Nella sera della prima della Tosca, piazza della Scala è divisa a metà.Da un lato ci sono le auto che sfilano e che accompagnano all’ingresso del teatro il pubblico che assisterà all’opera, dall’altro gli ex dipendenti di Auchan che manifestano davanti a Palazzo Marino contro i 6.200 esuberi annunciati dal nuovo proprietario Conad. Nel mezzo, attorno alla statua di Leonardo, la questura ha disposto un cordone di forze dell’ordine che blinda la piazza da ogni lato, con uomini e transenne. Il protocollo di sicurezza, serrato, è reso necessario dalla presenza alla Scala di numerosi rappresentanti delle istituzioni. Oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel palco d’onore ci sono i ministri Luciana Lamorgese, Dario Franceschini e Vincenzo Spadafora, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il prefetto Renato Saccone, la vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, il sindaco Giuseppe Sala, e il governatore Attilio Fontana.

Gli ex dipendenti della catena di supermercati francese sono scesi in piazza per difendere gli oltre 6mila posti di lavoro a rischio dopo l’acquisizione da parte della cooperativa italiana. ≪Pugliese dacci risposte≫, scandiscono i manifestanti rivolgendosi all’ad del gruppo Conad. ≪Famiglie oltre le cose≫, intonano, sbeffeggiando il noto slogan pubblicitario. Quel poco che resta della piazza è gremito. Davanti alla sede del Comune, accanto agli ex lavoratori di Auchan, protestano anche gli attivisti del centro sociale Cantiere e i rappresentati della Confederazione unitaria di base. ≪Vogliono far pagare ai lavoratori le scelte poco oculate delle dirigenze – grida al microfono un rappresentante della Cub – noi ci mettiamo al fianco di questi lavoratori che con dignità e forza sono qui a lottare in questa giornata≫.Il sindacato di base è in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle morti sul lavoro. Ogni anno in Italia ce ne sono 1.300, una media di quasi cinque persone al giorno. Per la piazza sono disseminate decine di tute bianche che recitano “morto sul lavoro” e “morto per inquinamento”. Chiude la protesta il flash-mob contro i bombardamenti turchi sul Rojava: una decina di bambini e ragazzi giocano e corrono prima del sopraggiungere dei raid aerei, che disseminano morte tutt’attorno. Corpi coperti da teli neri, vernice rossa e scarpe abbandonate sono tutto ciò che resta.