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	<title>magzine &#187; #argentina</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Qatar 2022: il mondiale dei portieri</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 05:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Aprile]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche parte si legge che in una squadra di calcio esistono nove ruoli e due professioni: il centravanti &#8211; quello che risolve la partita con un gol &#8211; e ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="512" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/emiliano-martinez-89d6f09c-103e-47c8-abc6-0dff0412e598.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emiliano Martinez - World Cup Qatar 2022" /></p><p style="font-weight: 400;">Da qualche parte si legge che in una squadra di calcio esistono nove ruoli e due professioni: il centravanti &#8211; quello che risolve la partita con un gol &#8211; e il portiere. Se fino a poco tempo fa era usanza mandare in porta il più “scarso” della squadra, quello meno abile con la palla tra i piedi, negli ultimi decenni <mark class='mark mark-yellow'>il ruolo del portiere è, senza alcun dubbio, quello che è cambiato di più. Dai “portieri kamikaze” degli anni Cinquanta e Sessanta, Lev Yashin su tutti (unico ad aver vinto il pallone d’oro), si è arrivati all’idea del portiere-libero che partecipa alla costruzione dal basso della squadra.</mark></p>
<p style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>Da prerogativa funzionale al gioco della squadra, l’idea che l’estremo difensore debba partecipare al gioco è diventata una vera e propria ossessione e ha fatto dimenticare un particolare non da poco: il portiere deve saper parare. Punto.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Saper giocare con i piedi è diventata, infatti, una prerogativa ormai quasi indispensabile per i portieri. Spesso, però, da prerogativa funzionale al gioco della squadra, l’idea che l’estremo difensore debba partecipare al gioco è diventata una vera e propria ossessione che fa dimenticare un particolare non da poco: il portiere deve saper parare. Punto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutto questo è parso evidente durante i mondiali in Qatar, con i portieri delle varie selezioni che si sono resi protagonisti di parate provvidenziali. <mark class='mark mark-yellow'>Impossibile non partire dall’eroe della finale dell’Argentina, Emiliano Martinez, decisivo prima al 120 minuto con una parata da cineteca sul tiro a tu per tu di Kolo Muani, e poi ai rigori, dove annulla Coman e induce all’errore Tchouaméni con il suo discutibilissimo repertorio di provocazioni.</mark> Ride, balla, allontana il pallone, sbeffeggia chi si avvicina al dischetto, ma alla fine ha ragione lui: la Francia sbaglia due rigori e l’Argentina si porta a casa la sua terza coppa del mondo. Oggi i giornali parlano tutti (giustamente) di Leo Messi e di quella maledizione, ormai sfatata, che lo ha perseguitato negli anni. Senza El Dibu Martinez – come lo chiamano in Argentina – oggi staremo, però, commentando un’altra partita. Con quello parato a Coman, sono diventati tre i rigori annullati dal Dibu in questo mondiale, sei se si contano anche quelli dell’ultima edizione della Copa America, vinta proprio dalla Selection. <mark class='mark mark-yellow'>Una consacrazione che pone le basi nel giugno del 2021, quando Martinez viene convocato per la prima volta a 29 anni in nazionale, e che ha il suo apice a Doha un anno e mezzo più tardi con il riconoscimento di miglior portiere del torneo. Meglio glissare sull’esultanza post premiazione…</mark></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/qatar-2022-il-mondiale-dei-portieri/argentina-v-france-final-fifa-world-cup-qatar-2022-2/" rel="attachment wp-att-61251"><img class=" wp-image-61251 aligncenter" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/d9627740-7f7a-11ed-90a7-556e529f9f89-300x200.jpg" alt="Martinez Emiliano" width="559" height="372" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>E se El Dibu può dirsi soddisfatto delle sue prodezze dagli undici metri, per il portiere della Francia, Hugo Lloris, resta il rammarico di non essere stato in grado di pararne neanche uno nelle ultime due edizioni del mondiale.