725.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turin Book Fair 2022" /></p><p>Secondo un&#8217;importante analisi pubblicata sul settimanale <a href="https://beta.economist.com/interactive/the-world-ahead/2023/11/13/2024-is-the-biggest-election-year-in-history" target="_blank">The Economist</a> verso la fine dell&#8217;anno scorso, <mark class='mark mark-yellow'>il 2024 è da considerarsi il più grande anno elettorale della storia.</mark> In base ai calcoli, tra i 76 Paesi in cui sono previste le elezioni, nel corso dell&#8217;anno verranno chiamate alle urne complessivamente più di quattro miliardi di persone, circa la metà della popolazione mondiale. Anche in Italia è facile percepire l&#8217;importanza del voto in questi mesi, tra le regionali — già concluse in Sardegna, Abruzzo e Basilicata, mentre non ancora avviate in Piemonte e Umbria — e le <a href="https://www.magzine.it/un-mese-al-voto-viaggio-verso-le-elezioni-europee/" target="_blank">imminenti elezioni del parlamento europeo</a>.</p>
<p>Per chi studia e analizza lo scenario politico odierno, ogni appuntamento elettorale è un&#8217;occasione per riflettere sul funzionamento del più importante strumento democratico che abbiamo. Con un astensionismo così elevato, si possono considerare valide le elezioni da un punto di vista democratico? E se non sono valide, si può ancora parlare di democrazia? Ne hanno parlato durante <mark class='mark mark-yellow'>la prima giornata del Salone del Libro di Torino</mark> <strong>Valentina Pazè</strong>, professoressa di filosofia politica all&#8217;Università di Torino, e <strong>Nadia Urbinati</strong>, professoressa di teoria politica alla Columbia University di New York.</p>
<h2>Chi sono i &#8220;non rappresentati&#8221;?</h2>
<p>La presentazione del libro <strong>&#8220;I non rappresentati. Esclusi, arrabbiati, disillusi&#8221;</strong> di Pazè inizia con un dato recente ma significativo: alle elezioni regionali in Abruzzo hanno votato il 52% degli aventi diritto al voto, record negativo storico per la regione. Alcuni analisti inoltre credono che i dati di affluenza per le europee non saranno molto diversi. «Spesso metaforicamente diciamo che il primo partito è il partito del non voto. Questo partito però non è omogeneo, c&#8217;è di tutto al suo interno. È anche difficile fare ricerca su questo gruppo, perché chi si astiene spesso si astiene anche dallo spiegarci perché non vota» afferma la docente. <mark class='mark mark-yellow'>«Un dato però ce l&#8217;abbiamo: in Italia ma non solo, secondo diverse ricerche, a non votare sono in particolare i più poveri, i meno istruiti, i più &#8220;marginali&#8221;».</mark></p>
<p>Come mai questo legame tra classe sociale e astensionismo? Ci da&#8217; una spiegazione la professoressa Nadia Urbinati: «<mark class='mark mark-yellow'>C&#8217;è una correlazione tra forza sociale e forza politica.</mark> Oggi va a votare chi ha già una buona posizione sociale, come per esempio chi è già ingranato nell&#8217;organizzazione del lavoro. Se pensiamo invece ai più poveri, ai lavoratori precari, ai rider e a tutte le categorie più a disagio ci rendiamo conto che sono soli e isolati. Allo stesso tempo, secondo diversi studi, le organizzazioni sociali — come i sindacati, ma anche i quartieri o la Chiesa — un tempo punto di riferimento per queste persone, stanno decadendo. Il cittadino solo diventa quindi un&#8217;unità tra milioni, e ha la percezione di non avere nessun potere di cambiare le cose. Anche perché i partiti non dialogano con il singolo individuo, ma fanno riferimento a gruppi di interesse». Infine, per Urbinati: <mark class='mark mark-yellow'>«la democrazia di oggi è la democrazia di chi ha una stabilità sociale ed economica».</mark></p>
<h2>Democrazia rappresentativa e maggioritaria</h2>
