Martin Scorsese contro Quentin Tarantino?Gli Oscar 2020 potrebbero essere il ring dello scontro tra due maestri del cinema americano, sia nella categoria per miglior film che per miglior regista.The Irishman e C’era una volta… a Hollywood hanno ottenuto dieci candidature a testa e sono due opere che racchiudono le sfumature più crepuscolari e malinconiche della poetica dei loro cineasti: la fine delle cose e il senso di decadimento e morte sono presenti sia nello sguardo di Scorsese che in quello di Tarantino, capaci di riflettere rispettivamente sulla mitologia gangster e sull’impossibilità di rinnovarla, e sul potere del cinema di ripensare e riscrivere la Storia.

Gli Academy Awards del prossimo 9 febbraio si annunciano come il momento ideale in cui l’industria cinematografica può lanciare messaggi potenti contro l’amministrazione di Donald Trump: tra i candidati nella categoria per miglior film, Joker di Todd Phillips (11 nomination) e Parasite di Bong Joon Ho, rappresentano l’espressione del disagio globale e della contestazione populista che hanno influenzato i movimenti politici anti-elitari diffusi in molte parti del mondo. Seppur con stili di regia e di racconto fortemente differenti, l’americano Phillips e il coreano Bong registrano un sentimento diffuso e di malessere, evidenziando i graduali passaggi dell’atto rivoltoso in grado di ribaltare le gerarchie politiche e sociali.

Attenzione a 1917 di Sam Mendes (10 nomination) e Jojo Rabbit di Taika Waititi: il primo è uno spettacolare virtuosismo registico su un drammatico episodio della Prima Guerra Mondiale, in cui due soldati britannici hanno il compito di infiltrarsi oltre le linee nemiche per raggiungere il Secondo Battaglione e comunicare loro che li attende una trappola. La seconda è una commedia farsesca ambientata nella Germania nazista dove un bambino seguace di Adolf Hitler deve convivere con una famiglia partigiana e una ragazzina ebrea.

Piccole donne di Greta Gerwig è l’adattamento personale e affettuoso del celebre romanzo di Louisa May Alcott e può contare sulle prove di un cast femminile in stato di grazia: le giovani Saoirse Ronan e Florence Pugh sono candidate rispettivamente per le statuette di miglior attrice protagonista e non protagonista. Le Mans ’66 – La grande sfida di James Mangold e Storia di un matrimonio di Noah Baumbach ricoprono, infine, il ruolo di outsider per la vittoria finale: da una parte, un racconto tradizionale sulla rivalità tra Ford e Ferrari; dall’altra, una struggente disamina sulla fine di una relazione sentimentale.