MOSTLY TRUE / Luigi Di Maio: “Il governo Conte ha il più alto consenso in Europa”

Ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira su La7, il 23 gennaio 2019 il vicepremier e ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi Di Maio ha dichiarato che, secondo uno studio realizzato dall’Istituto Cattaneo, il governo Lega- Movimento 5 Stelle sarebbe il più popolare d’Europa.

In realtà il report citato da Di Maio non fornisce esattamente questo dato. Nel documento, intitolato Lo strano caso del consenso al governo Conte e redatto sulla base dei dati messi a disposizione da ParlGov e Polls of Polls, viene esaminata la dinamica del consenso sia dei partiti (di maggioranza e di opposizione) che dell’esecutivo Lega-Movimento. Si mette in evidenza come il governo, nonostante l’importante consenso di cui gode, non sia il più popolare in assoluto tra i paesi dell’Ue. Si colloca, infatti, al secondo posto, subito dopo il governo di Malta guidato dal premier laburista Joseph Muscat. L’esecutivo maltese, infatti, supera la soglia del 60% (dal 55,1 % del 9 marzo 2013, + 5%) di gradimento tra i suoi cittadini.

Dal grafico emerge però che dal giorno dell’insediamento ad oggi il governo Conte è l’esecutivo che ha guadagnato di più in termini di consenso (dal 50,1 % del 4 marzo al 58, 5% del settembre 2018, +8,4%) tra quelli dell’Unione europea.

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La curva del consenso degli esecutivi dei principali Stati Ue

 

Francia                                                               Germania                                                                     

France consensusGermany consensus

 

Regno Unito                                                     Italia (in rosso)

UK ConsensusM5S-Lega Consensus

Il governo guadagna popolarità, l’opposizione perde voti

I dati forniti da Poll of Polls e basati sui sondaggi condotti da 8 istituti (Quorum, Technè, SWG, Euromedia Research, Piepoli, EMG, Index Research, Demos&Pi), confermano l’aumento dei consensi per i partiti che sostengono il governo Conte, che ha sfiorato il 60% (+8,4% rispetto al giorno delle elezioni) tra ottobre e novembre 2018, mentre sembra registrare un leggero calo negli ultimi mesi, probabilmente dovuto agli scontri tra M5S e Lega in materia di legge di bilancio.

Per quanto riguarda invece il Partito democratico, nel periodo che dalle elezioni a oggi i sondaggi restituiscono un’apparente stabilità, con una percentuale di consensi ferma al 18% (- 1%), senza cali né rilevanti impennate. Leggermente diversa la tendenza di Forza Italia, che ha subito un calo di circa 3 punti percentuali nelle intenzioni di voto, con una forbice di valori che va dal 7,9% (- 6,1%) dei consensi riportato da Index all’11,9% (- 3,1%) riportato da Technè. Il partito di Silvio Berlusconi, quindi, sembra al momento quello apparentemente più danneggiato dall’exploit della nuova Lega di Matteo Salvini. Nel periodo a cavallo tra fine 2018 e inizio 2019 Forza Italia ha toccato il punto più basso di consenso, raggiungendo a fatica il 9% (- 5%). Per contro, la Lega ha raggiunto nella seconda metà del 2018 il 32% (+15%), diventando il primo partito politico italiano.

Il percorso di crescita del M5s, invece, dopo l’ascesa al governo ha subìto una brusca battuta di arresto. Attualmente, il partito di Di Maio può contare su un elettorato assestatosi al 25% (- 8%),  percentuale inferiore di circa 8 punti a quella stimata per la Lega.

 

Italia

Il consenso di Lega e M5S dal 4 marzo a oggi

È proprio dai sondaggi che emerge in maniera palese il divario tra le due anime che costituiscono l’esecutivo Conte. Prendendo come riferimento le indagini svolte da SWG, da quando è al governo, la Lega di Salvini ha raddoppiato la propria percentuale di votanti. Alle politiche del 4 marzo 2018 aveva ottenuto il 17,35%, mentre il 28 gennaio 2019 risulta essere al 32,6% (+ 15,25%).  Gli aumenti più sostanziali sono stati registrati dopo gli altri appuntamenti elettorali (22 aprile, 10 giugno) che hanno visto trionfare il centrodestra (regionali e amministrative), e nei momenti di maggiore tensione dovuta alla crisi dei migranti (25 agosto e 28 gennaio).

Completamente diversa la situazione del Movimento 5 Stelle, che ha vissuto un crollo continuo, passando dal 32,68% del 4 marzo 2018 al 24,9% (- 7,78%) del 28 gennaio 2019. Dopo un’iniziale crescita (35,2% il 23 marzo, +10,3%), il movimento di Grillo ha perso i propri consensi soprattutto in seguito all’accordo di governo con la Lega. Leggeri segnali di risalita sono stati registrati in concomitanza con l’abolizione dei vitalizi alla Camera (12 luglio) e l’approvazione del Def (27 settembre) contenente il via libera al Reddito di cittadinanza.

LegaM5S

 

 

 

 

Dati e grafici di Swg

L’ascesa dei movimenti sovranisti in Europa e in Italia 

L’avanzata dei partiti sovranisti in Europa continua. Come confermato dagli ultimi sondaggi realizzati da Pollofpolls.eu, un’alleanza fra i tre maggiori gruppi parlamentari con ideologia sovranista potrebbe costituire la seconda forza politica all’interno del Parlamento europeo. Se infatti si dovesse trovare un accordo fra Europa delle Nazioni e delle Libertà (ENF), Conservatori e Riformisti Europei (ECR) e Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD), il gruppo dei sovranisti europei nel suo insieme potrebbe superare i 150 seggi e posizionarsi alle spalle del Partito Popolare Europeo (EPP) – dato oggi a 178 seggi – e di poco sopra all’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D), stimata intorno ai 135 seggi. Sembra ormai chiaro che le prossime elezioni europee dal 23 al 26 maggio non saranno, come di consueto, una sfida fra popolari e socialisti. Faranno il loro ingresso, in maniera più o meno dirompente, le forze politiche esterne ai partiti tradizionali, con vocazione sovranista e spesso euroscettica.

Guardando nello specifico ai dati si notano le diverse tendenze dei nazionalisti nei vari Paesi. In Francia il Rassemblement National di Marine Le Pen ha superato En Marche! del presidente Emmanuel Macron ed è stimata la prima forza del Paese con il 22%. In Ungheria Fidesz di Viktor Orbàn ottiene addirittura la maggioranza assoluta dei consensi (52%). Ottimo risultato anche per l’FpÖ in Austria stimato al 22%, seppur ancora dietro a socialisti e popolari. Faticano, invece – almeno nel confronto con gli altri Paesi – i nazionalisti tedeschi (Alternative für Deutschland al 13%) e spagnoli (Vox all’11%). Fa storia a sè l’Italia, dove la Lega di Matteo Salvini, come visto, è saldamente il primo partito (32%), ma l’altra forza euroscettica, il Movimento 5 Stelle, è in netto calo (25%, -8% rispetto alle elezioni del 4 marzo).

Francia

Francia

 

Ungheria

Ungheria

 

Austria

Austria

 

Germania

Germania

Spagna

Spagna