La piccola Elena Del Pozzo è morta. Drammatica confessione della madre: «L’ho uccisa io».

Nessun rapimento. La piccola Elena Del Pozzo di cinque anni, scomparsa ieri a Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, è stata uccisa dalla madre, Martina Piatti di 23 anni. «L’ho uccisa io. Non ero in me». Così, dopo un lungo interrogatorio, la donna ha confessato agli inquirenti di essere l’autrice del terribile gesto. La 23enne inizialmente aveva raccontato che la figlia era stata rapita da un gruppo di tre uomini armati, ma fin da subito questa versione era apparsa poco credibile. In realtà, dopo averla ritirata dall’asilo, la madre ha ucciso Elena con un coltello da cucina e in seguito ha nascosto il corpo in un terreno vicino alla loro abitazione. Secondo quanto ricostruito dalla procura di Catania, il movente dell’omicidio sarebbe da ricondurre «a una forma di gelosia nei confronti dell’attuale compagna dell’ex convivente, nonché padre della bambina». Infatti, Martina Piatti e l’ex compagno Alessandro Del Pozzo, 24 anni, già da alcuni mesi non stavano più insieme e l’uomo si era rifatto una vita con un’altra donna. Una storia, a quanto pare, non accettata dalla Piatti, che ora è accusata di omicidio e occultamento di cadavere. Increduli il padre e i parenti della piccola che non riescono a capacitarsi di questa tragedia. La nonna di Elena ha però raccontato un delicato retroscena su alcuni comportamenti, tenuti da Martina Piatti con la figlia e con la famiglia: «Un giorno le stava dando botte e gliela abbiamo dovuta togliere dalle mani. La madre aveva un atteggiamento autoritario e aristocratico. Decideva lei quando portarci la bambina».

(Alessandro Stella)

 

Gazprom, taglio del 40% sulle forniture di gas all’Europa

La Russia ha annunciato di avere ridotto del 40% le forniture di gas via Nord Stream, il gasdotto che attraverso il Mar Baltico arriva in Germania, con effetto immediato. Lo rende noto Gazprom, la compagnia statale russa, con un comunicato ufficiale in cui giustifica la riduzione del flusso a cento milioni di metri cubi al giorno con motivi tecnici legati al funzionamento della stazione di compressione di Portovaya. La multinazionale che gestisce l’estrazione e la vendita di gas naturale in Russia specifica nella nota che la riduzione delle forniture sarebbe dovuta alla mancata consegna di alcune attrezzature da parte del gruppo tedesco Siemens che sarebbero servite per effettuare delle riparazioni sulle condutture, facendo sì che solo tre unità di compressione del gas possano essere utilizzate ad ora. Se il ministero dell’Economia tedesco ha garantito al momento la sicurezza degli approvvigionamenti, il prezzo del gas in Europa registra un netto rialzo: le quotazioni hanno raggiunto i livelli di metà maggio.

(Matteo Galiè)

 

Alla ricerca di gas: Draghi vola in Israele

Con la missione di Mario Draghi in Israele si torna a parlare del gasdotto che dovrebbe portare nuove forniture di gas naturale verso l’Italia. Il dossier principale della visita con il premier israeliano Naftali Bennet riguarda lo sviluppo di energie rinnovabili. Dopo la sigla di un’intesa con l’Algeria, il premier guarda all’Israele come nuova via strategica grazie alla politica per la diversificazione delle fonti energetiche del governo. Era dal 2015 che un presidente del consiglio italiano non visitava lo stato ebraico. L’opera è in cantiere e il progetto EastMed-Poseidon era già stato approvato nel 2017. Da anni l’infrastruttura, di almeno 1900 chilometri – di cui un terzo in terraferma e il resto in mare – promette di portare in Europa 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno, con l’obiettivo di arrivare ai venti. In un recente incontro con la stampa, lo stesso premier ha ricordato che il progetto è in via di conclusione, prevista per il 2025.

(Francesca Arcai)

 

Morto lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua.

Si è spento a 85 anni lo scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua. Da tempo malato, l’autore aveva recentemente rilasciato interviste in cui diceva di attendere la morte con serenità: “La morte è un dono che facciamo ai nostri nipoti, lasciamo loro spazio”. Più volte candidato al premio Nobel, Yehoshua ha narrato la complessità del mondo ebraico senza mai smettere di riflettere sull’identità e sul futuro del suo Paese. Insieme a David Grossman e Amos Oz, è stato paladino di una soluzione pacifica del conflitto tra Israele e Palestina.

Abraham Yehoshua è stato definito dal New York Times come il “Faulkner israeliano”: il suo obiettivo era esplorare i comportamenti dell’individuo e il suo rapporto con la società e la memoria. Molto amato in Italia, le sue opere sono state tutte pubblicate da Einaudi: dal suo libro di debutto La morte del vecchione del 1962 a La figlia unica, ultimo romanzo uscito nel 2021 e ambientato proprio in Italia, paese che lo scrittore considerava la sua “seconda patria”.

(Daniela Bilanzuoli)