La stagione dei grandi giri del ciclismo sta per cominciare. È tutto pronto per l’edizione numero 106 del Giro d’Italia, che prende il via dall’Abruzzo e si chiuderà a Roma il 28 maggio. Tre settimane di spettacolo, fatica, corse contro il tempo e scalate durissime per ottenere l’ambita maglia rosa. Si parte subito con una tappa a cronometro: i 18,4 km tra Fossacesia Marina ed Ortona, in provincia di Chieti, stabiliranno le prime gerarchie di questa corsa. Sono due i grandi favoriti per la vittoria della classifica generale: il belga Remco Evenepoel e lo sloveno Primoz Roglic, entrambi a caccia del primo successo nella “corsa rosa”. Tra gli italiani – l’ultimo successo finale di un azzurro al Giro risale al 2016, quando trionfò Vincenzo Nibali – la punta di diamante sarà Damiano Caruso, arrivato secondo nel 2021. Il ciclista siciliano mira ad una posizione di classifica prestigiosa anche se è difficile pensare che possa conquistare il “trofeo senza fine”. Fin dalla prima tappa però i corridori italiani vogliono ben figurare: nella cronometro abruzzese occhi puntati su Filippo Ganna, uno dei favoriti per indossare la prima maglia rosa.

Riccardo Magrini, ex ciclista e autorevole commentatore di Eurosport, analizza i temi principali di questo Giro d’Italia e racconta le emozioni che solo questa corsa può regalare.

Che giro d’Italia dobbiamo aspettarci? Il percorso delle varie tappe può rendere spettacolare questa edizione?

Sicuramente ci aspettiamo un Giro d’Italia molto bello perché, a differenza degli altri anni, ci sono due corridori che possono contendersi la vittoria: Remco Evenepoel e Primoz Roglic. Entrambi hanno a disposizione due squadre che lavoreranno solo esclusivamente per loro. Tuttavia, i due favoriti potrebbero cadere anche in delle imboscate, visto che il Giro quest’anno è molto duro, con tante tappe impegnative. E quindi altri corridori possono approfittare di questo dualismo e di conseguenza può venir fuori una bella corsa. In tanti dicono che saranno le tre tappe a cronometro a fare la differenza. Non credo, però, che questo Giro si vinca attraverso le cronometro. Di certo saranno tutte e tre impegnative. Soprattutto l’ultima, quella del Monte Lussari.

Approfondiamo meglio i profili di Evenepoel e Roglic: quali sono i punti di forza principali dei due e come, questi, potranno fare la differenza?

Quello di Roglic è lo “sprint”, nelle volate di fine tappa può recuperare il tempo che probabilmente perderà da Evenepoel durante le gare a cronometro. Il belga, infatti, ha il suo punto massimo di forza in questa specialità. Poi c’è anche da valutare il fattore età: Remco è più giovane, più fresco e ha un contro aperto col Giro d’Italia dopo una prima apparizione non molto brillante nel 2021. Roglic però può compensare con la maggiore esperienza.

Capitolo italiani: Damiano Caruso, dopo l’ottimo risultato nel 2021, può ambire anche quest’anno ad un posto prestigioso in classifica?

Credo che Caruso parta con i galloni di capitano nella sua squadra. Certo la Bahrain-Victorius è un gruppo molto agguerrito, con almeno tre o quattro corridori che possono far bene anche soprattutto in salita. Damiano ha una condizione buona, ha fatto bene al Giro di Romandia, ottenendo un bel terzo posto in classifica generale. Oltre alla qualità credo che abbia lo spirito giusto e il morale alto. Può sicuramente ambire a un posto in classifica generale di prima fascia: nei primi cinque ce lo vedo tutto. Poi consideriamo che lui nelle “cronometro” non va pianissimo, di conseguenza è una delle nostre principali speranze.

Il focus di Riccardo Magrini sugli italiani: “Vedo Caruso tra i primi cinque e spero che Ganna vinca la prima tappa. Milan e Fortunato ci daranno soddisfazioni”.

Quali saranno invece gli obiettivi e i possibili risultati di Filippo Ganna?

Io mi auguro che Ganna possa vincere la prima tappa a cronometro e prendersi subito la prima maglia rosa. Spero davvero che Filippo possa ribaltare i pronostici avversi per quanto riguarda la prima tappa, nella quale Evenepoel sembra essere il favorito. Anche perché così lancerebbe subito un bel messaggio per chi magari è un po’ distratto e non sa che il Giro d’Italia inizia. Se Ganna vincesse la prima cronometro, sicuramente il ciclismo avrà spazio maggiore anche sui media e soprattutto nei telegiornali. A livello di comunicazione questo sport è un po’ carente.

Lei è un ottimo “talent scout”. Oltre a Caruso e Ganna, chi tra i giovani italiani presenti al Giro può ottenere buoni risultati?

Per quanto riguarda le tappe che si risolveranno in “volata”, punterei sul giovane Jonathan Milan che credo potrà darci tante soddisfazioni. Mi aspetto buone cose da Alessandro Covi, che però dovrà fare il gregario di Joao Almeida. Il portoghese, infatti, potrebbe essere uno dei principali rivali di Roglic ed Evenepoel. Per le gare in salita poi abbiamo anche Lorenzo Fortunato, che però non può essere considerato più giovanissimo. Tuttavia, sarà capitano della sua squadra e ha già ottenuto una vittoria di tappa prestigiosa al Giro, sul Monte Zoncolan. Anche lui si presenterà a questo Giro col morale molto alto e la voglia di fare bene.

Lei racconta il Giro da tanti anni. Quali emozioni prova nel raccontare il nostro paese attraverso il Giro d’Italia?

È sempre un’emozione, perché io ho corso il Giro nove volte e poi ne ho seguiti due da direttore sportivo. Quando parte il Giro d’Italia per un italiano, almeno per quello che mi riguarda, è sempre un qualcosa di emozionale. Io non credo che riuscirò a dormire prima della tappa iniziale, mi alzerò molto presto. Ora sono 19 anni che commento il Giro per Eurosport. Mi entusiasmano quasi sempre le tappe di montagna, però la prima gara, quando si parte, è sempre molto emozionante.

“Commentare e vivere il Giro d’Italia è sempre una grande emozione. Il bello di questa corsa è anche la scoperta del nostro territorio”.

Quest’anno, tra l’altro, non si parte all’estero, è un giro tutto italiano. Si inizia dall’Abruzzo…

È un’ottima scelta e sarà sicuramente un prologo tutto da gustarsi. Sarà una tappa veramente molto bella anche perché si percorrerà questa pista ciclabile, che fa parte di un progetto ambizioso sull’Adriatico. Si passerà accanto ai “Trabocchi”. Il bello del Giro d’Italia è anche la scoperta del nostro territorio, non solo la corsa in sé.