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	<title>magzine &#187; #aziende</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Brand journalism, tra marketing e giornalismo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 11:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Christian Valla]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[“Il brand journalism è la cronaca degli eventi che accadono nel mondo di un brand. E così che creiamo per il brand un reale valore percepito dal cliente”. Larry Light, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="620" height="355" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/brand-journalism-cos-è-620x355.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="brand-journalism-cos-è-620x355" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>“Il brand journalism è la cronaca degli eventi che accadono nel mondo di un brand. E così che creiamo per il brand un reale valore percepito dal cliente”.</mark> <strong>Larry Light</strong>, all’epoca Global Chief Officer di Mc Donald’s, definì così il <em>brand journalism </em>nel 2004<em>.</em> Vista la crisi d’identità delle aziende in quegli anni, Light fece una e vera e propria rivoluzione copernicana e scelse il <strong>giornalismo come</strong> <strong>strumento di comunicazione per raccontare il mondo dal punto di vista del marchio </strong>e coinvolgere in una nuova modalità il pubblico, ormai stanco di comunicazioni unidirezionali. La sua fu la prima definizione del fenomeno ed è probabilmente ancora oggi la più nota.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Light ribaltò così il concetto del marketing tradizionale in cui esisteva un unico messaggio rivolto a tutti i consumatori. La visione viene, dunque, capovolta e, come per il mondo dei social network e del digital marketing, la nuova comunicazione si basa sulla condivisione e sul coinvolgimento degli utenti.</mark> Per comunicare questo mondo multidimensionale scelse la<strong> tecnica giornalistica</strong> partendo dalla struttura di quotidiani e periodici, fatta di sezioni ed argomenti diversi, <strong>per andare incontro ai molteplici interessi dei lettori</strong>. &#8220;Think like a journalist&#8221; ovvero &#8220;pensa come un giornalista&#8221; è il nuovo mantra introdotto da Larry Light: dal suo punto di vista la prospettiva della comunicazione aziendale deve passare da una mentalità che potremmo definire pubblicitaria a un’ottica giornalistica in cui l’azienda racconta notizie rilevanti e focalizzate sul pubblico del brand. <strong>Il <em>brand journalism</em> fa, così, informazione per conto del brand</strong> come se fosse una vera e propria testata giornalistica: in questo modo le aziende diventano esse stesse editrici e curano pubblicazioni quali i magazine digitali, con approfondimenti e inchieste giornalistiche.</p>
<p><strong>Red Bull</strong>, la nota azienda dell’energy drink &#8220;che mette le ali&#8221;, ci racconta il suo mondo valoriale puntando sugli sport estremi. Nel 2005 si trasforma in casa editrice e pubblica un gruppo di magazine tra i quali il più famoso è <em><a href="https://www.redbull.com/us-en/theredbulletin" target="_blank">The Red Bulltine</a></em>, un mensile di lifestyle presente anche nella versione online gratuita con approfondimenti realizzati secondo l’approccio giornalistico del <strong>video storytelling</strong>. L’azienda austriaca non si ferma qui e crea anche una piattaforma multimediale di contenuti gratuiti dal nome “Red Bull Content Pool”, dove si possono trovare video e articoli di lifestyle, sport, azione e divertimento destinati a un pubblico giovane e dinamico, che contribuiscono anche a dare visibilità ai numerosi eventi, organizzati o sponsorizzati da Red Bull, dedicati a questi temi.</p>
<p>Anche in Italia troviamo esempi di brand journalism in vari settori. Uno di questi, particolarmente interessante nell’ambito del food&amp;beverage, è <em><a href="https://www.inabottle.it/it/territorio" target="_blank">In a Bottle</a></em>: nato nel 2012, è il magazine online, o meglio il <strong>waterzine</strong>, primo nel suo genere, di <strong>Sanpellegrino</strong>, famosa azienda italiana produttrice di acqua e bevande del gruppo Nestlé Waters. Il tema di <em>In a Bottle</em> è l’acqua minerale e tutto ciò che vi ruota intorno; e le sezioni del sito comprendono articoli su territorio, benessere, ambiente, cultura, persone e tendenze. Il messaggio di Sanpellegrino è di garantire all’acqua un futuro di qualità tramite iniziative che mirano alla valorizzazione, alla tutela e alla promozione di questa fonte di vita.</p>
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		<title>I media perdono pubblicità: l&#8217;eccezione si chiama tiktok</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2020 08:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Magistro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#ad]]></category>
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		<category><![CDATA[#challenge]]></category>
		<category><![CDATA[#pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[TikTok]]></category>

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		<description><![CDATA[TikTok attira sempre più l&#8217;attenzione delle aziende. Non solo perché quest&#8217;app vanta un numero sempre crescente di utenti in tutto il mondo, ma soprattutto perché il suo algoritmo propone contenuti non in ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/tiktok-5064078_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="tiktok-5064078_1920" /></p><p><strong>TikTok</strong> attira sempre più l&#8217;attenzione delle aziende.<strong> </strong>Non solo perché quest&#8217;app vanta un numero sempre crescente di utenti in tutto il mondo, ma <mark class='mark mark-yellow'>soprattutto perché il suo algoritmo propone contenuti non in base a chi si segue ma a cosa fa tendenza in un particolare momento,</mark> facendo diventare virale un contenuto molto più facilmente e aumentando così il proprio potenziale come efficace piattaforma di veicolo di contenuti, e quindi, anche di pubblicità.</p>
<p>La parola chiave su TikTok è <em>challenge</em>: agli utenti viene chiesto di replicare balletti, messe in scena o semplici imitazioni di personaggi famosi o meno, liberando la propria fantasia e dando vita ad una vera e propria catena virale di video. Questi prodotti <em>user-generated</em> sono molto apprezzati dalle aziende per la loro capacità di diffondersi a macchia d’olio. Ma non solo, TikTok è anche più economico di altri social: su questa piattaforma, le aziende pagano un dollaro ogni mille impression , su <strong>Facebook </strong>quattro.</p>
<p>In definitiva, <mark class='mark mark-yellow'>Tik Tok promette e permette una diffusione maggiore ad un costo minore</mark>. Tutto è partito dalla Germania, con la challenge <strong>#PlayWithPringles</strong>, che ha visto gli utenti del social ballare e recitare usando il tubo del famoso snack in modi creativi e generando più di 151.000 video per un totale di 230 milioni di visualizzazioni. Un test che ha funzionato e che sta spingendo il mercato a creare una vera e propria strategia di marketing pensata ad hoc per TikTok.</p>
<p>La piattaforma presenta, però, un ostacolo: per i pubblicitari è spesso difficile, se non impossibile, analizzare virtualmente i risultati delle loro campagne. Ciononostante,  al termine della pandemia da Covid-19, che ha causato tagli importanti al budget pubblicitario di molte aziende, ci si aspetta che un numero crescente di brand  siano pronti a far sentire la propria voce proprio su TikTok.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per approfondire, continua a leggere su <a href="https://digiday.com/media/how-advertisers-are-using-tiktok-during-the-recession/">Digiday</a></strong></p>
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