A livello mediatico, discutere di sette sataniche e psico-sette significa riportare storie di violenze, abusi e altre esperienze negative vissute in tali gruppi da ex-adepti, che spesso ritengono di essere stati irretiti e plagiati da ‘santoni’, capi carismatici o movimenti religiosi non tradizionali. Sebbene esista una certa casistica in merito, vi sono studiosi che rifiutano l’idea che le sette pratichino indistintamente soprusi ai propri affiliati, e anzi pongono l’attenzione alle discriminazioni cui sono soggette queste organizzazioni, vittime della ‘propaganda’ dei movimenti anti-sette o, più semplicemente, disapprovate perché non convenzionali.

Massimo Introvigne

Sono note, in proposito, le convinzioni di Massimo Introvigne, ritenuto tra i massimi esperti a livello internazionale della storia e sociologia del satanismo. Autore dell’Enciclopedia delle religioni in Italia e di libri su fondamentalismo e Stato islamico, massoneria e società segrete, nonché Chiesa e pedofilia, lo studioso italiano – già consulente della polizia svedese e dell’Fbi – ha collaborato con l’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (Osce) contro la xenofobia e l’intolleranza verso i cristiani; ha inoltre fondato nel 1988 il Centro studi sulle nuove religioni (Cesnur), di cui è tuttora direttore. A magzine.it, Introvigne spiega che la maggioranza delle cosiddette ‘sette’ – termine ormai sostituito dalla locuzione ‘nuovo movimento religioso’, che non implica giudizi di valore – non sono dedite a reati e che il ‘lavaggio del cervello’ loro attribuito “non esiste”, essendo “un crimine immaginario”.

Massimo Introvigne, lei parla della presenza – all’interno del più ampio insieme delle religioni – di ‘movimenti religiosi criminali’. Cosa sono e quali reati compiono?
Ho proposto la categoria di ‘movimenti religiosi criminali’ perché mi sembra offra dei vantaggi metodologici rispetto alla parola ‘sette’, che per i sociologi indica solo i gruppi composti in prevalenza da membri di prima generazione, convertiti e non nati nel gruppo (nei manuali di sociologia, Gesù e gli apostoli sono il tipico esempio di ‘setta’, che poi nel tempo diventa ‘Chiesa’), mentre per i criminologi indica gruppi religiosi che commettono sistematicamente reati. Parlo di ‘movimenti religiosi criminali’ e non di ‘nuovi movimenti religiosi criminali’ perché ci sono gruppi criminali anche all’interno delle religioni tradizionali: pensiamo all’Isis o alle reti organizzate di preti pedofili scoperte in Irlanda e Australia. Per me l’essenziale è che si comprenda che i movimenti religiosi criminali commettono reati comuni, come il terrorismo, la violenza carnale, l’abuso di minori, talora anche reati economici gravi come il riciclaggio internazionale di denaro. Rifiuto invece nel modo più assoluto l’invenzione di reati immaginari come ‘essere una setta’ o ‘praticare il lavaggio del cervello’. Secondo la stragrande maggioranza degli studiosi di nuovi movimenti religiosi, il lavaggio del cervello non esiste e le relative accuse servono solo a discriminare gruppi religiosi impopolari.

È possibile conoscere la diffusione e il numero di adepti dei movimenti religiosi criminali?
Non si possono fornire statistiche sui movimenti religiosi criminali se non post factum: quando non sono ancora stati scoperti dalla polizia, di rado li conoscono gli studiosi. Una volta scoperti, cessano di avere membri perché chi ha commesso reati è arrestato e gli altri di solito si disperdono, come è avvenuto per le Bestie di Satana. Questi ultimi rappresentavano un caso estremo – non unico ma rarissimo – di pratica di omicidi rituali.

