Siamo davvero immuni dai pericoli della rete? In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza in Internet,  Microsoft ha diffuso una ricerca che indaga sul livello di consapevolezza digitale degli utenti. Lo studio, condotto tra gli adulti e i teenagers di 14 Paesi nel mondo, ha dato vita all’Indice di Civilità digitale (DCI), che misura l’esposizione degli internauti ai pericoli della rete nel corso della loro vita.

Secondo le stime di Microsoft, i rischi maggiori provengono dai seguenti fattori:

– Fattori intrusivi, il contatto non voluto è il tramite privilegiato attraverso il quale si diffonde il pericolo digitale.

-  Fattori comportamentali, i rischi legati ai comportamenti assunti in rete sono i secondi più comuni. Uno su cinque ha avuto esperienza di minacce e di trolling.

-  Fattori sessuali, tre intervistati su dieci sono stati esposti a rischi legati alla sfera sessuale. Il 24% ha avuto esperienza di sexting non voluto, mentre il 15% ha subìto sollecitazioni a sfondo sessuale.

-  Fattori reputazionali, il pù diffuso è il doxing, che incide sul 12% degli intervistati. Tale pratica consiste nel diffondere le informazioni personali e private (ad eempio. nome e cognome, indirizzo, numero di telefono etc.) o altri dati sensibili riguardanti la persona, di solito con un intento malevolo.

⇒Consulta l’intera ricerca su Microsoft.com