<p>Nel saggio si riflette anche su altre categorie di persone che non votano. Si può pensare, per esempio, a chi non ha accesso al voto, come le persone straniere, oppure anche a chi si rifiuta di votare, come forma di protesta contro un sistema politico ed elettorale che non è rappresentativo. <mark class='mark mark-yellow'>«Si considera democratica la rappresentanza quando pensiamo, per esempio, a un parlamento che effettivamente rispecchia le posizioni di tutta la cittadinanza, soprattutto se eletto con un sistema elettorale proporzionale»,</mark> afferma la professoressa Pazè.</p>
<p>Questo sistema si oppone, secondo la filosofia politica, alla democrazia maggioritaria, dove la rappresentanza delle parti viene sacrificata per trovare una maggioranza solida, con l&#8217;obiettivo di dare stabilità politica al governo. Questo sistema però è ritenuto da molti fintamente democratico: <mark class='mark mark-yellow'>«Una singola persona non può mai rappresentarci tutti, anche se dice di farlo. Un singolo individuo può essere rappresentativo solo in senso simbolico, come quando Donald Trump dice &#8220;<em>me, the people</em>&#8220;, ovvero &#8220;io, il popolo&#8221;. [&#8230;] Siamo in una fase di crisi dei partiti e della politica, e tendiamo quindi ad andare verso forme di rappresentanza simbolica che di per sé non hanno nulla di democratico».</mark></p>
<p>Questo tema, all&#8217;apparenza molto astratto e che viene dibattuto da ormai molto tempo, in realtà ha importanti elementi di attualità: <mark class='mark mark-yellow'>la riforma del premierato</mark>, ad oggi ancora sotto forma di disegno di legge costituzionale e approdato di recente in Senato, si propone infatti di attribuire maggiori poteri al presidente del Consiglio e di introdurre la sua elezione diretta, seguendo quindi un modello maggioritario di democrazia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/al-salone-del-libro-si-parla-di-elezioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un mese al voto: viaggio verso le elezioni europee</title>
		<link>https://www.magzine.it/un-mese-al-voto-viaggio-verso-le-elezioni-europee/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/un-mese-al-voto-viaggio-verso-le-elezioni-europee/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 06:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Mochi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=73405</guid>
		<description><![CDATA[“Use Your Vote”, usa il tuo voto. È  il motto della campagna istituzionale del Parlamento europeo per incoraggiare i circa 450 milioni di cittadini europei a recarsi alle urne tra ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4624" height="3468" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/20240423_180159.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="20240423_180159" /></p><p><span style="font-weight: 400;">“Use Your Vote”, usa il tuo voto. È  il motto della campagna istituzionale del <strong>Parlamento europe</strong>o per incoraggiare i circa 450 milioni di cittadini europei a recarsi alle urne tra <strong>il 6 </strong>(i <strong>Paesi Bassi</strong> apriranno per primi le urne)<strong> e il 9 giugno</strong>. In <strong>Italia</strong> si voterà<strong> sabato 8 e domenica 9</strong>. La nuova Eurocamera entrerà nella sua decima legislatura e dovrà affrontare le numerose sfide, a livello interno e internazionale, che rendono il momento storico attuale così complesso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma cos’è il Parlamento europeo? Quali sono le sue funzioni? Chi siede al suo interno?</span></p>
<p><b>Che cos’è il Parlamento europeo?</b></p>
