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	<title>magzine &#187; berlusconi</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>L&#8217;eterno cambiamento: addio a Silvio Berlusconi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 14:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Colombo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ripeteva che per tenere in piedi un’azienda non bisogna avere paura di cambiarla. Ed è proprio cambiamento la sineddoche per Silvio Berlusconi. Non in una accezione neutra, anzi, nel senso ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2666" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/06/berlusconi-coccodrillo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="berlusconi coccodrillo" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Ripeteva che per tenere in piedi un’azienda non bisogna avere paura di cambiarla. Ed è proprio cambiamento la sineddoche per <strong>Silvio Berlusconi</strong></mark>. Non in una accezione neutra, anzi, nel senso più divisivo possibile. Perché il nuovo ordine che segue il cambiamento presuppone vinti e vincitori, grandi celebrazioni e feroci critiche. Questo cambiamento polarizzante Berlusconi l’ha portato sempre con sé: imprenditoria, politica e televisione. Ma soprattutto nella morale pubblica.<br />
Con Berlusconi esiste sempre un prima e un dopo. Ma per molti di noi quel “prima” esiste solo nei libri di storia, che siamo cresciuti con il mito del <strong><em>self-made man</em></strong> e la sua presenza fissa in televisione. Son passati quasi trent’anni da quando, nel gennaio 1994, “il <strong>Cavaliere</strong>” annuncia la sua discesa in campo, pronunciando la celebre frase: “L’Italia è il Paese che amo”. A 86 anni è morto Silvio Berlusconi. Malato da tempo, due mesi fa ha reso pubblica la sua leucemia mielomonocitica dopo un ricovero lungo 45 giorni all’Ospedale <strong>San Raffaele</strong> di Milano.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/UpXOAIFFpBQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> L&#8217;ex Presidente del Consiglio è morto a 86 anni. Era ricoverato al San Raffaele di Milano per la leucemia mielomonocitica che lo aveva già costretto a 45 giorni di ospedale. Dall&#8217;imprenditoria alla politica, fino alla morale pubblica: le rivoluzioni fallite e riuscite del Cavaliere </span></p>
<p><strong>Dall’imprenditoria ai quattro governi</strong><br />
“Silvio Berlusconi, l’ex primo ministro italiano che è sopravvissuto a scandali sessuali e accuse di corruzione, è morto all’età di 86 anni”, titola la BBC. Negli Stati Uniti la CNN scrive “Silvio Berlusconi, l’esuberante miliardario ed ex primo ministro italiano che una volta si definì il Gesù Cristo della politica, è morto”. New York Times, Der Spiegel, Le Figaro, El Pais, Al Jazeera: <mark class='mark mark-yellow'>tutti i siti aprono con un ritratto di Berlusconi giudicato, almeno all’estero, l’italiano più famoso al mondo</mark>.<br />
Nato a Milano nel 1936, crescendo si fa subito notare per la sua personalità carismatica cantando nelle crociere, per poi diventare imprenditore edile. Con la progettazione di nuovi quartieri nel capoluogo lombardo, come i centri residenziali “Milano 2” e “Milano 3”, la sua Fininvest ottiene risalto nazionale. Da lì lo sbarco nel mondo della radiotelevisione, con la creazione della rete <strong>Mediaset</strong> che si pone dopo pochi anni come diretta concorrente della Rai, fino ad allora monopolista nelle trasmissioni.<br />
