<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; artisti</title>
	<atom:link href="https://www.magzine.it/tag/artisti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 23:44:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>L’arte del futuro è minacciata dall’intelligenza artificiale?</title>
		<link>https://www.magzine.it/larte-del-futuro-e-minacciata-dallintelligenza-artificiale/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/larte-del-futuro-e-minacciata-dallintelligenza-artificiale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 15:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Bianca Terzoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=61997</guid>
		<description><![CDATA[È ormai risaputo che l’intelligenza artificiale stia invadendo la nostra vita quotidiana in diversi campi, ma ora potrebbe arrivare a minacciare anche la nostra libertà creativa. Oggi esistono, infatti, dei ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1126" height="695" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/01/Arte-AI-Agenda-Digitale.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Agenda Digitale" /></p><p>È ormai risaputo che l’intelligenza artificiale stia invadendo la nostra vita quotidiana in diversi campi, ma ora potrebbe arrivare a minacciare anche la nostra libertà creativa.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Oggi esistono, infatti, dei veri e propri generatori di immagini e di opere d’arte che <span style="color: #000000;">agiscono</span> attraverso algoritmi prodotti dall’intelligenza artificiale</mark>. Il meccanismo dei generatori di arte AI come, ad esempio, <strong>“Deep Dream Generator’s Text 2 Dream”</strong> è semplice: basta digitare alcune parole chiave e in meno di un minuto si crea un&#8217;immagine ex novo che ritrae ciò che abbiamo descritto a parole. Il fenomeno si sta espandendo un po’ ovunque, anche su piattaforme social come TikTok, dove spopolano il filtro AI Manga e altri generatori gratuiti che risvegliano la curiosità degli utenti. Nonostante creare nuove immagini sia divertente, si notano tuttavia numerosi difetti che assumono talvolta tinte grottesche, come volti deformati o immagini sovrapposte. Inoltre, <mark class='mark mark-yellow'>l’intelligenza artificiale è in grado di creare immagini e illustrazioni solo a partire da opere già esistenti: produce nuove immagini copiandone e fondendone assieme altre, mai creandole dal nulla</mark>.</p>
<p>La generazione di immagini da parte dell&#8217;AI ha implicazioni potenzialmente di vasta portata e potrebbe coinvolgere vari ambiti, dai film alle graphic novel. Gli illustratori per l&#8217;infanzia sono preoccupati dell&#8217;impatto di questa tecnologia sui social media. L&#8217;autore e illustratore Rob Biddulph si è espresso così: «L&#8217;arte generata dall&#8217;AI è l&#8217;esatto contrario di ciò che credo sia l&#8217;arte, che ho sempre pensato consista nel tradurre esternamente qualcosa che si sente internamente. Qualunque sia la sua forma, la vera arte riguarda il processo creativo molto più che il risultato finale. E premere semplicemente un pulsante per generare un&#8217;immagine non è un processo creativo».</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>C’è anche un altro pericolo: l’AI potrebbe creare immagini potenzialmente illegali per violazione di copyright, ma non solo, e non ci sarebbe nessun individuo in particolare da incolpare, se non lo sviluppatore del generatore.</mark> Per questo, i contenitori di immagini AI dovrebbero essere regolati attraverso precise disposizioni etiche. <a href="https://www.tumblr.com/tagged/notoaiart?sort=top" target="_blank">L’ondata di proteste contro l’arte artificiale</a> è stata tale da scatenare anche la <a href="https://www.facebook.com/hashtag/notoaiart/" target="_blank">campagna online <strong>#NotoAIArt</strong></a>. L’AI potrebbe essere impiegata in futuro per lavori come <span style="color: #000000;"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fan_art" target="_blank">fan art</a>, libri autopubblicati, loghi e ritratti di famiglia</span> ed eliminare così piccoli lavori su cui gli artisti emergenti spesso costruiscono il proprio portfolio, ma è poco probabile che sostituisca immagini come le illustrazioni per bambini. Allo stesso tempo, <mark class='mark mark-yellow'>l’arte artificiale potrebbe far nascere una nuova forma d’arte e di espressione, o potrebbe valorizzare ulteriormente le forme d’arte tradizionali, dato che non è autentica e non prevede una specifica carica emozionale da parte di un artista</mark>.</p>
