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	<title>magzine &#187; Dallas Buyers Club</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>FUORICAMPO #13 &#124; GIORNATA MONDIALE CONTRO L&#8217;OMOFOBIA E LA TRANSFOBIA</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2022 12:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Valori]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Giornata internazionale contro l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia si celebra dal 17 maggio 2004. Sono passati diciotto anni e il fatto che sia ancora così rilevante dimostra che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1327" height="680" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/Heartstopper-2-e1651078965488.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Heartstopper, Euros Lyn (2022 Netflix)" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>La Giornata internazionale contro l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia si celebra dal 17 maggio 2004. Sono passati diciotto anni e il fatto che sia ancora così rilevante dimostra che c&#8217;è tanta strada da fare</mark>. Proprio qualche giorno fa i principali partiti di destra italiani si sono schierati contro la circolare del ministro dell&#8217;istruzione Bianchi che, per l&#8217;occasione, invitava gli insegnanti a sensibilizzare gli studenti sull&#8217;argomento. La realtà è che, per quanto qualcuno cerchi di nascondere la polvere sotto il tappeto, sono proprio gli adolescenti a mostrare l&#8217;apertura più evidente, a sentirsi in dovere e in diritto di vivere liberamente la propria sessualità. La testimonianza più recente riguarda proprio gli schermi, nello specifico quelli più piccoli dello streaming, con la serie <em>Heartstopper. </em>Il teen drama, adattamento dell&#8217;omonima graphic novel di Alice Oseman, i cui protagonisti sono due studenti di una scuola superiore inglese, è stato uno tra i più visti di Netflix a livello mondiale nell&#8217;ultimo mese, diventando tra i trend più popolari su Twitter proprio tra i più giovani.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Il cinema ha raccontato più volte storie legate al tema, dal cult <i>I segreti di Brokeback Mountain</i>, fino ai più recenti <em>Laurence Anyways</em> di Xavier Dolan e <em>Chiamami col tuo nome</em> del nostro Luca Guadagnino</mark>. Ecco le nostre scelte, buona visione!</p>
<p><strong><em>Philadelphia</em>, Jonathan Demme (1993)</strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine-2022-05-16-162109.png"><img class="alignnone size-large wp-image-56947" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine-2022-05-16-162109-1024x621.png" alt="Immagine 2022-05-16 162109" width="1024" height="621" /></a></p>
<p><em>Or will we leave each other alone like this</em><em> / On the streets of Philadelphia</em>. Nei versi di Bruce Springsteen c’è tutta la contraddittoria solitudine che pervade le strade, affollate, di una città come Philadelphia. Ne è specchio la vicenda di Andrew Beckett, brillante avvocato costretto a passare da perfetto padrone di casa ad ospite indesiderato da quella stessa società, pronta ad allontanarlo in quanto omosessuale.</p>
<p>Demme porta sul grande schermo la tragedia dell’Aids, il male oscuro degli anni Novanta, l&#8217;innominato dalle origine e dalle cure ignote, il diverso per eccellenza e proprio per questo spiegato da un&#8217;altra diversità: l&#8217;omosessualità. Proprio quei malati che venivano relegati ai margini della società diventano i protagonisti di questo film, premiato con l&#8217;Oscar per la colonna sonora di Springsteen e per l&#8217;interpretazione di Tom Hanks.</p>
<p>Alla patina marcia che si forma sulla parte superficiale della società, il film risponde con il racconto, dal di dentro, della vita di un omosessuale, malato di Aids. Dallo spioncino della sala, lo spettatore entra nella vita di un &#8220;diverso&#8221; come Andy, e la scopre inaspettatamente normale. La vera protagonista del film è la riscoperta della dignità che ogni persona ha, a prescindere da aspetto fisico, orientamento sessuale o religioso. Restano le premure con cui il compagno di Andy, interpretato da Antonio Banderas, si prende cura dell&#8217;uomo, le feste in maschera, le risate con la famiglia e con gli amici.</p>