Poi, lo scoppio di <strong>Tangentopoli</strong> nel febbraio 1992, che apre la strada alla sua candidatura alle elezioni del 1994 con il suo nuovo partito: <strong>Forza Italia</strong>. Vince con la sua coalizione e nasce così il primo governo Berlusconi, che però dura poco meno di un anno a causa di dissidi all&#8217;interno della maggioranza. Nei vent’anni successivi, <mark class='mark mark-yellow'>il Cavaliere diventa <strong>Presidente del Consiglio</strong> altre tre volte, cambiando radicalmente la politica italiana</mark>. Dalle gaffe internazionali alle cosiddette “leggi ad personam”, passando per numerosi successi e altrettanti processi, l’epoca di Berlusconi subisce un primo forte stop nel 2013 a causa della condanna a quattro anni per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita. Per la <strong>Legge Severino</strong>, non può ricandidarsi fino alle elezioni europee del 2019.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/OamPBWHcLW4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Forza Italia</strong><br />
Del suo partito era<strong> padre-padrone</strong>, tanto che <mark class='mark mark-yellow'>i suoi elettori dicevano di votare per “Silvio” e non per Forza Italia</mark>. È un partito nato soprattutto dalle ceneri del Partito Socialista Italiano, politicamente distrutto dal <a href="https://www.youtube.com/watch?v=X8d1yAAXQEg&amp;t=381s">processo di Tangentopoli</a>, anche grazie alle relazioni nate tra <strong>Bettino Craxi</strong> e l’allora ancora imprenditore Berlusconi. Infatti, è stato di fatto Craxi a liberalizzare le trasmissioni televisive con il cosiddetto “decreto Berlusconi”.<br />
Però, Forza Italia ha ereditato molto anche della parte più conservatrice della <strong>Democrazia Cristiana</strong>, cioè quella parte che non è confluita nel progetto socialdemocratico del PDS, Partito Democratico di Sinistra, anch’esso nato dalla “morte” di un altro partito, il Partito Comunista Italiano.<br />
Il partito di Berlusconi, quindi, nasce come un’alternativa al vecchio sistema e alle vecchie forze politiche, portando nel dibattito pubblico un nuovo sistema comunicativo scandito dalla colloquialità e scarsa formalità del Cavaliere, dialoghi con il pubblico spesso mediati dalla sua rete: Mediaset.</p>
<p><strong> Mediaset<br />
</strong><mark class='mark mark-yellow'>Come spesso accade per le prime volte di Silvio Berlusconi, tutto succede ad Arcore</mark>. 1° novembre 1979, a cena c’è <strong>Andriano Galliani</strong>, all’epoca giovane imprenditore nelle telecomunicazioni. Elettronica industriale, la sua azienda, trasmette programmi per Telemontecarlo e la televisione svizzera. Una domanda secca cambia la storia della televisione e del costume Italiano. “Galliani, con i mezzi che ha è in grado di costruire tre reti nazionali?”. Risposta affermativa. Berlusconi compra il 50% di Elettronica industriale.<br />
La svolta decisiva per Mediaset, però, arriva nell’agosto del 1990. Viene approvata la <strong>legge Mammì</strong> che regolamenta le telecomunicazioni. In Italia alla fine degli anni Novanta c’è una anomalia e il Parlamento è chiamato a correggerla: il monopolio Rai è nei fatti venuto meno e si sta iniziando a formare il duopolio con Mediaset. Il parlamento, però, si limita a regolamentare l’anomalia in corso, ufficializzando di fatto il duopolio. I giornali hanno gioco facile a soprannominare la legge Mammì “legge Polaroid”.<br />
Flashforward. Mediaset oggi è una compagnia multimediale che compete con la <strong>Rai</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>Dopo oltre quarant’anni, la televisione del Biscione ha cambiato il costume italiano. Dalle veline di Striscia la notizia alle logiche pubblicitarie, dai programmi di intrattenimento all’approfondimento politico: tutto viene comunicato con il linguaggio Mediaset</mark>. Veloce, diritto alla pancia dei telespettatori. All’inizio è un azzardo, poi diventa normalità e alla fine un paradigma cui anche il servizio pubblico deve adeguarsi.</p>
<p><strong> Il Milan<br />
