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	<title>magzine &#187; Casamicciola</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Ischia, l&#8217;isola stremata: a un mese dalla tragedia ancora fango, rabbia e speranza</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2022 07:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Melissa Scotto Di Mase]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’aliscafo molla le sue cime e i marinai lasciano scendere i passeggeri. Il piccolo porto di Casamicciola Terme a Ischia non è così lontano dal punto in cui, il ventisei ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.13.18.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Melissa Scotto di Mase" /></p><p>L’aliscafo molla le sue cime e i marinai lasciano scendere i passeggeri. <mark class='mark mark-yellow'>Il piccolo porto di Casamicciola Terme a Ischia non è così lontano dal punto in cui, il ventisei novembre scorso, una frana partita dal Monte Epomeo è arrivata a valle per poi riversarsi in mare. </mark> Sull’isola c’è silenzio, si sente solo il fischio dei vigili urbani che gestiscono un misero traffico. Sopra le teste, un sole piuttosto pallido che non riesce a scaldare una fredda giornata di dicembre.</p>
<div id="attachment_61295" style="width: 330px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.25.04.jpeg"><img class="wp-image-61295" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.25.04-300x168.jpeg" alt="Fonte: Melissa Scotto di Mase" width="330" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Melissa Scotto di Mase</p></div>
<p><mark class='mark mark-yellow'>È trascorso un mese esatto dal giorno in cui gli ischitani, o meglio dire, gli abitanti del comune di Casamicciola hanno dovuto affrontare l’ennesimo disastro. Svegliati nel cuore della notte da una pioggia incessante, molti di loro ricordano di aver avvertito  una forte preoccupazione</mark>. E da lì a poco, infatti, un grosso fiume di fango avrebbe spazzato via tutto ciò che trovava lungo la strada, sradicando alberi, trascinando via case, auto, ma soprattutto spezzando vite.</p>
<p>A. di Meo è accovacciato su un marciapiede con guanti, secchio e paletta e piano piano riversa la melma e i detriti in un grosso contenitore. All’alba del ventisei novembre fu svegliato da una telefonata: “Ero a letto con mia moglie quando  qualcuno ha fatto  squillare il mio cellulare, chiedendomi se fosse tutto a posto” &#8211; ricorda con commozione &#8211; <mark class='mark mark-yellow'>. Pensavo fosse  davvero tutto a posto,  non credevo che la vita potesse cambiare in così poco tempo. Ho chiamato mio figlio che vive in via Celario (la strada più colpita dalla frana ndr) e quando mi ha descritto ciò che vedeva dalla sua finestra, mi si è gelato il sangue”.</mark> L’abitazione di suo figlio quella mattina fu sommersa di oltre 50 cm di fango. Sulle mura gli schizzi provocati dal getto violento sono arrivati dappertutto e  ancora adesso è possibile immergere i piedi in quella poltiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_61299" style="width: 500px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.28.32.jpeg"><img class="wp-image-61299" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.28.32.jpeg" alt="Fonte: Melissa Scotto di Mase" width="500" height="274" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Melissa Scotto di Mase</p></div>
<p>“Per fortuna sono vivi, ma da quel momento vengo tutti i giorni qui (fuori dall’abitazione del figlio) a cercare di rimettere in sesto tutto. <mark class='mark mark-yellow'>Lo faccio per i miei nipoti che pochi giorni fa mi hanno chiesto se quest’anno Babbo Natale riuscisse ad arrivare a Casamicciola. Gli ho detto di sì, con convinzione. Arriverà giù per il camino come ogni anno, nonostante tutto”. </mark>Sulla sua pelle A. ha vissuto di tutto: un tragico incidente, il terremoto del 2017 e ora l’alluvione. Nulla lo spaventa ma non nasconde la sua rabbia. Ed è in nome di quella rabbia che sceglie di recarsi quotidianamente in quel pezzo di terra che gli ricorda il lavoro e i sacrifici di una vita, talvolta andando anche contro le regole. “Ij facce chella ca me rice &#8216;a capa. Chille ca me fa sentere appost” (&#8220;Io faccio quello che mi dice la testa, ciò che mi fa sentire bene&#8221;). Nonostante quella strada sia stata indicata come zona rossa, A. non si arrende e nei momenti di pausa, confida, “entro addirittura in casa, accendo la stufa e penso, penso, penso”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_61305" style="width: 365px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.24.33.jpeg"><img class=" wp-image-61305" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.24.33.jpeg" alt="Fonte: Melissa Scotto di Mase" width="365" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Melissa Scotto di Mase</p></div>
