Fotografia, arte, letteratura, poesia e cinema. Sono questi gli infiniti spazi in cui ha vagato il genio di Antonia Pozzi, poetessa milanese vissuta negli anni ’30 e morta prematuramente a soli 26 anni suicida. Della sua incredibile produzione sono ancora molti i lati nascosti e da scoprire, primo tra tutti il suo talento per la fotografia, un’arte che Antonia studiò non tanto per un desiderio di apprenderne la tecnica, quanto perché convinta che la natura avesse un sentimento nascosto che l’obiettivo deve cercare di cogliere, per cogliere quell’eternità che la realtà effimera del tempo non lascia intravedere.

A 77 anni dalla sua scomparsa Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con Città metropolitana di Milano e Centro Internazionale Insubrico “C. Cattaneo” e “G. Preti”, dedicano alla poetessa la mostra Sopra il cuore nudo. Fotografie e film di Antonia Pozzi, un percorso alla riscoperta del suo talento attraverso film e fotografie ancora inediti. Il cuore della mostra e delle passioni di Antonia è l’immagine, da quella reale a quella poetica, che prorompe fortissima in tutta la sua produzione.

La mostra prenderà il via il 23 ottobre e proseguirà fino al 6 gennaio 2016, ma il percorso nell’arte di Antonia Pozzi inizia molto prima. Per finanziare la creazione del Catalogo integrato e digitale dedicato alla poetessa, volto a ricostruire la sua opera complessiva composta da poesie, scritti, lettere, foto, filmati, la Fondazione Cineteca Italiana ha dato vita a una campagna di crowdfunding che premetterà al pubblico di sostenere questo ambizioso progetto. La campagna è in partenza domani, mercoledì 23 settembre e comprende una serie di proposte in qualche modo legate ad Antonia Pozzi e alla sua Milano.

La prima occasione per partecipare alla campagna è quella di sabato 26 settembre quando allo Spazio Oberdan andrà in scena la versione restaurata dalla Cinémathèque Royale de Belgique del film muto Il jockey della morte, thriller pseudo-gotico girato in gran parte nel centro di Milano, i cui scorci sono costantemente al centro della vicenda, in particolare il Teatro Dal Verme, nel film trasformato in arena da circo. Si prosegue sabato 10 ottobre, al MIC – Museo Interattivo del Cinema, con la proiezione dell’edizione restaurata del capolavoro degli anni ’20 Show girl, una serata che mira a coinvolgere gli spettatori che dovranno presentarsi con almeno uno degli accessori tipici degli anni 20 da piume a fascette, papillon, paillettes. Anche in questa occasione l’incasso della serata sarà interamente devoluto alla campagna di crowdfunding per finanziare la creazione del Catalogo di Antonia.

«Il progetto del Catalogo integrato e digitale – dice il Direttore della Fondazione Cineteca Italiana, Matteo Pavesi – nasce dal desiderio di diffondere tra un pubblico giovanile la sensibilità di Antonia Pozzi proprio attraverso il suo sguardo». Uno sguardo unico ed eclettico, che permetterà agli spettatori di immergersi nell’arte di Antonia conoscendo la vita, i travagli esistenziali, le foto, le riprese e le riflessioni filosofiche della poetessa.

La mostra, che aprirà il 23 ottobre, permetterà di ammirare una serie di fotografie inedite, tra cui quelle realizzate da Antonia nell’amata Pasturo, sulle Dolomiti, ma anche e soprattutto nella sua città, a Milano, nei circoli culturali ma anche nelle zone povere e periferiche, tra i bambini, i mercati e le botteghe degli antichi mestieri. Il materiale fotografico sarà accompagnato anche da 6 film inediti in formato super8 girati da Antonia stessa.