</strong>Silvio Berlusconi è stato il presidente più longevo della storia del Milan, di cui è stato proprietario per 31 anni, dal 1986 al 2017. Ma il Cavaliere detiene anche un altro record: <mark class='mark mark-yellow'>il presidente di un club italiano più vincente della storia</mark>. Il suo palmarès conta 29 trofei in totale, di cui 26 da presidente (e tre da vice di Galliani): 8 scudetti, una Coppa Italia, 7 Supercoppe italiane, 5 <strong>Champions League</strong>, 2 Coppe Intercontinentali e un Mondiale per club FIF. Non solo coppe e trofei. Anche tra le linee del campo da calcio Berlusconi ha plasmato l’immaginario collettivo e acceso le passioni (contrastanti) degli italiani. Dal Milan degli olandesi Gullit e Van Basten fino ai palloni d’oro Shevchenko e Kakà: due generazioni di giocatori che in rossonero hanno tenuti incollati allo schermo milioni di tifosi.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/vOq5SoJS2Gg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>I processi</strong><br />
Vedi alla voce processo. <mark class='mark mark-yellow'>Trentasei sono quelli di cui è stato protagonista: una <strong>condanna</strong>, otto prescrizioni, due amnistie, tredici assoluzioni e dieci archiviazioni</mark>. I suoi amici e alleati parlano di persecuzione giudiziaria, i detrattori lo dipingono come un aspirante delinquente. Anche il rapporto di Berlusconi con la giustizia è stato polarizzante.<br />
L’unica condanna con sentenza definitiva è arrivata nel 2013 nel processo Mediaset per frode fiscale: ha frodato 7,3 milioni di euro ed è stato condannato a 4 anni. Grazie a un indulto ne ha scontato solo uno ai servizi sociali di Cesano Boscone. Lo stesso anno è stato estromesso dal Senato per la Legge Severino e poi riabilitato nel 2018.<br />
L’ultima assoluzione è stata quella nel processo <strong>Ruby ter</strong> per corruzione in atti giudiziari, arrivata poche settimane prima della sua morte. La motivazione sta in un cavillo tecnico &#8211; le donne ascoltate come testimoni avrebbero dovuto essere invece ascoltate come indagate &#8211; ma nella verità giudiziaria la forma è sostanza.</p>
<p><strong>La politica internazionale</strong><br />
Ci sono due strade per raccontare la politica internazionale di Silvio Berlusconi. La prima è riportare i fatti, dai fallimenti ai successi. La seconda, come spesso accade per l’ex leader di Forza Italia, è ripercorrere le gaffes del Cavaliere con i capi di stato.<br />
La parola chiave con cui Berlusconi avrebbe descritto la sua politica internazionale è <strong>atlantismo</strong>. 28 maggio 2002: istantanea di un attimo che rimarrà nella storia. <strong>George Bush</strong> e <strong>Vladimir Putin</strong> sono a Pratica di Mare e stanno per scattare la foto di rito con Silvio Berlusconi, all’epoca primo ministro italiano. I fotografi sono pronti e l’ex numero uno di Forza Italia <mark class='mark mark-yellow'>prende la mano di Putin e quella di Bush: con un gesto deciso costringe i due a scambiarsi una stretta di mano</mark>. Berlusconi l’ha sempre raccontato come il momento in cui la guerra fredda è finita, i detrattori come l’apoteosi della sfacciataggine berlusconiana e un azzardo internazionale. A oltre vent’anni di distanza, quel gesto è la metonimia del modo di fare politica di Berlusconi: carisma ai limiti del leaderismo, determinazione che sfocia in sfacciataggine.<br />
C’è però un’altra istantanea che collima con l’atlantismo e l’Europa fortemente promosse da Berlusconi. Più che una istantanea è una lunga videocassetta con impresse le immagini dell’eterna amicizia con Vladimir Putin. <mark class='mark mark-yellow'>È il 10 settembre 2010 quando Berlusconi definisce il presidente russo “un dono del signore”</mark>. Sono parole che vanno oltre quel realismo che impone di avere rapporti anche con i dittatori. A questa dichiarazione negli anni dei governi a trazione Forza Italia sono seguiti gli accordi economici con la Russia che hanno portato la russa Gazprom a esercitare un monopolio quasi perfetto sull&#8217;approvvigionamento energetico italiano e innumerevoli tentativi (falliti) di portare la Russia dentro l’Unione Europea.</p>