<p>È <span style="font-weight: 400;">una delle tre istituzioni dell’Unione, assieme a Consiglio europeo e Commissione, ed l’unica in cui i suoi </span><b>componenti </b><span style="font-weight: 400;"><strong>sono</strong> </span><b>eletti direttamente</b><span style="font-weight: 400;"> dai cittadini europei. Attualmente, gli europarlamentari sono <strong>705</strong>, ma dalla prossima legislatura saliranno a <strong>720</strong>, in virtù dei cambiamenti demografici degli ultimi anni (in ogni caso, non possono essere più di <strong>750</strong>). In <strong>Francia</strong>, <strong>Spagna</strong> e <strong>Paesi Bassi</strong> saranno in palio<strong> due seggi</strong> in più rispetto all&#8217;ultima elezione. </span><span style="font-weight: 400;">Ogni Stato membro elegge i suoi rappresentanti in base alla sua popolazione e ha diritto come </span><b>minimo a sei seggi</b>: <span style="font-weight: 400;">è il caso di Paesi meno popolosi come <strong>Malta</strong>, <strong>Cipro</strong> e <strong>Lussemburgo</strong>. Il </span><b>massimo</b><span style="font-weight: 400;"> di europarlamentari eleggibili è, invece, </span><b>96</b><span style="font-weight: 400;"> (<strong>Germania</strong>), mentre l’Italia è il terzo Paese più rappresentato, con 76 seggi.</span></p>
<div id="attachment_73416" style="width: 225px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240423-WA0180.jpg"><img class="wp-image-73416 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240423-WA0180-225x300.jpg" alt="IMG-20240423-WA0180" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La sede del Parlamento europeo a Strasburgo (Francia)</p></div>
<p><b>Le funzioni del Parlamento europeo</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span>principale funzione<span style="font-weight: 400;"> del Parlamento europeo è quella </span><b>legislativa</b><span style="font-weight: 400;">, esercitata assieme al Consiglio dell’UE, guidato, ogni sei mesi, da uno Stato membro. </span><span style="font-weight: 400;">A differenza dei parlamenti nazionali, l’Eurocamera </span><b>non ha potere di iniziativa legislativa</b><span style="font-weight: 400;"> che spetta, invece, alla Commissione UE, di cui è presidente <strong>Ursula von der Leyen</strong></span>. Quindi, non può proporre le leggi. Nell’iter legislativo, il Parlamento discute, modifica ed eventualmente approva le proposte presentate dalla Commissione. Alcuni atti legislativi, come i <em>regolamenti</em>, trovano diretta applicazione nel quadro normativo degli Stati, mentre in altri casi è necessario che ciascun Paese adotti una legge nazionale per adeguarsi, come accade per le <em>direttive</em>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma non si tratta della sua unica competenza. Il Parlamento esercita un </span><b>controllo</b><span style="font-weight: 400;"><strong> di tipo</strong> </span><b>politico </b><span style="font-weight: 400;">sull&#8217;operato della </span><b>Commissione</b>: nomina il <em>mediatore europeo</em><span style="font-weight: 400;">, </span>istituisce commissioni d’inchiesta<span style="font-weight: 400;"> e </span>approva il bilancio annuale dell’Unione<span style="font-weight: 400;"> assieme al Consiglio UE. In alcune materie, Parlamento e Consiglio hanno competenze diverse. Per esempio, nel caso delle politiche di concorrenza e di sicurezza comune, il Parlamento ha solamente funzioni consultive, ovvero esprime un parere sulle proposte di legge che il Consiglio deve valutare obbligatoriamente prima di prendere la sua decisione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La gran parte delle attività dell’Eurocamera si svolge all’interno di </span><b>commissioni permanenti</b><span style="font-weight: 400;"> (attualmente 20) che rispecchiano, in piccolo, i rapporti di forza nel Parlamento. Le commissioni si riuniscono a Bruxelles, mentre l’assemblea plenaria, dove si incontrano tutti gli europarlamentari, si tiene, una volta al mese, a Strasburgo.</span></p>
<p><b>L’attuale composizione del Parlamento europeo</b></p>