<p>Il giudizio finale probabilmente spetterà proprio ai fruitori principali, tra i quali ci sono anche bambini e adolescenti che, rispetto all’arte generata con l&#8217;AI, in futuro potrebbero preferire una forma d&#8217;arte più autentica, emozionale e soprattutto umana.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su</strong> <a href="https://www.theguardian.com/artanddesign/2023/jan/23/its-the-opposite-of-art-why-illustrators-are-furious-about-ai" target="_blank">TheGuardian.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/larte-del-futuro-e-minacciata-dallintelligenza-artificiale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intelligenza artificiale produce arte meglio degli esseri umani</title>
		<link>https://www.magzine.it/lintelligenza-artificiale-produce-arte-meglio-degli-esseri-umani/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/lintelligenza-artificiale-produce-arte-meglio-degli-esseri-umani/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 13:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Piccolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[outpainting]]></category>
		<category><![CDATA[produzione artistica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=60945</guid>
		<description><![CDATA[I nostri computer hanno superato una soglia finora inimmaginabile, quella dell’abilità artistica. Per tutta la vita abbiamo pensato all’essere umano come ad un unicum sul pianeta Terra in grado di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1664" height="1664" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/mhachman_a_castle_on_an_asteroid_floating_through_space_2315526d-252b-40df-9a6d-eeb00aed612f.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte:  Midjourney.com" /></p><p><span style="font-weight: 400;">I nostri computer hanno superato una soglia finora inimmaginabile, quella dell’abilità artistica. Per tutta la vita abbiamo pensato all’essere umano come ad un unicum sul pianeta Terra in grado di esercitare la propria libera inventiva per produrre arte, rassicurati dall&#8217;idea che le macchine fossero incapaci di essere veramente creative.</span></p>
<p><mark>Eppure milioni di persone hanno dovuto ricredersi vedendo i sorprendenti risultati artistici p<span style="color: #000000;">rodotti da </span><span style="color: #000000;">softwar</span>e per la creazione di immagini come <a href="https://openai.com/dall-e-2/" target="_blank"><strong>Dall-E 2</strong></a>, <a href="https://midjourney.com/home/?callbackUrl=%2Fapp%2F" target="_blank"><strong>Midjourney</strong></a> e <strong><a href="https://stablediffusionweb.com/" target="_blank">Stable Diffusion</a></strong>.</mark> Molte di queste intelligenze artificiali – ancora in versione beta e online da poco più di un anno – sono in grado, infatti, di creare immagini a partire da descrizioni testuali (o &#8220;prompt&#8221;: nel linguaggio dell’informatica, indicazioni visive costituite da elementi testuali o grafici) ovvero da simulazioni indistinguibili di illustrazioni o fotografie prodotte da una mente artistica umana.</p>
<div id="attachment_60947" style="width: 700px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Midjourney-Mishra-abstract-dancing-painting.jpeg"><img class="wp-image-60947 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Midjourney-Mishra-abstract-dancing-painting.jpeg" alt="Midjourney-Mishra-abstract-dancing-painting" width="700" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Midjourney.com</p></div>
<p>Gli interrogativi che genera una situazione del genere sono molti. Abbiamo davvero perso il monopolio della creatività? <mark>Quanti artisti perderanno il proprio posto di lavoro, ora che i robot possono fare le stesse cose degli umani, più velocemente e con costi inferiori? E ancora: se i computer possono essere creativi, cos&#8217;altro possono fare di cui eravamo ancora ignari?</mark></p>