<div id="attachment_67105" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/06/Vladimir_Putin_28_May_2002-13.jpg"><img class="wp-image-67105 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/06/Vladimir_Putin_28_May_2002-13-1024x760.jpg" alt="Berlusconi fa stringere la mano a Vladimir Putin e George Bush. Per lui fu la fine della guerra fredda, per i critici un segno di spregiudicatezza in politica estera" width="1024" height="760" /></a><p class="wp-caption-text">Berlusconi fa stringere la mano a Vladimir Putin e George Bush. Per lui fu la fine della guerra fredda, per i critici un segno di spregiudicatezza in politica estera</p></div>
<p><strong>Una carriera di gaffe</strong><br />
<mark class='mark mark-yellow'>Parte integrante del “Berlusconi internazionale” sono le sue figuracce, tra uscite infelici e azioni contro i protocolli: queste scene celebri formano un lungo e elenco che hanno minato la credibilità internazionale dell&#8217;Italia</mark>. Viene subito in mente quando nel 2014, in plenaria al <strong>Parlamento Europeo</strong>, disse all’eurodeputato tedesco Schulz che l’avrebbe <a href="https://www.youtube.com/watch?v=_D5DAEaJSGE">“suggerito per il ruolo di kapò”</a> in un film italiano sull’olocausto. Oppure di quando, incontrando l’allora presidente USA Barack Obama assieme a sua moglie Michelle, fece dei <a href="https://video.corriere.it/ac3ef238-a9b0-11de-93d1-00144f02aabc/ac3ef238-a9b0-11de-93d1-00144f02aabc">vistosi complimenti alla first lady americana</a>. E sempre con l’ex inquilino della Casa Bianca fece un’altra figuraccia, cioè quando parlando di lui in <a href="https://www.youtube.com/watch?v=5bJZKCps6bw">conferenza stampa lo definì “abbronzato”</a>.<br />
Ma la lista è ancora lunga. Per la stampa estera, Berlusconi è quello del “<a href="https://www.spiegel.de/fotostrecke/photo-gallery-berlusconi-s-bunga-bunga-fotostrecke-63675.html">bunga bunga</a>” &#8211; dopo lo scoppio del caso Ruby &amp; Co &#8211; o anche “<a href="https://www.economist.com/leaders/2011/06/09/the-man-who-screwed-an-entire-country">l’uomo che ha distrutto un Paese</a>”. Si è saputo distinguere soprattutto negli incontri internazionali, dove ha dato il meglio &#8211; o il peggio &#8211; di sé. Come quando un vertice UE nel 2002, al momento della foto ufficiale, fece il gesto delle corna con la mano destra. Oppure quella volta nel 2009, quando saltò il vertice <strong>NATO</strong> in Germania perché al telefono con il presidente turco Erdogan, tutto questo uscendo dalla macchina e<a href="https://www.youtube.com/watch?v=O5B3r7Py2h4"> facendo attendere la cancelliera Merkel</a>. Durante il G20 del 2009 riuscì addirittura a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Wc5H4z62WSE">infastidire la regina Elisabetta</a>, quando dopo la foto di rito alla vista dell’allora presidente USA gridò a gran voce “Mr. Obama!”.<br />
Ma le gaffe sono state anche più recenti. Ad esempio, quando in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Xnf6eBLexYY">comizio nel 2019</a> si vantò di aver fatto entrare i fascisti al governo, dicendo “li abbiamo legittimati noi, li abbiamo costituzionalizzati noi”. Ancora più “freschi” sono gli<a href="https://www.lapresse.it/politica/2022/10/19/berlusconi-2/"> audio “rubati” sulla guerra</a>, cioè quando in ottobre &#8211; durante un vertice con i suoi fedelissimi &#8211; ha enunciato la sua versione sulla guerra in Ucraina, di fatto dando ragione a Putin.</p>
<p><strong>“Silvio” e le donne: dalle politiche alle fan<br />
