Ucraina e Moldavia verso l’Ue: attesa la convalida del Consiglio.

Quello di oggi a Bruxelles è “un Consiglio europeo storico. Mostreremo ancora una volta la nostra solidarietà all’Ucraina, ma prenderemo anche una decisione importante per la prospettiva europea di questo Paese”. Generano grandi attesa e aspettative le parole del cancelliere tedesco Olaf Scholz, pronunciate al momento del suo arrivo al summit tra i capi di Stato Ue previsto per le due giornate del 23 e 24 giugno. Il parlamento europeo ha infatti approvato con 529 voti a favore, 45 contrari e 14 astenuti la relazione in cui chiede la concessione immediata dello status di Paese candidato Ue all’Ucraina e alla Moldavia. Adesso si attende il via libera dal Consiglio per la convalida. Oltre al capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, Yermak, si dichiara fiducioso anche il presidente del Consiglio europeo stesso, Charles Michel, mosso dall’intento di esprimere una chiara e forte prospettiva comunitaria anche per la Georgia. Nel contesto dell’aggressione russa dell’Ucraina la decisione pare ai deputati “una prova di leadership, determinazione e lungimiranza”, come gli stessi hanno sottolineato. Tra gli altri temi all’ordine del giorno figurano anche le ricadute umanitarie, alimentari, energetiche e securitarie del conflitto e gli aiuti a famiglie e imprese colpite dalla crisi. Chiede solidarietà anche la Lituania, minacciata dalla Russia di rottura di tutti i legami e forniture energetiche.

(Ludovica Rossi)

Ucraina, 120^ giorno di guerra: i russi avanzano nel Donbass.

Anche oggi nel Donbass si segnalano “pesanti incendi nella città di Lysychansk causati dal lancio di più di cento razzi”. Lo ha affermato il governatore dell’oblast ucraino di Lugansk, Serhiy Gaidai, che ha aggiunto: “Si contano numerose vittime tra i civili”, ma “nonostante gli incendi, la città continua ad essere in prima linea nella resistenza ucraina agli occupanti. Lysychansk si sta difendendo!”. Un’altra zona di tensione è ancora la regione di Zaporizhzhia, dove il sindaco ha annunciato che alcuni lavoratori della centrale nucleare sono stati sequestrati dai russi a Enerhodar, città nella stessa regione. Sono circa 34.430 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, di cui 200 nelle ultime 24 ore: lo rende noto l’esercito di Kiev, riporta Ukrinform. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 216 caccia, 183 elicotteri e 620 droni abbattuti. Intanto la situazione intorno a Kaliningrad, l’exclave russo sul mar Baltico, resta tesa. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha promesso che la risposta al blocco del transito di alcune merci da parte della Lituania in applicazione di sanzioni europee “risiederà nel campo pratico e non in quello diplomatico”. Mosca, infatti, sta valutando il taglio delle forniture di energia elettrica alla Lituania. Da Bruxelles filtra la notizia che il caso Kaliningrad finirà sul tavolo del summit Ue.

(Riccardo Piccolo)

L’assenza di Beppe Grillo alla riunione di oggi nella capitale e la rabbia dei 5S.

Il fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, questa mattina ha rinunciato al suo viaggio a Roma programmato già diverso tempo fa. All’indomani della scissione è stata questa la decisione del politico che si definisce umanamente dispiaciuto e deluso. Oggi, sul tavolo della riunione si sarebbe dovuto tenere il confronto sul flop delle Comunali ma anche sul contratto da 300mila euro per il sostegno alla comunicazione del M5S fornito dal blog. Il dietrofront ha visto l’appoggio dell’ex premier Giuseppe Conte che commenta: “Beppe è molto dispiaciuto ma resta dalla parte del Movimento”. Il sentimento di malumore nei confronti di Grillo da parte del M5S è stato trasversale: “Ha lasciato le chiavi di casa al primo che passava e ci ha lasciati soli” dichiarano i nuovi membri in forze all’Ipf (Insieme per il futuro) guidati da Luigi Di Maio. “Il problema è che sembra non fregargliene più niente”, si sfogano dall’altra parte i grillini in forma anonima. Infine, mentre il leader del Movimento Conte rassicura i cronisti – “niente strappi con il governo, la nostra adesione non la mettiamo assolutamente in discussione” – c’è chi, nel Consiglio nazionale riunitosi formalmente ieri mattina, ha proposto lo scatto di penali contro i transfughi che lasciano il gruppo con multe da centomila euro.

(Melissa Scotto Di Mase)

Nuova ondata Covid: con Omicron 5 è boom di contagi. 

Oggi sono 56.166 i nuovi casi di Covid in Italia, con quasi 250 mila tamponi effettuati e un tasso di positività pari al 22,6 percento. I decessi odierni sono 75 e i ricoveri ordinari 117. I posti letto occupati nelle terapie intensive restano invece stabili. È arrivata l’estate, ma questo bollettino desta la preoccupazione dell’intera comunità scientifica e rappresenta la conferma chiara di una previsione fatta solo qualche settimana fa: l’arrivo di una nuova ondata. Omicron BA5 è la nuova variante responsabile di oltre il 50 percento dei casi di positività ed è “molto diversa dalle varianti precedenti perché più immunoevasiva e in grado di sfuggire anche alla quarta dose”, ha spiegato il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palù. Ci sono però due buone notizie: innanzitutto Omicron 5 non aggira i test del tampone e poi i sintomi sembrano essere lievi. I più comuni sono febbre, inappetenza e forte mal di gola. Studi scientifici hanno dimostrato che i vaccini continuano in qualche modo a proteggere e i medici confermano che le persone immunizzate con almeno due dosi non sviluppano sintomi importanti. Secondo il docente di igiene all’Università del Salento Pier Luigi Lopalco il picco di questa nuova ondata estiva “si registrerà con buona probabilità nella seconda metà di luglio”. L’epidemiologo, però, sottolinea: “Fare previsioni precise al momento è complesso perché ancora non conosciamo fino in fondo il livello di contagiosità di questa sottovariante”. L’invito è dunque alla cautela e all’attenzione.

(Aurora Ricciarelli)