<p>Lo spettatore affonda nella patina dei ben pensanti, ride alle battute omofobe dell’avvocato Joe Miller (Denzel Washington), prova la sua stessa paura per la diversità e piano piano la smantella con la conoscenza di Andy come persona, fino a sposarne la causa legale e umana.</p>
<p>Alla fine rimaniamo noi, davanti ai nostri pregiudizi, pronti a riconoscerli come tali e a sostituirli con uno sguardo che vada all&#8217;essenza della persona.</p>
<p><strong>Eleonora Bufoli</strong></p>
<p><strong><em>Boys Don&#8217;t Cry</em>, Kimberly Peirce (1999)</strong></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/boysdontcry1.jpg"><img class="alignnone  wp-image-56969" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/boysdontcry1.jpg" alt="boysdontcry1" width="730" height="411" /></a></p>
<p><em>Boys Don’t Cry</em> è un film difficile da digerire, Roger Ebert lo definì a suo tempo un “Romeo e Giulietta” ambientato in Nebraska. Siamo a Falls City per la precisione, Brandon Teena è un giovane ventenne nato biologicamente femmina, Teena Brandon, che vorrebbe intraprendere un intervento chirurgico per cambiare sesso. Brandon si veste da ragazzo e non rivela a nessuno il suo essere transgender. Nella cittadina statunitense conosce Lana Tisdel con la quale inizia una relazione amorosa finché, a seguito di un arresto, non viene scoperta la sua reale identità. Da questo momento in poi, siamo nel pieno della seconda metà del film, tenere lo sguardo sullo schermo diventa complicato: la sceneggiatura e la regia di Kimberly Peirce raccontano le vicende drammatiche finali senza fronzoli. Non c’è enfasi, né sentimentalismo, ma solo gli eventi che procedono senza sosta e che lo spettatore vorrebbe prendessero una direzione diversa.</p>
<p>Una strada alternativa non può però essere percorsa, perché Brandon Teena è stato stuprato e poi ucciso per davvero nel 1993, da quelli che fino a qualche tempo prima lui e Lana consideravano amici. Una storia di transfobia che sconvolse l’America del tempo, per via anche della superficialità delle indagini degli agenti della contea a seguito della denuncia e dopo aver persino ascoltato la testimonianza da parte dello stesso Brandon. Nel 1997 l’aspirante regista Kimberly Pierce ottenne un finanziamento dalla New York Foundation for the Arts, oltre che dal Sundance Institute’s Filmmakers, per trarre un film dal suo cortometraggio sulla vicenda di cronaca. <em>Boys Don’t Cry</em> uscì nelle sale nel 1999, dopo che un anno prima un altro tremendo omicidio omofobico, quello di Matthew Shepard, aveva di nuovo segnato le coscienze dei cittadini statunitensi.</p>
<p>Se il film è un pugno nello stomaco è merito anche delle prove attoriali superbe di Hilary Swank nei panni di Brandon, ruolo che le valse il suo primo premio Oscar, e di Chloë Sevigny in quelli di Lana. Degna di nota anche la colonna sonora piena zeppa di canzoni simbolo degli anni Ottanta e Novanta, compresa quella dei The Cure che dà il titolo al film. <em>Boys Don’t Cry</em> è una prova di forza per lo spettatore, una storia che richiede una strenua resistenza allo sconvolgimento e alla rabbia che sale man mano che la vicenda segue il suo tragico corso.</p>
<p><strong>Samuele Valori</strong></p>
<p><strong><em>Dallas Buyers Club</em>, Jean-Marc Vallée (2013)</strong></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-56959" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/dallas-buyers-club-1024x573.png" alt="dallas buyers club" width="745" height="417" /></p>