</mark> Un dettaglio non da poco, che alla fine ha fatto la differenza. “Non è però da questi particolari che si giudica un giocatore” direbbe De Gregori. E. infatti, <mark class='mark mark-yellow'>il portiere francese è stato protagonista di un mondiale di altissimo livello dall’inizio alla fine.</mark> Ha parato tutto (o quasi) quello che poteva, a cominciare dai salvataggi su Zielinski e Bellingham nella fase a eliminazione diretta. Eppure, di lui si parla sempre poco e male, tanto che il mondiale avrebbe dovuto giocarlo il connazionale rossonero Mike Maignan, rimasto a Milano per un infortunio alla gamba.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img class="wp-image-61247 aligncenter" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/813349b4208764e5ac7f13b5c57431a7c836625d-300x168.jpg" alt="Hugo Lloris" width="578" height="324" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Storia simile per Dominik Livakovic, simbolo di una Croazia capace di qualificarsi per la terza volta nella sua storia alle semifinali di un mondiale. L’estremo difensore croato è stato capace di scalzare un portiere esperto come Subasic, guadagnandosi, partita dopo partita, la fiducia di una piazza complicatissima. <mark class='mark mark-yellow'>A Doha ha scritto la storia con due record: terzo nella storia ad aver parato quattro rigori in un mondiale e primo in assoluto per numero di parate in una singola partita: 11, contro il Brasile di Tite.</mark> Niente male.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/qatar-2022-il-mondiale-dei-portieri/livakovic-croazia-2022-23-festeggia-squadra-1400x840/" rel="attachment wp-att-61249"><img class="wp-image-61249 aligncenter" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/livakovic.croazia.2022.23.festeggia.squadra.1400x840-300x180.jpg" alt="Darko Livakovic" width="572" height="343" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">Tra le sorprese, o meglio, le conferme di quello che potremmo definire a questo punto “il mondiale dei portieri”, c’è anche spazio per l’estremo difensore del Marocco, Yassine Bounou, la cui somiglianza con Rio de “La Casa de Papel” è impressionante. <mark class='mark mark-yellow'>Il portiere marocchino ha eliminato prima la Spagna agli Ottavi, neutralizzando due calci di rigore, e poi il Portogallo ai quarti con una serie di parate fuori dal normale (vedi quella su Joao Felix).</mark> I Leoni dell’Atlante, eliminati dalla Francia del marziano Kylian Mbappé, hanno chiuso il mondiale al quarto posto con cinque gol subiti in appena sette partite. I meriti, oltre che di un reparto difensivo mostratosi all’altezza, sono quasi tutti del trentunenne marocchino. <mark class='mark mark-yellow'>Non c’è da sorprendersi: del resto, l’estremo difensore del Siviglia. oltre al Trofeo Zamora, riservato al miglior portiere della Liga, era già riuscito ad aggiudicarsi il premio di miglior portiere dell’Europa League 2019/2020,</mark> quella vinta dal Siviglia contro l’Inter di Antonio Conte.</p>
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		<title>Nel nome di Messi: l&#8217;Argentina è campione del Mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2022 21:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Stella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per molti è solo un gioco dove ventidue persone in maglietta e calzoncini inseguono un pallone. Ma in realtà il calcio è un qualcosa che sa regalare emozioni straordinarie. È ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2076" height="1384" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/FkSAp47WYAMq6nV.