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	<title>magzine &#187; baggio</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>“Casa mia”: una giornata nella Baggio di Ghali</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 05:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra Gori]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Mi manca la mia zona Mi manca il mio quartiere (Credit: “Casa Mia”, 2024) Il rapper tunisino-milanese Ghali, che ha trionfato alla recente edizione del Festival di Sanremo ed ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="703" height="329" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Immagine-23-02-24-18.19.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Immagine 23-02-24 - 18.19" /></p><p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Mi manca la mia zona<br />
Mi manca il mio quartiere</p>
<p style="text-align: center;">(Credit: “<em>Casa Mia”, 2024)</em></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Il rapper tunisino-milanese Ghali, che ha trionfato alla recente edizione del Festival di Sanremo ed è finito nel ciclone delle polemiche nazionali per il suo appello dal palco in favore della popolazione di Gaza in guerra, non ha mai dimenticato le sue origini e ha sempre cercato di portare nei testi delle sue canzoni il racconto di Baggio. Il quartiere nella <strong>periferia Ovest di</strong> <strong>Milano</strong> continua ad avere una grande influenza sulla produzione artistica del rapper.</mark>Siamo stati nelle vie della sua infanzia e adolescenza, lì dove viveva giornate piene tra scuola, <em>freestyle</em>, calcio e campetti. Un quadrato di poche strade dove il cielo è grigio come i sovraffollati condomini e il tempo sembra immutabilmente sospeso. <mark class='mark mark-yellow'>Con la sua <em>crew</em> andava spesso a mangiare da &#8220;Panzerotto mio Baggio&#8221;, alla quale ha dedicato un suo panzerotto personale</mark>. La ricetta è incorniciata dall’autore con tanto di <em>Tag</em> su una lavagnetta alle spalle del bancone. I titolari, Tonia e Carlo, spendono solo buone parole per un ragazzo che è rimasto nei loro cuori: «L’’abbiamo conosciuto sette anni fa, ai tempi di <em>Cara Italia</em>. Dopo aver registrato quella canzone, la sera, sono venuti tutti, erano una decina: abbiamo fatto una tavolata e hanno mangiato qui. Lui, da musulmano, non consumava carne di maiale e così gliene abbiamo preparato uno diverso. Poi, gli abbiamo chiesto di scrivere gli ingredienti. Quello è diventato il panzerotto di Ghali. Da allora, è venuto altre volte mentre la sua carriera cresceva» dice lei. «Quando tornava passava sempre, ma ora è un po’ che non lo vediamo.<mark class='mark mark-yellow'>D’altronde, era diventato un problema per lui: appena entrava e qualche ragazzino lo vedeva, non mangiava più»</mark>. Per un po’ abbiamo continuato a vedere la mamma, a cui è molto legato, ma anche lei non passa da tempo. Però vediamo ancora tutti i ragazzi della <em>crew</em>», aggiunge il marito.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>A Baggio gli adulti lo ricordano come un ragazzino dolce, bullizzato e totalmente immerso nella musica. I bambini lo adorano e sono suoi grandi fan. Tutti riconoscono che Ghali ha sempre aiutato il quartiere anche da già famoso e che non abbia mai avuto un atteggiamento da star. In sostanza, qui gli si vuole bene</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Ghali ha portato il suo quartiere anche sul palco dell’Ariston. Non c&#8217;è canzone che non contenga almeno una &#8220;barra&#8221; dedicata a Baggio: «A fine ottobre, si fa la festa rionale e spesso lui viene a salutare. Non si è mai dimenticato da dove viene», continua Tonia. E quando ci ritorna se ne accorgono tutti. Entra in un locale e si riempie di ragazzi dopo pochi minuti; se deve girare un video, la sua ex società sportiva è sempre pronta ad accoglierlo. Proprio come è accaduto nel caso del brano <em>1993, </em>per il quale ha collaborato con la scuola calcio Baggio Secondo</mark>. Lì hanno solo ricordi positivi di lui e del suo team: «È arrivato e il campo è stato invaso. Non capivamo più nulla, tutti i bambini volevano vederlo» racconta la barista Pina. «L’abbiamo visto passare tre volte», ricordano invece al <strong>bar di Via Breganza</strong>, dove il rapper viveva con <strong>la madre Amel.