<div class="flourish-embed flourish-parliament" data-src="visualisation/17825694"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Per costituire un </span><b>gruppo politico</b><span style="font-weight: 400;"> all’interno dell’Europarlamento sono necessari </span><b>almeno 25 europarlamentari eletti in almeno sette Stati</b><span style="font-weight: 400;">. Attualmente, ci sono </span><b>sette gruppi politici</b><span style="font-weight: 400;">. Il <strong>Partito Popolare Europeo (PPE)</strong> è il più grande e rappresenta il centrodestra moderato, e fanno parte gli eurodeputati di Forza Italia. Il secondo più ampio è quello dei <strong>Socialisti e Democratici (S&amp;D)</strong>, i progressisti, al quale appartiene il Partito Democratico. Il terzo per dimensione, invece, è <strong>Renew Europe (RE)</strong>, i liberali, composto dagli esponenti di Azione e Italia Viva.</span></p>
<p>Proseguendo l’analisi della composizione dell’emiciclo, troviamo i <strong>Conservatori e Riformisti Europei</strong> (ECR; Fratelli d’Italia è tra i membri), <strong>Identità e Democrazia (ID)</strong> a cui aderisce la Lega, i<strong> Verdi/Alleanza Libera Europea (GREENS/EFA)</strong> e <strong>Sinistra al Parlamento europeo (GUE/NGL)</strong>. A questi si affiancano i “Non iscritti”, ossia gli europarlamentari che non aderiscono a nessuna “famiglia” politica europea, tra i quali si contano gli esponenti del Movimento 5 Stelle.</p>
<p><strong><span style="font-weight: 400;">Durante la prima seduta,</span></strong> i membri <strong><span style="font-weight: 400;">del Parlamento europeo </span></strong>eleggono tra di loro un presidente<span style="font-weight: 400;">, il cui </span>mandato (rinnovabile)<span style="font-weight: 400;"> dura </span>due anni e mezzo<span style="font-weight: 400;">.</span><strong><span style="font-weight: 400;"> Ciò significa che a metà legislatura si tiene una nuova votazione. Attualmente, la presidente è <strong>Roberta Metsola</strong> (PPE), eletta nel gennaio 2022 dopo la morte del predecessore David Sassoli (S&amp;D).</span></strong></p>
<div id="attachment_73409" style="width: 344px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/Roberta-Metsola.jpg"><img class="wp-image-73409 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/Roberta-Metsola-300x200.jpg" alt="European Union, 2023 - Source: EP - Rares Gheorghiu" width="344" height="229" /></a><p class="wp-caption-text">La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I temi della contesa</strong></p>
<p>Gli strascichi dell’ultimo quinquennio indirizzeranno l’esito della tornata elettorale. Nel <strong>2019</strong>, erano inimmaginabili la <strong>pandemia di COVID-19</strong>, che si è tramutata in un’altra crisi finanziaria a distanza di un decennio da quella del debito sovrano europeo; l’invasione dell’<strong>Ucraina</strong> da parte della <strong>Russia</strong>, che ha disseppellito gli argomenti dell’approvvigionamento energico e della cooperazione in materia di sicurezza e difesa; l’aggravarsi del <strong>cambiamento climatico</strong>. Le ripercussioni determinate da questi avvenimenti si sono riversate in ogni Paese membro dell’Unione Europea, sebbene si siano riscontrate con un’intensità differente, e hanno scombinato le esigenze dei cittadini e le priorità dei governi, vincolandone i piani.</p>
<p>Le faccende sulle quali far leva per ampliare il consenso e i seggi a Bruxelles sono mutate, e rispecchiano le urgenze degli elettori che – secondo <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20240415IPR20389/geopolitical-situation-makes-voting-in-european-elections-even-more-important">l’Eurobarometro</a> – ricadono, soprattutto, sul contrasto alla povertà<strong> (33%)</strong> e all’esclusione sociale <strong>(32%)</strong>, e sulla salute pubblica. Gli scossoni sanitari, geopolitici, economici e ambientali – dai quali, all’interno dei confini nazionali, la maggioranza e l’opposizione nazionali ricavano della “sostanza” per <a href="https://www.euronews.com/2024/04/27/european-elections-are-national-issues-overshadowing-european-ones">contrapporsi </a>– hanno modificato anche la percezione degli europei sulla centralità dell’UE nello scacchiere globale: per <strong>quattro su dieci</strong> è maggiore.</p>