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="FkSAp47WYAMq6nV" /></p><p>Per molti è solo un gioco dove ventidue persone in maglietta e calzoncini inseguono un pallone. Ma in realtà il calcio è un qualcosa che sa regalare emozioni straordinarie. È uno sport che sa infliggere incredibili delusioni, ma che allo stesso tempo sa ricompensare i suoi uomini simbolo. <mark class='mark mark-yellow'>Come <strong>Lionel Messi</strong> che in Qatar si giocava l’ultima chance per salire sul tetto del mondo e per eguagliare l’altro mito argentino, Diego Armando Maradona. E il cerchio del destino della leggenda di Rosario si è chiuso nel modo più dolce. <strong>L’Argentina</strong>, guidata dalla “Pulga”, è diventata <strong>campione del Mondo</strong> per la terza volta nella storia. E lo ha fatto battendo la <strong>Francia</strong> 7-5 dopo i rigori, al termine di una delle finali più entusiasmanti e pazze di tutti i tempi.</mark> Quello appena terminato è sicuramente uno dei mondiali più controversi mai organizzati, soprattutto per motivi che vanno bel oltre il calcio giocato. Ma oggi chiunque abbia seguito la partita, difficilmente ha potuto rimanere indifferente davanti allo spettacolo andato in scena.</p>
<p>La Francia si presentava alla partita con l’obiettivo di difendere il titolo vinto a Russia 2018, mentre l’Argentina voleva riportare in patria quel titolo che mancava dal 1986. <mark class='mark mark-yellow'>Ma la gara conteneva anche una sfida interna stellare. Quello tra Messi e la stella francese <strong>Kylian Mbappé</strong>. E il risultato di questo duello è stato epico: 3 gol più una rete ai rigori per il fuoriclasse transalpino, 2 gol più un altro nella lotteria dal dischetto per il fenomeno argentino.</mark> In generale la cronaca della partita è un turbinio di emozioni continue. L’Albiceleste parte a razzo, sorprendendo i rivali sul piano del pressing e dell’intensità. Messi guida le danze ma i suoi compagni lo sostengono alla perfezione. A partire da <strong>Angel Di Maria</strong>, che veniva da mesi difficili alla Juventus e che nelle ultime tre gare del Mondiale era partito dalla panchina. Ma nel giorno più importante “El Fideo” non tradisce: si procura il rigore, trasformato poi da Messi, con cui l’Argentina è passata in vantaggio al 23’ del primo tempo e poco più di dieci minuti dopo finalizza un’azione da manuale della sua squadra, superando Lloris con un tocco morbido. 2-0 e Francia completamente frastornata. Mbappé è marcato a vista, <strong>Giroud</strong> è sfinito (e infatti viene sostituito poco prima dell’intervallo) e il resto della squadra è sovrastata dall’energia degli uomini di mister <strong>Scaloni</strong>. E così si continua anche per quasi tutto il secondo tempo.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Una delle partite più belle di ogni epoca. Messi-Mbappé è stato un duello stellare. Ma l&#8217;Argentina corona il sogno anche grazie a Di Maria ed Emiliano Martinez.</span></p>
<p>Ma quando ormai la coppa sembra andare in direzione Buenos Aires, tutto cambia all’improvviso. All’80’ <strong>Kolo Muani</strong> viene steso in area da <strong>Otamendi</strong>: Mbappé batte <strong>Emiliano Martinez</strong> e riapre i giochi. I francesi ci credono e nemmeno un minuto dopo il ventitreenne parigino, servito da Thuram, si inventa una magia al volo che vale il pareggio. L’Albiceleste barcolla, è sotto shock, perché la maledizione Mondiale sembra non avere fine. Ma in ogni caso riesce a portare la contesa ai tempi supplementari. E al 108’ nuovo colpo di scena. Messi si accende di nuovo, serve <strong>Lautaro</strong> che sbaglia davanti a <strong>Lloris</strong>, ma la “Pulce” è lì e da pochi passi non sbaglia: 3-2. Sembra finita, tuttavia le montagne russe di questo match in realtà sono ancora ben in movimento. Al 118’ <strong>Montiel</strong> ferma col braccio un tiro del solito Mbappé: altro penalty, tripletta di Kylian, 3-3. E prima dei rigori, c’è tempo per l’ennesima e più grande sliding door della gara, con Martinez che compie una parata prodigiosa su Muani al 123’. <mark class='mark mark-yellow'>Nella decisiva lotteria dagli undici metri Messi (come Mbappé) è ancora infallibile, ma i veri eroi sono Martinez e Montiel. Il portiere, rivelazione del torneo e già decisivo contro l’Olanda ai quarti di finale, para il tiro di <strong>Coman</strong> e provoca in qualche modo anche l’errore di <strong>Tchouaméni</strong>. Il terzino, che aveva causato il rigore del 3-3, si riscatta e col sinistro regala la coppa all’Argentina.