<p>«Benvenuto al Dallas Buyers Club» urla Ron Woodroof interpretato da Matthew McConaughey all&#8217;avvocato che gli aveva appena affittato l&#8217;ufficio. Un club composto da diversi: gay, drogati, prostitute, persone fuori dall&#8217;ordinario a cui lo stigma dell&#8217;AIDS ha definitivamente dato l&#8217;opportunità ai giudicanti di puntargli il dito contro. Ron Woodroof è uno di quelli: omofobo, alcolizzato, amante delle belle donne, rozzo. Quando il dottor Sevard gli diagnostica l&#8217;AIDS dandogli 30 giorni di vita il castello di carte che si era costruito crolla davanti ai suoi occhi. È costretto a fare un viaggio in quel mondo che ha sempre odiato e forse anche dentro se stesso. Il sistema immunitario è la metaforsa di una vita passata a giudicare chi sta dall&#8217;altra parte, quando corroso dall&#8217;AIDS esso crolla, ecco che Ron è pronto a vivere la sua vita in modo diverso. Pronto ad aiutare gli altri. Senza più barriere.<br />
Il film fu candidato a sei premi Oscar nel 2014. Vinse in tre categorie, incluse miglior attore protagonista e non protagonista, rispettivamente a Matthew McConaughey e Jared Leto. Il regista Jean-Marc Vallée, scomparso lo scorso 26 dicembre, fu candidato anche come miglior montatore. E in effetti il film è un taglia e cuci perfetto fatto di contraccolpi e sorrisi obliqui dove si riflette spassionatamente su una grande piaga degli anni &#8217;90, forse troppo velocemente dimenticata.</p>
<p><strong>Lorenzo Buonarosa</strong></p>
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		<title>CINEDECAMERON VI: MOTTI DI SPIRITO</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 16:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Castagna]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[È tempo di passare alla fase due anche socialmente parlando, dopo un primo assestamento non possiamo soltanto attendere risposte, ma le dobbiamo dare. Abbiamo quindi deciso di dare un senso ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/the-truman-show.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="the truman show" /></p><p>È tempo di passare alla fase due anche socialmente parlando, dopo un primo assestamento non possiamo soltanto attendere risposte, ma le dobbiamo dare. Abbiamo quindi deciso di dare un senso a tutto ciò che ci circonda, reinterpretandolo con le nostre sensazioni ma non fino al punto da condizionare il vostro giudizio sui film di questa settimana.<mark class='mark mark-yellow'> L’arte di saper invogliare una persona a “comprare” un nostro prodotto o un prodotto altrui è il motore che muove il mondo ed è un esercizio di spirito che aiuta noi tutti a capire il perché dei nostri gesti, delle nostre riflessioni, che una società frenetica troppo spesso non ci permette di fare.</mark>  In questa settimana vi proponiamo una serie di film ispirati, secondo la <strong>sesta giornata</strong> del <strong>Decameron</strong>, ai <strong>motti di spirito</strong>, proponendovi il nostro motto associato al film. Buona visione!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA SOCIET</strong><em><strong>À</strong></em> <strong>DI MASSA NON VUOLE CULTURA, MA SVAGO &#8211; PARIS IS BURNING</strong></p>
<p>LaBeija, Extravaganza, Pendavis, sono nomi sconosciuti ai più ma un modello di vita per molti, il mondo del vogueing non è solo ballo e sfilata. La “realness”, ovvero la necessità di essere il più naturali possibili è un grido di affermazione e di battaglia di una comunità a cui veniva schiaffato in faccia il sogno americano, reinterpretandolo dissacrando le accezioni negative. Delle case che sono famiglie, madri e padri che non sono di sangue ma che darebbero il sangue per sostenere i loro figli. Un panorama sociale e culturale dove immergersi per capire la bellezza, la realtà e l’essenza del vogueing e degli anni ‘80, narrato dalle voci reali di chi ha sfilato e ballato nelle famose “Ball”. <strong>Francesco Castagna</strong></p>
<p><strong>Disponibile su:</strong> <strong>Youtube</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GRANDE AMORE, GRAN DOLORE &#8211; DRAMMA DELLA GELOSIA</strong></p>