<p>Nella campagna elettorale, però, i gruppi parlamentari e i partiti si sfidano anche su altri dossier: «Al centro del dibattito ci sono pure l’immigrazione, che è un tema sensibile per la destra, e il Green Deal, che è ritenuto eccessivo. Sono due delle componenti della strategia che hanno caratterizzato il mandato di von der Leyen alla guida della Commissione. Stanno ricevendo le critiche, oltre che dai conservatori e i sovranisti, dal Partito Popolare Europeo. Quindi, sta prendendo piede una sorta di referendum sulla sua presidenza», osserva, a <em>Magzine</em>, <strong>Emanuele Bonini,</strong> corrispondente da Bruxelles per Eunews.it.</p>
<p><strong>A chi il potere?</strong></p>
<p>I disaccordi sulla politica migratoria attuata e sul percorso compiuto per raggiungere una<a href="https://www.consilium.europa.eu/it/policies/green-deal/"> «transizione verde»</a> in quest’ultima legislatura, alla stregua delle <a href="https://www.reuters.com/world/europe/why-you-should-care-about-european-parliament-election-2024-04-24/">decisioni </a>per reggere la competizione con gli <strong>Stati Uniti d’America</strong> e la <strong>Cina</strong> e avviare l’allargamento dell’Unione Europea, potrebbero pregiudicare il bis della von der Leyen. Cinque anni fa, si accordarono (9 voti le valsero il vertice dell’istituzione), insieme al Partito Popolare Europeo al quale appartiene il “suo” CDU, il Partito Socialista Europeo, l&#8217;Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l&#8217;Europa, i Conservatori e i Riformisti Europei e gli Indipendenti. Nonostante i <a href="https://europeelects.eu/ep2024/">sondaggi </a>indichino che, al momento, la <strong>«maggioranza Ursula»</strong> nel Parlamento Europeo si confermerà – S&amp;D e RE dovrebbero vedere vuotarsi il proprio bottino di seggi; al contrario, PPE ed ECR –, i Conservatori e i Riformisti Europei potrebbero comportare il cambio al vertice della Commissione Europea. E potrebbero costringere la von der Leyen a intavolare una <a href="https://www.politico.eu/article/von-der-leyen-hard-right-maastricht-debate-giorgia-meloni-viktor-orban-schmit/">nuova trattativa</a> dalla quale, a oggi, è estromesso Identità e Democrazia.</p>
<div style="min-height: 482px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/poFfv/embed.js?v=1" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/full.png" alt="Il grafico mostra la proiezione dei seggi di ogni gruppo politico nel prossimo Parlamento Europeo, sulla base di un sondaggio di POLITICO del 30 aprile." /></noscript></div>
<p>Il punto di Bonini: «L’attuale maggioranza potrebbe non uscirne scalfita, ma dipenderà dalle scelte del PPE, che sta flirtando con i conservatori. Tra quest’ultimi, il peso di Vox potrebbe crescere, con tutte le incognite del caso. E il possibile ingresso del partito capitanato da Viktor Orbàn cambierebbe anche le logiche di eventuali rapporti con i popolari, dove sono in molti a non voler averci a che fare. Sull’immigrazione, il PPE potrebbe avere sponde più facili con l’ECR». Il gruppo dei sovranisti al quale ha aderito la <strong>Lega</strong>, che le <a href="https://www.ipsos.com/it-it/elezioni-europee-2024-intenzioni-voto-italia">ultime rilevazioni</a> segnalano come il partito italiano che perderà più esponenti, a favore di <strong>Fratelli d’Italia</strong> che diverrà il più rappresentato, seguito dal <strong>Partito Democratico</strong> e dal <strong>Movimento Cinque Stelle</strong>.</p>
<div style="min-height: 540px;"><script src="https://datawrapper.dwcdn.net/Fy31e/embed.js?v=5" defer="defer" type="text/javascript" charset="utf-8"></script><noscript><img src="http://magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/42_full.png" alt="Il grafico mostra i seggi nelle legislatura 2014-2019 e 2019-2024 al Parlamento europeo dei partiti italiani, e la proiezione di quelli che potrebbero conquistare nelle elezioni europee di giugno." /></noscript></div>
<p><strong>La disinformazione</strong><br />