<p>Dopo aver intervistato i creatori, gli utenti avanzati, o &#8220;power-user&#8221;, e gli utenti alle prime armi o &#8220;early-adopter&#8221; di questi generatori di immagini, però, si può azzardare una previsione verosimile: l&#8217;intelligenza artificiale generativa modificherà il modo in cui progettiamo praticamente tutto, ma nessun artista umano perderà il proprio lavoro a causa di questa nuova tecnologia.</p>
<p>Così come la fotografia meccanica non ha estinto le illustrazioni umane un secolo fa, ma ha, piuttosto, ampliato in modo significativo i luoghi in cui le immagini appaiono, allo stesso modo i generatori di immagini create con la cosiddetta &#8220;IA&#8221;, l&#8217;intelligenza artificiale, aprono possibilità per una maggiore produzione di arte, non minore. Un esempio è l&#8217;opportunità data dalla nuova funzione <strong>Outpainting</strong> di sfruttare l&#8217;intelligenza artificiale per estendere lo sfondo di qualsiasi immagine aggiungendo elementi e oggetti, come in questa immagine realizzata da August Kamp a partire dal famoso quadro di Vermeer <em>Ragazza con l&#8217;orecchino di perla</em> o <em>Ragazza col turbante</em>.</p>
<div id="attachment_60950" style="width: 854px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/girl-with-a-pearl-earring.jpeg"><img class="wp-image-60950" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/girl-with-a-pearl-earring-1024x511.jpeg" alt="Original: Girl with a Pearl Earring by Johannes Vermeer Outpainting: August Kamp " width="854" height="426" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: OpenAi.com<br /> Autore dell&#8217;Outpainting: August Kamp</p></div>
<p><mark> Le potenzialità di questa nuova generazione di intelligenza artificiale sono infinite. Nel settembre 2022, in una sola settimana, sono stati annunciati tre nuovi software generatori di immagini originati da un testo e trasformatisi in 3D/video</mark>: <strong>GET3D</strong> (Nvidia), <strong>Make-A-Video</strong> (Meta) e <strong>DreamFusion</strong> (Google). E secondo molti, l&#8217;autentica superpotenza che verrà liberata dai generatori di immagini IA sarà proprio la produzione di immagini e video 3D.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su</strong> <a title="Wired.com" href="https://www.wired.com/story/picture-limitless-creativity-ai-image-generators/" target="_blank">Wired.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/lintelligenza-artificiale-produce-arte-meglio-degli-esseri-umani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lockdown art diaries 2 &#8211; Quando poi</title>
		<link>https://www.magzine.it/lockdown-art-diaries-2-quando-poi/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/lockdown-art-diaries-2-quando-poi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 08:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Laureti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[lockdown art diaries]]></category>
		<category><![CDATA[quando poi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=43906</guid>
		<description><![CDATA[Non sono mai stata una grande amante delle videochiamate. L’idea di poter sostituire il rapporto, il calore umano, tramite lo schermo di un computer è per me impensabile. Skype, Facetime, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1136" height="640" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/Coez-fronte-copertina-04_04_20.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Quando poi, Coez, Ph. Simone Biavati" /></p><p>Non sono mai stata una grande amante delle videochiamate. L’idea di poter sostituire il rapporto, il calore umano, tramite lo schermo di un computer è per me impensabile. Skype, Facetime, WhastApp, e ora anche Zoom e Houseparty, di colpo hanno iniziato a scandire le nostre giornate. Faccioni in primo piano dalle voci metalliche hanno sostituito amici e parenti. Ecco, se c’è una cosa che detesto di più – dopo l’odioso ritornello della notifica di chiamata – è proprio quell&#8217;orrenda inquadrata dal basso capace di accentuare ogni tuo minimo difetto. Devo ammettere, però, che mi sono ricreduta quando ho visto le foto di <strong>Simone Biavati, giovane e promettente fotografo classe ’99</strong>. Se non fosse stato per <strong>Alessandra Lanza – editorial manager per <em>The Vision</em> </strong>– mai avrei pensato che quegli scatti fossero stati realizzati in videochiamata su Instagram, per mezzo di un semplice <em>screenshot</em>.</p>
		<div id="aesop-image-component-43906-1" class="aesop-component aesop-image-component " >