<p>Si dice “<em>Grande amore, gran dolore</em>”. Ebbene, figuriamoci quel che si prova quando si ama non una, ma due persone differenti. Il triangolo non è la figura geometrica perfetta per rappresentare un amore idilliaco. E a soffrire di più non sono i due contendenti mossi da una gelosia incontrollabile, ma l’amante eterno indeciso. Adelaide Ciafrocchi – una meravigliosa Monica Vitti – lo ha imparato a sue spese. Se vi immaginate una pellicola strappalacrime però, sappiate che siete sulla cattiva strada. La raffinatezza di Ettore Scola consiste nel raccontare un dramma con estrema leggerezza e ironia. Un film passato alla storia per un cast d’eccezione e per richieste d’amore improbabili quanto geniali. Una su tutte? Se mi ami, «<em>domenica prossima vota comunista!</em>». <strong>Annarosa Laureti</strong></p>
<p><strong>Disponibile su: Rai Play e Amazon Prime Video</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A MALI ESTREMI, ESTREMI RIMEDI </strong>– <strong>DALLAS BUYERS CLUB</strong></p>
<p>La storia vera di RonWoodroof (Matthew McConaughey), che si scopre sieropositivo e rifiuta di dover morire entro i 30 giorni ipotizzati dai medici. Inizia perciò un’odissea tra Texas, Messico, Europa, Asia e Israele con lo scopo di importare illegalmente negli Stati Uniti dei farmaci che attenuino le sofferenze dei malati di AIDS, combattendo contro un sistema sanitario e un mondo farmaceutico che speculano sulla pelle di migliaia di persone. Un film che colpisce per la magrezza dei suoi interpreti e per l’intensità delle performance, con un Jared Leto memorabile. Da vedere in silenzio assoluto, chiedendoci cosa saremmo pronti a fare per rimandare anche di un solo giorno la nostra morte. <strong>Viviana Astazi</strong></p>
<p><strong>Disponibile su: Google Play e in DVD</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>ROSSO DI SERA BUON TEMPO SI SPERA – VIALE DEL TRAMONTO</strong></p>
<p>C’è qualcosa di profondamente triste nell’isolamento, in parte forzato, di Norma Desmond. La protagonista di Sunset Boulevard vive ancorata a un passato che non tornerà: la nostalgia per i fasti del cinema muto di cui era stata star le impedisce di sopravvivere in un mondo tanto cambiato.  “Io sono ancora grande. È il cinema che è diventato piccolo”, cerca di consolarsi la diva e il suo atteggiamento tradisce la superbia e la mancanza di coraggio di tutto un mondo che non ha avuto l’umiltà di reinventarsi, quando il sonoro e il colore hanno imposto una rivoluzione impossibile da cancellare. Uno dei rischi del post pandemia sarà quello di fare un errore simile: Niente resterà uguale ma scappare dal futuro significa condannarsi a imboccare il viale del tramonto. <strong>Manuel Santangelo</strong></p>
<p><strong>Disponibile in DVD e su: Google Play Film</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A TUTTO C’E’ RIMEDIO, MENO CHE ALLA MORTE – THE GOOD PLACE</strong></p>
<p>Il rapporto con la morte è personale, quasi famigliare. Certe signore mormorano, ogni volta che qualche loro conoscente viene a mancare, che “<em>almeno adesso ha trovato pace</em>”, o qualcosa del genere. La morte come sinonimo di fine, dunque, o magari di un nuovo inizio. Di certo non per Eleanor, che dopo esser passata a miglior vita, si risveglia nell’aldilà: nel ‘Good place’, una sorta di paradiso; un posto surreale, così come lo è l’espressione di Eleanor, che proprio non si capacità di quello che la circonda. E infatti lei, una vera stronza in vita, non dovrebbe affatto stare lì: c’è stato uno scambio di persona, un’omonimia a salvarla dal ‘Bad place’. Da qui, una serie di bizzarrie: non per porre rimedio, alla morte, ma per restarci. <strong>Natale Ciappina</strong><strong>   </strong></p>
<p><strong>Disponibile su: Netflix e Infinity</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IN AMORE VINCE CHI FUGGE – SE SCAPPI, TI SPOSO</strong></p>
<p>Maggie Carpenter scappa sempre davanti all’altare. Di corsa, a cavallo o in sella a una moto, quando è a un passo dal sì, lei fugge via. Questa bizzarria si ripete per tre volte fino ad arrivare all’orecchio di Ike, giornalista newyorkese che decide di raccontare la storia della più famosa ammaliatrice del Maryland, seguendo in prima persona i preparativi per l’ennesimo matrimonio. Il senso dell’umorismo abbonda: impossibile non sorridere. La leggerezza dell’architettura narrativa tuttavia non manca di dispensare saggezze e riflessioni sul complesso ingranaggio dell’amore. Ike capisce Maggie meglio dei suoi amanti e mentre si chiede come le piacciano davvero le uova, sfida la consuetudine e rilancia: <em>Se scappi, ti sposo</em>! <strong>Marianna Mancini</strong></p>