A Bruxelles, in vista del voto, lo spauracchio è la <strong>disinformazione</strong>. Lo sguardo è rivolto a Mosca, abile, in precedenza, ad azionare la propria batteria di “agenti del caos” allo scopo di condizionare, attraverso la produzione di <strong>fake news </strong>e <strong><em>deepfake</em></strong>, le opinioni dei cittadini che si documentano sui <strong>social network</strong>. Gli argomenti più gettonati sono l’immigrazione, il cambiamento climatico e il conflitto tra l’Ucraina e la Russia. «Si teme l’interferenza dei russi nella campagna elettorale e la propaganda del Cremlino, motivo per cui è stato attivato un meccanismo di monitoraggio e scambio di informazioni», conferma Bonini.</p>
<p>Per arginare la manipolazione della realtà, scongiurando l’inquinamento del dibattito pubblico e il processo elettorale, come è accaduto durante le <a href="https://edmo.eu/publications/second-edition-march-2024-disinformation-narratives-during-the-2023-elections-in-europe/" target="_blank">elezioni nazionali </a>lo scorso anno, la Commissione Europea adotta, da febbraio, il<a href="https://www.eunews.it/en/2024/03/26/eu-commission-steps-up-work-against-online-fake-news-ahead-of-european-elections/" target="_blank"><strong> Digital Services Act</strong></a><a href="https://edmo.eu/publications/second-edition-march-2024-disinformation-narratives-during-the-2023-elections-in-europe/" target="_blank">,</a> che ha stabilito delle linee guida destinate ai <strong>motori di ricerca</strong> e alle <strong>piattaforme online</strong> (i social media, i siti di e-commerce, i servizi di Google, ecc.). Includono anche le raccomandazioni sui contenuti realizzati con l’<strong>intelligenza artificiale</strong>, da etichettare, e sulla pubblicazione, da parte di ogni attore, di <a href="https://www.euronews.com/next/2024/04/24/eu-elections-how-is-europe-preparing-for-possible-disinformation-campaigns" target="_blank">«un feedback pubblico sulle misure di mitigazione del rischio adottate»</a> a margine della tornata. E la stessa istituzione ha già messo alla prova GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) con un «stress test». La disinformazione potrebbe essere la mina vagante.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/un-mese-al-voto-viaggio-verso-le-elezioni-europee/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berlusconi e l&#8217;Europa: amore, complotti e gaffes</title>
		<link>https://www.magzine.it/berlusconi-e-leuropa-amore-complotti-e-gaffes/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/berlusconi-e-leuropa-amore-complotti-e-gaffes/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 08:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Frosina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[angela merkel]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[epp]]></category>
		<category><![CDATA[gaffe]]></category>
		<category><![CDATA[kapo]]></category>
		<category><![CDATA[martin schulz]]></category>
		<category><![CDATA[nicolas sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento europeo]]></category>
		<category><![CDATA[partito popolare europeo]]></category>
		<category><![CDATA[ppe]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=37685</guid>
		<description><![CDATA[La notizia è giunta, inaspettata, a metà gennaio. L’83enne imprenditore Silvio Berlusconi, quattro volte presidente del Consiglio, correrà per un seggio al Parlamento europeo nelle elezioni del 26 maggio prossimo. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="fvp-onload" src="https://www.magzine.it/wp-content/plugins/featured-video-plus/img/playicon.png" alt="Featured Video Play Icon" onload="(function() {('initFeaturedVideoPlus' in this) && ('function' === typeof initFeaturedVideoPlus) && initFeaturedVideoPlus();})();" /></p><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/320px-Silvio_Berlusconi_Portrait.jpg"><img class="alignleft wp-image-37710" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/320px-Silvio_Berlusconi_Portrait-300x168.jpg" alt="320px-Silvio_Berlusconi_Portrait" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'><strong>La notizia è giunta, inaspettata, a metà gennaio.