</mark></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Dopo 36 anni, la Selección può tornare a fare festa. Il tanto agognato Mondiale, che era pure iniziato male con il ko contro l’Arabia all’esordio, è stato raggiunto grazie a un gruppo che è cresciuto partita dopo partita, riuscendo a superare tutti i momenti difficili che si sono presentati.</mark> Tanti gli uomini chiave: dalla già citata sorpresa Emiliano Martinez, alla classe di De Paul e Di Maria, passando per l’enorme talento dei giovani Enzo Fernandez e Julian Alvarez, arrivando ovviamente a Messi. Il 10, accusato per anni di non essere in grado di incidere come ha sempre fatto nei club, è stato finalmente trascinatore anche della sua Nazionale. Mvp del torneo, 7 gol (anche se il titolo di capocannoniere è di Mbappé con 8 reti), 3 assist e una leadership totale. Eppure, più di 800 gol, 7 palloni d’oro, 4 Champions League, 11 Scudetti, 1 Oro olimpico e 1 Coppa America, più altri svariati titoli, erano numeri che lo rendevano già uno dei più grandi fenomeni di questo sport. <mark class='mark mark-yellow'>Fino ad oggi mancava però ancora un gradino: quello per ottenere il riconoscimento totale in patria, quello per raggiungere Maradona. Ma ora il cerchio si è chiuso e Lionel Messi da Rosario ha davvero vinto tutto. Anche con la sua Argentina.</mark></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/FkSLZreXoAAoMaw.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-61176" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/FkSLZreXoAAoMaw-300x300.jpg" alt="FkSLZreXoAAoMaw" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>Off The Radar – dieci pezzi da non perdere #52</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2022 16:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Farina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna Off the Radar, la rubrica di Magzine dedicata ai migliori longform e reportage della settimana, con dieci pezzi tutti da scoprire. Ucraina e Yemen: Paesi molto diversi che stanno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1170" height="780" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/03/Nella-foto-Somalia.-In-cima-a-una-cisterna-dacqua-un-uomo-aspetta-che-lacqua-venga-pompata-nella-borsa.-Fonte-Al-Jazeera.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nella foto: Somalia. In cima a una cisterna, un uomo aspetta che l&#039;acqua venga pompata nella borsa. Fonte: Al Jazeera." /></p><p>Torna <strong>Off the Radar</strong>, la rubrica di Magzine dedicata ai migliori <strong>longform</strong> e <strong>reportage</strong> della settimana, con dieci pezzi tutti da scoprire. Ucraina e Yemen: Paesi molto diversi che stanno vivendo la stessa tragedia con conseguenze drammatiche. Allo stesso tempo, si riaccende la speranza: il ricongiungimento con un “nieto desaparecido” grazie alla perseveranza delle nonne argentine e la possibilità di un futuro più green grazie all’intraprendenza delle case automobilistiche cinesi. Sullo sfondo, la 94esima cerimonia degli Oscar che si terrà la notte tra domenica 27 e lunedì 28 marzo. Buona lettura!</p>
<p>Il reportage dei reporter della BBC Quentin Summerville e Darren Conway che a Kharkiv hanno raccolto le testimonianze di <strong>due militari russi</strong> impegnati nella guerra in Ucraina dal primo giorno dell’invasione. (<a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-60860548" target="_blank">BBC</a>)</p>
<p>La guerra civile in <strong>Yemen</strong>, uno dei Paesi più poveri del Medio Oriente che secondo le Nazioni Unite vive ormai in una condizione di “emergenza cronica”, diventa sempre più violenta. Alle conseguenze dirette del conflitto si aggiungono <strong>fame</strong> e <strong>malattie</strong> che aggravano una delle <strong>crisi umanitarie</strong> peggiori del mondo. (<a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-29319423" target="_blank">BBC</a>)</p>
