Se ieri vi abbiamo annunciato l’avvio della nuova app di Quartz, prima applicazione che permette di accedere alle news sotto forma di messaggi istantanei, direttamente rivolti al lettore, oggi il discorso merita di essere ulteriormente approfondito.

Infatti, la tendenza di utilizzare forme di messaggistica istantanea per veicolare contenuti giornalistici, trasformando la fruizione delle news in una vera e propria conversazione, sta interessando molte delle maggiori testate editoriali del panorama mediatico..

L’applicazione di Quartz, che invia messaggi, foto, gif, link e che risponde alle domande del lettore, è infatti solo l’ultima delle sperimentazioni riguardo a questo nuovo modo di fruizione delle news. Nell’aprile del 2015 BuzzFeed aveva lanciato un’applicazione di messaggistica, Kik, che permetteva alle persone di ricevere news personalizzate in base ai propri interessi. E già da qualche mese alcuni editori, come il tabloid tedesco Bild, avevano aperto la strada alle news sotto forma di chat, usando le applicazioni di Facebook Messanger e Whatsapp.

Altro esempio è il Listening Post di News Orleans, che utilizza l’app per smartphone Groundsource per avere una partecipata conversazione con la propria community, che è poi diventata il blocco principale per un nuovo programma della radio pubblica della città. Anche ProPubblica, noto sito di giornalismo investigativo, utilizza Facebook non solo per consultare i lettori prima di affrontare un’inchiesta, ma anche per estendere la conversazione soprattutto dopo che la storia è stata pubblicata, per raccogliere il feedback emotivo della community.

Ma come mai questo nuovo modello informativo sotto forma di conversazione sembra funzionare così bene?

Sicuramente perché qualsiasi esperimento creativo che incoraggi le persone a relazionarsi con le news in una maniera innovativa e sforzi le testate editoriali a pensare in maniera diversa a come servire la propria comunità con il proprio servizio informativo è un passo avanti nella giusta direzione, che sfama il bisogno di intimità e curiosità delle persone, che si sentono così protagoniste del flusso informativo e non semplici fruitori passivi delle notizie.