«Una. Per tutti. Non per pochi». Protagonista del Festival dei diritti umani 2018 è stata la Terra,  scopo delle cinque giornate di incontri quello di diffondere la consapevolezza di quanto il suo sfruttamento possa incidere sui diritti umani e di spingere quindi verso un’economia più verde e sostenibile. Un’occasione dunque per prendere consapevolezza di tutta quella serie di record negativi che si continuano a registrare in materia di riscaldamento globale, emissioni di gas serra e cambiamenti climatici, ma anche per evidenziare primati e record positivi, come quelli di Paola Gianotti, ciclista e motivational coach, nonché detentrice dal 2014 del Guinness World Record come donna più veloce al mondo ad aver circumnavigato il globo in bici.

Laureata in Economia e Commercio e sportiva da sempre, quando nel 2012 ha dovuto chiudere la sua azienda ha deciso di reinventarsi: «Mi sono lanciata perché volevo seguire i miei sogni, inseguire le mie passioni, non volevo vivere una vita che sembrava predefinita». «Mi sono lanciata perché volevo seguire i miei sogni, inseguire le mie passioni, non volevo vivere una vita che sembrava predefinita. Dopo una laurea – racconta –  presa più per dovere che non per piacere, ho deciso che le mie passioni più grandi, il viaggio e la bicicletta, sarebbero diventate il mio lavoro».

La Gianotti ricorda poi quanto i cambiamenti climatici abbiano influito nel suo viaggio: « Nei miei 144 giorni in giro per il mondo avevo pianificato un percorso che volevo seguire, soprattutto per le regole del Guinness, che poi però ho dovuto cambiare a causa dei cambiamenti climatici.Per esempio in Sudamerica, tra il Cile e il Perù, ho incontrato uno tsunami e un terremoto e quindi invece di pedalare lungo la costa occidentale ho dovuto percorrere la parte interna e attraversare il deserto di Atacama, che è il deserto più arido del mondo, dove le temperature vanno dai 45 ai 55 gradi tutto il giorno. Anche qui in Italia al mio rientrata c’è stata una grossissima alluvione a fine novembre del 2014 che mi ha impedito di proseguire sull’Aurelia». Prima di raggiungere Massimo Tavoni per il dibattito sui costi del climate change ci saluta con un’ultima considerazione: «Forse finalmente ci stiamo rendendo conto di quello che stiamo facendo. «Spero che ognuno di noi possa essere consapevole ogni giorno che piccole azioni possono cambiare e aiutare il mondo».