<p>Dal 1976 al 1983, durante la dittatura di Jorge Rafael Videla, l&#8217;<strong>Argentina</strong> registrò migliaia di casi di <strong>desaparecidos</strong>. Le Abuelas (“nonne”) de Plaza de Mayo da allora lottano per ritrovare i figli scomparsi e questa settimana è stato ritrovato Ignacio Montoya Carlotto, nipote della presidente del movimento<strong> Estela De Carlotto</strong>. (<a href="https://elpais.com/espana/2022-03-22/estela-de-carlotto-presidenta-de-abuelas-de-plaza-de-mayo-por-la-noche-lloro-durante-el-dia-peleo.html" target="_blank">El País</a>)</p>
<p>Mercoledì 23 marzo è morta <strong>Madeleine Albright</strong>, prima segretaria di Stato statunitense ad aver incontrato <strong>Vladimir Putin</strong> subito dopo la sua ascesa al Governo russo nel 2000. (<a href="https://www.newyorker.com/news/postscript/madeleine-albright-was-the-first-most-powerful-woman-in-us-history" target="_blank">The New Yorker</a>)</p>
<p>Tra i candidati all’<strong>Oscar</strong> come miglior film internazionale compare per la prima volta una pellicola proveniente dal <strong>Bhutan</strong>, un piccolo regno buddista nella regione orientale dell’Himalaya. Il film si intitola <em>Lunana: Il viaggio alla fine del mondo </em>e il suo regista, <strong>Pawo Choyning Dorji</strong>, racconta il suo arrivo a Los Angeles in compagnia della sua famiglia. (<a href="https://apnews.com/article/oscars-entertainment-arts-and-entertainment-los-angeles-hollywood-0ed40e596da3d55fe429683e83d9e1a2" target="_blank">AP News</a>)</p>
<p>Se le principali case automobilistiche occidentali non credono nel mercato delle batterie sostituibili per i <strong>veicoli elettrici</strong>, in <strong>Cina</strong> sembrano pensarla diversamente. Quattro società, con il sostegno del Governo, hanno annunciato che realizzeranno entro il 2025 un totale di <strong>24mila stazioni</strong> di scambio dove sarà possibile ricaricare velocemente i propri veicoli elettrici sostituendo direttamente la batteria. (<a href="https://www.reuters.com/business/autos-transportation/inside-chinas-electric-drive-swappable-car-batteries-2022-03-24/" target="_blank">Reuters</a>)</p>
<p>Un somalo su quattro deve fare i conti con la carestia causata dalla peggior <strong>siccità</strong> registrata negli ultimi 40 anni. Ad acuire le difficoltà si aggiunge la guerra in Ucraina: da Odessa l’anno scorso è partito , infatti, il 53% del cibo destinato al World Food Programme operante in <strong>Somalia</strong>. (<a href="https://www.aljazeera.com/amp/gallery/2022/3/24/photos-drought-in-somalia-worsened-by-funding-gap-ukraine-war" target="_blank">Al Jazeera</a>)</p>
<p><strong>Záhony</strong> è uno dei tanti Paesi ungheresi confinanti con l’Ucraina, ma è l’unico raggiungibile in treno. Dopo la Polonia, qui è arrivato il più alto numero di <strong>profughi</strong> dall’inizio della guerra, nonostante le dure politiche anti-immigrazione del Primo Ministro Viktor Orbán. (<a href="https://www.internazionale.it/reportage/noemi-la-barbera/2022/03/23/amp/ungheria-profughi-ucraina" target="_blank">Internazionale</a>)</p>
<p>Tra gli effetti negativi che la guerra in Ucraina sta causando ci sono l&#8217;impennata dei <strong>prezzi alimentari</strong> e la <strong>carenza di cibo</strong>, che potrebbero innescare un&#8217;ondata di instabilità nel mondo. (<a href="https://www.nationalgeographic.com/environment/article/war-in-ukraine-could-plunge-world-into-food-shortages" target="_blank">National Geographic</a>)</p>
<p>Un viaggio nelle terre canadesi dei <strong>guardiani nativi</strong> della BC, la <strong>British Columbia Coast</strong>, tra salvataggi, catture e salvaguardia del territorio. (<a href="https://www.internazionale.it/reportage/jimmy-thomson/2022/03/26/canada-prime-nazioni-guardacoste" target="_blank">Internazionale</a>)</p>
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		<title>Conarc, quando il facial recognition diventa incubo</title>