<p><strong>Disponibile su: iTunes</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>OCCHIO NON VEDE, CUORE NON DUOLE – PERFETTI SCONOSCIUTI</strong></p>
<p>Uno scherzo innocente, nato in una di quelle cene solite con gli amici di sempre. I cellulari al centro della tavola, e per la durata della cena tutto ciò che arriva, messaggi, chiamate ed email, verrà letto ed ascoltato con il resto del gruppo. Quello che doveva essere un gioco, si trasforma però ben presto in una confessione dei loro segreti più intimi: “<em>quante coppie si sfascerebbero se uno dei due guardasse nel cellulare dell’altro?</em>”. Il consiglio che ci lascia <em>Perfetti Sconosciuti</em> è molto semplice: finché non si osserva attentamente e non si comprende ciò che ci potrebbe far soffrire, il nostro cuore non soffre, non duole. E forse è meglio così. <strong>Claudio Rosa</strong></p>
<p><strong>Disponibile su: Amazon Prime Video</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’UNIONE FA LA FORZA – 40 ANNI VERGINE</strong></p>
<p>Una rivoluzione comica. Tempi dilatatissimi, l’utilizzo di un gergo quotidiano, il ritratto di personaggi umani e semplici, perdenti della porta accanto, ma soprattutto un elogio commovente dei rapporti maschili, raccontati come una relazione sentimentale. Nasce la <em>bromance comedy</em> di Judd Apatow, dove l’amicizia è una comunità, una confraternita in cui la goliardia va di pari passo con l’aiuto reciproco. Qui l’obiettivo di tutti è fare in modo che Andy, imbranato commesso di un negozio di elettronica, perda finalmente la verginità. Linguaggio triviale, gag memorabili (su tutte, la scena della depilazione del protagonista), una capacità irresistibile di rendere demenziali gli aspetti più naturali della vita. <strong>Emiliano Dal Toso</strong></p>
<p><strong>Disponibile su: Google Play</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CHI TROVA UN AMICO, TROVA UN TESORO – TED</strong></p>
<p>Ted è un orsacchiotto di peluche che ha il dono della vita grazie a un desiderio esaudito dal miglior amico John. L&#8217;innocenza della tenera età è lontana: John diventa un trentenne irresponsabile senza prospettive e Ted un puttaniere tossicomane senza lavoro. I due protagonisti sono la naturale incarnazione di Peter Griffin e del suo cane Brian: incompetenti nel lavoro, irresponsabili nella vita, deludenti nelle relazioni affettive. <em>Ted</em> è anche un memorabile un tributo agli anni ottanta: troviamo <em>Star Wars</em>, la consolle Nintendo e Flash Gordon, interpretato da Sam Jones, venerato come un dio. Il film rappresenta la speranza e la potenza dei desideri di un bambino, i valori dell&#8217;amicizia e l&#8217;amore per la moralità. <strong>Mattia Giangaspero</strong></p>
<p><strong>Disponibile su: Netflix</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>NULLA </strong><strong>È COME APPARE – THE TRUMAN SHOW</strong></p>
<p>Un’opera pirandelliana al tempo dei reality show che fa pensare quanto nulla sia come appare. Truman è intrappolato in una vita scritta dai creatori di uno sceneggiato televisivo che lo vede come protagonista fin dalla sua nascita, ma lui non lo sa. Ciò che ha intorno è solo il frutto di un set cinematografico in cui tutti recitano una parte e quella che Truman crede la sua realtà si trasforma ben presto nella nuda messa in scena di una finzione apprezzata dal pubblico. Uscire dall’illusione di un mondo che si credeva vero sarà il momento di riscatto che permetterà a Truman di scoprire, come un esploratore, la cruda verità del mondo reale. Si apre la porta del set, il protagonista saluta e giù il sipario. <strong>Alessandra D’Ippolito</strong></p>
<p><strong>Disponibile su: Netflix</strong></p>
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