Ha citato le Bestie di Satana. Le sette sataniche rientrano nei movimenti religiosi criminali?
Alcuni gruppi satanisti rientrano nella mia categoria di movimenti religiosi criminali, come le Bestie di Satana, ma non altri. In maggioranza, i gruppi satanisti non commettono reati, anche se questi gli sono facilmente ascritti da una stampa superficiale, come ha riconosciuto la nostra magistratura nel caso dei Bambini di Satana Luciferiani, concluso con l’assoluzione – se vogliamo essere precisi, con l’assoluzione dalle accuse più gravi, e una condanna per fatturazione senza Iva ed evasione fiscale.

Oltre alle sette sataniche, esistono le cosiddette ‘psico-sette’. Che definizione darebbe di quest’ultime?
‘Psico-setta’ è una tipica definizione inventata dai cosiddetti ‘movimenti anti-sette’ per discriminare certi gruppi religiosi. Ricordo che in Italia, tanto per fare nomi e non girare intorno al problema, la Corte di Cassazione ha stabilito con sentenza definitiva che Scientology non è una psico-setta ma una religione. Mi sembra anche importante sottolineare che, come esistono movimenti religiosi criminali, esistono anche movimenti anti-sette criminali. Ci sono state, anche in Europa, numerose condanne per la pratica della ‘deprogrammazione’, definita un’attività criminale da due sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo – cioè il rapimento, da parte di incaricati dei loro genitori, di membri maggiorenni di nuovi movimenti religiosi che sono poi tenuti in cattività e maltrattati in vario modo per convincerli ad abbandonare il movimento. In Francia e altrove ci sono stati anche attacchi a sedi di movimenti religiosi con fenomeni di vandalismo e lancio di bombe. Se dovessi fare una statistica, direi che i crimini commessi dalle associazioni e movimenti anti-sette non sono meno gravi e numerosi di quelli per cui sono stati condannati esponenti di quelle ‘sette’ che sono da loro più spesso criticate.

Si ritiene che le sette pratichino forme di manipolazione mentale e di ‘lavaggio del cervello’, ma lei non è affatto d’accordo. Perché?
Ho scritto più di un libro per spiegare che il ‘lavaggio del cervello’ è un crimine immaginario. Fu inventato dalla Cia durante la Guerra Fredda e attribuito ai comunisti: si trattava di spiegare perché persone apparentemente ‘normali’ diventavano comuniste. Poi è stato applicato alle religioni in genere da ambienti anti-religiosi e infine alle sette dalla controversa psicologa clinica americana Margaret Singer. A partire dalla ‘sentenza Fishman’ del 1990, i tribunali americani hanno riconosciuto che il brainwashing è una teoria non scientifica, semplicemente propagandistica e polemica. Credere nel lavaggio del cervello ha la stessa credibilità del credere che la Terra sia piatta. Ne consegue che la sentenza della Corte costituzionale italiana che ha eliminato il reato di plagio non ha creato nessun vuoto legislativo: chi la legge si rende conto che non c’è «Credere nel lavaggio del cervello ha la stessa credibilità del credere che la Terra sia piatta» scritto che la norma è sbagliata ma si riferisce a un crimine reale; c’è proprio scritto che il plagio non esiste in natura. Naturalmente – e la sentenza lo riconosce – esistono forme ‘forti’ di persuasione, ma queste non sono uniche delle religioni e le incontriamo comunemente nella pubblicità, nella propaganda politica e – come scrivevano i giudici costituzionali – anche nella seduzione propria di ogni rapporto amoroso.

Infine, Introvigne ribadisce al nostro sito che “i movimenti religiosi criminali sono rari” e chiede che l’applicazione di tale categoria avvenga con parsimonia e particolare attenzione: «Essa non identifica religioni controverse e che hanno nemici – anche qui, per non girare intorno al problema, cito Scientology e i Testimoni di Geova – ma che non commettono reati comuni in modo sistematico: è chiaro che se qualche membro commette reati, questo non fa dell’organizzazione un movimento religioso criminale, altrimenti lo sarebbe la Chiesa cattolica, visto che esistono i preti pedofili. Questi non sono movimenti religiosi criminali; sono religioni che hanno diritto alla protezione costituzionale concessa alla libertà religiosa. E prego di sottolineare che io sono preoccupato anche per la presenza di movimenti e attività anti-sette di tipo criminale».