		<link>https://www.magzine.it/conarc-quando-il-facial-recognition-diventa-incubo/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 10:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Magistro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le forze dell’ordine in Argentina hanno un nuovo alleato. Si chiama Consulta Nacional de Rebeldìas y Capturas (Conarc) ed è un database, facilmente scaricabile dal web, che contiene nomi e ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/face-detection-4760281_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="face-detection-4760281_1920" /></p><p>Le forze dell’ordine in Argentina hanno un nuovo alleato. Si chiama <em><strong>Consulta Nacional de Rebeldìas y Capturas</strong></em> (<strong>Conarc</strong>) ed è un <mark class='mark mark-yellow'>database, facilmente scaricabile dal web, che contiene nomi e dati sensibili di tutti coloro che sono sospettati di aver commesso un crimine. </mark></p>
<p>Il Conarc include una tecnologia di riconoscimento facciale che combina le fotografie contenute nel database con le immagini raccolte in tempo reale da alcune telecamere sparse per la città di Buenos Aires. Una volta riconosciuto un soggetto sospetto, si procede con l’arresto.</p>
<p>Questo sistema orwelliano ha però dimostrato di avere numerose falle e molti cittadini ne hanno fatto le spese. Nel giugno 2019, per un errore di un funzionario della giustizia, il quale scambiò i dati della sua carta d’identità con quelli di un ricercato, <strong>Leonardo Colombo Vina</strong> è stato riconosciuto da una telecamera alla stazione Callao della metropolitana e immediatamente arrestato. Un’altra donna è stata ammanettata e trasferita in un’altra stazione di polizia con un’accusa di frode abitativa che risaliva al 2011. Anche in questo caso si trattò di un errore: il suo viso somigliava a quello della reale ricercata e questa inesattezza costò alla donna una notte in prigione. Anche la fondatrice della Ong <strong>Alerta Vida</strong>, <strong>Raquel Holway</strong>, fu arrestata per 40 minuti in un&#8217;altra stazione per una causa chiusa nel 2005, ma che il tribunale non le aveva ancora cancellato.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> Il ministero della Sicurezza ha informato che il 4% degli arresti è stato effettuato a seguito di un falso positivo e la polizia non possiede alcun protocollo per gestire tali situazioni.</mark></p>
<p>Quando a ottobre 2019 un’organizzazione nazionale per i diritti umani ha fatto causa al Conarc, il governo, in risposta, ha emanato una proposta di legge per permettere il riconoscimento facciale in luoghi pubblici. Ma a rendere il sistema ancora più controverso è il fatto che la piattaforma includa nomi di minori. A scoprirlo, uno studio dell’<strong>Osservatorio dei Diritti umani</strong>, che ha trovato nelle liste dei ricercati ben 166 bambini. Tra questi c’è M.G. di soli 4 anni, il più giovane tra i ricercati, citato per “crimini contro persone”.</p>
<p>Come dimostrano documenti ufficiali, il sistema è stato testato solo su visi adulti. Ciò rende il riconoscimento facciale più complesso per i minori che possono essere confusi e arrestati ingiustamente, con conseguenti ripercussioni sul loro futuro educativo e professionale.</p>
<p>Buenos Aires è solo la prima città ad aver utilizzato il riconoscimento facciale per i bambini. Anche Londra e Mosca hanno annunciato di voler utilizzare sistemi simili o hanno già cominciato a farlo, senza però fornire dettagli su come intendono proteggere i minori.</p>
<p>Perché è chiaro che i bambini, tuttavia, hanno bisogno di maggiori tutele. <mark class='mark mark-yellow'> Per questo motivo, <a href="http://https://www.unicef.org/globalinsight/reports/policy-guidance-ai-children%20">Unicef</a>, prendendo parte all’<strong>Artificial Intelligence for Children Policy Project</strong>, ha stilato nove linee guida per aiutare i governi e le società private a proteggere i più piccoli dal lato oscuro dell&#8217;AI. Perché una sorveglianza invasiva potrebbe condizionare negativamente non solo le loro vite, ma anche l&#8217;intera società. </mark></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per approfondire, continua a leggere su <a href="https://www.technologyreview.com/2020/10/09/1009992/live-facial-recognition-is-tracking-kids-suspected-of-crime/">Technology Review</a></strong></p>
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