</strong>L’ossessione per il leader non ha risparmiato neanche le fan di Berlusconi, un amore talmente tanto viscerale che ha visto sue sostenitrici piangere nel cantare a squarciagola “Meno male che Silvio c’è”.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/GP_cizHrfO4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ma il suo rapporto con le donne non è stato qualcosa di limpido. <mark class='mark mark-yellow'>Spesso fuori luogo con battute maschiliste, il Cavaliere ha dimostrato un rispetto “altalenante” nei confronti del genere femminile</mark>. A partire dalla sua “battaglia” contro <strong>Rosy Bindi</strong>, quando<a href="https://www.youtube.com/watch?v=lz8Q910TJUk"> Berlusconi chiamò durante una diretta tv</a> dove l’ex ministra era ospite e disse, insultandola, che era “più bella che intelligente”; oppure quando, davanti alle telecamere dei giornalisti, raccontò una delle sue <a href="https://www.youtube.com/watch?v=g-0FdHDf7ZE">famigerate barzellette</a>, anche qui offendendo Bindi. Silvio Berlusconi è riuscito a fare un commento fuori luogo anche sul caso Englaro, dicendo <a href="https://www.agi.it/cronaca/eluana_englaro_10_anni-4974210/news/2019-02-09/">testuali parole</a>: “Eluana ha un bell&#8217;aspetto e delle funzioni, come il ciclo mestruale attivo, non staccherei la spina”. E come dimenticare quando definì la cancelliera Merkel una “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=_rEqiC8ItM8&amp;embeds_referring_euri=https%3A%2F%2Fwww.ilsecoloxix.it%2F&amp;source_ve_path=OTY3MTQ&amp;feature=emb_imp_woyt">culona inchiavabile</a>”.<br />
Sul palco, però, è dove fa maggiormente spettacolo. Nel 2013, invitato ad un evento sull’eco-energia, dopo che un’impiegata dell’azienda disse “Io vengo a costo zero”, fece uno <a href="https://www.youtube.com/watch?v=cVFhRmHmp8c">sgradevole gioco di parole </a>giocando sul doppio senso della parola “venire”. Oppure, quando durante un comizio elettorale ad Aosta ricevette un premio dalla figlia del presentatore dell’evento e, di risposta, disse “Preferisco lei [al premio]”, suscitando l&#8217;imbarazzo della giovane. Per non parlare poi di quel <a href="https://www.youtube.com/watch?v=KNiFUL2QtPU">famigerato pullman</a> promesso ai giocatori del <strong>Monza</strong>.<br />
Berlusconi non ha risparmiato commenti nemmeno nei confronti delle sue alleate politiche o colleghe di partito. Nel 2020, durante un comizio in Calabria per la candidata alle regionali Jole Santelli, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=d4pycVTc4Co">iniziò il suo intervento</a> dicendo: “La conosco da ventisei anni e non me l’hai mai data”, suscitando l&#8217;ilarità dei presenti. Dopotutto, per lui l’estetica delle donne politiche è sempre stata importante, <a href="https://www.elle.com/it/magazine/women-in-society/a35883139/donne-politica-fisico/">come evidenziò nel 2005</a> quando disse: “Sono il primo a volere la presenza delle donne, carine e anche brave in Parlamento”.</p>
<p><strong>Ciao, Silvio<br />
</strong>Amato e odiato, venerato e maledetto, beatificato e demonizzato. Silvio Berlusconi è parte di quei personaggi controversi che divideranno l’opinione pubblica per sempre, degno successore del “divo” <strong>Giulio Andreotti</strong>. <mark class='mark mark-yellow'> Oggi è ufficialmente finita un’era, quella del cosiddetto berlusconismo, e ne inizia un’altra, figlia di questo movimento che l’ha preceduta. </mark> Un giorno, quando i nostri figli ci chiederanno chi era Berlusconi, risponderemo: “Sedetevi comodi, che è una storia molto lunga da raccontare”.</p>
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		<title>Berlusconi e l&#8217;Europa: amore, complotti e gaffes</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 08:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Frosina]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="fvp-onload" src="https://www.magzine.it/wp-content/plugins/featured-video-plus/img/playicon.png" alt="Featured Video Play Icon" onload="(function() {('initFeaturedVideoPlus' in this) && ('function' === typeof initFeaturedVideoPlus) && initFeaturedVideoPlus();})();" /></p><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/320px-Silvio_Berlusconi_Portrait.jpg"><img class="alignleft wp-image-37710" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/320px-Silvio_Berlusconi_Portrait-300x168.jpg" alt="320px-Silvio_Berlusconi_Portrait" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'><strong>La notizia è giunta, inaspettata, a metà gennaio.