			
			<figure class="aesop-content">
				<div class="aesop-image-component-image aesop-component-align-center aesop-image-component-caption-center" style="width:90%;max-width:100%;">
					
						<a class="aesop-lightbox" href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/Margherita-Vicario-Fronte-copertina-29_03_20.jpg" title="Quando poi, Margherita Vicario, Ph. Simone Biavati">
							<p class="aesop-img-enlarge"><i class="aesopicon aesopicon-search-plus"></i> Enlarge</p>
							<img src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/Margherita-Vicario-Fronte-copertina-29_03_20.jpg" alt="Margherita-Vicario-Fronte-copertina-29_03_20">
						</a>

					
						<figcaption class="aesop-image-component-caption">
							Quando poi, Margherita Vicario, Ph. Simone Biavati
						</figcaption>

					
					
				</div>
			</figure>

			
		</div>
		
<p>&nbsp;</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> «Simone era partito da un discorso prettamente fotografico e io ho proposto di ampliarlo in modo tale da realizzare una sorta di “diario di bordo” della quarantena, raccontato ogni giorno da un’artista diverso. <em>Quando poi</em> nasce così» </span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> Provenienti da background differenti ma accomunati da una grande passione per la musica, Alessandra e Simone hanno deciso di raccontare come la scena musicale italiana sta vivendo il periodo di <em>lockdown</em>. </mark> «Da tempo volevo realizzare qualcosa con Simone – racconta Alessandra – e quando mi ha contatta per raccontarmi ciò che aveva in mente sono stata subito entusiasta. Simone era partito da un discorso prettamente fotografico e io ho proposto di ampliarlo in modo tale da realizzare una sorta di “diario di bordo” della quarantena, raccontato ogni giorno da un’artista diverso. <em>Quando po</em>i nasce così e più che risaltare la quotidianità vissuta in isolamento, noi ci concentriamo sull&#8217;aspetto del “dopo”. Siamo interessati alle strategie mentali che ciascuno mette in campo per gestire questo momento, pensando al futuro in maniera costruttiva».</p>
<p>Sbirciando il profilo ufficiale del progetto – nato, diffuso e realizzato interamente su Instagram – la prima cosa che salta all&#8217;occhio è la colonna di sfumature di azzurro, grigio e arancione ritraenti foto del cielo. <mark class='mark mark-yellow'> «L’idea era di realizzare un dittico costituito da uno <em>screenshot</em> ritraente l’arista (in posa e diretto da Simone come durante un normale <em>shooting</em>) e da una foto del cielo realizzata dallo stesso intervistato. Il cielo simboleggia la libertà e il futuro, ma ci ha anche permesso di attualizzare  un po’  il tutto. </mark> In base al giorno e alla città infatti, esso cambia. Quando a Roma pioveva, ad esempio, gli artisti romani hanno scattato cieli plumbei, mentre Saturnino non ha potuto evitare di includere nella foto anche l’impalcatura del proprio palazzo».</p>
		<div id="aesop-image-component-43906-2" class="aesop-component aesop-image-component " >

			
			<figure class="aesop-content">
				<div class="aesop-image-component-image aesop-component-align-center aesop-image-component-caption-center" style="width:90%;max-width:100%;">
					
						<a class="aesop-lightbox" href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/Ghemon-25_03_20-.jpg" title="Quando poi, Ghemon, Ph. Simone Biavati">
							<p class="aesop-img-enlarge"><i class="aesopicon aesopicon-search-plus"></i> Enlarge</p>
							<img src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/Ghemon-25_03_20-.jpg" alt="Ghemon-25_03_20-">
						</a>

					
						<figcaption class="aesop-image-component-caption">
							Quando poi, Ghemon, Ph. Simone Biavati
						</figcaption>

					
					
