Un microfono professionale pensato appositamente per i podcast, di facile utilizzo e dotato di uscita Usb, per essere comodamente usato anche senza disporre di un mixer audio. Arriva sul mercato lo Shure MV7. È lecito chiedersi cosa ci sia particolarmente di rivoluzionario dato che, in fondo, i produttori di microfoni sfornano nuovi modelli regolarmente. Eppure, fino ad ora, l’attenzione non era stata rivolta specificamente verso i produttori di podcast. Esistevano microfoni ad alto budget pensati per la registrazione di canzoni e audiolibri, riadattabili, con un po’ di intraprendenza, anche alla registrazione di altri tipi di contenuto audio, rigorosamente a livelli che vanno oltre l’amatoriale. L’idea di portare un microfono ad alto budget anche nelle case di chi registra direttamente da Pc, quindi, segna un’importante svolta.

Una ventina d’anni fa, in fondo, i video erano appannaggio esclusivo della Tv, e la radio era imperatrice indiscussa del mondo sonoro. Con l’avvento di Internet, la televisione ha scoperto nuovi concorrenti, come youtuber, streamer, e creatori di contenuti multimediali online, ed a sfidare la radio sono arrivati i produttori di podcast. Prodotti a volte in modo amatoriale, a volte con grande professionalità, i podcast sono sicuramente diventati sempre più popolari, e rappresentano ormai la controparte solo audio dei prodotti streaming.

L’MV7, in questo senso, può rappresentare molto di più di una trovata commerciale: ha il potenziale per fare da apripista ad una stagione del tutto nuova per la produzione dei podcast. Se la Shure, brand specializzato in microfoni professionali, ha deciso di investire su un prodotto dal prezzo elevato rivolgendosi però a chi, di fatto, parte da una base amatoriale, pubblicizzando il prodotto come espressamente pensato per i podcast, si può facilmente capire perché sia il caso di parlare di segno dei tempi.

Ora, se da un lato diverse recensioni già consegnano allo Shure MV7 il titolo di microfono Usb di miglior pregio, è ancor più rilevante constatare che questo molto probabilmente è solo l’inizio, la nascita di un nuovo segmento di mercato ad oggi quasi inesplorato. Se la Shure ci ha visto giusto, ed i creatori di contenuti audio investiranno realmente i circa 300 euro del prezzo di mercato con cui questo microfono debutta, molti altri produttori potrebbero presto seguire l’esempio dell’azienda statunitense. Occorrerà capire se le caratteristiche di punta, ovvero il disporre di un’ottima riduzione dei rumori esterni, la semplicità d’utilizzo e il lavorare in sinergia con un elaborato software di bilanciamento audio (con funzionalità sia automatiche che manuali), convinceranno i consumatori, ovvero chi, in ambienti informali e poco attrezzati, voglia comunque ottenere prodotti audio di qualità, in cui la voce non sia accompagnata da fruscii o suoni indesiderati.

Il momento per il salto di qualità dei podcast sembra essere arrivato, e l’MV7 potrebbe esserne solo un primo ambasciatore.

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