</strong></mark> L’83enne imprenditore <strong>Silvio Berlusconi</strong>, quattro volte presidente del Consiglio, correrà per un seggio al Parlamento europeo nelle elezioni del 26 maggio prossimo. È l’ultimo <em>coup de theatre </em>di un uomo che i suoi avversari hanno considerato più volte politicamente morto, salvo poi scoprire che non lo era affatto. Venticinque anni dopo la sua prima campagna elettorale – e nonostante una condanna definitiva a 4 anni per frode fiscale nel 2013 – Berlusconi ha ancora una forte influenza sulla politica italiana. <strong>Forza Italia</strong>, il partito di centrodestra da lui fondato nel 1994, ha ottenuto il 14% delle preferenze alle ultime elezioni, eleggendo 166 parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'>Il rapporto di Berlusconi con l’Unione europea è sempre stato piuttosto ambivalente.</mark> Se da una parte l’ex premier italiano si è sempre definito un convinto europeista, in più di un’occasione è arrivato allo scontro frontale con Bruxelles. Tra le file di Forza Italia c’è il presidente dell’Europarlamento <strong>Antonio Tajani</strong>; ma anche <strong>Renato Brunetta</strong>, uno studioso che ha criticato l’euro e affermato che la caduta dell’ultimo governo Berlusconi nel 2011 fu il risultato di un complotto studiato in Germania.</p>
<blockquote><p>&#8220;Caro signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di <em>kapò</em>&#8221;</p>
<div id="attachment_37692" style="width: 128px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/download-1.jpg"><img class="wp-image-37692 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/download-1.jpg" alt="Martin Schulz" width="128" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Martin Schulz</p></div></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Così Berlusconi si presentava al Parlamento di Bruxelles, il 2 luglio del 2003, come presidente entrante del Consiglio europeo. <strong>Martin Schulz</strong>, allora presidente del gruppo socialista tedesco, aveva appena concluso una dura invettiva contro di lui, ricordando il conflitto d’interesse nel ricoprire contemporaneamente le cariche di capo del governo e proprietario di reti televisive. È stato il più discusso incidente europeo del magnate italiano, famoso, tra le altre cose, per essere un <em>gaffeur </em>seriale. Nel 2002, al meeting dei ministri degli Esteri europei in Portogallo, esibì un gesto volgare alle spalle del primo ministro inglese Tony Blair, durante una foto di gruppo. Nel 2009, arrivando in Germania per un vertice Nato, scese dall’auto e invece di salutare il capo di governo ospitante, Angela Merkel, continuò a parlare al telefono per lunghi minuti, dandole le spalle.</p>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'>Ma fu nell’estate del 2011, negli ultimi mesi del suo ultimo governo, che i rapporti tra Berlusconi e le istituzioni europee si fecero più tesi.</mark> Il 4 agosto, i vertici della Banca centrale europea (Bce) <strong>Jean-Paul Trichet</strong> e <strong>Mario Draghi</strong> inviarono al governo italiano una lettera riservata imponendo misure economiche urgenti per ridurre il crescente spread tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. Se Berlusconi non avesse obbedito, la Banca centrale avrebbe smesso di acquistare titoli italiani. La lettera – qualcosa di inedito nella storie europea – fu poi pubblicata dal <em>Corriere della Sera </em>il 29 settembre. La reciproca diffidenza tra il governo italiano e il resto dell’Europa fu mostrata da un episodio iconico: Merkel e l’allora capo di Stato francese <strong>Nicolas Sarkozy</strong> sorrisero ironicamente l’un l’altro, durante una conferenza stampa congiunta, quando un cronista chiese loro se si fidassero delle misure anti-crisi di Berlusconi.</p>
