Il Monday night milanese offre lo spettacolo “Ambrogio e Agostino, conoscersi per riconoscersi” di Luca Doninelli al Piccolo Teatro Studio Melato. Oltre alla presenza di Giacomo Poretti, membro del trio comico “Aldo,Giovanni e Giacomo” due sono i protagonisti: Omenea Zaid, studentessa all’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Zhupeng Zhou, studente al Politecnico di Milano. Omenea, classe 1998, nasce al Cairo il 28 novembre e all’età di un anno —con la madre— raggiunge il padre in Italia alla ricerca di un futuro più prospero. Il teatro e la recitazione —passione che condivide con la sorella maggiore— sono stati per Omenea una costante nella sua vita, passione che le ha permesso di combattere la sua timidezza. Omenea cresce coltivando il sogno di diventare medico, e decide così di intraprendere il liceo scientifico. Dopo soli due anni si accorge di aver sbagliato percorso: chimica e fisica condannano la giovane ragazza di origini egiziane ad una bocciatura. Dopo questa battuta d’arresto, Omenea decide di cambiare percorso di studi intraprendendo l’indirizzo tecnico turistico. Passano altri due anni e recuperal’anno perduto ritirandosi da scuola ed iniziando a studiare da privatista.

Recuperato l’anno decide di iscriversi in Cattolica alla facoltà di Economia. Ad Omenea abbiamo chiesto, qual’è, secondo lei, il punto d’incontro fra la sua cultura d’origine, quella egiziana, e quella del paese di arrivo, quella italiana: «La mia personalità. So parlare benissimo l’italiano ma se mi guardi soltanto non penseresti mai che io sia italiana. Porto il turbante e ho un colore più scuro di pelle. Appena apro bocca però ti viene da dire che io sono italiana, anzi milanese. Faccio le stesse cose che fanno tutti i miei amici italiani. Quando esco la sera non bevo e non mangio maiale, ma mi diverto allo stesso modo». L’Italia ha accolto la famiglia Zaid nel migliore dei modi, anche se Omenea ci ha raccontato che nella sua vita è stata vittima di razzismo, specialmente con persone più grandi. Con i ragazzi della sua età non si sono verificati mai episodi di razzismo «perché crescendo insieme mi considerano italiana come loro».

Omenea ci ha anche rivelato qualche dettaglio dello spettacolo che la vede protagonista: « Lo spettacolo si basa sull’incontro tra Sant’Ambrogio —origine tedesca— e Sant’Agostino —origini arabe—,  due personalità emblematiche per Milano. Da principio Milano è dunque città accogliente e multiculturale fin dalla sua nascita. Il mio partner? Sarà anche questa una sfida riuscire ad integrarci in poco tempo l’uno con l’altro per rendere lo spettacolo migliore possibile. So che anche lui ha fatto un percorso di studio molto bello quindi mi aspetto che sia un ragazzo molto in gamba. Noi racconteremo la nostra storia. Daremo una testimonianza con uno sguardo teatrale».

Parlando dello spettacolo, non abbiamo resistito a chiedere alla giovane studentessa della Cattolica com’è lavorare con Giacomo Poretti: «Simpaticissimo anche nella realtà, cosa non sempre scontata. È la prima collaborazione insieme. Lo stile del teatro aiuterà molto a fare arrivare al pubblico il messaggio che Milano è una città all’avanguardia costruita da persone differenti integrate tra loro e che caratterizzano la città stessa». Sul futuro Omenea ha le idee chiare: «Non mi vedo in futuro a fare solo teatro ma spero di poter proseguire il mio percorso di studi. Frequento il terzo anno di economia e legislazione d’impresa e vorrei proseguire in magistrale. Diventare commercialista lavorando per la pubblica amministrazione è il mio obiettivo, aiutando l’Italia in generale. Una cosa che mia madre mi ha sempre insegnato è che se una persona ti da qualcosa tu devi restituirle sempre il doppio. Io sono consapevole che l’Italia mi ha dato una grandissima fortuna e tante cose che l’Egitto non mi avrebbe potuto dare quindi mi sento in dovere di restituire all’Italia molto di più. E penso di poter dare un aiuto».