Il primo motore di ricerca per le fake news ha un’anima italiana. Si chiama Hoaxy e promette di essere il Google delle bufale online. Ideato dal professor Filippo Menczer e dal suo team di ricerca all’Università dell’Indiana,  Oaxy traccia la diffusione delle notizie false che rimbalzano nella rete e finiscono per essere rilanciate da molti media.

Come funziona? L’utilizzo di Hoaxy è molto semplice e ricorda quello di una classica ricerca su Google:  basta inserire una parola chiave per ottenere una serie di articoli sul tema, pubblicati da oltre cento siti di bufale americani.

«Il nostro  obiettivo non è stabilire se una notizia sia vera o falsa ma analizzarne l’andamento sui social network», spiega all’ANSA Menczer. «Costruiamo modelli per capire i meccanismi virali di alcune notizie, come si sono sviluppate, quali sono i profili che le hanno promosse. Non siamo né giornalisti né fact-checker che verificano, ma aiutiamo il pubblico e i media a capire le notizie false, siamo uno dei tanti strumenti nell’arsenale».

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