Sale la tensione in Corea: Washington e Seul lanciano missili in risposta a Pyongyang
Scambio di missili tra Corea del Sud e Corea del Nord, con gli Stati Uniti che si muovono di pari passo con Seul. Nessun obiettivo colpito, i razzi sono stati lanciati in direzione dell’Oceano. Secondo la Corea del Sud, l’azione “dimostra che anche se la Corea del Nord provoca con missili da vari luoghi, gli Stati Uniti e Seul hanno la capacità e la prontezza di colpire immediatamente con precisione in relazione all’origine della provocazione”. Si tratterebbe, quindi, della contro offensiva all’esercitazione missilistica di ieri, targata Pyongyang. L’obiettivo è dimostrare la compattezza dell’alleanza, che “rimane impegnata nel perseguire la pace e la prosperità del territorio coreano e nell’intera regione indo-pacifica”, spiegano le due potenze in una nota congiunta. Dopo 103 giorni di guerra in Ucraina, Washington dimostra di essere in prima linea anche nella penisola asiatica, dove da diversi giorni la tensione continua a salire. Quarantotto ore fa, Stati Uniti e Corea del Sud hanno portato a termine alcune esercitazioni militari vicino a Okinawa, in Giappone, definite dal governo di Kim Jong-un “prove tecniche di invasione”. Secondo la Casa Bianca, Pyongyang sta riprendendo i test missilistici per poi ricominciare quelli nucleari fermati nel 2017. Per Yoon Suk-yeol “le minacce atomiche e missilistiche del Nord stanno diventando sofisticate”. Nel frattempo, sul fronte interno, la Corea del Nord si trova impegnata a combattere contro il Covid: stando al regime, si tratta del primo focolaio da quando è esplosa la pandemia.

(Giorgio Colombo)

Partygate: in serata voto di sfiducia a Westminster contro Boris Johnson. Il premier britannico potrebbe essere cacciato

Dopo tante voci, alla fine è arrivata l’ufficialità: questa sera Westminster il partito conservatore è chiamato a decidere le sorti del proprio leader e premier britannico, Boris Johnson. La svolta è arrivata in mattinata dopo che è stato raggiunto il quorum necessario di lettere di deputati a favore di un voto di sfiducia (54, il 15% del gruppo). Secondo quanto si è appreso, diversi conservatori avrebbero fatto in modo che la loro adesione fosse formalizzata non prima della fine delle celebrazioni per il Giubileo di Platino della regina Elisabetta II. Lo scrutino si terrà questa sera tra le 19 e le 21, con i risultati che dovrebbero essere pubblicati subito dopo. Secondo i pronostici Bojo dovrebbe comunque riuscire ad ottenere almeno 180 voti, ovvero la metà più uno del gruppo parlamentare conservatore. Detto questo, si prospetta uno scrutino dall’elevata imprevedibilità dal momento che nelle ultime settimane il disappunto tra i tory è cresciuto sensibilmente.  A questo si aggiunge il fatto che il voto sarà segreto. A condannare il premier britannico è lo scandalo del Partygate, le famose feste organizzate a Downing Street in violazione delle norme sul Lockdown. Dopo una macchia simile, sono sempre di più i deputati convinti che Boris Johnson abbia perso definitivamente credibilità, e che tenerlo alla guida non farebbe altro che screditare l’intero partito conservatore, oltre che favorire il candidato laborista Keir Starmer. Ma Bojo non ci sta: stamattina il premier ha scritto una lettera ai suoi deputati, sottolineando i suoi successi alla guida dell’Inghilterra: “Stasera abbiamo l’opportunità di chiudere questa storia e settimane di speculazione dei media, in modo da finalmente andare avanti nel bene del Paese, con alla guida un partito unito”, ha concluso.

(Lorenzo Aprile)

Fabio Ridolfi ha scelto la sedazione profonda
Fabio Ridolfi, 46enne di Fermignano (Pesaro), immobilizzato da 18 anni a letto a causa di una tetraparesi, “ha scelto di porre fine alle sue sofferenze tramite la sedazione profonda e continua”. Lo ha comunicato lui stesso, fa sapere l’Associazione Luca Coscioni, tramite il puntatore oculare, in un video in cui spiega: “Da due mesi la mia sofferenza è stata riconosciuta come insopportabile. Ho tutte le condizioni per essere aiutato a morire. Ma lo Stato mi ignora. A questo punto scelgo la sedazione profonda e continua anche se prolunga lo strazio per chi mi vuole bene”. La decisione, spiega l’Associazione Coscioni, “arriva a seguito della mancata risposta da parte del Servizio Sanitario Regionale delle Marche che, dopo aver comunicato con 40 giorni di ritardo il parere del Comitato Etico con il via libera per l’aiuto medico alla morte volontaria, non ha mai indicato il parere sul farmaco e sulle relative modalità di somministrazione”. Per questo motivo Fabio il 27 maggio aveva anche diffidato formalmente l’Asur Marche ad effettuare in tempi brevi le verifiche sul farmaco. Diffida a cui l’Asur non ha mai risposto, ricorda l’Associazione. Decorsi i termini, i legali di Fabio avrebbero potuto legittimamente procedere con un’azione penale nei confronti dei responsabili dell’inadempimento per omissione di atti d’ufficio.
“Fabio aveva un diritto, – dichiarano l’avv. Filomena Gallo, segretario nazionale Associazione Luca Coscioni e coordinatrice del collegio difensivo di Fabio Ridolfi, e Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione -, quello di poter scegliere l’aiuto medico alla morte volontaria, legalmente esercitabile. Un diritto che gli è stato negato”.

(Giovanni Corzani)

Lutto nel mondo del giornalismo, è morto Gianni Clerici
È morto Gianni Clerici: lo scrittore giornalista e storica firma di Repubblica del tennis si è spento a Bellagio, sul Lago di Como, all’età di 91 anni. Clerici era considerato uno dei maggiori esperti di tennis del mondo, sport che ha raccontato per tanti anni e in tutte le forme. Veniva chiamato “lo scriba del tennis”, tanto è stata la sua influenza sul racconto dello sport.
  A darne notizia per primo, in un tweet, l’ex direttore di Repubblica Mario Calabresi.
“Un gigante del giornalismo sportivo”, scrive Calabresi. “Aveva eleganza, competenza e sapeva spiegare tutto. (Un giorno mi portò con lui a Wimbledon e mi insegnò che il vero spettacolo erano i picnic sull’erba con fragole e panna). Buon viaggio”.   Il tennis non lo ha però solo raccontato, ma ci ha anche giocato in gioventù: Clerici, infatti, è stato campione italiano di doppio, in coppia con Fausto Gardini nel 1947 e nel 1948. Vinse la Coppa de Galea e anche il Monte Carlo New Eve Tournament, prima di calcare almeno per un turno l’erba di Wimbledon la terra rossa del Roland Garros. Una volta appesa la racchetta, Clerici è stato collaboratore della Gazzetta dello Sport dal 1951 al 1954, editorialista e inviato de il Giorno, nel 1988 aveva iniziato la collaborazione con l’Espresso e Repubblica. Autore di oltre 6mila articoli sportivi, ha dedicato al tennis le sue pubblicazioni più importanti. Per il numero e la qualità delle sue pubblicazioni, Gianni Clerici è stato inserito nel 2006 nella Hall of fame del tennis, secondo italiano dopo Nicola Pietrangeli. 

(Lorenzo Cascini)