</strong></mark> L’83enne imprenditore <strong>Silvio Berlusconi</strong>, quattro volte presidente del Consiglio, correrà per un seggio al Parlamento europeo nelle elezioni del 26 maggio prossimo. È l’ultimo <em>coup de theatre </em>di un uomo che i suoi avversari hanno considerato più volte politicamente morto, salvo poi scoprire che non lo era affatto. Venticinque anni dopo la sua prima campagna elettorale – e nonostante una condanna definitiva a 4 anni per frode fiscale nel 2013 – Berlusconi ha ancora una forte influenza sulla politica italiana. <strong>Forza Italia</strong>, il partito di centrodestra da lui fondato nel 1994, ha ottenuto il 14% delle preferenze alle ultime elezioni, eleggendo 166 parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'>Il rapporto di Berlusconi con l’Unione europea è sempre stato piuttosto ambivalente.</mark> Se da una parte l’ex premier italiano si è sempre definito un convinto europeista, in più di un’occasione è arrivato allo scontro frontale con Bruxelles. Tra le file di Forza Italia c’è il presidente dell’Europarlamento <strong>Antonio Tajani</strong>; ma anche <strong>Renato Brunetta</strong>, uno studioso che ha criticato l’euro e affermato che la caduta dell’ultimo governo Berlusconi nel 2011 fu il risultato di un complotto studiato in Germania.</p>
<blockquote><p>&#8220;Caro signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di <em>kapò</em>&#8221;</p>
<div id="attachment_37692" style="width: 128px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/download-1.jpg"><img class="wp-image-37692 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/download-1.jpg" alt="Martin Schulz" width="128" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Martin Schulz</p></div></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Così Berlusconi si presentava al Parlamento di Bruxelles, il 2 luglio del 2003, come presidente entrante del Consiglio europeo. <strong>Martin Schulz</strong>, allora presidente del gruppo socialista tedesco, aveva appena concluso una dura invettiva contro di lui, ricordando il conflitto d’interesse nel ricoprire contemporaneamente le cariche di capo del governo e proprietario di reti televisive. È stato il più discusso incidente europeo del magnate italiano, famoso, tra le altre cose, per essere un <em>gaffeur </em>seriale. Nel 2002, al meeting dei ministri degli Esteri europei in Portogallo, esibì un gesto volgare alle spalle del primo ministro inglese Tony Blair, durante una foto di gruppo. Nel 2009, arrivando in Germania per un vertice Nato, scese dall’auto e invece di salutare il capo di governo ospitante, Angela Merkel, continuò a parlare al telefono per lunghi minuti, dandole le spalle.</p>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'>Ma fu nell’estate del 2011, negli ultimi mesi del suo ultimo governo, che i rapporti tra Berlusconi e le istituzioni europee si fecero più tesi.</mark> Il 4 agosto, i vertici della Banca centrale europea (Bce) <strong>Jean-Paul Trichet</strong> e <strong>Mario Draghi</strong> inviarono al governo italiano una lettera riservata imponendo misure economiche urgenti per ridurre il crescente spread tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. Se Berlusconi non avesse obbedito, la Banca centrale avrebbe smesso di acquistare titoli italiani. La lettera – qualcosa di inedito nella storie europea – fu poi pubblicata dal <em>Corriere della Sera </em>il 29 settembre. La reciproca diffidenza tra il governo italiano e il resto dell’Europa fu mostrata da un episodio iconico: Merkel e l’allora capo di Stato francese <strong>Nicolas Sarkozy</strong> sorrisero ironicamente l’un l’altro, durante una conferenza stampa congiunta, quando un cronista chiese loro se si fidassero delle misure anti-crisi di Berlusconi.</p>