<p style="text-align: left;">Tra le vie dell’isola parcheggiano trattori e ruspe. Qualcuno esce dalla propria casa con sguardo assente. I Vigili del Fuoco fissano un punto in alto: si tratta di un casa disabitata della quale restano solo le fondamenta e qualche pietra sparsa qua e là. <mark class='mark mark-yellow'>Nel 2017, gli abitanti di Casamicciola dovettero affrontare un’altra tragedia che lasciò le stesse identiche sensazioni di adesso. Rabbia, incertezza, speranza. Il ricordo di quel terremoto che devastò alcune abitazioni della zona continua a riaffiorare nella mente di alcuni cittadini ma anche in quella dei Vigili del Fuoco che ricordano con estrema lucidità quei momenti di terrore vissuti cinque anni fa.</mark></p>
<div id="attachment_61311" style="width: 564px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.28.49.jpeg"><img class="wp-image-61311" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.28.49.jpeg" alt="Fonte: Melissa Scotto di Mase" width="564" height="423" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Melissa Scotto di Mase</p></div>
<p style="text-align: left;">“Ero qui anche nel 2017, proprio come ora venni chiamato da Napoli per raggiungere, insieme con la mia squadra, l’isola di Ischia e prestare aiuto &#8211; racconta F.T, Vigile del Fuoco operativo sull&#8217;Isola &#8211; . La mattina del ventisei novembre ero di turno, ricordo il buio e l’odore di bagnato. Iniziai subito le operazioni di soccorso ma ad un certo punto fui colpito da una scena: le urla di un uomo che provenivano dal garage di un’abitazione. Era aggrappato all’unico pezzo di ferro che gli consentisse di rimanere a galla. In pochi minuti quel video fece il giro del web. Salvai quell’uomo e fu ciò che mi diede la forza di continuare a cercare gli altri dispersi. Di quella mattina ricordo l’emozione di andare a salvare vite umane”.</p>
<p style="text-align: left;"><mark class='mark mark-yellow'>L’alluvione ha ucciso intere famiglie, anziani, neonati, giovani coppie. Nessuno è stato risparmiato ma c’è anche chi è riuscito a salvarsi da solo o con l’aiuto di operatori e volontari. </mark>“Fortunatamente ci sono anche storie belle in questa tragedia, come quella di un uomo spaventato che credeva di aver perso tutto. Nel buio di quel giorno ad un certo punto intravidi un uomo che correva con in braccio un bambino. Era piccolissimo e piangeva forte. Gli andai incontro e lo scortai fino al punto in cui non corresse più pericolo. Oggi siamo amici perché quella notte non la si può dimenticare. Tra noi, inevitabilmente, c’è un legame unico e che ci porteremo insieme tutta la vita. Storie di belle amicizie”.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.25.21.jpeg"><img class="aligncenter wp-image-61314" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.25.21.jpeg" alt="WhatsApp Image 2022-12-21 at 22.25.21" width="467" height="263" /></a></p>
<div id="attachment_61317" style="width: 470px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.26.07.jpeg"><img class="wp-image-61317" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.26.07.jpeg" alt="Fonte: Melissa Scotto di Mase" width="470" height="264" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Melissa Scotto di Mase</p></div>
<p style="text-align: left;">E chi perde davvero tutto, da qualche parte deve pur ricominciare. Come Nando de Angelis, proprietario di “CantiNando”, un ristorante in Via Monte della Misericordia situato all’inizio di questo lungo cammino che porta fin sopra al Rarone (zona che ha registrato maggiori danni). <mark class='mark mark-yellow'>“Una cosa è certa: ricomincerò da zero, ma dove non lo so. Inizialmente escludevo questa zona a priori, poi man mano che la mia testa se ne facesse una ragione, ho cominciato a rivalutare la mia scelta”</mark> Non resta nulla all’interno del suo locale estivo, nel quale accoglieva affettuosamente tutti i turisti che passavano di lì per raggiungere le strutture alberghiere.</p>