<div id="attachment_37697" style="width: 128px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/Mario_Monti_-_Festival_Economia_2013.jpg"><img class="wp-image-37697" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/02/Mario_Monti_-_Festival_Economia_2013-240x300.jpg" alt="Mario Monti" width="128" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monti</p></div>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'>All’inizio di Novembre lo spread toccò la cifra record di <strong>574 punti base</strong> e Berlusconi fu costretto a dimettersi.</mark> Il suo posto fu preso da <strong>Mario Monti</strong>, un economista ed ex commissario Ue molto apprezzato a Bruxelles. Il governo Monti mise in campo un programma di dure riforme – approvate dalla Banca centrale, dalla Commissione e dal Fondo monetario internazionale – che furono votate dai parlamentari di quasi tutti i partiti, incluso quello di Berlusconi. Ma quando l’emergenza venne meno, e il magnate milanese si presentò di nuovo alle elezioni del 2013, cominciò a raccontare una diversa versione dei fatti. In televisione definì i dati dello spread “un imbroglio” e “una mistificazione”, e la sua sostituzione con Monti “un golpe degli euroburocrati”. Ancora più duro fu il suo ex ministro Renato Brunetta, che scrisse un libro intitolato <em>Un golpe chiamato rating: come l’Italia fu depredata nel 2011</em>. Ancora oggi Brunetta descrive la caduta dell’ultimo governo Berlusconi come il frutto di una grande manipolazione del mercato ad opera di <strong>Deutsche Bank</strong>, che all’inizio del 2011 si sbarazzò di 7 milioni di bond italiani. Il politico ha chiesto più volte l’istituzione di una commissione parlamentare per far luce su quegli eventi. “Abbiamo perso la nostra sovranità – diceva ancora alla fine del 2017 – ce l’hanno rubata i poteri finanziari che hanno speculato sul nostro debito. Ho passato sei anni a tentare di dar vita alla commissione. Non dormo la notte pensando a tutti gli italiani finiti sul lastrico”.</p>
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<p style="text-align: justify;">&#8220;Qualcuno ha provato a farci litigare, ma il nostro rapporto è sempre stato buono&#8221;</p>
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<p style="text-align: justify;">Ora che l’Italia è governata da partiti fortemente euro-critici – gli estremisti di destra della <strong>Lega</strong> e i populisti del <strong>Movimento 5 Stelle</strong> – la posizione di Forza Italia sull’Europa è cambiata di nuovo. <mark class='mark mark-yellow'>Con l’avvicinarsi del voto europeo, Berlusconi sta cercando di accreditarsi come un leale partner del Partito popolare europeo (Ppe) e un fiero avversario del populismo e dell’euro scetticismo.</mark> Pochi giorni dopo l’annuncio della sua candidatura è volato a Bruxelles per incontrare i vertici del Ppe e ha parlato in termini inusualmente affettuosi di Angela Merkel: “Io e la signora Merkel abbiamo sempre avuto un rapporto di stima e interesse reciproco” – ha detto. Qualcuno ha provato a farci litigare, ma il nostro rapporto è sempre stato buono. Ci sta dando una grossa mano nella nostra campagna”. Berlusconi ha poi cantato le lodi dell’Unione europea. “L’Europa è qualcosa di irrinunciabile – ha detto – e quando il centro-destra governerà di nuovo l’Italia, rispetteremo i parametri economici”. E i leader popolari gli hanno riservato un caloroso benvenuto: “Il Ppe è casa sua”, ha detto il segretario generale, <strong>Antonio Lòpez</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><mark class='mark mark-yellow'>Le elezioni europee saranno l’inizio di una nuova vita politica per il quasi-politicamente-morto Silvio Berlusconi?</mark></strong></p>
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