La guerra in Ucraina, scoppiata proprio un anno fa, ha profondamente cambiato il volto del giornalismo nel Paese. Il Comitato per la protezione dei giornalisti ha sottolineato che sono stati 15 i professionisti dell’informazione uccisi in Ucraina nel 2022: la prima vittima è stato il cameraman Yevhenii Sakun, ucciso da un missile a Kiev. I giornalisti, oltre a rischiare la vita, hanno dovuto anche fare i conti con il racconto di un conflitto inaspettato e con la diffusione di fake news e propaganda.

Non appena la Russia di Putin ha attaccato l’Ucraina, lo scorso 24 febbraio 2022, molti giornalisti si sono spostati nella parte occidentale del Paese per poter raccontare, in sicurezza, ciò che stava accadendo. La giornalista indipendente Olga Tokariuk, borsista non residente presso il CEPA (Centro per l’Analisi delle Politiche Europee) e all’Istituto Reuters, racconta com’è cambiata la sua esperienza personale e lavorativa in quest’anno di guerra nell’ultima puntata del podcast Future of Journalism, edito dall’Istituto Reuters per lo Studio del Giornalismo.

L’Ucraina ha conquistato l’attenzione di media internazionali e i giornalisti ucraini sono stati raggiunti da un’improvvisa quanto grande richiesta di interviste, reportage, articoli. Molti si sono trovati a raccontare un conflitto scoppiato all’improvviso e sono diventati reporter di guerra. «Non è stata una scelta quella di essere un reporter di guerra, ma questo era qualcosa che mi è stato imposto dall’invasione russa», sottolinea Tokariuk.

Un’altra sfida che il giornalismo ucraino ha dovuto affrontare in questo ultimo anno di guerra è stata di natura economica, provocata dal calo di entrate pubblicitarie e dalla distruzioni di attrezzature e redazioni. Oltre duecento media regionali hanno chiuso, mentre altri hanno ripensato il modello di business, affidandosi a donatori e finanziamenti esteri.

La grande richiesta di informazioni ha portato diversi canali televisivi ucraini ad unire le redazioni. Fin dai primi giorni di guerra, è stata lanciata la maratona della United TV per respingere la propaganda e la disinformazione che circolava sui canali russi e sui social media.

Il giornalismo ucraino si è dovuto, dunque, adattare alla nuova situazione di crisi e ha cambiato il suo volto per continuare a raccontare la realtà.

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