<div id="attachment_61322" style="width: 564px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.29.34.jpeg"><img class=" wp-image-61322" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-21-at-22.29.34.jpeg" alt="Fonte: Melissa Scotto di Mase" width="564" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Melissa Scotto di Mase</p></div>
<p style="text-align: left;">Travi, pezzi di alluminio, attrezzi sono accantonati tra le pareti in attesa di essere rimossi. “Qui è tutta la mia vita, ho il cuore, ho investito tanto e dove lasciare tutto mi fa male.[/mark] Non smetterò mai di ringraziare chi mi è stato vicino, a partire dai privati che mi hanno sostenuto con donazioni e raccolta fondi, ma anche tutti i miei amici anche quelli più lontani che non vivono più a Ischia. Forse chi mi ha lasciato solo, per il momento, è stato il comune e lo Stato. Ma è ancora presto, sono fiducioso”. Le strade che portano a Casamicciola alta sono ancora interdette. Tante famiglie sono state costrette ad abbandonare le mura di casa, ma grazie alla solidarietà dei concittadini, hanno avuto riparo in numerose strutture ricettive. Il bus che da Casamicciola collega al porto percorre la strada lentamente e abbandona quella parte dell’isola stremata. <mark class='mark mark-yellow'>“Hanno fatto un gran casino e poi sono andati via. Succede sempre così: fanno baccano, tentano di infangarci con la storia dell’abusivismo ma non c’entra assolutamente nulla” </mark>borbotta l’autista mentre continua la sua corsa.</p>
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		<title>Il futuro di Casamicciola è nelle mani degli angeli del fango</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 13:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Arcai]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Quello che è successo a Ischia è la data zero. Sarà un punto e a capo per rivedere l’amministrazione dell’isola ”, lo dice a Magzine.it Davide Laezza, studente di scienze ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1125" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/PHOTO-2022-11-28-16-37-27.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Melissa Scotto Di Mase" /></p><p>“Quello che è successo a Ischia è la data zero. Sarà un punto e a capo per rivedere l’amministrazione dell’isola ”, lo dice a Magzine.it <strong>Davide Laezza</strong>, studente di scienze politiche e volontario. Sono passati appena sei giorni dalla disastrosa frana che ha inghiottito le abitazioni e la vita di intere famiglie, ma le ricerche per trovare i dispersi non si fermano. Quello che resta è un’isola sommersa dal fango. Le vie di Casamicciola Terme brulicano di volontari e studenti che aiutano gli sfollati a far fronte al dolore che per i più “fortunati” si traduce nel non avere più una casa in cui fare ritorno. <mark class='mark mark-yellow'>Un disastro che ha lasciato tutti sconvolti per la proporzione &#8211; al momento, sono undici i morti &#8211; ma non ha sorpreso affatto. Il rischio idrogeologico sul territorio è sempre stato alto.</mark></p>
<p>A raccontarcelo è <strong>Andrea Moccia</strong>, geologo, fondatore di<a href="https://www.geopop.it"> Geopop </a>e divulgatore scientifico: “L’isola di Ischia è un’isola vulcanica e per questo è composta anche da materiale piroclastico, che alla buona viene definito come <em>non consolidato</em>, sciolto. <mark class='mark mark-yellow'>Questa superficie se viene investita da grandi portate d’acqua diventa più malleabile, più debole”.</mark> Dalla cima del rilievo è venuto quindi  giù tutto questo materiale e con la sua forza ha portato con sé gli alberi che trovava sul suo cammino. Un materiale che ad ogni metro raccoglie detriti e rocce che vengono trascinate, a poco a poco, fino a valle e poi fino al mare come in questo caso. Questo disastro porterà sul tavolo del governo l’argomento della prevenzione. Perché, come ci spiega Moccia: “Se quel versante fosse stato monitorato come doveva essere fatto, la frana sarebbe comunque venuta giù ma non ci sarebbero state vittime”.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>“Se quel versante fosse stato monitorato come doveva essere fatto, la frana sarebbe comunque venuta giù ma non ci sarebbero state vittime”, spiega il fondatore di Geopop, Andrea Moccia</span></p>