				</div>
			</figure>

			
		</div>
		
<p><span class='quote quote-left header-font'> «Contattiamo artisti provenienti da generi different. Non ci interessa la popolarità ma il loro valore» </span></p>
<p>Ad intramezzare i due scatti realizzati ci sono poi le frasi salienti di quella che Alessandra definisce «una piacevole chiacchierata», più che un’intervista. «Contattiamo artisti provenienti da generi differenti. Non ci interessa la popolarità ma il loro valore. <mark class='mark mark-yellow'> In genere diciamo loro che la chiacchierata durerà in media una quindicina di minuti ma poi tutti hanno voglia di parlare anche di più. Anche se non ci troviamo nella stessa stanza, si crea un’empatia differente, in fondo viviamo un po’ la stessa situazione. È una cosa che mi ha stupito molto». </mark> Si inizia da discorsi generici, riscontrando una comune preoccupazione – legata alla propria salute e a quella dei familiari – ma è facile poi passare ad argomenti che esulano completamente dalla quarantena. E se si trovano dei punti in comune, «vai avanti a parlare a ruota libera» confessa Alessandra. «Con Saturnino ho riso per un’ora, con Voodoo Kid ho parlato di Harry Potter e con Colombre – l’artista con cui abbiamo inaugurato il format – sono arrivata a discutere anche di massimi sistemi».</p>
<p>Dalle testimonianze raccolte emerge la singolarità di ogni artista nell&#8217;affrontare la situazione, anche dal punto di vista creativo: «Chi non era per nulla ispirato si è reso conto che anche la propria casa poteva benissimo diventare uno studio, avendo a disposizione degli strumenti e, banalmente, un computer. Qualcun altro come Coez – che ha scritto molto sin dall&#8217;inizio – ci ha detto, invece, che solamente una volta a contatto con altre persone potrà capire se quanto creato può diventare una canzone. Ai produttori infine, come Frenetik&amp;Orang3, manca soprattutto l’ambiente dello studio, il<em> flow</em> che si crea con gli altri, scherzare insieme ed abbracciarsi». Un altro discorso molto affrontato è anche quello relativo all&#8217;insegnamento che potremmo trarre da questa esperienza: «C’è chi pensa che tutto ciò ci lascerà per forza un segno e che ci saranno più risvolti positivi a livello di umanità (ma forse questo accadeva di più a marzo); poi ci sono quelli che molto schiettamente dicono che questa cosa non ci renderà persone migliori come è accaduto, ad esempio, quando si è combattuto la guerra».</p>
		<div id="aesop-image-component-43906-3" class="aesop-component aesop-image-component " >

			
			<figure class="aesop-content">
				<div class="aesop-image-component-image aesop-component-align-center aesop-image-component-caption-center" style="width:90%;max-width:100%;">
					
						<a class="aesop-lightbox" href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/Marianne-Mirage-10_04_20.jpg" title="Quando poi, Marianne Mirage, Ph. Simone Biavati">
							<p class="aesop-img-enlarge"><i class="aesopicon aesopicon-search-plus"></i> Enlarge</p>
							<img src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/Marianne-Mirage-10_04_20.jpg" alt="Marianne-Mirage-10_04_20">
						</a>

					
						<figcaption class="aesop-image-component-caption">
							Quando poi, Marianne Mirage, Ph. Simone Biavati
						</figcaption>

					
					