</strong> «Quando viene c’è sempre una gran folla, ma lui dispensa selfie e autografi molto volentieri». Parlare con qualcuno qui non è facile, i volti sono sfuggenti e sospettosi. Ma a ben guardare tutto in qualche modo parla di lui. Un rider che corre forsennato per consegne ascolta <em>Ninna Nanna</em> a tutto volume. A pochi metri, oltre il palazzone grigio con l’intonaco scrostato e i grandi blocchi rosa delle case popolari, c’è la<strong> pizzeria Nocera</strong> di via Cascina Barocco; qualche tavolino esterno e una veranda popolata da anziani giocatori di carte. È il centro nevralgico della <em>vecchia</em> <em>Bagg</em>, quella &#8220;costruita&#8221; negli anni Cinquanta dai primi immigrati venuti dal Sud.</p>
<p style="text-align: center;">Casa mia, casa tua<br />
Che differenza c&#8217;è? Non c&#8217;è<br />
Ma qual è casa mia?<br />
Ma qual è casa tua?<br />
Ma qual è casa mia?<br />
Dal cielo è uguale, giuro</p>
<p style="text-align: center;">(Credit: “<em>Casa Mia”, 2024)</em></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Al bancone c’è Giuseppe il pizzaiolo, marcato accento pugliese e grandi muscoli. Una maglietta con lo stemma della Roma e il volto corrucciato mentre inforna senza sosta. Lui Ghali se lo ricorda bene: «Lo conosco sin da quando era piccolo. Era un bambino molto riservato, forse perché sentiva il peso di un padre in carcere e di una madre molto impegnata. Veniva qui con il walkman, Michael Jackson sempre nelle orecchie e io gli regalavo le pile»</mark>. La passione per il re del pop l’ha portata anche sul palco dell’Ariston, dove durante la serata delle cover ha sfoggiato mocassini, guanti bianchi e la tipica giacca crop, corta e aderente con le inconfondibili “spalline”. «La madre lo lasciava volentieri quando non c’era perché si fidava di noi; a volte veniva qui con i suoi amici», prosegue. Nel suo racconto c’è la parabola particolareggiata di un artista che ha attraversato le asperità per arrivare alle stelle. I luoghi, gli aneddoti, la quotidianità. Quasi lo si vede il bambino che «andava a scuola, al parchetto a fare le trazioni» e che <mark class='mark mark-yellow'>«quando ha iniziato a fare musica, si è attirato non poche invidie. Lo bullizzavano, con quella cattiveria che ti tocca subire quando in un posto difficile riesci a cavartela con le tue forze e a non finire sulla cattiva strada. Una volta, per sfuggire a chi lo voleva picchiare, si rifugiò nella farmacia qui vicino»</mark>.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>«Quando ha iniziato a fare musica, si è attirato non poche invidie. Lo bullizzavano, con quella cattiveria che ti tocca subire quando in un posto difficile riesci a cavartela con le tue forze e a non finire sulla cattiva strada. Una volta, per sfuggire a chi lo voleva picchiare, si rifugiò nella farmacia qui vicino»</span></p>
<p>Il rispetto che Ghali ha ricevuto e continua a ricevere da parte dei commercianti che animano la zona non è casuale. In tempi non sospetti, si era barcamenato con l’apertura di una piccola attività insieme alla madre, una yogurteria, chiusa dopo poco tempo. La pizzeria Nocera è anche il luogo che lo ha accompagnato fino al grande successo. «L’ultima volta che è venuto a trovarci è stato due giorni dopo Sanremo» conclude Giuseppe.<mark class='mark mark-yellow'>«Qui ha presentato il suo primo tour e venduto i primi biglietti</mark>. Ho ancora l’estratto del giornale che lo annuncia, anche perché era la prima volta che i biglietti di un concerto si vendevano in un bar. Prima dell’ultimo festival, ha scelto noi per un servizio fotografico: la veranda era diventata un vero e proprio set, c’erano manager, costumisti, assistenti. Ormai è uno di famiglia e prende iniziative che fanno bene a Baggio e alle persone. Per esempio, c’è un ragazzino cardiopatico che lo adora e lui è andato a trovarlo per fargli una sorpresa. Dice sempre che quando ti allontani dal tuo quartiere, qualcosa alla fine ti sfugge. Per questo ritorna sempre».</p>
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