<p>Bisogna comunque “stare attenti quando si parla di abusivismo &#8211; continua Moccia &#8211; perché molto spesso questo termine viene strumentalizzato dai politici”, e di proposte per la politica Andrea Moccia ne ha una: <mark class='mark mark-yellow'>“Sarebbe un bene se ogni comune, ogni regione, si dotasse di esperti e tecnici. Di geologi e di scienziati che, lavorando full-time sul territorio, facciano monitoraggio. Solo così qualcosa potrà cambiare”.</mark></p>
<p>Per ora nessun team di geologi. Al loro posto tanti volontari, molti dei quali giovani, che spalano il fango tutto il giorno. Tra questi il ventunenne Davide, insieme al suo amico <strong>Francesco Lodato</strong>, albergatore ventiseienne ischitano. <mark class='mark mark-yellow'>“La squadra degli spalatori autonomi conta più di centoventi persone”,</mark> ci racconta Francesco. “I ragazzi che poi sono lì, in realtà, sono molti di più. C’è poi un gruppo che si occupa di attività più generali, con aiuti a trecentosessanta gradi: consegna dei pasti – parliamo più di cinquecento pasti a pranzo – e vestiti, coperte, qualsiasi cosa. Le persone sfollate sono sistemate all’interno di strutture, però non hanno più niente. Hanno perso tutto”.  La voglia di aiutare si è fatta largo tra il fango e centinaia di piedi si sono sporcati. C’è stato un richiamo così forte che non hanno potuto consentire che altre persone arrivassero per aiutare: sarebbe stato pericoloso. “Sono solo i sentimenti positivi a vincere la mattina, altrimenti non ci alzeremo con tutta questa forza d’animo”. Francesco fa una pausa, poi continua: “Ci rimetteremo in piedi più forti di prima, per senso di apparenza, per senso di orgoglio”.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>La voglia di aiutare si è fatta largo tra il fango e centinaia di piedi si sono sporcati.“Sono solo i sentimenti positivi a vincere la mattina, altrimenti non ci alzeremo con tutta questa forza d’animo”, ci racconta un volontario, Francesco Lodato.</span></p>
<p>La tragedia ha fatto avvicinare la comunità e una ha predominato una volontà di rivalsa. Davide vive a Roma, si è allontano dalla sua Isola per studiare e fa parte di quei tanti giovani che hanno dovuto scegliere un altro luogo per poter pensare al suo futuro. Tuttavia, <mark class='mark mark-yellow'>“questa situazione ha completamente stravolto il paradigma dei ragazzi che vogliono fuggire da Ischia. Lo vediamo tutti i giorni: in tanti sono scesi giù a dare una mano”.</mark> Come se adesso ci vedessero una speranza. Davide continua: “Questo fango è come se avesse buttato giù un castello di bugie, di falsi miti sulla nostra generazione, sui giovani del sud. Anche sul modo con cui si amministra, su quelli che sono i rischi dei territori come il nostro, su come questi territori nel tempo sono stati gestiti”. Non solo ischitani. Francesco sorride: “Una coppia di argentini in canotta, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Erano in vacanza. Non se ne sono andati, ma si sono buttati in mezzo alla melma per aiutare tutti noi”.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>“Questo fango è come se avesse buttato giù un castello di bugie, di falsi miti sulla nostra generazione, sui giovani del sud. Anche sul modo con cui si amministra, su quelli che sono i rischi dei territori come il nostro, su come questi territori nel tempo sono stati gestiti”. Davide Laezza, volontario di Ischia.</span></p>
<p>E quindi che si ribaltino gli schemi: “Vedo un futuro”, Davide ne è convinto. “A Ischia quello che è mancato è proprio il futuro. Io ho ventun anni. Se in vent’anni, questa isola ha vissuto quattro emergenze che hanno causato morti, sfollati, significa che ancora prima di noi non c’è stata una visione e non c’è stato un senso del futuro. <mark class='mark mark-yellow'>Però credo che questa volta, decine di morti, centinaia e centinaia di sfollati rappresentano l’anno zero per Ischia”.</mark> Una cosa alla volta però. Adesso arriva un fine settimane turbolento. <mark class='mark mark-yellow'>“Purtroppo, sabato e domenica hanno avvisato che ci sarà allerta meteo arancione”.</mark> Francesco continua a spiegare la situazione al momento: “Hanno iniziato a mettere in sicurezza alcune aree, ma non sono sicure per niente. Però ce la metteremo tutta”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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