<div id="attachment_37697" style="width: 128px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/Mario_Monti_-_Festival_Economia_2013.jpg"><img class="wp-image-37697" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/Mario_Monti_-_Festival_Economia_2013-240x300.jpg" alt="Mario Monti" width="128" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monti</p></div>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'>All’inizio di Novembre lo spread toccò la cifra record di <strong>574 punti base</strong> e Berlusconi fu costretto a dimettersi.</mark> Il suo posto fu preso da <strong>Mario Monti</strong>, un economista ed ex commissario Ue molto apprezzato a Bruxelles. Il governo Monti mise in campo un programma di dure riforme – approvate dalla Banca centrale, dalla Commissione e dal Fondo monetario internazionale – che furono votate dai parlamentari di quasi tutti i partiti, incluso quello di Berlusconi. Ma quando l’emergenza venne meno, e il magnate milanese si presentò di nuovo alle elezioni del 2013, cominciò a raccontare una diversa versione dei fatti. In televisione definì i dati dello spread “un imbroglio” e “una mistificazione”, e la sua sostituzione con Monti “un golpe degli euroburocrati”. Ancora più duro fu il suo ex ministro Renato Brunetta, che scrisse un libro intitolato <em>Un golpe chiamato rating: come l’Italia fu depredata nel 2011</em>. Ancora oggi Brunetta descrive la caduta dell’ultimo governo Berlusconi come il frutto di una grande manipolazione del mercato ad opera di <strong>Deutsche Bank</strong>, che all’inizio del 2011 si sbarazzò di 7 milioni di bond italiani. Il politico ha chiesto più volte l’istituzione di una commissione parlamentare per far luce su quegli eventi. “Abbiamo perso la nostra sovranità – diceva ancora alla fine del 2017 – ce l’hanno rubata i poteri finanziari che hanno speculato sul nostro debito. Ho passato sei anni a tentare di dar vita alla commissione. Non dormo la notte pensando a tutti gli italiani finiti sul lastrico”.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Qualcuno ha provato a farci litigare, ma il nostro rapporto è sempre stato buono&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ora che l’Italia è governata da partiti fortemente euro-critici – gli estremisti di destra della <strong>Lega</strong> e i populisti del <strong>Movimento 5 Stelle</strong> – la posizione di Forza Italia sull’Europa è cambiata di nuovo. <mark class='mark mark-yellow'>Con l’avvicinarsi del voto europeo, Berlusconi sta cercando di accreditarsi come un leale partner del Partito popolare europeo (Ppe) e un fiero avversario del populismo e dell’euro scetticismo.</mark> Pochi giorni dopo l’annuncio della sua candidatura è volato a Bruxelles per incontrare i vertici del Ppe e ha parlato in termini inusualmente affettuosi di Angela Merkel: “Io e la signora Merkel abbiamo sempre avuto un rapporto di stima e interesse reciproco” – ha detto. Qualcuno ha provato a farci litigare, ma il nostro rapporto è sempre stato buono. Ci sta dando una grossa mano nella nostra campagna”. Berlusconi ha poi cantato le lodi dell’Unione europea. “L’Europa è qualcosa di irrinunciabile – ha detto – e quando il centro-destra governerà di nuovo l’Italia, rispetteremo i parametri economici”. E i leader popolari gli hanno riservato un caloroso benvenuto: “Il Ppe è casa sua”, ha detto il segretario generale, <strong>Antonio Lòpez</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><mark class='mark mark-yellow'>Le elezioni europee saranno l’inizio di una nuova vita politica per il quasi-politicamente-morto Silvio Berlusconi?</mark></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/berlusconi-e-leuropa-amore-complotti-e-gaffes/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/23 queries in 0.013 seconds using disk
Object Caching 1078/1257 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-19 01:09:34 by W3 Total Cache -->