L’11 gennaio Nicoletta Orsomando ha compiuto 90 anni. Quaranta di questi li ha trascorsi dentro gli studi Rai come Signorina Buonasera. Dal 1953 la Orsomando è stata la voce che annunciava agli spettatori italiani ciò che avrebbero visto quella sera in tv. Nell’epoca in cui non esisteva ancora Tv Sorrisi e Canzoni, né tantomeno c’erano siti web dedicati al palinsensto, il ruolo di Nicoletta e delle altre Signorine era essenziale. Il loro era un lavoro importante che oggi non esiste più.

Il mondo è cambiato e delle Signorine Buonasera non c’è più bisogno. La società si è evoluta e figure un tempo considerate essenziali hanno smesso di essere richiesteIl mondo è cambiato e delle Signorine Buonasera non c’è più bisogno. La società si è evoluta e figure un tempo considerate essenziali hanno smesso di essere richieste. Non serve più qualcuno che annunci i programmi della sera, non serve più chi accende i lampioni o trasporta i tronchi sul fiume. Gli ultimi 80 anni hanno visto il declino di figure professionali di cui una volta si credeva di non poter fare a meno. Il tipografo, ad esempio. Professionista di alto rango dedito alla stampa. L’uomo senza cui nessuna notizia sarebbe stata diffusa, nessun capolavoro edito. Una figura professionale che oggi è stata sostituito dalla stampa digitale perché quel che una volta facevano le abili mani del tipografo, oggi lo fa un computer. Sulla tecnologia ricade la colpa di un’altra grande sparizione: le centraliniste telefoniche. Antenate degli operatori di call-center, le centraliniste svolgevano un’attività essenziale. Rispondevano a tutte le chiamate del mondo, anche le più segrete. Il loro era un ruolo da mediatrici, ponte umano tra chiamante e chiamato. Erano loro, infatti, a fare in modo che le chiamate arivassero al giusto destinatario. Senza di loro, gli squilli si sarebbero persi nell’etere.

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Altre donne (sì, i mestieri erano suddivisi per sesso) a essere scomparse dall’odierno panorama professionale sono i cosiddetti “computer umani”. Menti eccelse in grado di svolgere tutti i complicati calcoli che le pigre menti contemporanee lasciano svolgere ai pc. Così come la scrittura, che oggi si materializza su uno schermo ma che, un tempo, finiva sempre e solo su carta. Per esser più precisi, sulla carta dello scrivano. Colui che, dall’alto della propria alfabetizzazione, offriva ai compaesani l’indispensabile servizio di scrittura. Lo scrivano redigeva sotto dettatura missive di ogni genere: lettere alla mamma, serenate all’innamorata, missive minatorie ai creditori. Lo scrivano era una sorta di What’s Up vivente, ma oggi non esiste più. Allo stesso modo, è venuto a mancare il suo corrispettivo orale: il lettore. L’operaio più colto che, svincolato dalla catena di montaggio, aveva il compito di leggere ai propri colleghi le notizie del giorno. Una rassegna stampa in diretta decantata, se ne può esser certi, con molta più passione di quella che ci mette oggi l’Alexa di Amazon.

Lavori che muoiono, lavori che nascono. Il XXI secolo ha lasciato indietro numerose professioni ma, allo stesso tempo, ne ha create di nuove. Nessuna delle quali sarebbe potuta essere predetta nell’era di scrivani e spazzacaminiIl XXI secolo ha lasciato indietro numerose professioni ma, allo stesso tempo, ne ha create di nuove. Nessuna delle quali sarebbe potuta essere predetta nell’era di scrivani e spazzacamini. Difficile credere che un novecentesco lettore avrebbe potuto mai immaginare il lavoro di manager di identità online. Eppure esiste ed è una delle professioni che gli esperti ritengono diverrà essenziale tra un paio d’anni. Impersonificata da esperti dei social, in grado di curare in modo infallibile l’immagine che di noi diamo in rete e dalla quale deriva la nostra moderna reputazione. Altra new entry pare sarà quella dello specialista di socialità. Colui che reinsegnerà a noi, ormai infiacchiti dal troppo tempo trascorso dietro uno schermo, come si fa a stringere rapporti umani vis a vis.

Barber At Work

Nonostante l’evoluzione incessante, però, vi sono lavori che non passano mai di moda. O, se lo fanno, alla fine ritornano. Tra carriere che muoiono e altre che nascono, vi sono quelle che, nelle prime decadi del 2000, hanno fatto il loro ritorno sulla scena. A cominciare dal contadino, che oggi ha le vesti di un cittadino stufo del cemento. Per passare poi al barbiere che di quel contadino urbano cura il look. Dulcis in fundo, ritorna il maggiordomo. Figura sepolta dal tramonto della schiavitù ma che oggi trova spazio nelle case dei ricchi smaniosi di possedere un proprio Ambrogio tuttofare.