				</div>
			</figure>

			
		</div>
		
<p>Per ora Alessandra e Simone non hanno ceduto alla moda delle dirette social, ma hanno portato avanti videochiamate private durante le quali «si è venuto a creare uno scambio inteso di riflessioni». <mark class='mark mark-yellow'> «Mi dispiace che questi aspetti un pochino vadano persi, ma fare dirette vuol dire fare intrattenimento. Con questo non voglio demonizzare l’intrattenimento anzi, ma il nostro scopo per ora è un altro, documentare<em>». </em></mark><em> Quando poi </em>infatti – realizzato in maniera del tutto indipendente – è un progetto che di sicuro non si fermerà alla dimensione virtuale. L’obiettivo è quello di raccogliere le varie storie in un <em>booklet </em>cartaceo simile a quello dei CD, da conservare come ricordo e magari «da sfogliare alla prossima pandemia – scherza Alessandra – ma ovviamente in questo caso spero il più tardi possibile».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per seguire il lavoro di Alessandra e Simone: <a href="https://www.instagram.com/quandopoi2020/?hl=it">@quandopoi2020</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/lockdown-art-diaries-2-quando-poi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lockdown art diaries 1 &#8211; Occhio per occhio</title>
		<link>https://www.magzine.it/lockdown-art-diaries-1-occhio-per-occhio/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/lockdown-art-diaries-1-occhio-per-occhio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 17:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Laureti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio per occhio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=43737</guid>
		<description><![CDATA[Ricordo come se fosse ieri quella notte in cui potei ammirare per la prima volta piazza San Marco deserta. La confusione ed il caos del giorno avevano lasciato posto ad ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/OPO_italia-07.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Piazza San Marco, Venezia, Occhio per Occhio, Ph. Alessio Perboni" /></p><p>Ricordo come se fosse ieri quella notte in cui potei ammirare per la prima volta piazza San Marco deserta. La confusione ed il caos del giorno avevano lasciato posto ad una quiete magica. La facciata della Basilica splendeva di una bellezza senza pari e il forte vento della laguna – che spettinava i miei capelli e irritava i miei occhi – infondeva per tutto il perimetro una musica dolce. Il <em>glamour</em> del Festival del Cinema vissuto poche ore prima non poté reggere il confronto di quella vista e quella pace. Tuttavia oggi, alle immagini delle stessa piazza vuota sì, ma nelle ore diurne, è impossibile non farsi prendere da una lieve malinconia. Come in un lunghissimo film di Michelangelo Antonioni, scorrono davanti a noi numerosissimi frame ritraenti anime aggirarsi per luoghi che, un tempo concepiti per socializzare, sono divenuti improvvisamente deserti urbani.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> «La potenza di piazza Duomo vuota a mezzogiorno era tale che mi sono subito detto “Caspita! Questa cosa qui è da raccontare. È troppo bella da far vedere”» </span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> <strong>Alessio Perboni</strong> – foto giornalista e autore di reportage da tutto il mondo – ha deciso di documentare tutto ciò da casa, facendo del proprio computer un nuovo obiettivo fotografico capace di raccontare questo periodo di <em>lockdown</em>. </mark> «Il progetto <em>Occhio per occhio</em> – ci racconta – è nato abbastanza per caso. Trascorsa la prima settima di isolamento in cui mi sono dedicato a lavori arretrati ho iniziato a pensare a come riuscire a realizzare nuovi reportage per narrare la situazione che stiamo vivendo. Tante cose erano già state fatte e non avevo grandi idee su come procedere. Poi un giorno un mio collega mi ha detto che sarebbe voluto andare a Venezia per vedere un po’ la città deserta, e allora mi sono subito chiesto come poteva invece apparire piazza Duomo a Milano. Ho cercato su Google e ho trovato una webcam che inquadrava proprio il Duomo». Il ricordo del lavoro del fotografo italiano Giorgio Di Noto – che qualche anno fa ha fotografato le Primavere Arabe senza recarsi in Nord Africa ma scattando polaroid allo schermo del proprio PC – così come la potenza della piazza vuota a mezzogiorno sono stati determinanti. «Mi sono detto “Caspita! Questa cosa qui è da raccontare. È troppo bella da far vedere” e ho iniziato i miei scatti».</p>
		<div id="aesop-image-component-43737-4" class="aesop-component aesop-image-component " >

			
			<figure class="aesop-content">
				<div class="aesop-image-component-image aesop-component-align-center aesop-image-component-caption-center" style="width:90%;max-width:100%;">
					
						<a class="aesop-lightbox" href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/OPO_mondo-04.jpg" title="Grand Place, Brussels, Occhio per Occhio, Ph. Alessio Perboni">
							<p class="aesop-img-enlarge"><i class="aesopicon aesopicon-search-plus"></i> Enlarge</p>
							<img src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/OPO_mondo-04.jpg" alt="OPO_mondo-04">
						</a>

					
						<figcaption class="aesop-image-component-caption">
							Grand Place, Brussels, Occhio per Occhio, Ph. Alessio Perboni
						</figcaption>

					
					
