La maggioranza è pronta a cambiare i decreti sicurezza voluti dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’attuale titolare del Viminale Luciana Lamorgese, infatti, ha presentato oggi alla maggioranza un testo con delle misure volte a rivedere alcune norme presenti nei decreti sicurezza. Come anticipato da la Repubblica le correzioni riguardano diversi punti salienti: le multe alle Ong, la protezione speciale per i richiedenti asilo e i tempi d’attesa per la concessione della cittadinanza.

Le correzioni del ministro Lamorgese riguardano diversi punti salienti: le multe alle Ong, la protezione speciale per i richiedenti asilo e i tempi d’attesa per la concessione della cittadinanza.

Il primo punto riguarda la regolamentazione delle attività di soccorso delle navi delle organizzazioni non governative davanti alle coste libiche.Il ministro Lamorgese vuole ridurre drasticamente le multe che attualmente sono previste per le navi Ong che non rispettano il divieto di ingresso in acque italiane. Da 1 milione di euro si passerebbe a 50mila euro; e l’arresto del comandante della nave avverrebbe soltanto con la reiterazione della condotta contestata. Il regime sanzionatorio, comunque, rimarrebbe.  Come spiega Matteo Villa, ricercatore del programma Migrazioni dell’Ispi, la volontà di non stravolgere l’impalcatura anti-Ong «deriva dalla necessità della ricerca di un compromesso tra i due maggiori azionisti del governo». Il Movimento 5 Stelle cede – con l’approvazione dell’ala ortodossa che fa riferimento al presidente della Camera Roberto Fico ­– alle richieste del Partito Democratico di cambiare i decreti approvati dagli stessi grillini a patto di non sconfessare totalmente la linea adottata durante il governo con la Lega.

Per quanto riguarda il permesso di soggiorno, anche in questo caso Lamorgese offre una soluzione di compromesso. Le modifiche proposte dovrebbero ampliare i casi in cui è previsto il sistema di protezione sociale ­– disagio psichico, vittime di tratta etc. – ma non reintrodurrebbero la protezione umanitaria abolita da Salvini nel 2018.  L’obiettivo è quello di ridurre il numero di immigrati irregolari presenti in Italia. Una misura parzialmente efficace, secondo Villa: «Bisogna leggere cosa c’è nella proposta, anche se sembra un’iniziativa simbolica. Per raggiungere un numero accettabile di irregolari in Italia (non i 600mila di oggi) bisognerebbe avviare una sanatoria per le persone che dimostrano di avere il diritto di restare in Italia. E non parlo solo delle persone arrivate via mare, ma anche quelle giunte via terra. Nel lungo periodo, invece, si dovrebbero riaprire i canali regolari d’immigrazione, aumentando le poche migliaia di quote concesse negli ultimi anni».

 Infine, sul tema della cittadinanza si tornerebbe alle norme vigenti prima dell’approvazione dei decreti salviniani. I tempi massimi della concessione della cittadinanza arriverebbero perciò fino a 2 anni, contro i 4 anni previsti dalle regole attuali.

Dopo la vittoria delle elezioni in Emilia-Romagna il Pd cerca, quindi, di trovare la giusta spinta per smarcarsi dalle politiche del governo giallo-verde in materia di immigrazione. Era da tempo che tra i parlamentari Dem cresceva l’insofferenza verso i decreti sicurezza. Grazie anche alla pressione del movimento delle Sardine – visto con simpatia da Zingaretti e da tutto il centrosinistra – adesso il Pd vuole mettere mano ad uno dei cavalli di battaglia di Salvini. Non è tardata, infatti, la risposta del leader della Lega. Dai suoi account social l’ex ministro dell’Interno tuona: «Pazzesco. Con tutti i problemi che ci sono in Italia qual è la loro priorità? Smantellare i Decreti sicurezza: più protezioni ‘umanitarie’, tempi più rapidi per dare la cittadinanza, stop alle multe per le Ong, stop alla confisca delle navi. Noi cercheremo di fermare chi vuole cambiare i decreti sicurezza».  E con toni ancora più duri: «Se scende da un barcone uno con il coronavirus denuncio il ministro per attentato alla salute pubblica».