				</div>
			</figure>

			
		</div>
		
<p>Milano, Venezia, Roma ma anche New York, la Mecca, il Muro del Pianto, la Cina, il Giappone… le fotografie di Alessio scavalcano i confini delle nostre abitazioni, del nostro Paese, per farci viaggiare nonostante le limitazioni e lanciando una sfida aperta contro il virus. <mark class='mark mark-yellow'> «In <em>Occhio per occhio</em> si nasconde il concetto del mio sguardo, di quello delle webcam in giro per il mondo ma anche il senso di vendetta nei confronti del Coronavirus che ci obbliga a restare fermi in casa e a non poterci muovere liberamente». </mark> Con tutti i limiti del caso – «Sono abituato a stabilire tutto quando scatto una foto, mentre qui è impossibile farlo perché non puoi controllare aspetti quali l’inquadratura e l’esposizione ma ti devi adeguare» &#8211; quello che emerge dal risultato finale è una singolare e omogenea raccolta di cartoline dal gusto retrò.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> «Ho messo il cuore del fotografo cercando quei momenti che potessero piacermi di più» </span></p>
<p>E anche se «siamo tutti un po’ capaci di andare su Google e scattare <em>screenshot </em>dalle webcam che troviamo – ammette senza problemi Alessio – ho messo il cuore del fotografo cercando quei momenti che potessero piacermi di più». Le innumerevoli piazze vuote infatti acquistano un’aurea particolare proprio grazie alle poche persone che le popolano, intente a compiere «gesti assolutamente riconoscibili», come portare a spasso il cane, scattare selfie o consegnare un pasto in bicicletta. <mark class='mark mark-yellow'> «È bello anche pensare che in alcuni casi le persone scattate siano comunque connesse ad altre. Spesso infatti mi capita di vedere gente che sta facendo delle dirette – a Times Square come a Piazza di Spagna – che si guarda intorno con il cellulare in mano e puntato in alto. Anche questo fatto che io fotografo in tempo reale una persona a decine e decine di chilometri di distanza, che a sua volta è sì, da sola, ma che nello stesso momento sta mostrando a tutti quelli che la seguono (o semplicemente ad amici e o parenti) ciò che sta vedendo, è qualcosa di singolare che non è mai successo nella storia dell’umanità». </mark></p>
		<div id="aesop-image-component-43737-5" class="aesop-component aesop-image-component " >

			
			<figure class="aesop-content">
				<div class="aesop-image-component-image aesop-component-align-center aesop-image-component-caption-center" style="width:90%;max-width:100%;">
					
						<a class="aesop-lightbox" href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/OPO_mondo-09.jpg" title="Plaza Del Ayuntamiento, Valencia, Occhio per Occhio, Ph. Alessio Perboni">
							<p class="aesop-img-enlarge"><i class="aesopicon aesopicon-search-plus"></i> Enlarge</p>
							<img src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/OPO_mondo-09.jpg" alt="OPO_mondo-09">
						</a>

					
						<figcaption class="aesop-image-component-caption">
							Plaza Del Ayuntamiento, Valencia, Occhio per Occhio, Ph. Alessio Perboni
						</figcaption>

					
					
				</div>
			</figure>

			
		</div>
		
<p>L’insieme del materiale, raccolto dal 15 marzo (prima domenica di <em>lockdown</em> nazionale) fino ad ora, fornisce anche la testimonianza di come in realtà gli italiani stiano affrontando l’emergenza: «Tutto sommato la gente ci tiene a contenere la pandemia». L’idea finale è quella di fare di tutto quanto un libro e una mostra: «Questa è la speranza. Il mio è un progetto in divenire e sto cercando anche delle forme alternative per poterlo presentare». Di sicuro però, <em>Occhio per Occhio</em> rappresenta per Alessio anche qualcosa di più di un semplice lavoro: «Mi sono adattato facilmente alla reclusione. Le webcam sono state per me una valvola di sfogo capaci di far passare velocemente questi giorni, così come la forte consapevolezza che torneremo a viaggiare e a fare quello che facevamo prima».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per seguire il lavoro di Alessio:  <a href="https://www.instagram.com/alessio.perboni/?hl=it">@alessio.perboni</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/lockdown-art-diaries-1-occhio-per-occhio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/17 queries in 0.062 seconds using disk
Object Caching 775/864 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-18 08:41:30 by W3 Total Cache -->